Promessi Sposi, capitolo 11: riassunto semplice, schema e quiz

Aggiornato il · Scritto da Revizly

Nel capitolo 11 dei Promessi Sposi don Rodrigo riceve i bravi a mani vuote, si consulta con il conte Attilio e grazie al Griso scopre che Lucia è a Monza. Intanto Renzo arriva a Milano e trova la città in piena rivolta per il pane.

Riassunto del capitolo 11

Don Rodrigo accoglie male il Griso e si confida con Attilio, che promette di vendicarsi del frate. Scoperto che Lucia è a Monza, manda là il Griso e medita di far bandire Renzo, che intanto arriva a Milano in rivolta.

Il ritorno dei bravi

Come segugi che tornano dal padrone dopo aver perso la lepre, i bravi rientrano al palazzotto nella notte degli imbrogli. Don Rodrigo li aspetta al buio in una stanza dell'ultimo piano, sicuro di sé: chi andrà mai a cercare una ragazza lassù? Ma quando li conta dalla finestra si accorge che manca la bussola, la portantina preparata per Lucia. Accoglie il Griso con insulti («signor capitano, signor lascifareame?»), ascolta il suo racconto confuso e sospetta che in casa ci sia una spia. Per il giorno dopo ordina di mandare due uomini dal console perché non faccia denuncia, di nascondere la bussola nel casolare e di mescolarsi tra la gente per capire che cosa è successo.

Attilio e le chiacchiere del paese

La mattina il conte Attilio lo accoglie gridando «san Martino!», per ricordargli la scommessa persa. Sentito tutto, si fa serio: dietro c'è il frate, un «impiccione» che non andava lasciato andare. Attilio promette che a Milano farà intervenire il conte zio del Consiglio segreto, e che andrà lui stesso a lisciare il podestà.

Intanto in paese tutti parlano. Perpetua, capito di essere stata ingannata da Agnese, non riesce a tenere il segreto, che le ribolle dentro come vino giovane in una botte vecchia; Gervaso si vanta, Tonio si confida con la moglie, i genitori di Menico chiudono il figlio in casa ma raccontano che i fuggiaschi sono a Pescarenico. Il misterioso pellegrino alimenta le voci più strane. Per il Griso, che era proprio quel pellegrino, tutto è chiaro: riferisce al padrone che nessuno lo ha tradito, che c'è stato un matrimonio a sorpresa e che i tre sono fuggiti a Pescarenico. Don Rodrigo si morde il dito: «Quel frate me la pagherà».

Il segreto arriva a don Rodrigo

Con una riflessione ironica sull'amicizia, il narratore spiega come un segreto passi «d'amico fidato in amico fidato» fino a chi non doveva saperlo. Il barocciaio che ha accompagnato le donne, tornando a Pescarenico, confida la sua buona azione a un amico; due ore dopo il Griso sa che Lucia e Agnese sono in un convento di Monza e che Renzo è andato a Milano.

Don Rodrigo prova una «scellerata allegrezza» per la separazione e fa due piani. Il primo è mandare il Griso a Monza: il bravo esita, perché lì non è protetto e sulla sua testa c'è una taglia di cento scudi, ma alla fine parte con lo Sfregiato e il Tira-dritto, come un lupo affamato che scende dai monti. Il secondo è far cacciare Renzo dallo stato con l'aiuto dell'Azzecca-garbugli. Ma senza saperlo, osserva il narratore, sarà Renzo stesso a servirlo meglio di tutti.

Renzo entra a Milano

Renzo cammina verso Milano tra rabbia e preghiera: in quel viaggio uccide don Rodrigo nel pensiero e lo resuscita «almeno venti volte». Da un'altura vede il duomo, poi si volta e riconosce il suo Resegone. Un signore gentilissimo gli indica la strada per il convento di porta orientale, costeggiando il lazzaretto: era un giorno fuori dell'ordinario, in cui i cittadini si inchinavano ai contadini.

Oltre la porta nessuna guardia lo ferma. Per terra ci sono strisce bianche: è farina; sulla colonna di san Dionigi ci sono pani. Renzo, stupito, se ne mette in tasca due e mangia il terzo. Poi incontra una famiglia carica di farina e di pane e capisce di essere in una città in rivolta. Il suo primo sentimento, confessa il narratore, è di piacere. Al convento il portinaio gli dice che padre Bonaventura non c'è e che può aspettarlo in chiesa. Renzo invece va verso la folla, con il suo mezzo pane in mano.

Personaggi del capitolo 11

Il capitolo 11 alterna due mondi: quello dei potenti, con don Rodrigo, Attilio e il Griso che tramano, e quello di Renzo, solo e ingenuo in una grande città che non conosce.

PersonaggioChi èRuolo nel capitolo
Don RodrigoIl signorotto prepotenteScopre dov'è Lucia e prepara due piani
Il GrisoCapo dei braviRaccoglie le notizie e parte per Monza
Il conte AttilioCugino di don RodrigoPromette di colpire fra Cristoforo
Perpetua, Gervaso, TonioGente del paeseNon riescono a tacere e alimentano le voci
Il barocciaioUomo di PescarenicoConfida il segreto di Monza a un amico
RenzoIl promesso sposoArriva a Milano durante la rivolta del pane

Temi del capitolo 11

Il capitolo 11 parla del potere che si organizza e delle parole che circolano: i segreti non restano mai tali, e la stessa ingenuità di Renzo diventa un aiuto per il suo nemico.

  • Il potere e le sue reti: Attilio conta sul conte zio, don Rodrigo sull'Azzecca-garbugli, il Griso su una rete di informatori.
  • Le chiacchiere: il paese intero, da Perpetua a Gervaso, trasforma i fatti in voci.
  • L'ironia del narratore: sull'amicizia, sul povero Griso rimproverato, sui porcellini d'India che non vogliono tornare nel recinto.
  • La città vista da un contadino: stupore, fame e il fascino pericoloso della folla.

I porcellini d'India: come Manzoni cambia scena

Per passare da don Rodrigo a Renzo, Manzoni usa un'immagine: un bambino che spinge nel recinto i porcellini d'India uno alla volta. Così il narratore spiega come segue i suoi personaggi separati.

Dopo la fuga, Renzo, Lucia e don Rodrigo sono in tre luoghi diversi: il narratore non può raccontarli tutti insieme e dichiara apertamente come fa, prima «ricoverata» Lucia, poi don Rodrigo, ora Renzo. È un esempio del narratore onnisciente e ironico dei Promessi Sposi, che parla con il lettore e mostra il meccanismo del racconto. Da qui al capitolo 17 il romanzo segue quasi solo Renzo a Milano.

Schema riassuntivo

Schema del capitolo 11

Promessi Sposi, capitolo 11: don Rodrigo e Renzo

Al palazzotto

I bravi tornano senza la bussola

Attilio: «san Martino!» e il conte zio

Le chiacchiere del paese, il Griso capisce tutto

I piani di don Rodrigo

Il segreto del barocciaio: Lucia a Monza

Il Griso a Monza con Sfregiato e Tira-dritto

Far bandire Renzo con l'Azzecca-garbugli

Renzo a Milano

Il duomo e il Resegone

Farina e pani per terra: la rivolta

Padre Bonaventura assente, Renzo va verso la folla

Domande da interrogazione

  1. Come reagisce don Rodrigo al ritorno dei bravi? Risposta: insulta il Griso e sospetta che in casa ci sia una spia.
  2. Che cosa significa il grido «san Martino!» di Attilio? Risposta: ricorda a don Rodrigo la scommessa persa su Lucia.
  3. Come vuole vendicarsi Attilio di fra Cristoforo? Risposta: facendo intervenire il conte zio del Consiglio segreto, a Milano.
  4. Perché le voci del paese sono confuse? Risposta: perché nessuno capisce chi fosse il pellegrino, cioè il Griso travestito.
  5. Come arriva a don Rodrigo la notizia di Monza? Risposta: il barocciaio la confida a un amico, e il segreto passa di bocca in bocca fino al Griso.
  6. Perché il Griso esita a partire? Risposta: perché a Monza ha una taglia di cento scudi e non ha protezione.
  7. Quali sono i due piani di don Rodrigo? Risposta: spiare Lucia a Monza e far cacciare Renzo dallo stato.
  8. Che cosa vede Renzo avvicinandosi a Milano? Risposta: il duomo davanti a sé e il Resegone alle spalle.
  9. Come capisce Renzo che la città è in rivolta? Risposta: dalla farina e dai pani per terra e dalla gente carica di roba presa ai forni.
  10. Perché Renzo non aspetta padre Bonaventura in chiesa? Risposta: perché la curiosità lo spinge a vedere il tumulto.

Versione semplice (DSA)

Il capitolo 11 in poche frasi

  • I bravi tornano da don Rodrigo senza Lucia.
  • Don Rodrigo è arrabbiato e pensa che ci sia una spia.
  • Il cugino Attilio promette di vendicarsi del frate.
  • In paese tutti parlano della notte degli imbrogli.
  • Il Griso scopre che Lucia è in un convento a Monza.
  • Don Rodrigo manda il Griso a Monza.
  • Vuole anche far cacciare Renzo dallo stato.
  • Renzo arriva a Milano e vede il duomo.
  • Per strada trova farina e pane: c'è una rivolta.
  • Invece di aspettare il frate, Renzo va a vedere la folla.
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Mettiti alla prova

Punteggio: 0 / 10 corrette0 / 10 risposte date
  1. Domanda 1 di 10

    A che cosa paragona Manzoni i bravi che tornano al palazzotto?

  2. Domanda 2 di 10

    Che cosa nota subito don Rodrigo guardando i bravi dalla finestra?

  3. Domanda 3 di 10

    Che cosa grida il conte Attilio a don Rodrigo la mattina dopo?

  4. Domanda 4 di 10

    Come pensa il conte Attilio di punire fra Cristoforo?

  5. Domanda 5 di 10

    Da chi don Rodrigo viene a sapere che Lucia è a Monza?

  6. Domanda 6 di 10

    Perché il Griso non vuole andare a Monza?

  7. Domanda 7 di 10

    Quale secondo piano medita don Rodrigo contro Renzo?

  8. Domanda 8 di 10

    Che cosa vede Renzo sulla strada verso Milano?

  9. Domanda 9 di 10

    Che cosa trova Renzo per terra appena entrato da porta orientale?

  10. Domanda 10 di 10

    Che cosa fa Renzo quando il frate portinaio lo manda ad aspettare in chiesa?

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Domande frequenti

Che cos'è la bussola di cui parla don Rodrigo?

È una portantina chiusa, una specie di sedia coperta portata a mano: i bravi dovevano usarla per portare Lucia al palazzotto. Rimane nascosta in un casolare e verrà recuperata la notte dopo.

In che giorno Renzo arriva a Milano?

È il giorno della rivolta del pane dell'11 novembre 1628, festa di san Martino. Nel capitolo 12 il narratore racconta le cause della carestia e l'assalto al forno delle grucce.

Chi è padre Bonaventura?

È il cappuccino del convento di porta orientale a cui fra Cristoforo manda Renzo con una lettera. Renzo non lo incontra: il portinaio gli dice che non è in convento e lui si allontana verso la folla.

Fonti

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