Decameron: riassunto della cornice e delle novelle principali
Aggiornato il · Scritto da Revizly
Il Decameron di Giovanni Boccaccio è una raccolta di cento novelle raccontate in dieci giornate da dieci giovani fiorentini, sette donne e tre uomini, fuggiti in campagna durante la peste del 1348. La cornice dà ordine alle storie, che vanno dalla beffa alla tragedia, dalla satira del clero all'elogio della generosità.
Riassunto del Decameron: la cornice
Durante la peste del 1348 sette giovani donne e tre giovani uomini lasciano Firenze per il contado; per due settimane, sotto un re o una regina per giornata, raccontano dieci novelle al giorno: cento in tutto.
Il Proemio
Il libro si apre con una frase famosa: «Umana cosa è l'avere compassione degli afflitti». L'autore racconta di aver sofferto per amore e di essere stato consolato; ora vuole ricambiare offrendo il libro alle donne innamorate, che, chiuse in casa, hanno meno svaghi degli uomini. Le novelle devono dare piacere e utili consigli.
L'Introduzione: la peste
Nel 1348 la peste arriva a Firenze. Boccaccio la descrive con crudezza: i bubboni, i morti ammucchiati, le leggi e i legami familiari che saltano, i parenti che si abbandonano. Si scusa con le lettrici per questo «orrido cominciamento», paragonandolo a una montagna aspra da salire prima di un piano bellissimo. Un martedì mattina, nella chiesa di Santa Maria Novella, sette giovani donne tra i diciotto e i ventotto anni (Pampinea, Fiammetta, Filomena, Emilia, Lauretta, Neifile ed Elissa) decidono, su proposta di Pampinea, di lasciare la città. Si uniscono tre giovani, Panfilo, Filostrato e Dioneo, e il mercoledì all'alba partono con i servitori per una villa del contado.
Le regole della brigata
Ogni giorno la brigata elegge un re o una regina, che organizza la giornata e di solito fissa un tema. Nelle ore calde ognuno racconta una novella; la sera si chiude con una ballata. Dioneo ottiene il privilegio di raccontare sempre per ultimo e senza obbligo di tema. Il venerdì e il sabato non si racconta, per rispetto religioso: così il soggiorno dura due settimane, e le giornate di novelle sono dieci. Alla fine la brigata torna a Firenze. Nella Conclusione l'autore difende il libro da chi lo accusa di essere troppo libero.
Le dieci giornate e i loro temi
Ogni giornata ha un re o una regina e, tranne la prima e la nona, un tema preciso: la fortuna, l'ingegno, gli amori infelici e felici, i motti, le beffe, la magnificenza.
| Giornata | Re o regina | Tema |
|---|---|---|
| I | Pampinea | Libero |
| II | Filomena | Chi, dopo molte avversità, arriva a un lieto fine |
| III | Neifile | Chi ottiene con ingegno ciò che desidera o recupera ciò che ha perso |
| IV | Filostrato | Amori con fine infelice |
| V | Fiammetta | Amori che finiscono bene dopo sventure |
| VI | Elissa | Chi si salva con un motto o una risposta pronta |
| VII | Dioneo | Beffe delle mogli ai mariti |
| VIII | Lauretta | Beffe di ogni genere, tra donne e uomini o tra uomini |
| IX | Emilia | Libero |
| X | Panfilo | Chi agisce con liberalità o magnificenza |
Le novelle più studiate a scuola
Le novelle più lette sono quelle di Ciappelletto, Melchisedech, Andreuccio, Lisabetta, Nastagio, Federigo degli Alberighi, Chichibio, frate Cipolla, Calandrino e Griselda: insieme mostrano tutti i registri del libro.
Ingegno, beffe e motti
- Ser Ciappelletto (I, 1, raccontata da Panfilo): un notaio disonesto, in punto di morte, inganna un frate con una confessione inventata e viene venerato come santo.
- Melchisedech e il Saladino (I, 3): alla domanda su quale sia la vera fede, il giudeo risponde con la parabola dei tre anelli identici.
- Andreuccio da Perugia (II, 5): in una sola notte a Napoli un giovane ingenuo viene derubato, cade in una latrina, resta chiuso in una tomba e torna a casa con un rubino.
- Chichibio e la gru (VI, 4): il cuoco di Currado Gianfigliazzi, che ha regalato una coscia di gru, si salva con una battuta sulle gru con una zampa sola.
- Frate Cipolla (VI, 10, raccontata da Dioneo): il frate, a cui hanno sostituito la «penna dell'arcangelo Gabriele» con dei carboni, improvvisa che sono quelli di san Lorenzo.
- Calandrino e l'elitropia (VIII, 3): il pittore credulone cerca nel Mugnone una pietra che rende invisibili e finisce per picchiare la moglie.
Amore, tragedia e magnificenza
- Tancredi e Ghismonda (IV, 1): il principe di Salerno fa uccidere l'amante della figlia e le manda il cuore in una coppa d'oro; lei si avvelena.
- Lisabetta da Messina (IV, 5): i fratelli uccidono il suo amante; lei ne nasconde la testa in un vaso di basilico e muore di dolore quando glielo tolgono.
- Nastagio degli Onesti (V, 8): a Chiassi, vicino a Ravenna, Nastagio assiste a una caccia infernale e la usa per convincere la donna che lo respinge.
- Federigo degli Alberighi (V, 9): povero per troppa cortesia, serve alla donna amata il suo unico falcone; commossa, lei lo sposa.
- Griselda (X, 10, raccontata da Dioneo): il marchese di Saluzzo mette alla prova in modo crudele la moglie di umili origini, che resiste con pazienza e viene infine onorata.
Temi del Decameron
Il Decameron è stato chiamato una «commedia umana»: al posto dell'aldilà di Dante mette al centro l'uomo sulla terra, con la sua intelligenza, i suoi desideri e la sua lotta contro la fortuna.
- Fortuna e ingegno: i personaggi vincono o perdono secondo il caso, ma chi ha intelligenza e prontezza sa girarlo a suo favore.
- Amore: dalla passione sensuale all'amore cortese e tragico, visto come forza naturale.
- La società mercantile: mercanti, artigiani, notai e cuochi diventano protagonisti accanto a re e nobili.
- La satira del clero: frati ipocriti o furbi, come Cipolla, sono bersaglio frequente.
- L'ordine contro il caos: la brigata, con le sue regole e i suoi racconti, reagisce al disordine morale della peste.
Boccaccio e Dante
Boccaccio fu il primo grande ammiratore di Dante: ne scrisse una biografia in lode, lo commentò in pubblico a Firenze e a lui si deve l'aggettivo «divina» per la Commedia.
Il confronto è classico: cento canti della Commedia, cento novelle del Decameron; un viaggio verso Dio da una parte, un viaggio dentro la società umana dall'altra. Boccaccio, nato nel 1313 e morto a Certaldo nel 1375, compose il Decameron probabilmente tra il 1349 e il 1353; negli ultimi anni lesse e commentò pubblicamente la Commedia a Firenze. Con Dante e Petrarca è una delle «tre corone» della letteratura italiana del Trecento.
Schema riassuntivo
Schema del Decameron
Decameron (Giovanni Boccaccio)
Proemio
Dedica alle donne innamorate: «Umana cosa è...»
Cornice
Peste di Firenze, 1348
Santa Maria Novella: 7 donne + 3 giovani
Un re o una regina al giorno; privilegio di Dioneo
10 giornate × 10 novelle = 100
Novelle principali
Ingegno e beffa: Ciappelletto, Andreuccio, Cipolla, Calandrino
Motti: Chichibio
Amore tragico: Ghismonda, Lisabetta
Cortesia e magnificenza: Federigo, Griselda
Conclusione dell'autore
Difesa del libro dalle critiche
Domande da interrogazione
- Che cos'è il Decameron? Risposta: una raccolta di cento novelle raccontate in dieci giornate da dieci giovani.
- Che cosa significa il titolo? Risposta: «dieci giorni», dal greco: le dieci giornate di racconti.
- Qual è l'occasione della cornice? Risposta: la peste del 1348, da cui i giovani fuggono lasciando Firenze.
- Chi sono i narratori? Risposta: sette donne (Pampinea, Fiammetta, Filomena, Emilia, Lauretta, Neifile, Elissa) e tre giovani (Panfilo, Filostrato, Dioneo).
- Come funziona ogni giornata? Risposta: un re o una regina fissa il tema, ognuno racconta una novella, la sera c'è una ballata.
- Qual è il privilegio di Dioneo? Risposta: racconta per ultimo e può uscire dal tema.
- A chi è dedicato il libro? Risposta: alle donne innamorate, che hanno meno svaghi degli uomini.
- Qual è il messaggio della novella di Ciappelletto? Risposta: l'apparenza inganna, e anche un uomo malvagio può essere creduto santo.
- Che cosa insegna Federigo degli Alberighi? Risposta: il valore della cortesia, che sacrifica tutto per la persona amata.
- Perché si parla di «commedia umana»? Risposta: perché al centro c'è l'uomo sulla terra, con ingegno, amore e fortuna.
Versione semplice (DSA)
Il Decameron in poche frasi
- Nel 1348 a Firenze c'è la peste.
- Dieci giovani lasciano la città: sette ragazze e tre ragazzi.
- Vanno a vivere in una villa in campagna.
- Per passare il tempo raccontano storie.
- Ogni giorno c'è un re o una regina che sceglie il tema.
- Ognuno racconta una storia al giorno.
- Raccontano per dieci giorni: in tutto cento novelle.
- Ci sono storie divertenti, di beffe e di furbizia.
- Ci sono anche storie d'amore tristi o a lieto fine.
- Alla fine tornano tutti a Firenze.
Mettiti alla prova
Domanda 1 di 10
Da quale evento storico parte la cornice del Decameron?
Domanda 2 di 10
Quanti sono i giovani della brigata?
Domanda 3 di 10
Perché le novelle sono cento?
Domanda 4 di 10
Qual è il privilegio di Dioneo?
Domanda 5 di 10
Chi è ser Ciappelletto?
Domanda 6 di 10
Con quale racconto Melchisedech si salva dalla trappola del Saladino?
Domanda 7 di 10
Che cosa porta a casa Andreuccio da Perugia dopo la sua notte a Napoli?
Domanda 8 di 10
Che cosa nasconde Lisabetta da Messina in un vaso di basilico?
Domanda 9 di 10
Che cosa serve Federigo degli Alberighi a monna Giovanna?
Domanda 10 di 10
Come si salva Chichibio dall'ira di Currado?
Flashcard per il ripasso
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Che cosa significa Decameron?
Viene dal greco e significa «dieci giorni»: sono le dieci giornate in cui i giovani della brigata raccontano le cento novelle.
Quali sono i temi delle giornate?
Prima e nona giornata hanno tema libero; le altre parlano di fortuna, ingegno, amori infelici, amori a lieto fine, motti arguti, beffe e, nell'ultima, liberalità e magnificenza.
Perché la cornice è importante?
Perché dà un senso al libro: di fronte alla peste, che distrugge le regole e i legami, la brigata crea un piccolo mondo ordinato, fatto di bellezza, misura e conversazione.
Quali novelle studiare per l'interrogazione?
Le più richieste sono Ciappelletto, Andreuccio, Lisabetta, Federigo degli Alberighi, Chichibio, frate Cipolla e Griselda. Per ognuna ricorda giornata, tema e morale.
Fonti
- G. Boccaccio, Decameron, a cura di A. F. Massèra (1927), Wikisource
- G. Boccaccio, Decameron, Liber Liber
- Decameron, Enciclopedia Treccani
- Boccaccio, Giovanni, Enciclopedia Treccani
Pagina creata con l'IA di Revizly a partire dalle fonti citate.