Kant e la Critica della ragion pura: riassunto semplice e quiz
Aggiornato il · Scritto da Revizly
Nella Critica della ragion pura (1781) Immanuel Kant si chiede che cosa possiamo conoscere e risponde che la conoscenza nasce dall'incontro tra i dati dei sensi e le forme a priori del soggetto: spazio, tempo e categorie. Per questo conosciamo solo i fenomeni, non le cose in sé, e la metafisica tradizionale (anima, mondo, Dio) non può essere una scienza.
Kant in breve: vita e opere
Immanuel Kant (Königsberg 1724-1804) è il filosofo del criticismo: dopo un periodo «precritico», pubblica le tre Critiche, della ragion pura (1781), della ragion pratica (1788) e del giudizio (1790).
Kant passa tutta la vita a Königsberg, dove insegna all'università. Formato sul razionalismo di Leibniz e Wolff e appassionato della fisica di Newton, racconta che la lettura di Hume lo risvegliò dal «sonno dogmatico»: Hume aveva mostrato che la causalità non si ricava dall'esperienza. Kant vuole salvare la scienza senza cadere né nel dogmatismo dei razionalisti né nello scetticismo di Hume. Per questo sottopone la ragione a un «tribunale»: la critica. Dopo la prima Critica pubblica i Prolegomeni a ogni futura metafisica (1783), una presentazione più breve delle stesse tesi.
Il problema della Critica: i giudizi sintetici a priori
Per Kant la conoscenza scientifica si fonda su giudizi sintetici a priori, che ampliano il sapere e sono universali e necessari; la Critica si chiede come siano possibili e se lo sia anche la metafisica.
| Tipo di giudizio | Caratteristiche | Esempio |
|---|---|---|
| Analitico a priori | Il predicato è già nel soggetto; certo ma non amplia | «Tutti i corpi sono estesi» |
| Sintetico a posteriori | Amplia, ma dipende dall'esperienza; non necessario | «Questo tavolo è marrone» |
| Sintetico a priori | Amplia ed è universale e necessario | «7 + 5 = 12»; «ogni evento ha una causa» |
La rivoluzione copernicana
Come Copernico mise il Sole al centro, Kant mette al centro il soggetto: non è la mente che si adegua agli oggetti, ma gli oggetti che ci appaiono secondo le forme a priori della mente.
Le forme a priori non sono idee innate con un contenuto: sono «stampi» vuoti, uguali in tutti gli uomini, che ordinano il materiale dei sensi. Per questo la conoscenza è universale (vale per tutti) ma limitata ai fenomeni, cioè alle cose come ci appaiono. La cosa in sé, o noumeno, può essere pensata ma non conosciuta. Kant chiama «trascendentale» lo studio di queste condizioni a priori della conoscenza.
La struttura della Critica della ragion pura
L'opera studia tre facoltà: la sensibilità nell'Estetica trascendentale, l'intelletto nell'Analitica e la ragione nella Dialettica; le prime due fondano matematica e fisica, la terza mostra perché la metafisica fallisce.
Estetica trascendentale: spazio e tempo
La sensibilità riceve i dati attraverso due forme pure: lo spazio, forma del senso esterno, e il tempo, forma del senso interno. Su di esse si fonda la matematica: la geometria sullo spazio, l'aritmetica sul tempo.
Analitica trascendentale: le categorie e l'io penso
L'intelletto pensa i dati sensibili attraverso dodici categorie (quantità, qualità, relazione, modalità), come la causalità. La deduzione trascendentale spiega perché le categorie valgono per i fenomeni: tutto ciò che conosciamo è unificato dall'«io penso», l'unità della coscienza. Lo schematismo collega le categorie alle intuizioni attraverso il tempo. Qui si fonda la fisica, e vale il principio: «I pensieri senza contenuto sono vuoti, le intuizioni senza concetti sono cieche» (trad. Gentile-Lombardo-Radice).
Dialettica trascendentale: le illusioni della ragione
La ragione tende a spingersi oltre l'esperienza e produce tre idee: anima, mondo e Dio. Ma quando pretende di conoscerle cade in errori: i paralogismi sull'anima, le antinomie sul mondo (tesi opposte ugualmente dimostrabili, per esempio sull'inizio del mondo nel tempo), le false prove dell'esistenza di Dio (ontologica, cosmologica, fisico-teologica). Le idee non hanno un uso costitutivo, ma solo regolativo: orientano la ricerca verso l'unità.
Che cosa resta dopo la Critica
La Critica salva la scienza, limitandola ai fenomeni, e toglie alla metafisica lo statuto di sapere; ma lascia spazio alla morale e alla fede, che Kant tratterà nella Critica della ragion pratica.
Nella seconda Critica anima immortale, libertà e Dio tornano come «postulati» della ragion pratica: non si possono dimostrare, ma la vita morale li presuppone. Già nella prefazione alla seconda edizione della Critica della ragion pura (1787) Kant scrive di aver dovuto «sopprimere il sapere per sostituirvi la fede» (trad. Gentile-Lombardo-Radice): limitare la conoscenza lascia spazio alla fede. Il suo criticismo apre la strada all'idealismo tedesco di Fichte, Schelling e Hegel.
Il lessico di Kant in dieci parole
Per parlare di Kant all'interrogazione serve un lessico preciso: molte parole comuni, come «critica», «estetica» o «trascendentale», hanno in lui un significato tecnico diverso da quello di tutti i giorni.
- Critica: esame della ragione su se stessa, per stabilirne possibilità e limiti.
- A priori / a posteriori: indipendente dall'esperienza / derivato dall'esperienza.
- Analitico / sintetico: il predicato è contenuto nel soggetto / aggiunge qualcosa al soggetto.
- Intuizione: il modo in cui un oggetto ci è dato immediatamente, attraverso la sensibilità.
- Estetica: in Kant, la dottrina della sensibilità (dal greco «aisthesis», sensazione), non la teoria del bello.
- Categoria: concetto puro dell'intelletto (per esempio causa ed effetto).
- Trascendentale: relativo alle condizioni a priori della conoscenza; trascendente è invece ciò che va oltre l'esperienza.
- Fenomeno / noumeno: la cosa come ci appare / la cosa in sé.
- Idea: concetto della ragione a cui non corrisponde nessun oggetto dell'esperienza (anima, mondo, Dio).
- Regolativo / costitutivo: che orienta la ricerca / che produce conoscenza di un oggetto.
Schema riassuntivo
Schema della Critica della ragion pura
Kant, Critica della ragion pura (1781, 2ª ed. 1787)
Problema
Come sono possibili i giudizi sintetici a priori?
La metafisica può essere una scienza?
Rivoluzione copernicana
L'oggetto si regola sul soggetto
Fenomeno conoscibile / noumeno inconoscibile
Estetica trascendentale (sensibilità)
Spazio e tempo → matematica
Analitica trascendentale (intelletto)
12 categorie
Io penso, schematismo
→ fisica
Dialettica trascendentale (ragione)
Idee: anima, mondo, Dio
Paralogismi, antinomie, critica delle prove di Dio
Uso regolativo delle idee
Domande da interrogazione
- Qual è lo scopo della Critica della ragion pura? Risposta: stabilire possibilità e limiti della conoscenza umana.
- Che cosa sono i giudizi sintetici a priori? Risposta: giudizi che ampliano la conoscenza e sono universali e necessari.
- Che cos'è la rivoluzione copernicana di Kant? Risposta: sono gli oggetti ad adeguarsi alle forme a priori del soggetto.
- Che cosa significa trascendentale? Risposta: che riguarda le condizioni a priori della conoscenza.
- Quali sono le forme a priori della sensibilità? Risposta: spazio e tempo.
- Che cosa sono le categorie? Risposta: i dodici concetti puri dell'intelletto, come la causalità.
- Che cos'è l'io penso? Risposta: l'unità della coscienza che unifica tutte le rappresentazioni.
- Che differenza c'è tra fenomeno e noumeno? Risposta: il fenomeno è la cosa come appare, il noumeno la cosa in sé, inconoscibile.
- Perché la metafisica non è una scienza? Risposta: perché anima, mondo e Dio non sono oggetti di esperienza.
- Che funzione hanno le idee della ragione? Risposta: una funzione regolativa, che orienta la ricerca verso l'unità.
Versione semplice (DSA)
Kant in poche frasi
- Kant vuole capire che cosa possiamo conoscere.
- Per conoscere servono i sensi e la mente insieme.
- La mente ha delle forme fisse, uguali per tutti: spazio, tempo e categorie.
- Vediamo il mondo attraverso queste forme, come con degli occhiali.
- Conosciamo le cose come ci appaiono: i fenomeni.
- Non possiamo conoscere le cose in sé.
- Non possiamo dimostrare con la scienza Dio o l'anima.
- Possiamo però pensarli e crederci.
Parole chiave
- A priori: che non dipende dall'esperienza.
- Fenomeno: la cosa come ci appare.
- Noumeno: la cosa in sé.
- Trascendentale: che riguarda le condizioni del conoscere.
Mettiti alla prova
Domanda 1 di 10
In che anno esce la prima edizione della Critica della ragion pura?
Domanda 2 di 10
Quale domanda guida la Critica della ragion pura?
Domanda 3 di 10
Che cos'è un giudizio sintetico a priori?
Domanda 4 di 10
In che cosa consiste la «rivoluzione copernicana» di Kant?
Domanda 5 di 10
Quali sono le forme a priori della sensibilità?
Domanda 6 di 10
Che cosa sono le categorie?
Domanda 7 di 10
Che differenza c'è tra fenomeno e noumeno?
Domanda 8 di 10
Di che cosa si occupa la Dialettica trascendentale?
Domanda 9 di 10
Quale ruolo conservano le idee della ragione?
Domanda 10 di 10
Quale frase riassume il rapporto tra sensibilità e intelletto?
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Perché si chiama «Critica»?
Dal greco «krinein», giudicare, distinguere: la ragione esamina se stessa per stabilire che cosa può conoscere e dove si ferma. Non è una critica nel senso di attacco.
Kant è un idealista?
Kant chiama la sua posizione «idealismo trascendentale»: le forme della conoscenza vengono dal soggetto, ma la materia viene dall'esperienza e la cosa in sé esiste, anche se non la conosciamo.
Da dove partire per l'interrogazione su Kant?
Dal problema dei giudizi sintetici a priori e dalla rivoluzione copernicana; poi presenta le tre parti (Estetica, Analitica, Dialettica) collegandole a matematica, fisica e metafisica.
Fonti
- Kant, Immanuel, Enciclopedia Treccani
- Immanuel Kant, Stanford Encyclopedia of Philosophy
- Illuminismo, Enciclopedia Treccani
- I. Kant, Critica della ragion pura, trad. G. Gentile e G. Lombardo-Radice, Laterza, Internet Archive
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