L'Illuminismo: riassunto semplice, schema e quiz
Aggiornato il · Scritto da Revizly
L'Illuminismo è il movimento culturale europeo del Settecento che mette la ragione al centro di tutto: critica la superstizione, i privilegi e l'assolutismo, e propone tolleranza, diritti naturali, separazione dei poteri e progresso. Le sue idee preparano la Rivoluzione americana e quella francese.
Che cos'è l'Illuminismo
L'Illuminismo è la fiducia nella ragione umana come strumento per capire il mondo e migliorare la società: tutto, dalla religione alla politica, deve essere esaminato criticamente, senza accettare nulla per sola autorità.
Il nome viene dall'immagine dei «lumi» della ragione che rischiarano le tenebre dell'ignoranza. Nel 1784 Immanuel Kant lo definisce come l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità, cioè dall'incapacità di usare la propria intelligenza senza la guida di un altro, e ne indica il motto: «Sapere aude!», abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza.
Le radici sono nella rivoluzione scientifica del Seicento (Galileo, Newton), che mostra una natura regolata da leggi razionali, e nel pensiero di John Locke, che fonda la conoscenza sull'esperienza e il potere politico sul consenso dei cittadini.
Le idee principali
Le idee chiave sono la ragione critica, la tolleranza religiosa, i diritti naturali di tutti gli uomini, la separazione dei poteri, la sovranità del popolo, la fiducia nel progresso e nell'istruzione, la libertà economica.
- Ragione e critica: nessuna verità è accettata solo perché tradizionale.
- Religione: tolleranza, lotta al fanatismo; molti illuministi sono deisti.
- Diritti naturali: libertà, uguaglianza davanti alla legge, proprietà.
- Politica: critica dell'assolutismo, separazione dei poteri, sovranità popolare.
- Giustizia: pene proporzionate, abolizione della tortura e della pena di morte.
- Economia: libertà di commercio e di iniziativa (fisiocratici, Adam Smith).
- Progresso: l'istruzione e la scienza possono rendere gli uomini più felici.
I grandi filosofi dell'Illuminismo
I nomi da sapere sono Montesquieu (separazione dei poteri), Voltaire (tolleranza), Rousseau (volontà generale), Diderot e d'Alembert (Encyclopédie), Kant (definizione di Illuminismo) e Adam Smith (libero mercato).
| Autore | Opera | Idea chiave |
|---|---|---|
| Montesquieu | Lettere persiane (1721), Lo spirito delle leggi (1748) | Separazione dei poteri |
| Voltaire | Lettere filosofiche (1734), Candido (1759), Trattato sulla tolleranza (1763) | Tolleranza, lotta al fanatismo |
| Rousseau | Il contratto sociale (1762), Emilio (1762) | Sovranità popolare, volontà generale |
| Diderot e d'Alembert | Encyclopédie (1751-1772) | Il sapere diffuso e critico |
| Kant | Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo? (1784) | «Sapere aude!» |
| Adam Smith | La ricchezza delle nazioni (1776) | Libero mercato, «mano invisibile» |
L'Illuminismo in Italia
In Italia i centri dell'Illuminismo sono Milano, con i fratelli Verri e Cesare Beccaria, e Napoli, con Genovesi e Filangieri; le loro idee ispirano le riforme della Lombardia austriaca e della Toscana.
A Milano Pietro e Alessandro Verri fondano l'Accademia dei Pugni e la rivista «Il Caffè» (1764-1766). Cesare Beccaria pubblica nel 1764 Dei delitti e delle pene, che chiede pene certe e proporzionate e condanna tortura e pena di morte: il libro ha una fortuna europea. A Napoli Antonio Genovesi occupa la prima cattedra di economia (1754) e Gaetano Filangieri scrive La scienza della legislazione. Nel Granducato di Toscana Pietro Leopoldo abolisce la pena di morte nel 1786, primo Stato al mondo.
Anche la letteratura partecipa al rinnovamento: Giuseppe Parini, nel poemetto Il Giorno, mette alla berlina con ironia la vita oziosa del «giovin signore»; Carlo Goldoni riforma la commedia sostituendo le maschere con personaggi realistici, presi dalla borghesia e dal popolo di Venezia. Il linguaggio cambia: si scrive per essere capiti da un pubblico più ampio, non solo dai dotti, e le idee circolano anche grazie alle traduzioni e ai viaggi degli intellettuali tra Parigi, Londra, Milano e Napoli.
Il dispotismo illuminato e l'eredità dei lumi
Alcuni sovrani assoluti applicano le idee illuministe con riforme dall'alto, senza rinunciare al potere; l'eredità politica piena dell'Illuminismo arriva però con le rivoluzioni americana (1776) e francese (1789).
- Federico II di Prussia: tolleranza religiosa, riforma della giustizia.
- Maria Teresa e Giuseppe II d'Austria: catasto, scuola, riduzione dei privilegi del clero.
- Caterina II di Russia: corrispondenza con Voltaire e Diderot, riforme limitate.
- Pietro Leopoldo di Toscana: abolizione della pena di morte (1786).
- Rivoluzioni: la Dichiarazione d'indipendenza americana (1776) e la Dichiarazione dei diritti del 1789 traducono in politica le idee dei lumi.
Due battaglie dei lumi: Beccaria e il caso Calas
Due episodi mostrano come l'Illuminismo passi dalle idee all'impegno: il libro di Cesare Beccaria contro tortura e pena di morte e la campagna di Voltaire per riabilitare Jean Calas, vittima del fanatismo religioso.
In Dei delitti e delle pene (1764), uscito anonimo, Beccaria parte dal contratto sociale: i cittadini hanno ceduto allo Stato solo la minima parte della loro libertà, e tra questa non c'è il diritto di togliere la vita. La tortura punisce il debole innocente e assolve il colpevole robusto; la pena di morte non è né utile né necessaria. Conta la certezza della pena, non la sua crudeltà: «uno dei più gran freni dei delitti non è la crudeltà delle pene, ma l'infallibilità di esse». Tradotto in francese nel 1766, il libro ha successo in tutta Europa. Beccaria era il nonno materno di Alessandro Manzoni.
Nel 1762 a Tolosa il commerciante protestante Jean Calas viene giustiziato con l'accusa, infondata, di aver ucciso il figlio per impedirgli di convertirsi al cattolicesimo. Voltaire ne fa un caso europeo e scrive il Trattato sulla tolleranza (1763); nel 1765 Calas viene riabilitato.
Schema riassuntivo
Schema dell'Illuminismo
Illuminismo (XVIII secolo)
Radici
Rivoluzione scientifica (Newton)
Locke: esperienza e consenso
Idee
Ragione critica
Tolleranza e deismo
Diritti naturali
Separazione dei poteri e sovranità popolare
Progresso e libertà economica
Autori
Montesquieu, Voltaire, Rousseau
Diderot e d'Alembert: Encyclopédie
Kant: «Sapere aude!»
Italia
Milano: Verri, Beccaria
Napoli: Genovesi, Filangieri
Eredità
Dispotismo illuminato
Rivoluzioni americana e francese
Domande da interrogazione
- Che cos'è l'Illuminismo? Risposta: il movimento culturale del Settecento che pone la ragione critica al centro di tutto.
- Da dove viene il nome? Risposta: dai «lumi» della ragione che rischiarano l'ignoranza e i pregiudizi.
- Come lo definisce Kant? Risposta: l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità; motto «Sapere aude!».
- Che cos'è l'Encyclopédie? Risposta: l'opera di Diderot e d'Alembert che raccoglie il sapere del tempo con spirito critico.
- Che cosa propone Montesquieu? Risposta: la separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.
- Per che cosa si batte Voltaire? Risposta: per la tolleranza religiosa contro il fanatismo.
- Che cos'è la volontà generale di Rousseau? Risposta: la volontà del popolo sovrano orientata al bene comune.
- Chi è Cesare Beccaria? Risposta: l'autore di Dei delitti e delle pene, contro tortura e pena di morte.
- Che cos'è il dispotismo illuminato? Risposta: il governo di sovrani assoluti che fanno riforme ispirate ai lumi.
- Quale eredità lascia l'Illuminismo? Risposta: i principi delle rivoluzioni americana e francese e degli Stati moderni.
Versione semplice (DSA)
L'Illuminismo in poche frasi
- Siamo nel Settecento.
- Alcuni filosofi dicono: usiamo la ragione.
- Non bisogna credere a tutto solo perché lo dice il re o la tradizione.
- Tutti gli uomini hanno gli stessi diritti.
- Il potere non deve stare tutto nelle mani di una persona.
- Bisogna rispettare chi ha un'altra religione.
- Beccaria dice: no alla tortura e alla pena di morte.
- Queste idee porteranno alla Rivoluzione francese.
Mettiti alla prova
Domanda 1 di 10
In quale secolo si sviluppa l'Illuminismo?
Domanda 2 di 10
Che cosa rappresentano i «lumi»?
Domanda 3 di 10
Come definisce Kant l'Illuminismo nel 1784?
Domanda 4 di 10
Chi curò l'Encyclopédie?
Domanda 5 di 10
Quale teoria politica si deve a Montesquieu?
Domanda 6 di 10
Per quale battaglia è famoso soprattutto Voltaire?
Domanda 7 di 10
Che cos'è la «volontà generale» di Rousseau?
Domanda 8 di 10
Che cosa sostiene Cesare Beccaria in Dei delitti e delle pene (1764)?
Domanda 9 di 10
Che cos'è il dispotismo illuminato?
Domanda 10 di 10
Quale di questi eventi si ispira direttamente alle idee illuministe?
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Perché si chiama Illuminismo?
Perché i suoi protagonisti volevano portare la «luce» della ragione dove prima c'erano ignoranza, superstizione e pregiudizi. In francese si parla di «siècle des Lumières».
L'Illuminismo si studia in storia o in filosofia?
In tutte e due, e anche in letteratura italiana (Parini, Goldoni, Beccaria). In storia conta soprattutto il legame con le riforme e con la Rivoluzione francese.
Qual è la differenza tra Illuminismo e dispotismo illuminato?
L'Illuminismo è un movimento di idee; il dispotismo illuminato è la scelta di alcuni re assoluti di applicarne una parte con riforme dall'alto, senza condividere il potere.
Fonti
- Illuminismo, Enciclopedia Treccani
- C. Beccaria, Dei delitti e delle pene (1764), Wikisource
- C. Beccaria, Dei delitti e delle pene, Liber Liber
- Kant, Immanuel, Enciclopedia Treccani
Pagina creata con l'IA di Revizly a partire dalle fonti citate.