Promessi Sposi, capitolo 30: riassunto semplice, schema e quiz

Aggiornato il · Scritto da Revizly

Nel capitolo 30 dei Promessi Sposi don Abbondio, Perpetua e Agnese passano più di tre settimane nel castello dell'innominato, che protegge i fuggiaschi senza portare armi. Passati i lanzichenecchi, tornano a casa e trovano il paese devastato.

Riassunto del capitolo 30

I tre fuggiaschi arrivano al castello, dove l'innominato li accoglie con umiltà; vi restano ventitré o ventiquattro giorni tra allarmi e notizie di saccheggi, poi tornano al paese e trovano le case devastate e il tesoretto rubato.

La salita al castello

Lungo la strada il baroccio raggiunge altri fuggiaschi, e tra sconosciuti ci si parla come vecchi amici. Le due donne ringraziano il cielo di essere in salvo, ma don Abbondio si agita: radunare tanta gente in un luogo, dice, è come invitare i soldati, che penseranno di trovarci tesori. Perpetua ribatte che nei pericoli è meglio essere in molti; lui risponde che «ogni lanzichenecco ne mangia cento di costoro» e che tutti corrono lassù «come pecore senza ragione». Agnese gli fa notare che gli altri potrebbero dire lo stesso di loro.

All'entrata della valle don Abbondio vede un posto di guardia pieno di uomini armati, come una caserma, e si spaventa ancora di più: l'innominato vuole fare la guerra, vuole fare il re? I soldati, pensa, amano assaltare le fortezze. Quando Perpetua dice che finalmente c'è gente capace di difenderli, lui la zittisce e raccomanda a tutte e due di fare sempre viso ridente e di approvare ogni cosa. Alla Malanotte scendono dal baroccio e salgono a piedi. Agnese, vedendo per la prima volta quei luoghi, esclama: «a pensare che la mia povera Lucia è passata per questa strada!». Don Abbondio le grida all'orecchio di tacere, perché sono in casa sua: «a stare zitti non si sbaglia mai».

In quel momento scende l'innominato. Don Abbondio si scappella e presenta Perpetua e Agnese, «la madre di quella... di quella...». «Di Lucia», dice Agnese. L'innominato abbassa la testa: è lei, dice, a fargli del bene venendo lì, a portargli la benedizione. Chiede notizie di Lucia e accompagna di persona gli ospiti. A don Abbondio, che teme anche i soldati dell'altra parte, assicura che sono pronti per tutti; e il curato pensa di trovarsi «tra due fuochi», trascinato lì da «due pettegole».

Ventiquattro giorni al castello

Le donne alloggiano nel secondo cortile, sopra un precipizio; gli uomini nell'altro; don Abbondio è il primo a prendere possesso delle camere riservate agli ecclesiastici. I fuggiaschi restano lassù ventitré o ventiquattro giorni. Quasi ogni giorno si dà l'allarme: l'innominato manda esploratori e, se serve, esce con i suoi uomini, una schiera armata guidata da un uomo senz'armi. Una volta mette in fuga una banda di lanzichenecchi che saccheggiava un paesetto vicino, e al ritorno viene accolto da applausi e benedizioni. Nel castello non nasce mai un disordine serio: ci sono guardie, i preti sorvegliano, e soprattutto basta ricordarsi in casa di chi si è.

C'è chi passa il tempo sospirando e chi cerca di stare allegro; chi ha soldi scende a mangiare nelle osterie sorte in fretta nella valle, agli altri si distribuiscono pane, minestra e vino, e i nostri tre siedono a una delle tavole del padrone. Agnese e Perpetua lavorano nei servizi del castello per non mangiare il pane «a ufo». Don Abbondio non ha nulla da fare, ma non si annoia: la paura gli fa compagnia. Non si allontana mai più di un tiro di schioppo e passeggia sulla spianata studiando le balze, per trovare un nascondiglio in caso di assalto. A tavola ascolta le notizie: i fuggiaschi tengono il conto dei reggimenti che passano il ponte di Lecco, perché chi l'ha passato è fuori dal paese. Passano Wallenstein, Merode, Anhalt, Montecuccoli e tanti altri; per ultimo passa Galasso. Allora i rifugiati se ne vanno, come uccelli che escono da un albero dopo un temporale d'autunno. I nostri tre sono gli ultimi, per volere di don Abbondio, che teme i soldati rimasti indietro.

Il ritorno al paese

Alla partenza l'innominato fa trovare una carrozza con un corredo di biancheria per Agnese e le fa accettare degli scudi; le chiede poi di dire a Lucia che la ringrazia e confida nella sua preghiera. Don Abbondio ringrazia con umiltà sviscerata, Perpetua si profonde in complimenti. Fanno una breve sosta dal sarto, che racconta cento storie di ruberie ma per fortuna non ha visto lanzichenecchi, e commenta che su un fracasso simile bisognerebbe fare dei libri a stampa. Poi i tre vedono vigne spogliate, alberi schiantati, porte sfondate, gente che chiede l'elemosina. Arrivati al paese, trovano proprio ciò che si aspettavano. Agnese posa i fagotti nel cortiletto, l'unico angolo rimasto pulito, spazza la casa saccheggiata, raccoglie la poca roba rimasta, chiama un legnaiolo e un fabbro e, contando le monete nuove, si dice «caduta in piedi». Don Abbondio e Perpetua entrano senza bisogno di chiavi: dentro c'è un puzzo insopportabile, tutto è rotto, nel focolare ci sono i resti dei mobili bruciati e sui muri, disegnati con il carbone, preti orribili e ridicoli. Corrono al fico: la buca è aperta e vuota. Seguono settimane di lavori, pagati con soldi prestati da Agnese, e nuove liti: Perpetua scopre che alcuni paesani hanno le masserizie del padrone, ma lui non vuole reclamarle per non inimicarsi quei birboni. «Rubare agli altri è peccato, ma a lei, è peccato non rubare», sbotta Perpetua. Intanto soldati sbandati continuano a passare, finché arriva un nuovo e ben più grave terrore.

Personaggi del capitolo 30

Nel capitolo 30 l'innominato mostra fino in fondo la sua conversione, mentre don Abbondio resta prigioniero della paura; Perpetua e Agnese, pratiche e coraggiose, fanno da contrappunto comico e umano.

PersonaggioChi èRuolo nel capitolo
L'innominatoSignore del castello, convertitoAccoglie e difende i fuggiaschi, disarmato
Don AbbondioCuratoVive nella paura e vuole partire per ultimo
PerpetuaServa del curatoLavora, discute, scopre i ladri della roba
AgneseMadre di LuciaRiceve doni e si dice «caduta in piedi»
Il sartoAmico dei fuggiaschiRacconta il passaggio dei soldati

Temi del capitolo 30

Il capitolo 30 contrappone il coraggio generoso dell'innominato alla paura egoista di don Abbondio e mostra le conseguenze concrete della guerra sulla vita quotidiana della gente comune.

  • La conversione vera: l'innominato usa la sua forza solo per proteggere, e si sente debitore di chi aveva offeso.
  • La paura come compagnia: don Abbondio non teme più l'assalto, ma vive in uno spavento continuo e generale.
  • La devastazione: il ritorno mostra vigne, case e paesi distrutti dal passaggio dei soldati.
  • L'ironia: la lista dei reggimenti, il focolare descritto come «un periodo steso da un uomo di garbo», i preti disegnati sui muri.

La fine del capitolo 30: l'annuncio della peste

Il capitolo 30 si chiude lasciando don Abbondio ai suoi timori privati: il narratore annuncia che si tratta di ben altro, cioè della peste, raccontata nei capitoli storici 31 e 32.

Il passaggio dei lanzichenecchi è definito «un disastro passeggiero»: ciò che segue è molto più grave. Con la frase finale Manzoni chiude la parte comica della fuga di don Abbondio e prepara il lettore alla grande digressione sulla peste di Milano del 1630.

Schema riassuntivo

Schema del capitolo 30

Promessi Sposi, capitolo 30: il rifugio e il ritorno

La salita

Don Abbondio teme la folla e gli armati

«A stare zitti non si sbaglia mai»

L'innominato accoglie Agnese: «Voi ci portate la benedizione»

Il castello

23-24 giorni tra allarmi

Un paesetto salvato dai predoni

Don Abbondio cerca nascondigli; i reggimenti passano il ponte

Il ritorno

Doni ad Agnese: «son caduta in piedi»

Casa devastata, buca vuota sotto il fico

Liti con Perpetua; un nuovo terrore in arrivo

Domande da interrogazione

  1. Perché don Abbondio teme la folla dei fuggiaschi? Risposta: perché pensa che attirerà i soldati verso il castello.
  2. Che cosa pensa degli uomini armati dell'innominato? Risposta: che trasformano il castello in una fortezza da assaltare.
  3. Che cosa raccomanda alle donne? Risposta: di parlare poco e approvare tutto, perché a stare zitti non si sbaglia mai.
  4. Come accoglie l'innominato Agnese? Risposta: con umiltà: è lei, dice, a portargli la benedizione.
  5. Quanto restano al castello? Risposta: ventitré o ventiquattro giorni.
  6. Che cosa fa l'innominato contro i predoni? Risposta: guida i suoi uomini senz'armi e li mette in fuga da un paesetto vicino.
  7. Come passa il tempo don Abbondio? Risposta: nella paura, cercando sentieri per nascondersi.
  8. Perché si contano i reggimenti al ponte di Lecco? Risposta: perché chi l'ha passato è ormai fuori dal paese.
  9. Che cosa trovano al ritorno? Risposta: la casa devastata, i disegni di preti sui muri e la buca vuota sotto il fico.
  10. Perché don Abbondio non reclama la sua roba? Risposta: perché non vuole mettersi contro i birboni del paese che l'hanno presa.

Versione semplice (DSA)

Il capitolo 30 in poche frasi

  • Don Abbondio, Perpetua e Agnese arrivano al castello.
  • Don Abbondio ha paura anche degli uomini armati che li proteggono.
  • L'innominato accoglie Agnese con grande gentilezza.
  • Restano al castello per circa ventiquattro giorni.
  • L'innominato difende la valle senza portare armi.
  • Don Abbondio cerca sempre posti dove nascondersi.
  • Quando i soldati se ne vanno, tutti tornano a casa.
  • L'innominato regala ad Agnese biancheria e soldi.
  • Il paese è distrutto e la casa del curato è sporca e vuota.
  • Il tesoro nascosto sotto il fico è stato rubato.
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Mettiti alla prova

Punteggio: 0 / 10 corrette0 / 10 risposte date
  1. Domanda 1 di 10

    Perché don Abbondio si preoccupa vedendo tanta gente diretta al castello?

  2. Domanda 2 di 10

    Che cosa pensa don Abbondio vedendo gli uomini armati all'entrata della valle?

  3. Domanda 3 di 10

    Che cosa raccomanda don Abbondio alle due donne mentre salgono al castello?

  4. Domanda 4 di 10

    Come accoglie l'innominato Agnese?

  5. Domanda 5 di 10

    Quanto tempo restano i fuggiaschi nel castello?

  6. Domanda 6 di 10

    Che cosa fa l'innominato quando un paesetto vicino viene saccheggiato?

  7. Domanda 7 di 10

    Come passa il tempo don Abbondio nel castello?

  8. Domanda 8 di 10

    Perché i fuggiaschi contano i reggimenti che passano il ponte di Lecco?

  9. Domanda 9 di 10

    Che cosa regala l'innominato ad Agnese alla partenza?

  10. Domanda 10 di 10

    Che cosa trovano don Abbondio e Perpetua sotto il fico?

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Domande frequenti

I lanzichenecchi attaccano il castello dell'innominato?

No: nei ventitré o ventiquattro giorni di soggiorno ci sono molti allarmi, ma nessun assalto. L'innominato esce solo per mettere in fuga piccole bande di predoni.

Che cosa succede al tesoretto di don Abbondio?

Viene rubato: al ritorno lui e Perpetua trovano la buca sotto il fico aperta e vuota. Don Abbondio deve rimettere in ordine la casa con soldi prestati da Agnese.

Quale «nuovo terrore» annuncia la fine del capitolo?

La peste, portata dai lanzichenecchi. Il narratore lascia i personaggi per raccontarla nei capitoli storici 31 e 32.

Fonti

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