Che cosa rappresenta un’isoglossa nella variazione dialettale?
La distribuzione di un fenomeno linguistico, senza necessariamente segnare un confine netto tra varietà.
Che cosa caratterizza un’area focale individuata dalle isoglosse?
L’irradiazione di fenomeni linguistici.
Che cosa caratterizza un’area residua individuata dalle isoglosse?
La persistenza di tratti arcaici.
Che cosa caratterizza un’area transizionale individuata dalle isoglosse?
La mescolanza di fenomeni irradiati e tratti arcaici persistenti.
Come descrive Schmidt le relazioni tra complessi dialettali?
Come un continuum o «piano inclinato», senza fratture tra varietà successive.
Chi descrisse i complessi dialettali come un continuum nel 1872?
Schmidt.
Quali fattori possono produrre fratture discrete nel continuum?
Fattori extralinguistici sociali, politici o geografici.
Che effetto possono avere i fattori extralinguistici sulle varietà intermedie?
Possono cancellarle o spostarle.
Quale concetto privilegiano gli autori rispetto all’isoglossa intesa come linea?
Il corridoio di transizione.
Che cosa può contenere il corridoio di transizione?
Fratture discrete e fenomeni coesistenti in modo variabile.
Quale criterio usa Rohlfs per bipartire i dialetti calabresi?
Le differenze storiche tra Calabria latina e Calabria greca.
Quale classificazione dei dialetti calabresi propone Rohlfs (1962 e 1980)?
Una bipartizione.
Quale linea virtuale delimita lo studio della transizione calabrese?
Gizzeria-Scigliano-Savelli-Marchesato di Crotone.
Quanti fenomeni fonologici, morfologici e sintattici considera lo studio?
37 fenomeni.
In quale data avvenne il sisma di undicesimo grado MRG tra Lamezia e la Valle del Crati?
Il 27 marzo 1638.
Quale nome assunse Scalzapori dopo l’insediamento dei profughi?
Savelli.
A quali motivazioni propongono gli autori di collegare le irregolarità linguistiche?
A motivazioni extralinguistiche sistematiche.
Quali eventi propongono gli autori di includere nell’analisi delle discontinuità linguistiche?
Eventi non linguistici significativi.
Chi introdusse il termine «isoglossa»?
A. Bielenstein, nel 1892, nel saggio *Die Grenzen des Lettischen Volksstammes*.
Quale procedura propongono Bickerton e Bailey per studiare la variabilità linguistica?
Individuare prima gli schemi di variabilità e poi collegarli a parametri sociali o spaziali.
Chi propose di collegare gli schemi di variabilità linguistica a parametri sociali o spaziali?
Bickerton (1973) e Bailey (1980).
Quali fenomeni associa Rohlfs alla bipartizione dei dialetti calabresi?
La presenza o assenza del passato remoto e delle costruzioni infinitivali.
Quale opera di Rohlfs associa fenomeni linguistici alla bipartizione calabrese?
Rohlfs, 1974.
Quale base usa Falcone per tripartire i dialetti calabresi?
Le isofone e gli sviluppi del vocalismo del latino volgare.
Quali aree corrispondono approssimativamente alla tripartizione di Falcone?
Le aree meridionale, centrale e settentrionale.
Quanti gruppi propone Trumper-Maddalon per classificare i dialetti calabresi?
Cinque gruppi.
In quanti gruppi rivedono la classificazione gli autori del lavoro?
Quattro gruppi, definiti da tre principali aree isoglossiche di transizione.
Quali esiti consonantici esamina l’indagine sulla transizione calabrese?
Gli esiti di L, LL, LI, D, F e S davanti a consonante, e dei nessi -RU- e -RB-.
Quali contesti vocalici e assimilazioni considera l’indagine sulla transizione calabrese?
A contigua a nasale e l’assimilazione progressiva in -MB- e -ND-.
Quali fenomeni vocalici esamina l’indagine sulla transizione calabrese?
La metafonia di E e O, la frattura vocalica in specifici contesti consonantici e il vocalismo atono finale.
Quali fenomeni morfosintattici esamina l’indagine sulla transizione calabrese?
Strategie infinitivali, forme e desinenze verbali, plurali neutri, alternanza tra passato prossimo e passato remoto e forme del relativo.
Quali nessi consonantici esamina l’indagine sulla transizione calabrese?
Gli esiti di STR e RS.
Quale autore e anno sono associati alle vittime del terremoto del 1638 a Rogliano, Lamezia e Scigliano?
Capecelatro, 1638.
Quale quota della popolazione di Scigliano morì nel terremoto del 1638?
Il 15%.
Quale opera di Celleio riferisce il calo demografico della diocesi di Martirano?
Relations ad limina.
Quale fu il calo della popolazione della diocesi di Martirano dopo i terremoti ricorrenti?
Da circa 12.000 a 6.500 persone.
In quale data un ulteriore sisma colpì Savelli e Casale-Chiodo?
Il 9 giugno 1638.
Perché le migrazioni successive ai terremoti del 1638 furono composte quasi unicamente da uomini?
Molte donne morirono nelle zone abitate e nelle chiese, mentre molti uomini erano nelle campagne per il lavoro agricolo.
Come tratta le discontinuità non coincidenti con confini linguistici normalizzati una visione statica delle isoglosse?
Le considera casuali e tende a ignorarle.
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1. Che cosa rappresenta un’isoglossa nella descrizione della variazione dialettale?
2. In una classificazione dialettale, quale caratteristica distingue un’area residua da un’area focale?
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