Riassunto: Discontinuità linguistiche in Calabria

Schema del Corso

  1. Isoglosse e variazione dialettale
  2. Continuum e aree di transizione
  3. Classificazioni dei dialetti calabresi
  4. Fenomeni della transizione calabrese
  5. Terremoti e migrazioni del 1638
  6. Discontinuità e spiegazioni extralinguistiche

1. Isoglosse e variazione dialettale

Concetti chiave e definizioni

  • Isoglossa: Linea o astrazione che rappresenta la distribuzione di un fenomeno linguistico, ma non necessariamente un confine netto tra varietà.

★ Da sapere

📌 Le isoglosse servono a individuare aree focali, in cui si irradiano fenomeni linguistici, aree residue, in cui persistono tratti arcaici, e aree transizionali, in cui le due condizioni si mescolano.

Approfondimenti

  • A. Bielenstein introdusse il termine «isoglossa» nel saggio Die Grenzen des Lettischen Volksstammes del 1892.

Trucco mnemonico

La linea discreta dell’isoglossa si oppone al corridoio variabile

2. Continuum e aree di transizione

★ Da sapere

  • Schmidt (1872) descrive le relazioni tra complessi dialettali come un continuum o «piano inclinato», in cui ogni varietà confina con quelle successive senza fratture e le varietà si compenetrano.

  • Nel modello del continuum, fattori extralinguistici sociali, politici o geografici possono cancellare o spostare varietà intermedie e produrre fratture discrete.

📌 Gli autori privilegiano il corridoio di transizione, che può contenere sia fratture discrete sia fenomeni coesistenti in modo variabile, rispetto all’isoglossa o eteroglossa intesa come linea.

Approfondimenti

  • Bickerton (1973) e Bailey (1980) propongono di individuare prima gli schemi di variabilità linguistica e poi di collegarli a parametri sociali o spaziali.

Trucco mnemonico

Un piano inclinato di varietà senza fratture, interrotto da fattori extralinguistici

3. Classificazioni dei dialetti calabresi

★ Da sapere

  • Rohlfs (1962, 1980) bipartisce i dialetti calabresi sulla base delle differenze storiche tra Calabria latina e Calabria greca.

Approfondimenti

  • La classificazione di Rohlfs associa alla bipartizione calabrese fenomeni come la presenza o assenza del passato remoto e delle costruzioni infinitivali, i cui limiti possono sovrapporsi creando un’ampia area di transizione variabile.

  • Falcone (1976) propone una tripartizione basata su isofone e sviluppi del vocalismo del latino volgare, corrispondente approssimativamente alle aree meridionale, centrale e settentrionale.

  • Trumper-Maddalon (1988) propone una classificazione in cinque gruppi che gli autori del lavoro rivedono in quattro gruppi, definiti da tre principali aree isoglossiche di transizione.

Trucco mnemonico

Rohlfs bipartisce, Falcone tripartisce, Trumper-Maddalon propone quattro gruppi

4. Fenomeni della transizione calabrese

★ Da sapere

  • Lo studio approfondisce la transizione lungo la linea virtuale Gizzeria-Scigliano-Savelli-Marchesato di Crotone e considera 37 fenomeni fonologici, morfologici e sintattici.

Approfondimenti

  • Tra i fenomeni esaminati figurano gli esiti di L, LL, LI e D, gli esiti di A contigua a nasale, di F e S davanti a consonante, dei nessi -RU- e -RB- e l’assimilazione progressiva in -MB- e -ND-.

  • L’indagine considera inoltre metafonia di E e O, frattura vocalica in specifici contesti consonantici, esiti di STR e RS, strategie infinitivali, forme e desinenze verbali, vocalismo atono finale, plurali neutri, alternanza tra passato prossimo e passato remoto e forme del relativo.

5. Terremoti e migrazioni del 1638

★ Da sapere

  • Il 27 marzo 1638 un sisma di undicesimo grado MRG provocò il crollo pressoché totale degli edifici in muratura tra Lamezia e la Valle del Crati, con epicentro tra Conflenti e Scigliano.

  • Dopo il sisma, gruppi provenienti da Scigliano e Carpanzano si insediarono a Pelleca e poi a Scalzapori, che passò da 30 a 335 abitanti e fu rinominata Savelli; altri profughi fondarono Casalenovo di Crosia, oggi Mandatoriccio.

Approfondimenti

  • Nel terremoto del 1638 morirono 1.200 persone su circa 5.500 a Rogliano e Lamezia e 753 su circa 5.125 a Scigliano, dove le vittime rappresentavano il 15% della popolazione. - Capecelatro

  • La diocesi di Martirano perse circa metà della popolazione, passando da circa 12.000 a 6.500 persone in seguito alle conseguenze dei ricorrenti terremoti. - Celleio, Relations ad limina

  • Il 9 giugno 1638 un ulteriore sisma colpì anche i nuovi insediamenti di Savelli e Casale-Chiodo.

  • Le migrazioni successive ai terremoti furono composte quasi unicamente da uomini, perché molte donne morirono nelle zone abitate e nelle chiese, mentre molti uomini si trovavano nelle campagne per il lavoro agricolo.

Trucco mnemonico

Il sisma distrugge gli insediamenti → le migrazioni rimescolano le popolazioni

6. Discontinuità e spiegazioni extralinguistiche

★ Da sapere

  • Gli autori propongono di collegare le irregolarità linguistiche a motivazioni extralinguistiche sistematiche, includendo eventi non linguistici significativi nell’analisi delle discontinuità.

Approfondimenti

📌 Una visione statica delle isoglosse tende a trattare come casuali e a ignorare le discontinuità che non rientrano in confini linguistici normalizzati.

Trucco mnemonico

Eventi non linguistici significativi → discontinuità linguistiche spiegabili

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1. Che cosa rappresenta un’isoglossa nella descrizione della variazione dialettale?

2. In una classificazione dialettale, quale caratteristica distingue un’area residua da un’area focale?

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Che cosa rappresenta un’isoglossa nella variazione dialettale?

La distribuzione di un fenomeno linguistico, senza necessariamente segnare un confine netto tra varietà.

Che cosa caratterizza un’area focale individuata dalle isoglosse?

L’irradiazione di fenomeni linguistici.

Che cosa caratterizza un’area residua individuata dalle isoglosse?

La persistenza di tratti arcaici.

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