Riassunto: Moratoria italiana sui data center

Schema del Corso

  1. Fondamenti costituzionali e normativi
  2. Quadro autorizzativo recente
  3. Concentrazione territoriale e lacune
  4. Impatti ambientali e sociali
  5. Principi e strumenti ambientali
  6. Controlli partecipazione e sanzioni
  7. Assenza di strategia nazionale
  8. Richieste della moratoria

1. Fondamenti costituzionali e normativi

★ Da sapere

  • L’articolo 9 della Costituzione italiana tutela il paesaggio, il patrimonio storico e artistico, l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle generazioni future.

  • L’articolo 117 della Costituzione attribuisce allo Stato la legislazione esclusiva in materia di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali, nel rispetto della Costituzione, dell’ordinamento comunitario e degli obblighi internazionali.

Approfondimenti

📌 La Direttiva (UE) 2023/1791 impone ai centri dati obblighi di trasparenza, monitoraggio dell’impronta ambientale e riutilizzo del calore di scarto.

  • Il documento sostiene che la frammentazione normativa regionale e l’attuale deregolamentazione italiana possano esporre l’Italia a procedure di infrazione europea per il mancato recepimento dei target di sostenibilità dei servizi digitali.

2. Quadro autorizzativo recente

★ Da sapere

  • Il 2 agosto 2024 il MASE ha adottato con decreto direttoriale n. 257 le linee guida per le procedure di valutazione ambientale dei data center.

📌 Il Decreto-Legge 20 febbraio 2026, n. 21, convertito nella Legge 10 aprile 2026, n. 49, introduce il procedimento unico per i progetti di centri dati, con un iter previsto di circa 10 mesi e con VIA e AIA svolte parallelamente, previa variante urbanistica.

Approfondimenti

  • Nel novembre 2025 il MIMIT ha emanato la strategia per attrarre in Italia investimenti industriali esteri nei data center, elaborata mediante concertazione tra portatori di interesse pubblici e privati a livello centrale e locale. - Strategia per l’attrazione in Italia degli investimenti industriali esteri in data center

📌 La Legge Regionale Lombardia 3 giugno 2026, n. 11 e le delibere regionali n. XII/6645 e n. XII/6646 del 3 agosto 2026 prevedono disposizioni per realizzazione, ampliamento e monitoraggio dei data center, trasferendo alla Regione la competenza sull’AIA e istituendo una task force tecnico-amministrativa.

Trucco mnemonico

Linee guida → procedimento unico → disciplina regionale → riforma nazionale

3. Concentrazione territoriale e lacune

★ Da sapere

  • Ad agosto 2026 le richieste energetiche legate alle iniziative dei data center superavano 90 GW e oltre il 70% era concentrato tra Lombardia e Piemonte, evidenziando una significativa disomogeneità territoriale.

  • A livello nazionale non esiste una disciplina organica che stabilisca requisiti ambientali minimi per la localizzazione dei data center e per la capacità dei territori di sostenerne la concentrazione.

📌 La valutazione del singolo data center non coincide con la valutazione del carico ambientale cumulativo prodotto da più insediamenti nello stesso territorio.

Approfondimenti

  • Gli impatti cumulativi comprendono: consumo energetico e idrico, emissioni, rumore, calore prodotto, consumo e impermeabilizzazione del suolo, infrastrutture elettriche necessarie al funzionamento

Trucco mnemonico

Attrazione degli investimenti contro pianificazione nazionale e sostenibilità

4. Impatti ambientali e sociali

★ Da sapere

  • Gli studi citati individuano per i data center pressioni sulle risorse naturali ed energetiche, sulla salute dei cittadini e sul tessuto sociale attraverso il rischio inflattivo.

  • La variazione microclimatica e l’aumento delle temperature associati ai data center possono costituire un problema sanitario per le persone fragili, per l’ambiente e per settori economici come l’agricoltura.

  • Le isole di calore e la variazione microclimatica possono ostacolare la dispersione degli inquinanti, aumentarne la concentrazione e favorire la formazione di ozono estivo.

  • I data center sono infrastrutture energivore che possono aumentare le emissioni climalteranti, mettere sotto pressione il sistema energetico nazionale e contribuire a squilibri nei prezzi dell’energia.

Approfondimenti

  • I generatori di emergenza dei data center possono peggiorare la qualità dell’aria e aggravare il problema sanitario nelle popolazioni esposte a una qualità dell’aria già compromessa.

Trucco mnemonico

Concentrazione energivora → pressione su clima, salute, territorio e prezzi

5. Principi e strumenti ambientali

Punti essenziali

📌 Secondo il principio di prevenzione, quando esiste un rischio certo e noto fondato su prove ed evidenze scientifiche consolidate, il progetto o piano sottoposto a valutazione ambientale deve essere bocciato.

📌 Secondo il principio di precauzione, il sospetto di danni gravi e irreversibili alla salute umana o all’ambiente giustifica misure di protezione efficaci anche senza certezza scientifica assoluta.

  • I principi richiamati dall’articolo 3-ter sono:
    • precauzione
    • azione preventiva
    • correzione prioritaria alla fonte
    • chi inquina paga

📌 L’articolo 3-quater del decreto legislativo 152/2006 richiede che ogni attività giuridicamente rilevante soddisfi i bisogni attuali senza compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future, attribuendo priorità alla tutela ambientale nelle decisioni pubbliche discrezionali.

Trucco mnemonico

P-P-S: prevenzione, precauzione, sviluppo sostenibile

6. Controlli partecipazione e sanzioni

★ Da sapere

  • L’articolo 3-sexies del decreto legislativo 152/2006 riconosce a chiunque il diritto di accedere alle informazioni su ambiente e paesaggio senza dimostrare un interesse giuridicamente rilevante e consente di presentare osservazioni scritte entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’avviso.

  • Ai sensi dell’articolo 28, commi 6 e 7, del decreto legislativo 152/2006, impatti ambientali negativi imprevisti o significativamente superiori a quelli valutati possono comportare sospensione, misure correttive, aggiornamento dello studio di impatto e nuova pubblicazione entro un termine non superiore a 90 giorni.

  • Ai sensi dell’articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 152/2006, le violazioni possono comportare diffida, diffida con sospensione dell’attività o revoca del provvedimento di VIA in caso di mancato adeguamento o reiterate violazioni pericolose o dannose.

Approfondimenti

📌 L’articolo 3-septies del decreto legislativo 152/2006 consente a Regioni, enti locali e associazioni abilitate di rivolgere al Ministero competente quesiti generali sull’applicazione della normativa ambientale, ai quali deve essere data risposta entro 90 giorni.

Trucco mnemonico

Informare → partecipare → correggere → sospendere o revocare

7. Assenza di strategia nazionale

★ Da sapere

  • La programmazione nazionale dovrebbe calcolare:

    • fabbisogno di capacità di calcolo
    • consumi energetici e idrici
    • consumo di suolo
    • compatibilità urbanistica
    • infrastrutture energetiche
    • impatti cumulativi
  • Oltre il 90% dei progetti e degli investimenti sottoposti a VIA risulta riconducibile a grandi Big Tech statunitensi o a fondi e operatori extra-UE, mentre solo una parte molto limitata è direttamente collegata a esigenze strategiche nazionali come il Polo Strategico Nazionale.

  • La concentrazione di richieste di connessione superiore a 90 GW nel Nord è presentata come una minaccia alla sicurezza energetica civile e industriale e come un rischio di instabilità sistemica della rete di trasmissione nazionale.

Approfondimenti

📌 La qualificazione dei data center come infrastrutture strategiche per economia, innovazione e progresso non dimostra l’esistenza di una strategicità nazionale effettivamente studiata, coerente e dimensionata sui fabbisogni del Paese.

  • L’acquisto massivo di energia degli operatori Big Tech sul mercato all’ingrosso può alterare le curve di domanda locali, aumentare il PUN e il Prezzo Unico Zonale e trasferire costi indiretti sulle bollette di famiglie e imprese.

Trucco mnemonico

Infrastrutture dichiarate strategiche, ma senza fabbisogno nazionale dimensionato

8. Richieste della moratoria

★ Da sapere

  • La moratoria richiesta sospenderebbe temporaneamente i nuovi procedimenti autorizzativi per data center e infrastrutture energetiche e di rete direttamente funzionali, in attesa di una strategia nazionale organica.

  • La strategia nazionale richiesta dovrebbe individuare fabbisogni, criteri e limiti di localizzazione e requisiti di sostenibilità ambientale, territoriale, energetica e idrica, considerando anche gli impatti cumulativi.

  • Il testo chiede la riapertura o rinnovazione dell’istruttoria per i data center già autorizzati e non ancora entrati in esercizio quando non siano stati valutati l’impatto microclimatico e il suo eventuale cumulo territoriale.

Approfondimenti

  • Il testo chiede di aggiornare le linee guida MASE n. 257 del 2 agosto 2024 sugli impatti cumulativi e sull’obbligo di studiare gli effetti ambientali e sanitari delle isole di calore e della variazione microclimatica.

  • Il testo chiede l’abrogazione dell’articolo 8 del Decreto-Legge 20 febbraio 2026, n. 21, l’adeguamento della Legge Regionale Lombardia 3 giugno 2026, n. 11 e l’arresto dell’iter parlamentare dell’A.S. 1821.

Tabelle di sintesi

Principi ambientali applicabili

PrincipioCondizioneEffetto
PrevenzioneRischio certo e provatoBocciatura del progetto o piano
PrecauzioneSospetto di danno grave e irreversibileAdozione di misure protettive anche senza certezza assoluta
Sviluppo sostenibileBisogni presenti e tutela delle generazioni futurePriorità della tutela ambientale nelle decisioni pubbliche

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1. Quali valori tutela l’articolo 9 della Costituzione italiana, anche nell’interesse delle generazioni future?

2. Quale competenza attribuisce allo Stato l’articolo 117 della Costituzione in materia ambientale e culturale?

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Cosa tutela l'articolo 9 della Costituzione italiana?

Il paesaggio, il patrimonio storico e artistico, l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi.

Quale materia ha legislazione esclusiva lo Stato secondo l'articolo 117 della Costituzione?

La tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.

Quali limiti deve rispettare la legislazione esclusiva dello Stato sull'ambiente secondo l'articolo 117?

La Costituzione, l'ordinamento comunitario e gli obblighi internazionali.

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