★ Da sapere
L’articolo 9 della Costituzione italiana tutela il paesaggio, il patrimonio storico e artistico, l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle generazioni future.
L’articolo 117 della Costituzione attribuisce allo Stato la legislazione esclusiva in materia di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali, nel rispetto della Costituzione, dell’ordinamento comunitario e degli obblighi internazionali.
Approfondimenti
📌 La Direttiva (UE) 2023/1791 impone ai centri dati obblighi di trasparenza, monitoraggio dell’impronta ambientale e riutilizzo del calore di scarto.
★ Da sapere
📌 Il Decreto-Legge 20 febbraio 2026, n. 21, convertito nella Legge 10 aprile 2026, n. 49, introduce il procedimento unico per i progetti di centri dati, con un iter previsto di circa 10 mesi e con VIA e AIA svolte parallelamente, previa variante urbanistica.
Approfondimenti
📌 La Legge Regionale Lombardia 3 giugno 2026, n. 11 e le delibere regionali n. XII/6645 e n. XII/6646 del 3 agosto 2026 prevedono disposizioni per realizzazione, ampliamento e monitoraggio dei data center, trasferendo alla Regione la competenza sull’AIA e istituendo una task force tecnico-amministrativa.
Linee guida → procedimento unico → disciplina regionale → riforma nazionale
★ Da sapere
Ad agosto 2026 le richieste energetiche legate alle iniziative dei data center superavano 90 GW e oltre il 70% era concentrato tra Lombardia e Piemonte, evidenziando una significativa disomogeneità territoriale.
A livello nazionale non esiste una disciplina organica che stabilisca requisiti ambientali minimi per la localizzazione dei data center e per la capacità dei territori di sostenerne la concentrazione.
📌 La valutazione del singolo data center non coincide con la valutazione del carico ambientale cumulativo prodotto da più insediamenti nello stesso territorio.
Approfondimenti
Attrazione degli investimenti contro pianificazione nazionale e sostenibilità
★ Da sapere
Gli studi citati individuano per i data center pressioni sulle risorse naturali ed energetiche, sulla salute dei cittadini e sul tessuto sociale attraverso il rischio inflattivo.
La variazione microclimatica e l’aumento delle temperature associati ai data center possono costituire un problema sanitario per le persone fragili, per l’ambiente e per settori economici come l’agricoltura.
Le isole di calore e la variazione microclimatica possono ostacolare la dispersione degli inquinanti, aumentarne la concentrazione e favorire la formazione di ozono estivo.
I data center sono infrastrutture energivore che possono aumentare le emissioni climalteranti, mettere sotto pressione il sistema energetico nazionale e contribuire a squilibri nei prezzi dell’energia.
Approfondimenti
Concentrazione energivora → pressione su clima, salute, territorio e prezzi
📌 Secondo il principio di prevenzione, quando esiste un rischio certo e noto fondato su prove ed evidenze scientifiche consolidate, il progetto o piano sottoposto a valutazione ambientale deve essere bocciato.
📌 Secondo il principio di precauzione, il sospetto di danni gravi e irreversibili alla salute umana o all’ambiente giustifica misure di protezione efficaci anche senza certezza scientifica assoluta.
📌 L’articolo 3-quater del decreto legislativo 152/2006 richiede che ogni attività giuridicamente rilevante soddisfi i bisogni attuali senza compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future, attribuendo priorità alla tutela ambientale nelle decisioni pubbliche discrezionali.
P-P-S: prevenzione, precauzione, sviluppo sostenibile
★ Da sapere
L’articolo 3-sexies del decreto legislativo 152/2006 riconosce a chiunque il diritto di accedere alle informazioni su ambiente e paesaggio senza dimostrare un interesse giuridicamente rilevante e consente di presentare osservazioni scritte entro 60 giorni dalla pubblicazione dell’avviso.
Ai sensi dell’articolo 28, commi 6 e 7, del decreto legislativo 152/2006, impatti ambientali negativi imprevisti o significativamente superiori a quelli valutati possono comportare sospensione, misure correttive, aggiornamento dello studio di impatto e nuova pubblicazione entro un termine non superiore a 90 giorni.
Ai sensi dell’articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 152/2006, le violazioni possono comportare diffida, diffida con sospensione dell’attività o revoca del provvedimento di VIA in caso di mancato adeguamento o reiterate violazioni pericolose o dannose.
Approfondimenti
📌 L’articolo 3-septies del decreto legislativo 152/2006 consente a Regioni, enti locali e associazioni abilitate di rivolgere al Ministero competente quesiti generali sull’applicazione della normativa ambientale, ai quali deve essere data risposta entro 90 giorni.
Informare → partecipare → correggere → sospendere o revocare
★ Da sapere
La programmazione nazionale dovrebbe calcolare:
Oltre il 90% dei progetti e degli investimenti sottoposti a VIA risulta riconducibile a grandi Big Tech statunitensi o a fondi e operatori extra-UE, mentre solo una parte molto limitata è direttamente collegata a esigenze strategiche nazionali come il Polo Strategico Nazionale.
La concentrazione di richieste di connessione superiore a 90 GW nel Nord è presentata come una minaccia alla sicurezza energetica civile e industriale e come un rischio di instabilità sistemica della rete di trasmissione nazionale.
Approfondimenti
📌 La qualificazione dei data center come infrastrutture strategiche per economia, innovazione e progresso non dimostra l’esistenza di una strategicità nazionale effettivamente studiata, coerente e dimensionata sui fabbisogni del Paese.
Infrastrutture dichiarate strategiche, ma senza fabbisogno nazionale dimensionato
★ Da sapere
La moratoria richiesta sospenderebbe temporaneamente i nuovi procedimenti autorizzativi per data center e infrastrutture energetiche e di rete direttamente funzionali, in attesa di una strategia nazionale organica.
La strategia nazionale richiesta dovrebbe individuare fabbisogni, criteri e limiti di localizzazione e requisiti di sostenibilità ambientale, territoriale, energetica e idrica, considerando anche gli impatti cumulativi.
Il testo chiede la riapertura o rinnovazione dell’istruttoria per i data center già autorizzati e non ancora entrati in esercizio quando non siano stati valutati l’impatto microclimatico e il suo eventuale cumulo territoriale.
Approfondimenti
Il testo chiede di aggiornare le linee guida MASE n. 257 del 2 agosto 2024 sugli impatti cumulativi e sull’obbligo di studiare gli effetti ambientali e sanitari delle isole di calore e della variazione microclimatica.
Il testo chiede l’abrogazione dell’articolo 8 del Decreto-Legge 20 febbraio 2026, n. 21, l’adeguamento della Legge Regionale Lombardia 3 giugno 2026, n. 11 e l’arresto dell’iter parlamentare dell’A.S. 1821.
Principi ambientali applicabili
| Principio | Condizione | Effetto |
|---|---|---|
| Prevenzione | Rischio certo e provato | Bocciatura del progetto o piano |
| Precauzione | Sospetto di danno grave e irreversibile | Adozione di misure protettive anche senza certezza assoluta |
| Sviluppo sostenibile | Bisogni presenti e tutela delle generazioni future | Priorità della tutela ambientale nelle decisioni pubbliche |
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1. Quali valori tutela l’articolo 9 della Costituzione italiana, anche nell’interesse delle generazioni future?
2. Quale competenza attribuisce allo Stato l’articolo 117 della Costituzione in materia ambientale e culturale?
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Cosa tutela l'articolo 9 della Costituzione italiana?
Il paesaggio, il patrimonio storico e artistico, l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi.
Quale materia ha legislazione esclusiva lo Stato secondo l'articolo 117 della Costituzione?
La tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali.
Quali limiti deve rispettare la legislazione esclusiva dello Stato sull'ambiente secondo l'articolo 117?
La Costituzione, l'ordinamento comunitario e gli obblighi internazionali.
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