Riassunto: I primi anni dell’Italia unita

Schema del Corso

  1. Destra e Sinistra Storica
  2. Economia e divari territoriali
  3. Accentramento e politica economica
  4. Rivolta e brigantaggio meridionale
  5. Veneto e Roma capitale

Date chiave

  1. 1866Grazie all’alleanza con la Prussia di Bismarck contro l’Austria, l’Italia partecipò alla Terza guerra d’indipendenza per sottrarre il Nord-Est all’influenza austriaca.
  2. 1868Fu introdotta la tassa sul macinato, che colpiva la macinazione dei cereali e quindi il pane, gravando pesantemente sulle classi meno abbienti.
  3. 20 settembre 1870I bersaglieri aprirono una breccia nelle mura di Roma a Porta Pia ed entrarono in città.
  4. 1875La politica di sacrifici della Destra raggiunse il pareggio di bilancio al prezzo di fortissime tensioni sociali.

1. Destra e Sinistra Storica

★ Da sapere

  • La Destra Storica, erede della linea di Cavour, era sostenuta principalmente da grandi proprietari terrieri, nobiltà e alta borghesia.

  • La Destra Storica concepiva la politica in modo elitario e diffidava delle masse popolari, ritenute impreparate a gestire la cosa pubblica.

  • La Sinistra Storica, erede della tradizione mazziniana e garibaldina, era sostenuta da piccola e media borghesia, professionisti e intellettuali.

  • La Sinistra Storica chiedeva:

    • suffragio universale maschile
    • decentramento amministrativo
    • maggiori tutele per le classi lavoratrici

Approfondimenti

  • Il diritto di voto iniziale riguardava circa il 2% della popolazione.

Trucco mnemonico

La Destra difende uno Stato elitario; la Sinistra chiede suffragio più ampio e tutele sociali.

2. Economia e divari territoriali

Concetti chiave e definizioni

  • Mezzadria: Un contratto in cui proprietario terriero e fittavolo si dividevano a metà i prodotti della terra; garantiva una certa stabilità ma frenava l’innovazione tecnologica.

★ Da sapere

  • Nel Regno d’Italia il 70% della popolazione attiva lavorava in agricoltura.

  • Al Sud dominava il latifondo, formato da immense proprietà incolte o mal coltivate, dove i braccianti subivano miseria e sfruttamento senza prospettive di investimento o modernizzazione.

  • Il Mezzogiorno fu quasi completamente escluso dai primi processi di industrializzazione e più dell’85% della sua popolazione era analfabeta, mentre l’analfabetismo era molto alto anche nel resto d’Italia.

Approfondimenti

  • Al Nord emergevano aziende agricole capitalistiche e moderne, soprattutto nella Pianura Padana, ma coesistevano molte piccole proprietà.

  • Il Mezzogiorno soffriva di carenza di materie prime, fonti energetiche come il carbone e infrastrutture, e alcune zone erano quasi isolate e inaccessibili.

3. Accentramento e politica economica

★ Da sapere

  • Per mantenere unito un paese fragile e disomogeneo, la Destra Storica scelse l’accentramento amministrativo.

  • La Destra estese a tutta la penisola leggi, codici e ordinamento amministrativo del Regno di Sardegna, un processo criticato come «piemontesizzazione».

  • Per risanare l’enorme debito pubblico, accumulato anche per le guerre d’indipendenza, la Destra applicò un rigoroso regime fiscale e impose pesanti tasse sui beni di consumo quotidiano, inclusi i generi alimentari di prima necessità.

Approfondimenti

  • Con l’applicazione della Legge Casati fu istituita la scuola elementare pubblica e divenne obbligatorio il primo biennio.

  • Per facilitare il commercio interno, lo Stato uniformò i sistemi di pesi e misure e adottò la lira come valuta nazionale.

Trucco mnemonico

Il rigore fiscale riduce il debito fino al pareggio, ma alimenta tensioni sociali.

4. Rivolta e brigantaggio meridionale

★ Da sapere

  • Nel Mezzogiorno il malcontento esplose per la combinazione dell’aumento della pressione fiscale, della coscrizione obbligatoria che sottraeva giovani braccia all’agricoltura e del peggioramento delle condizioni di vita.

  • La protesta si trasformò in una guerra civile contadina, che il governo definì sbrigativamente «brigantaggio».

  • Per reprimere le rivolte, la Destra dichiarò lo stato d’assedio nelle regioni meridionali e impiegò massicciamente l’esercito regolare, con decine di migliaia di soldati.

Approfondimenti

  • La repressione militare delle rivolte avvenne nel sangue e smantellò il fenomeno del brigantaggio con la forza.

Trucco mnemonico

Tasse, leva e peggioramento delle condizioni di vita alimentano la rivolta; lo Stato risponde con la repressione.

5. Veneto e Roma capitale

★ Da sapere

  • Nella Terza guerra d’indipendenza l’esercito e la marina italiani subirono sconfitte a Custoza e nella battaglia navale di Lissa, ma la vittoria prussiana costrinse Vienna a cedere il Veneto all’Italia in base agli accordi diplomatici.

  • Dopo la presa di Roma, il Lazio fu annesso al Regno d’Italia e Roma divenne ufficialmente la capitale.

Approfondimenti

  • La questione di Roma capitale era complicata dalla protezione militare che Napoleone III garantiva al Papa.

  • Nel 1870 la sconfitta della Francia di Napoleone III nella guerra contro la Prussia, culminata nella battaglia di Sedan, lasciò lo Stato pontificio senza il suo alleato protettore.

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Mettiti alla prova su I primi anni dell’Italia unita con 9 domande a risposta multipla e correzioni spiegate.

1. Quale gruppo sociale sosteneva principalmente la Destra Storica, erede della linea di Cavour?

2. Un movimento politico dell’Italia unita propone di ampliare il voto maschile, decentrare l’amministrazione e rafforzare le tutele dei lavoratori. Quale schieramento rappresenta?

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Quali gruppi sostenevano principalmente la Destra Storica?

Grandi proprietari terrieri, nobiltà e alta borghesia.

Quale tradizione ereditava la Sinistra Storica?

La tradizione mazziniana e garibaldina.

Quale percentuale della popolazione attiva del Regno d’Italia lavorava in agricoltura?

Il 70%.

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