Quiz: Origini della filosofia greca (45 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Come immaginò Anassimandro la Terra nello spazio?

Come un disco sostenuto dall’acqua che lo circonda
Come un corpo sospeso da una forza divina al centro del cielo
Come una sfera sorretta da colonne ai confini del mondo
Come un corpo privo di sostegno, fluttuante nello spazio infinito

Come un corpo privo di sostegno, fluttuante nello spazio infinito

Spiegazione

Anassimandro concepì la Terra come un enorme corpo che fluttua senza sostegno nello spazio infinito. L’idea che galleggi sull’acqua è invece associata alla spiegazione di Talete.

2. Perché Anassimandro rifiutò l’idea di Talete che la Terra galleggiasse sull’acqua?

Perché Talete attribuiva alla Terra una posizione fuori dallo spazio
Perché la Terra, secondo Talete, era sorretta da una legge divina
Perché la spiegazione lasciava senza risposta che cosa sostenesse l’acqua
Perché l’acqua non poteva trovarsi al di sotto della Terra

Perché la spiegazione lasciava senza risposta che cosa sostenesse l’acqua

Spiegazione

Anassimandro contestò la spiegazione perché spostava il problema del sostegno dalla Terra all’acqua, senza risolverlo. L’obiezione non consisteva nel negare che l’acqua potesse trovarsi sotto la Terra.

3. Che cosa indica il termine lógos nel contesto della nascita del pensiero razionale?

Un pensiero critico fondato sulla ragione o sul discorso, che ordina idee e parole
Una forma di autorità politica che impone ai cittadini decisioni e credenze
Una narrazione mitica che affida agli dèi l’ordine delle parole e delle idee
Una raccolta di tradizioni tramandate senza esame critico e senza organizzazione

Un pensiero critico fondato sulla ragione o sul discorso, che ordina idee e parole

Spiegazione

Il lógos è un pensiero critico basato sulla ragione o sul discorso, capace di organizzare idee e parole. Una narrazione mitica, al contrario, non definisce questo modo razionale e ordinato di pensare.

4. Quando iniziarono a organizzarsi le póleis greche rispetto alla fine della civiltà micenea?

A partire dal XII secolo a.C., negli ultimi anni della civiltà micenea
A partire dall’VIII secolo a.C., alcuni secoli dopo la fine della civiltà micenea
A partire dal VII secolo d.C., molto tempo dopo la civiltà micenea
A partire dal V secolo a.C., poco prima della fine della civiltà micenea

A partire dall’VIII secolo a.C., alcuni secoli dopo la fine della civiltà micenea

Spiegazione

Le póleis si organizzarono a partire dall’VIII secolo a.C., alcuni secoli dopo la fine della civiltà micenea. La loro comparsa non coincise con gli ultimi anni di quella civiltà.

5. Quale cambiamento politico caratterizzò la pólis rispetto al mondo miceneo?

Le decisioni del sovrano nell’agorà presero il posto del dibattito dei cittadini
Il potere militare dei nobili prese il posto delle decisioni della monarchia
Le assemblee sacerdotali presero il posto delle decisioni dei cittadini liberi
Il dibattito dei cittadini liberi nell’agorà prese il posto del potere monarchico

Il dibattito dei cittadini liberi nell’agorà prese il posto del potere monarchico

Spiegazione

Nella pólis il potere monarchico lasciò spazio al dibattito pubblico tra cittadini liberi nell’agorà. Nel mondo miceneo, invece, le decisioni erano imposte dal sovrano.

6. Secondo Jean-Pierre Vernant, in che modo la pólis favorì la desacralizzazione della vita pubblica e del sapere?

Sostituì il confronto tra cittadini con leggi stabilite da un sovrano sacro
Rese le opinioni private irrilevanti e attribuì ogni decisione alla tradizione
Affidò il sapere pubblico a sacerdoti che custodivano verità sacre definitive
Favorì il confronto tra opinioni, anziché l’accettazione di verità sacre come definitive

Favorì il confronto tra opinioni, anziché l’accettazione di verità sacre come definitive

Spiegazione

Per Vernant, il confronto tra cittadini e filosofi favorì la discussione critica delle opinioni e delle conoscenze. L’affidamento del sapere a verità sacre definitive descrive invece una condizione opposta alla desacralizzazione.

7. Quale legame contribuiva a escludere le donne dalla partecipazione filosofica nella Grecia arcaica?

La ragione politica era riservata ai sacerdoti, mentre le donne partecipavano alle decisioni pubbliche
La partecipazione filosofica dipendeva dalla ricchezza, mentre la cura domestica era affidata ai cittadini maschi
Il lógos filosofico era riservato alle donne, mentre agli uomini spettavano famiglia e casa
Il lógos politico era riservato ai cittadini maschi, e alle donne venivano assegnate la famiglia e la casa

Il lógos politico era riservato ai cittadini maschi, e alle donne venivano assegnate la famiglia e la casa

Spiegazione

Poiché la ragione politica espressa dal lógos era riservata ai cittadini maschi, le donne venivano escluse anche dalla partecipazione filosofica e ricondotte alla sfera domestica. Non erano invece loro a detenere il lógos filosofico e le decisioni pubbliche.

8. In quale periodo si colloca tradizionalmente la nascita della filosofia greca?

Intorno al V-IV secolo d.C., come avvio del pensiero orientale
Intorno al VII-VI secolo a.C., come avvio del pensiero occidentale
Intorno al X-IX secolo a.C., come conclusione del pensiero occidentale
Intorno al II-I secolo a.C., come conclusione del pensiero greco

Intorno al VII-VI secolo a.C., come avvio del pensiero occidentale

Spiegazione

La tradizione colloca la nascita della filosofia greca intorno al VII-VI secolo a.C. e la considera l’avvio del pensiero occidentale. La collocazione nel V-IV secolo d.C. è molto più tarda e non corrisponde a questa datazione.

9. Perché la filosofia è considerata nata in Grecia, pur esistendo in precedenza interpretazioni della realtà?

Perché prima dei Greci nessun popolo aveva elaborato interpretazioni della realtà
Perché i Greci avviarono esplicitamente un’indagine razionale, libera e critica
Perché i Greci furono i primi a spiegare la realtà attraverso racconti mitologici
Perché i Greci trasformarono le interpretazioni ricevute in tradizioni sacre e immodificabili

Perché i Greci avviarono esplicitamente un’indagine razionale, libera e critica

Spiegazione

La nascita greca della filosofia è legata alla pratica esplicita di un’indagine razionale, libera e critica. Non dipende dall’assenza di interpretazioni della realtà presso i popoli precedenti.

10. Quale distinzione caratterizzava il sapere orientale rispetto alla filosofia greca?

Il sapere orientale era aperto al confronto, mentre quello greco era custodito da caste sacerdotali
Il sapere orientale era perlopiù custodito da caste sacerdotali come tradizione sacra e immodificabile
Il sapere orientale era accessibile ai cittadini, mentre quello greco era riservato ai sacerdoti
Il sapere orientale era una ricerca critica, mentre quello greco era una tradizione sacra e immodificabile

Il sapere orientale era perlopiù custodito da caste sacerdotali come tradizione sacra e immodificabile

Spiegazione

Il sapere orientale era perlopiù conservato da caste sacerdotali come tradizione sacra e non modificabile, mentre la filosofia greca si presentava come sapere aperto. L’idea che il sapere greco fosse custodito da caste sacerdotali inverte questa distinzione.

11. In una città in cui la legge vale allo stesso modo per i cittadini di ceti diversi, quale principio viene applicato?

L’isonomia, cioè l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge
La teocrazia, cioè il governo fondato sull’autorità sacerdotale
La gerarchia, cioè l’assegnazione di leggi diverse secondo il ceto
La monarchia, cioè il potere politico concentrato in un sovrano

L’isonomia, cioè l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge

Spiegazione

L’isonomia stabilisce che la legge debba essere uguale per tutti i cittadini, indipendentemente dal ceto. L’assegnazione di leggi diverse in base alla posizione sociale esprime invece una logica gerarchica.

12. Che cosa caratterizza la cosmologia mitica nel modo di spiegare il mondo?

Raccoglie massime pratiche che orientano le scelte e il comportamento nella vita quotidiana.
Indaga le origini e i fenomeni naturali cercando leggi razionali prive di personaggi divini.
Descrive i riti riservati agli iniziati per trasmettere una sapienza considerata sacra.
Racconta le origini e i fenomeni naturali attraverso vicende di divinità, esseri umani e personaggi fantastici.

Racconta le origini e i fenomeni naturali attraverso vicende di divinità, esseri umani e personaggi fantastici.

Spiegazione

La cosmologia mitica ricorre a narrazioni intuitive con personaggi umani, divini e fantastici per spiegare il mondo. La ricerca di leggi razionali descrive invece l’approccio filosofico, non quello mitico.

13. Quale successione degli dèi è narrata da Esiodo nella Teogonia?

Zeus, Urano e Crono, dopo l’origine del mondo dalla Terra.
Urano, Crono e Zeus, dopo l’origine del mondo dal caos.
Crono, Urano e Zeus, dopo la nascita del mondo da Zeus.
Urano, Zeus e Crono, dopo la nascita del mondo dall’Amore.

Urano, Crono e Zeus, dopo l’origine del mondo dal caos.

Spiegazione

La Teogonia narra l’origine del mondo dal caos e la successione di Urano, Crono e Zeus. In particolare, invertire l’ordine di Urano e Crono altera la sequenza raccontata nel poema.

14. Che cosa definiva le religioni misteriche nell’antica Grecia?

Pratiche filosofiche aperte a tutti, dedicate alla ricerca di leggi naturali razionali.
Massime civiche condivise, rivolte a ottenere vantaggi nella vita politica.
Racconti pubblici sulle origini del mondo, trasmessi attraverso genealogie divine.
Credenze e riti riservati agli iniziati, introdotti gradualmente a una sapienza sacra.

Credenze e riti riservati agli iniziati, introdotti gradualmente a una sapienza sacra.

Spiegazione

Le religioni misteriche comprendevano credenze e pratiche rituali riservate agli iniziati, che venivano introdotti gradualmente a una sapienza sacra. I racconti sulle origini del mondo appartengono invece alla sfera dei miti e delle teogonie.

15. Quale atteggiamento descrive la filosofia contemplativa paragonata da Pitagora alla partecipazione ai giochi olimpici?

Usare il sapere per orientare le decisioni concrete e ottenere risultati immediati.
Studiare i fondamenti della realtà per stabilire norme di condotta quotidiana.
Osservare il mondo e la vita senza gareggiare né cercare vantaggi pratici.
Trasmettere massime utili affinché i cittadini migliorino la propria posizione.

Osservare il mondo e la vita senza gareggiare né cercare vantaggi pratici.

Spiegazione

La filosofia contemplativa consiste in una considerazione disinteressata del mondo e della vita, come quella di chi assiste ai giochi senza competere o fare affari. Guidare le decisioni quotidiane è invece il tratto della saggezza pratica.

16. Una persona consulta massime filosofiche per decidere come comportarsi in una situazione concreta: quale significato della filosofia sta applicando?

La ricerca dei sette savi, perché mirava a procurare vantaggi personali.
La filosofia contemplativa, perché osserva il mondo senza finalità pratiche.
La saggezza pratica, perché orienta il comportamento nella vita concreta.
La filosofia in senso specifico, perché studia i fondamenti della conoscenza.

La saggezza pratica, perché orienta il comportamento nella vita concreta.

Spiegazione

La saggezza pratica è un sapere filosofico che deve guidare la vita concreta, come le massime attribuite ai sette savi. L’osservazione disinteressata del mondo corrisponde invece alla filosofia contemplativa.

17. Quali ambiti studia la filosofia in senso specifico?

Le massime civiche, le consuetudini politiche e i vantaggi personali.
I fondamenti della realtà, della conoscenza e del comportamento.
Le tecniche rituali, l’iniziazione e la trasmissione di una sapienza sacra.
Le origini divine del mondo, le genealogie degli dèi e i loro poteri.

I fondamenti della realtà, della conoscenza e del comportamento.

Spiegazione

In senso specifico, la filosofia studia i fondamenti della realtà, della conoscenza e del comportamento. Le genealogie divine e i poteri degli dèi riguardano invece la narrazione mitologica.

18. Che cosa distingueva le scuole filosofiche greche fino ad Aristotele?

Erano assemblee civiche, in cui gli allievi si riunivano per formulare leggi per la città.
Erano associazioni rituali, in cui gli allievi venivano iniziati a una sapienza religiosa segreta.
Erano comunità di vita e ricerca, in cui gli allievi condividevano abitudini, dubbi e idee.
Erano gruppi di conferenzieri, nei quali gli allievi ascoltavano lezioni senza condividere la vita comune.

Erano comunità di vita e ricerca, in cui gli allievi condividevano abitudini, dubbi e idee.

Spiegazione

Fino ad Aristotele, le scuole erano comunità in cui si condividevano sia la ricerca sia aspetti della vita quotidiana, come costumi, dubbi e idee. Un semplice gruppo di ascoltatori non rende conto di questa dimensione comunitaria.

19. Una ricerca filosofica mira a individuare il principio che ordina il mondo e rende possibile conoscerlo: a quale periodo appartiene?

Al periodo ontologico, rivolto all’essere e al suo rapporto con l’essere umano.
Al periodo antropologico, centrato sul problema dell’essere umano.
Al periodo etico, concentrato sulla condotta delle persone.
Al periodo cosmologico, associato alla ricerca dei presocratici.

Al periodo cosmologico, associato alla ricerca dei presocratici.

Spiegazione

Il periodo cosmologico, che comprende i presocratici, cerca il principio o la legge che ordina il mondo e rende possibile la conoscenza umana. Il periodo antropologico sposta invece il centro della ricerca sull’essere umano.

20. Quale problema è al centro del periodo antropologico della filosofia greca?

La ricerca del principio che ordina il mondo, svolta dai presocratici.
L’indagine sull’essere e sul suo rapporto con l’essere umano, svolta da Platone e Aristotele.
Il problema dell’essere umano, affrontato da sofisti e Socrate.
La ricerca della condotta umana, sviluppata da epicurei, stoici e scettici.

Il problema dell’essere umano, affrontato da sofisti e Socrate.

Spiegazione

Il periodo antropologico comprende sofisti e Socrate ed è incentrato sul problema dell’essere umano. La ricerca del principio che ordina il mondo caratterizza invece il periodo cosmologico.

21. Una scuola concentra la propria ricerca su come gli esseri umani debbano vivere e agire; a quale periodo appartiene?

Al periodo ontologico, legato a Platone e Aristotele e alla ricerca dell’essere.
Al periodo antropologico, legato a sofisti e Socrate e al problema dell’essere umano.
Al periodo cosmologico, legato ai presocratici e all’ordine del mondo.
Al periodo etico, legato a epicureismo, stoicismo e scetticismo.

Al periodo etico, legato a epicureismo, stoicismo e scetticismo.

Spiegazione

Il periodo etico si concentra sulla condotta umana e comprende epicureismo, stoicismo e scetticismo. Il periodo antropologico tratta l’essere umano come problema filosofico centrale, ma non è definito specificamente dall’indagine sulla condotta.

22. Quali tipi di materiali permettono di conoscere la filosofia greca antica?

Dialoghi completi dei filosofi, insieme a iscrizioni redatte dai loro discepoli
Frammenti anonimi, insieme a narrazioni mitologiche tramandate oralmente
Resoconti di autori contemporanei, insieme a ricostruzioni di studiosi moderni
Opere e frammenti dei filosofi, insieme a testimonianze di autori posteriori

Opere e frammenti dei filosofi, insieme a testimonianze di autori posteriori

Spiegazione

La conoscenza della filosofia greca antica si basa sia su materiali provenienti dai filosofi sia su testimonianze di scrittori posteriori. I resoconti di autori contemporanei non rappresentano la distinzione fondamentale tra queste due categorie di fonti.

23. Chi erano i dossografi nella tradizione filosofica greca?

Insegnanti che fondarono scuole filosofiche nelle colonie della Ionia
Poeti che narrarono le origini del cosmo ricorrendo a racconti mitologici
Filosofi che composero opere sistematiche, soprattutto nella prima età greca
Scrittori che raccolsero e riferirono le opinioni dei filosofi, perlopiù in epoca tarda

Scrittori che raccolsero e riferirono le opinioni dei filosofi, perlopiù in epoca tarda

Spiegazione

I dossografi erano scrittori, perlopiù appartenenti alla tarda filosofia greca, che raccoglievano e riportavano le opinioni dei filosofi. I fondatori di scuole svolgevano un ruolo diverso e non sono definiti dalla raccolta di dottrine altrui.

24. Quale esperienza Platone e Aristotele indicano come origine fondamentale della filosofia?

La ricerca di consenso attraverso il confronto politico
La meraviglia degli esseri umani di fronte alla realtà
Il desiderio di trasmettere le tradizioni religiose della comunità
La necessità di risolvere problemi pratici della vita quotidiana

La meraviglia degli esseri umani di fronte alla realtà

Spiegazione

Platone e Aristotele individuano nella meraviglia davanti alla realtà l’elemento fondamentale da cui nasce la filosofia. La soluzione di problemi pratici non è, in questa concezione, il suo impulso originario.

25. Quale percorso descrive la nascita e lo sviluppo della ricerca filosofica secondo Aristotele?

Parte da problemi cosmologici, passa a questioni semplici e culmina nella ricerca di applicazioni pratiche
Parte da difficoltà semplici, affronta problemi naturali e cosmologici e culmina nella ricerca del sapere per se stesso
Parte dalla ricerca del sapere per se stesso, passa ai problemi naturali e culmina nella soluzione di necessità quotidiane
Parte da difficoltà semplici, passa alla spiegazione mitica e culmina nella trasmissione delle credenze

Parte da difficoltà semplici, affronta problemi naturali e cosmologici e culmina nella ricerca del sapere per se stesso

Spiegazione

Per Aristotele, la ricerca comincia dalla meraviglia di fronte a difficoltà semplici, procede verso questioni naturali e cosmologiche e giunge alla ricerca del sapere per se stesso. Un percorso orientato alle applicazioni pratiche contrasta con questa destinazione della ricerca.

26. Perché, secondo Aristotele, la filosofia è una conoscenza libera e disinteressata?

Perché è trasmessa senza confronto con altre forme di conoscenza
Perché studia la natura senza formulare domande sulle cause
Perché è perseguita per conoscere, non per ottenere un’utilità pratica
Perché si fonda sulla fantasia e non sul ragionamento

Perché è perseguita per conoscere, non per ottenere un’utilità pratica

Spiegazione

La filosofia è libera e disinteressata perché ha come fine il sapere, anziché un’utilità pratica esterna. Lo studio della natura non esclude le domande sulle cause e non basta a definire questo carattere.

27. Quale criterio definisce soprattutto i filosofi detti presocratici?

La composizione di opere complete conservate fino all’età moderna
L’interesse per la natura e la realtà, più che la sola anteriorità a Socrate
La scelta di rivolgere l’indagine principalmente all’essere umano
L’appartenenza a scuole fondate dopo la morte di Socrate

L’interesse per la natura e la realtà, più che la sola anteriorità a Socrate

Spiegazione

I presocratici sono caratterizzati soprattutto dall’interesse per la natura e la realtà, non semplicemente dal fatto di essere vissuti prima di Socrate. L’indagine centrata sull’essere umano è invece associata allo spostamento operato dai sofisti.

28. Quali gruppi e filosofi rientrano nello sviluppo dei presofisti a partire dal VI secolo a.C.?

Fisici ionici di Mileto, pitagorici, sofisti, stoici ed eleati
Eraclitei, eleati, sofisti, epicurei e fisici ionici di Mileto
Sofisti, stoici, epicurei, scettici e pluralisti come Empedocle, Anassagora e Democrito
Fisici ionici di Mileto, pitagorici, eraclitei, eleati e pluralisti come Empedocle, Anassagora e Democrito

Fisici ionici di Mileto, pitagorici, eraclitei, eleati e pluralisti come Empedocle, Anassagora e Democrito

Spiegazione

Dal VI secolo a.C. i presofisti comprendono le scuole e i gruppi indicati, oltre ai fisici pluralisti Empedocle, Anassagora e Democrito. La presenza dei sofisti in un elenco analogo confonde il loro diverso orientamento verso l’essere umano.

29. Uno studioso distingue una domanda sull’universo da una domanda sull’essere e sulla realtà in generale: come si classificano?

Entrambe sono ontologiche, perché riguardano ciò che esiste
La domanda sull’universo è cosmologica; quella sull’essere e sulla realtà generale è ontologica
La domanda sull’universo è ontologica; quella sull’essere e sulla realtà generale è cosmologica
Entrambe sono cosmologiche, perché riguardano l’origine della realtà

La domanda sull’universo è cosmologica; quella sull’essere e sulla realtà generale è ontologica

Spiegazione

Il problema cosmologico riguarda l’universo, mentre quello ontologico riguarda l’essere e la realtà in generale. Chiamare cosmologica la domanda sull’essere confonde le due aree di indagine.

30. Quale significato assume l’archè nella ricerca dei filosofi ionici?

È l’insieme delle leggi politiche che regolano la vita delle città.
È il principio originario che genera e anima le cose e ne spiega nascita e morte.
È una divinità che interviene dall’esterno nei fenomeni naturali.
È la sostanza finale in cui le cose si trasformano senza origine comune.

È il principio originario che genera e anima le cose e ne spiega nascita e morte.

Spiegazione

L’archè indica il principio da cui tutte le cose derivano, che le genera e le anima e che permette di spiegare il loro ciclo. Non è una divinità esterna che agisce occasionalmente sulla natura.

31. Un filosofo sostiene che, nonostante la varietà e i mutamenti del mondo, tutto dipende da un solo principio. Quale concezione esprime?

Il pluralismo, perché spiega la varietà attraverso principi distinti.
Il monismo, perché riconduce la molteplicità a un unico principio.
Il panteismo, perché nega che esista un principio comune alle cose.
Il dualismo, perché attribuisce ogni mutamento a due principi opposti.

Il monismo, perché riconduce la molteplicità a un unico principio.

Spiegazione

Il monismo afferma che alla base dei molteplici aspetti del mondo vi è un solo principio. Il pluralismo, invece, ammette più principi, pur potendo anch’esso cercare di spiegare la varietà.

32. Quando l’archè viene identificata con un principio divino che pervade e anima tutta la realtà, quale tendenza si manifesta?

Il monismo, che definisce il principio come una materia priva di carattere divino.
Il pluralismo, che distribuisce il divino tra principi separati e indipendenti.
Il naturalismo, che esclude ogni dimensione divina dalla spiegazione del mondo.
Il panteismo, che riconosce il divino come presente nell’intera realtà.

Il panteismo, che riconosce il divino come presente nell’intera realtà.

Spiegazione

Il panteismo identifica l’archè con un principio divino che pervade e anima l’intera realtà. Il monismo riguarda invece il numero dei principi e non implica di per sé che il principio sia privo di carattere divino.

33. Quale tesi attribuisce Aristotele a Talete riguardo al principio delle cose e alla Terra?

L’aria è il principio di tutte le cose e la Terra galleggia nell’aria.
Il fuoco è il principio di tutte le cose e la Terra poggia sul fuoco.
L’acqua è il principio di tutte le cose e la Terra poggia sull’acqua.
L’ápeiron è il principio di tutte le cose e la Terra è sospesa nel vuoto.

L’acqua è il principio di tutte le cose e la Terra poggia sull’acqua.

Spiegazione

Aristotele riferisce che Talete pose nell’acqua il principio di tutte le cose e sostenne che la Terra poggia sull’acqua. L’ápeiron, invece, è il principio associato ad Anassimandro.

34. Quale fenomeno celeste Talete avrebbe probabilmente previsto secondo la tradizione?

Un’eclissi solare del 28 maggio 485 a.C.
Un’eclissi lunare del 28 maggio 585 a.C.
L’eclissi solare del 28 maggio 585 a.C.
Il passaggio di una cometa nel VI secolo a.C.

L’eclissi solare del 28 maggio 585 a.C.

Spiegazione

Secondo la tradizione, Talete predisse probabilmente l’eclissi solare del 28 maggio 585 a.C. La tradizione non gli attribuisce in questo caso la previsione di un’eclissi lunare.

35. Quale caratteristica distingue l’ápeiron dall’acqua proposta da Talete come principio?

È una coppia di contrari, mentre l’acqua è la legge che governa i cicli.
È infinito e indeterminato, mentre l’acqua è un elemento fisico determinato.
È un elemento fisico determinato, mentre l’acqua è infinita e indeterminata.
È una sostanza mortale, mentre l’acqua costituisce un principio immortale.

È infinito e indeterminato, mentre l’acqua è un elemento fisico determinato.

Spiegazione

L’ápeiron è un principio infinito e indeterminato da cui le cose originano e a cui ritornano; l’acqua di Talete è invece un elemento determinato. La caratteristica dell’indeterminatezza non va dunque trasferita all’acqua.

36. Come spiega Anassimandro l’origine delle cose a partire dall’ápeiron?

Un ciclo dell’acqua trasforma direttamente ogni contrario nel suo opposto.
Un movimento eterno separa dall’ápeiron i contrari, come caldo e freddo.
Un atto divino crea separatamente i contrari senza alcun movimento originario.
Un movimento eterno riunisce nell’ápeiron i contrari già presenti nelle cose.

Un movimento eterno separa dall’ápeiron i contrari, come caldo e freddo.

Spiegazione

Per Anassimandro, un movimento eterno separa i contrari dall’ápeiron e dà così origine alle cose. La spiegazione non consiste nel riunire nell’ápeiron contrari già distinti nel mondo.

37. Nel pensiero di Anassimandro, perché la morte può essere intesa come espiazione?

Perché gli esseri, liberatisi dall’ápeiron con la nascita, diventano immortali con la morte.
Perché gli esseri, generati dalla separazione dei contrari, ritornano all’acqua con la morte.
Perché gli esseri, nati già distinti dall’ápeiron, sono puniti da una legge esterna.
Perché gli esseri, separatisi dall’unità dell’ápeiron con la nascita, vi ritornano con la morte.

Perché gli esseri, separatisi dall’unità dell’ápeiron con la nascita, vi ritornano con la morte.

Spiegazione

La nascita separa gli esseri dall’unità dell’ápeiron ed è considerata un’ingiustizia che essi espiano tornando alla materia indistinta con la morte. Il ritorno avviene dunque all’ápeiron, non all’acqua di Talete.

38. Quale principio pone Anassimene all’origine della realtà e quali caratteristiche gli attribuisce?

L’ápeiron indeterminato, privo di movimento e separato dal mondo
L’acqua, finita e immutabile, da cui dipende la vita del mondo
Il fuoco, eterno ma privo della funzione di animare la realtà
L’aria, infinita, incessantemente in movimento e capace di animare il mondo

L’aria, infinita, incessantemente in movimento e capace di animare il mondo

Spiegazione

Anassimene individua nell’aria il principio della realtà e la considera infinita, in movimento incessante e animatrice del mondo. L’ápeiron indeterminato è invece il principio associato ad Anassimandro.

39. Secondo Anassimene, quali trasformazioni produce la condensazione dell’aria?

La trasforma in fuoco, poi in vento, nuvola e acqua
La trasforma in pietra, terra, fuoco e infine acqua
La trasforma in acqua, fuoco, nuvola e infine vento
La trasforma in vento, nuvola, acqua, terra e pietra

La trasforma in vento, nuvola, acqua, terra e pietra

Spiegazione

Per Anassimene, condensandosi l’aria dà origine a vento, nuvola, acqua, terra e pietra. Il fuoco è invece il risultato della rarefazione, non della condensazione.

40. Nella concezione pitagorica ispirata all’orfismo, quale rapporto lega il corpo e l’anima?

Il corpo è una prigione e l’anima è una scintilla divina immortale che espia una colpa originaria
Il corpo è una scintilla immortale e l’anima è la prigione da cui deve liberarsi
Il corpo è l’armonia dell’anima e alla morte si dissolve insieme a essa
Il corpo e l’anima sono principi equivalenti che si ricompongono dopo la morte

Il corpo è una prigione e l’anima è una scintilla divina immortale che espia una colpa originaria

Spiegazione

La concezione pitagorica ispirata all’orfismo considera il corpo una prigione per l’anima, divina e immortale, costretta a espiare una colpa originaria. L’idea dell’anima come armonia corporea appartiene a un’altra concezione pitagorica.

41. Quale significato attribuivano i pitagorici ai numeri quadrati 4 e 9?

Rappresentavano la giustizia come uguaglianza tra meriti e compensi, e tra colpe e pene
Indicavano che la conoscenza sensibile prevale sulla riflessione razionale
Esprimevano la divisione dell’essere umano tra corpo nobile e anima vile
Rappresentavano l’armonia tra anima immortale e corpo considerato una prigione

Rappresentavano la giustizia come uguaglianza tra meriti e compensi, e tra colpe e pene

Spiegazione

I pitagorici collegavano 4 e 9 alla giustizia intesa come proporzione uguale tra meriti e compensi, e tra colpe e pene. La svalutazione della conoscenza sensibile è invece legata alla visione dualistica dell’essere umano.

42. Come distingue Eraclito i «dormienti» dagli «svegli»?

I dormienti si fermano alle apparenze, mentre gli svegli colgono la verità oltre esse
I dormienti cercano il lógos nei contrari, mentre gli svegli lo identificano con il fuoco
I dormienti comprendono le leggi del mondo, mentre gli svegli si affidano alle apparenze
I dormienti accettano il mutamento, mentre gli svegli ritengono stabile la realtà

I dormienti si fermano alle apparenze, mentre gli svegli colgono la verità oltre esse

Spiegazione

Per Eraclito, i dormienti restano alle apparenze e non comprendono le leggi del mondo, mentre gli svegli sanno riconoscere la verità oltre le apparenze. La capacità di comprendere le leggi autentiche caratterizza quindi gli svegli, non i dormienti.

43. Seguendo la via discendente di condensazione descritta da Eraclito, quale sequenza conduce dal fuoco alla terra?

Fuoco, terra, acqua
Terra, acqua, fuoco
Acqua, fuoco, terra
Fuoco, acqua, terra

Fuoco, acqua, terra

Spiegazione

La via discendente di condensazione procede dal fuoco all’acqua e dall’acqua alla terra. La sequenza terra-acqua-fuoco corrisponde invece alla via ascendente di rarefazione.

44. Che cosa indica il lógos nel pensiero di Eraclito?

La legge razionale universale che governa l’interdipendenza dei contrari
Il principio materiale che trasforma la terra in acqua e poi in fuoco
La quiete che riconcilia gli opposti eliminando ogni conflitto
L’apparenza mutevole che impedisce di comprendere le leggi del mondo

La legge razionale universale che governa l’interdipendenza dei contrari

Spiegazione

Il lógos è la legge razionale universale che governa l’interdipendenza e l’inscindibilità dei contrari. Non indica la quiete che elimina il conflitto, poiché per Eraclito il conflitto è essenziale all’armonia del mondo.

45. In che cosa consiste, per Eraclito, l’armonia del mondo?

Nella prevalenza stabile di un contrario, che riduce l’opposizione tra le cose
Nella conciliazione degli opposti, che porta il mondo a una condizione di quiete
Nell’eliminazione della lotta, che rende possibile la stabilità dell’essere
Nel mantenimento del conflitto, senza il quale l’essere non sussisterebbe

Nel mantenimento del conflitto, senza il quale l’essere non sussisterebbe

Spiegazione

Per Eraclito l’armonia del mondo consiste nel mantenimento del conflitto, perché senza lotta non ci sarebbe l’essere. La conciliazione degli opposti in una condizione di quiete contraddice questa concezione.

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Quale immagine della Terra concepì Anassimandro?

Un enorme corpo privo di sostegno, fluttuante nello spazio infinito.

Quale autore, opera e anno sono associati all’immagine della Terra fluttuante attribuita ad Anassimandro?

Karl Popper, *Ritorno ai presocratici*, 1972.

Quale spiegazione di Talete rifiuta Anassimandro e perché?

Che la Terra galleggi sull’acqua, perché resta irrisolto che cosa sostenga l’acqua.

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