Quiz: Neuroscienze comportamentali e anatomia (71 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Quale oggetto di studio caratterizza la psicologia biologica?

Le relazioni tra comportamento, esperienza e substrati biologici
Le sole funzioni cognitive osservabili nell’essere umano
La struttura del cervello indipendentemente dal comportamento
Le variazioni delle specie determinate dall’ambiente

Le relazioni tra comportamento, esperienza e substrati biologici

Spiegazione

La psicologia biologica esamina il rapporto tra comportamento, esperienza e basi biologiche. Lo studio principalmente strutturale del cervello descrive invece un ambito più specifico delle neuroscienze.

2. Che cosa indica il termine ontogenesi?

La localizzazione delle funzioni nelle aree cerebrali
Il cambiamento delle specie attraverso le generazioni
L’interazione tra comportamento e ambiente sociale
Il cambiamento di un individuo durante la propria vita

Il cambiamento di un individuo durante la propria vita

Spiegazione

L’ontogenesi riguarda le trasformazioni che un singolo individuo attraversa nel corso della vita. Il cambiamento delle specie nel tempo appartiene invece all’evoluzione.

3. In un esperimento si modifica una variabile corporea e si osserva il comportamento: quale tipo di intervento si sta applicando?

Un’analisi evolutiva
Un intervento comportamentale
Un intervento somatico
Un’osservazione correlazionale

Un intervento somatico

Spiegazione

L’intervento somatico modifica il cervello o il corpo e misura il conseguente cambiamento comportamentale. Nell’intervento comportamentale, invece, viene manipolato il comportamento e si osservano gli effetti corporei.

4. Perché una correlazione tra corpo e comportamento non dimostra una relazione causale?

Perché una relazione causale richiede dati esclusivamente evolutivi
Perché le variabili corporee non possono essere misurate direttamente
Perché non identifica la direzione causale né l’eventuale terzo fattore
Perché il comportamento non presenta mai variazioni osservabili

Perché non identifica la direzione causale né l’eventuale terzo fattore

Spiegazione

Una correlazione mostra un’associazione, ma non stabilisce quale variabile influenzi l’altra né se entrambe dipendano da un terzo fattore. L’assenza di misurabilità delle variabili corporee non è il problema indicato.

5. Come distribuiva Galeno le funzioni mentali nelle tre celle cerebrali?

Memoria anteriormente, sensibilità centralmente, ragione posteriormente
Linguaggio anteriormente, movimento centralmente, emozione posteriormente
Ragione anteriormente, memoria centralmente, immaginazione posteriormente
Sensibilità e immaginazione anteriormente, ragione centralmente, memoria posteriormente

Sensibilità e immaginazione anteriormente, ragione centralmente, memoria posteriormente

Spiegazione

Galeno attribuiva le funzioni sensoriali e immaginative alla cella anteriore, quelle razionali alla centrale e la memoria alla posteriore. Le altre distribuzioni confondono o sostituiscono le funzioni previste dalla sua teoria.

6. Quale differenza distingue la frenologia dal localizzazionismo sperimentale?

La frenologia studiava i nervi periferici, mentre il localizzazionismo studiava gli organi interni
La frenologia usava la forma del cranio, mentre il localizzazionismo usava lesioni o stimolazioni cerebrali
La frenologia analizzava il comportamento, mentre il localizzazionismo rifiutava ogni osservazione clinica
La frenologia usava lesioni cerebrali, mentre il localizzazionismo usava la forma del cranio

La frenologia usava la forma del cranio, mentre il localizzazionismo usava lesioni o stimolazioni cerebrali

Spiegazione

La frenologia deduceva le funzioni mentali dai rilievi del cranio, mentre il localizzazionismo sperimentale si basava su lesioni o stimolazioni osservabili del cervello. L’inversione dei due metodi costituisce la confusione principale.

7. Quale conclusione formulò Broca dopo aver osservato un paziente incapace di parlare con una lesione nell’emisfero sinistro?

La comunicazione neuronale avviene tra cellule prive di separazione sinaptica
La produzione del linguaggio è associata a un’area del lobo frontale sinistro
La comprensione del linguaggio dipende dalla porzione posteriore del temporale sinistro
La memoria è localizzata nella cella posteriore dei ventricoli cerebrali

La produzione del linguaggio è associata a un’area del lobo frontale sinistro

Spiegazione

Broca collegò la produzione del linguaggio a un’area del lobo frontale dell’emisfero sinistro sulla base della lesione osservata. La comprensione del linguaggio e la porzione posteriore temporale sono invece associate alle osservazioni di Wernicke.

8. Quale osservazione portò Wernicke a proporre un modello connessionista del linguaggio?

Un paziente aveva disturbi motori, con una lesione nella corteccia parietale destra
Un paziente perdeva la memoria, con una lesione nella parte posteriore del cervelletto
Un paziente non parlava ma comprendeva, con una lesione frontale sinistra
Un paziente parlava senza senso e non comprendeva, con una lesione temporale posteriore sinistra

Un paziente parlava senza senso e non comprendeva, con una lesione temporale posteriore sinistra

Spiegazione

Wernicke studiò un paziente capace di parlare ma privo di linguaggio comprensibile e di comprensione, associando il quadro a una lesione temporale posteriore sinistra. Il deficit di produzione con comprensione conservata è invece il profilo collegato a Broca.

9. Quale distinzione descrive correttamente il sistema nervoso centrale e quello periferico?

Il centrale comprende nervi e gangli; il periferico comprende cervello e midollo spinale
Il centrale controlla gli organi interni; il periferico controlla le funzioni cognitive
Il centrale comprende cervello e midollo spinale; il periferico comprende nervi e cellule esterni a essi
Il centrale si trova nei muscoli; il periferico è contenuto nelle strutture ossee

Il centrale comprende cervello e midollo spinale; il periferico comprende nervi e cellule esterni a essi

Spiegazione

Il sistema nervoso centrale è formato da cervello e midollo spinale, mentre quello periferico comprende le strutture nervose esterne. La presenza del sistema centrale nelle strutture ossee non ne cambia la composizione.

10. Quali funzioni svolge principalmente il sistema nervoso periferico somatico?

Produce liquido cerebrospinale e protegge il cervello dagli urti
Controlla il movimento e la sensibilità del corpo tramite nervi cranici e spinali
Favorisce il rilassamento e coordina la digestione intestinale
Prepara il corpo all’azione e regola la risposta degli organi interni

Controlla il movimento e la sensibilità del corpo tramite nervi cranici e spinali

Spiegazione

Il sistema somatico comprende 12 paia di nervi cranici e 31 paia di nervi spinali e riguarda movimento e sensibilità corporea. Il controllo degli organi interni appartiene principalmente al sistema nervoso autonomo.

11. Quale associazione tra sezioni del sistema nervoso autonomo e funzioni è corretta?

Simpatica: regola l’intestino; parasimpatica: controlla il movimento; enterica: produce il linguaggio
Simpatica: prepara all’azione; parasimpatica: favorisce il rilassamento; enterica: regola l’intestino
Simpatica: favorisce il rilassamento; parasimpatica: prepara all’azione; enterica: controlla la vista
Simpatica: sostiene la memoria; parasimpatica: coordina la sensibilità; enterica: regola la respirazione

Simpatica: prepara all’azione; parasimpatica: favorisce il rilassamento; enterica: regola l’intestino

Spiegazione

La sezione simpatica mobilita il corpo, quella parasimpatica favorisce il rilassamento e quella enterica coordina il funzionamento intestinale. Le altre associazioni attribuiscono a queste sezioni funzioni somatiche o cognitive non indicate.

12. Quale piano di sezione cerebrale divide il cervello in porzioni anteriore e posteriore?

Il piano coronale
Il piano sagittale
Il piano longitudinale mediano
Il piano orizzontale

Il piano coronale

Spiegazione

Il piano coronale separa le regioni anteriori da quelle posteriori. Il piano sagittale divide destra e sinistra, mentre quello orizzontale separa le porzioni dorsali da quelle ventrali.

13. Quale funzione distingue principalmente gli astrociti dalla microglia?

Rimuovono i detriti cellulari formando una barriera attorno alle lesioni
Regolano l’ambiente chimico extracellulare e il flusso sanguigno locale
Trasportano informazioni sensoriali dalla periferia verso il sistema nervoso centrale
Formano guaine mieliniche attorno a numerosi assoni del sistema nervoso centrale

Regolano l’ambiente chimico extracellulare e il flusso sanguigno locale

Spiegazione

Gli astrociti regolano la composizione chimica dello spazio extracellulare, contribuiscono alla barriera emato-encefalica e modulano il flusso sanguigno locale. La rimozione dei detriti dopo un danno è invece una funzione caratteristica della microglia.

14. Quale abbinamento tra tipo di cellula gliale e mielinizzazione è corretto?

Gli oligodendrociti rivestono un solo assone periferico, mentre le cellule di Schwann mielinizzano più neuroni centrali
Gli oligodendrociti ricevono sinapsi neuronali, mentre le cellule di Schwann formano zone di contenimento attorno alle lesioni
Gli oligodendrociti rimuovono i detriti nervosi, mentre le cellule di Schwann regolano la composizione dello spazio extracellulare
Gli oligodendrociti mielinizzano più neuroni nel sistema nervoso centrale, mentre le cellule di Schwann rivestono brevi tratti di un assone periferico

Gli oligodendrociti mielinizzano più neuroni nel sistema nervoso centrale, mentre le cellule di Schwann rivestono brevi tratti di un assone periferico

Spiegazione

Nel sistema nervoso centrale un oligodendrocita può mielinizzare più neuroni adiacenti, mentre nel sistema nervoso periferico una cellula di Schwann mielinizza brevi tratti di un singolo assone. Le altre associazioni confondono queste cellule con funzioni gliali diverse.

15. Quale descrizione morfologica identifica correttamente un neurone bipolare?

Possiede un’unica estensione che si divide in due parti
Possiede un assone privo di dendriti e numerose terminazioni gliali
Possiede molti dendriti e un solo assone
Possiede un dendrite e un assone

Possiede un dendrite e un assone

Spiegazione

Un neurone bipolare presenta un dendrite e un assone distinti. La presenza di molti dendriti caratterizza il neurone multipolare, mentre un’unica estensione che si divide in due parti descrive il neurone unipolare.

16. Un neurone che trasmette informazioni dalla pelle al sistema nervoso centrale appartiene a quale categoria funzionale?

Interneurone
Neurone motore
Neurone sensoriale
Cellula gliale di sostegno

Neurone sensoriale

Spiegazione

I neuroni sensoriali trasportano informazioni dalla periferia verso il sistema nervoso centrale. I motoneuroni controllano muscoli, organi o ghiandole, mentre gli interneuroni elaborano informazioni tra neuroni.

17. Che cosa indica un potenziale di membrana a riposo di circa −65 mV-65\ \text{mV}?

Che la membrana è priva di differenze elettriche tra i due lati
Che il potenziale d’azione ha già raggiunto il suo valore di punta
Che l’interno del neurone è transitoriamente positivo durante la fase ascendente
Che l’interno del neurone è più negativo rispetto all’esterno

Che l’interno del neurone è più negativo rispetto all’esterno

Spiegazione

Il potenziale di riposo di circa −65 mV-65\ \text{mV} indica una maggiore negatività dell’interno cellulare rispetto all’esterno. La positività interna è associata alla fase ascendente del potenziale d’azione, non allo stato di riposo.

18. Quale situazione distingue correttamente la diffusione dalla forza elettrica sugli ioni?

La diffusione riguarda i neurotrasmettitori, mentre la forza elettrica riguarda soltanto le proteine di membrana
La diffusione apre i canali ionici, mentre la forza elettrica fonde le vescicole presinaptiche
La diffusione segue il gradiente di concentrazione, mentre la forza elettrica dipende dalle differenze di carica
La diffusione segue le differenze di carica, mentre la forza elettrica dipende dalla concentrazione degli ioni

La diffusione segue il gradiente di concentrazione, mentre la forza elettrica dipende dalle differenze di carica

Spiegazione

La diffusione spinge gli ioni da concentrazioni elevate verso concentrazioni basse, mentre la forza elettrica li attrae o li respinge in base alle cariche. Le altre alternative scambiano i due meccanismi o attribuiscono loro funzioni sinaptiche.

19. Quale differenza tra le equazioni di Nernst e di Goldman è corretta?

Nernst calcola il potenziale di riposo complessivo, mentre Goldman considera un singolo ione impermeabile
Nernst calcola la liberazione del neurotrasmettitore, mentre Goldman descrive la fusione delle vescicole
Nernst calcola l’equilibrio di un singolo ione, mentre Goldman considera più ioni e le loro permeabilità
Nernst descrive la frequenza dei potenziali d’azione, mentre Goldman misura la velocità della conduzione assonica

Nernst calcola l’equilibrio di un singolo ione, mentre Goldman considera più ioni e le loro permeabilità

Spiegazione

L’equazione di Nernst determina il potenziale di equilibrio di un singolo ione, mentre quella di Goldman integra concentrazioni e permeabilità di più ioni. Le altre risposte attribuiscono alle equazioni funzioni relative ad altri processi neuronali.

20. Come viene codificata l’intensità di uno stimolo secondo la proprietà tutto-o-nulla?

Attraverso la durata della fase ascendente, senza variazioni nella frequenza dei potenziali
Attraverso la frequenza dei potenziali d’azione, mentre ciascun potenziale mantiene la massima ampiezza
Attraverso l’aumento progressivo dell’ampiezza di ogni potenziale d’azione sopra la soglia
Attraverso la variazione del potenziale di riposo, senza produzione di potenziali d’azione distinti

Attraverso la frequenza dei potenziali d’azione, mentre ciascun potenziale mantiene la massima ampiezza

Spiegazione

Una volta superata la soglia, il potenziale d’azione raggiunge la massima ampiezza; l’intensità dello stimolo è rappresentata dalla frequenza con cui i potenziali vengono generati. L’ampiezza del singolo potenziale non aumenta progressivamente con lo stimolo.

21. Quale effetto produce un IPSP sulla probabilità che il neurone generi un potenziale d’azione?

La riduce, perché iperpolarizza la membrana e la allontana dalla soglia
La elimina, perché impedisce il rilascio di neurotrasmettitori nel terminale presinaptico
La mantiene invariata, perché modifica soltanto la velocità di conduzione assonica
La aumenta, perché depolarizza la membrana e la avvicina alla soglia

La riduce, perché iperpolarizza la membrana e la allontana dalla soglia

Spiegazione

Un IPSP iperpolarizza la membrana e riduce la probabilità di raggiungere la soglia per un potenziale d’azione. L’avvicinamento alla soglia tramite depolarizzazione è invece l’effetto tipico di un EPSP.

22. Un neurone riceve nello stesso istante segnali eccitatori e inibitori da regioni diverse: quale integrazione sta avvenendo?

Sommatoria spaziale
Sommatoria temporale
Ricaptazione presinaptica
Conduzione saltatoria

Sommatoria spaziale

Spiegazione

La sommatoria spaziale integra EPSP e IPSP provenienti da zone diverse nello stesso momento. La sommatoria temporale riguarda invece segnali successivi ravvicinati nel tempo provenienti da una sequenza di attivazioni.

23. Quale sequenza descrive correttamente il rilascio di un neurotrasmettitore nella fessura sinaptica?

Il potenziale d’azione apre i canali del calcio, il calcio induce la fusione delle vescicole e segue l’esocitosi
L’apertura dei canali del potassio blocca la fusione, mentre il neurotrasmettitore attraversa la membrana per diffusione diretta
Il potenziale d’azione chiude i canali del calcio, le vescicole si sciolgono nel citoplasma e inizia la ricaptazione
L’ingresso di sodio degrada il neurotrasmettitore, poi le vescicole vengono riportate nel terminale presinaptico

Il potenziale d’azione apre i canali del calcio, il calcio induce la fusione delle vescicole e segue l’esocitosi

Spiegazione

L’arrivo del potenziale d’azione apre i canali del Ca²⁺; l’ingresso di calcio attiva la fusione delle vescicole e il rilascio per esocitosi. La ricaptazione e la degradazione sono meccanismi successivi di rimozione, non il processo che avvia l’esocitosi.

24. Quale caratteristica distingue i recettori ionotropici da quelli metabotropici?

Gli ionotropici degradano il neurotrasmettitore nella fessura, mentre i metabotropici lo riportano nel terminale presinaptico
Gli ionotropici producono soltanto inibizione, mentre i metabotropici producono soltanto eccitazione
Gli ionotropici controllano direttamente un canale e agiscono rapidamente, mentre i metabotropici coinvolgono proteine G e secondi messaggeri
Gli ionotropici attivano proteine G con effetti lenti, mentre i metabotropici aprono direttamente un canale con effetti rapidi

Gli ionotropici controllano direttamente un canale e agiscono rapidamente, mentre i metabotropici coinvolgono proteine G e secondi messaggeri

Spiegazione

I recettori ionotropici modificano direttamente il passaggio ionico attraverso un canale e producono risposte rapide. I recettori metabotropici attivano proteine G e secondi messaggeri, generando effetti più indiretti e generalmente più lenti.

25. Quale caratteristica distingue i neurotrasmettitori gassosi da quelli vescicolari?

Diffondono liberamente senza essere immagazzinati in vescicole
Si legano esclusivamente a recettori intracellulari
Vengono accumulati in vescicole prima della liberazione
Vengono trasportati lungo l’assone prima della sintesi

Diffondono liberamente senza essere immagazzinati in vescicole

Spiegazione

I neurotrasmettitori gassosi sono solubili in acqua e diffondono dal luogo di sintesi senza essere conservati in vescicole. L’immagazzinamento vescicolare è invece tipico dei neurotrasmettitori classici.

26. Quale sequenza descrive correttamente l’azione dell’ossido nitrico nella trasmissione sinaptica?

È liberato da vescicole presinaptiche e attiva direttamente un recettore postsinaptico
È prodotto nel nucleo, percorre l’assone e apre canali ionici nella cellula bersaglio
È accumulato nella fessura sinaptica e viene ricaptato dal neurone presinaptico
È sintetizzato nei dendriti, attraversa la membrana bersaglio e stimola un secondo messaggero

È sintetizzato nei dendriti, attraversa la membrana bersaglio e stimola un secondo messaggero

Spiegazione

L’ossido nitrico viene sintetizzato soprattutto nei dendriti, diffonde al momento della sintesi e attraversa la membrana della cellula bersaglio stimolando un secondo messaggero. Non viene immagazzinato in vescicole né liberato per esocitosi.

27. In farmacologia, che cosa indica l’efficacia di un ligando?

La quantità necessaria per raggiungere il tessuto bersaglio
La sua capacità di attivare il recettore dopo essersi legato
La forza con cui riconosce selettivamente il recettore
La velocità con cui viene eliminato dall’organismo

La sua capacità di attivare il recettore dopo essersi legato

Spiegazione

L’efficacia indica quanto un ligando riesce ad attivare il recettore dopo il legame. La forza e la selettività del legame definiscono invece l’affinità.

28. Quale descrizione distingue correttamente un agonista parziale da un antagonista?

L’agonista parziale si lega senza attivare il recettore, mentre l’antagonista lo attiva pienamente
L’agonista parziale riduce l’affinità del recettore, mentre l’antagonista aumenta la sua efficacia
L’agonista parziale attiva il recettore in parte, mentre l’antagonista vi si lega senza attivarlo
L’agonista parziale attiva il recettore al massimo, mentre l’antagonista lo attiva in parte

L’agonista parziale attiva il recettore in parte, mentre l’antagonista vi si lega senza attivarlo

Spiegazione

Un agonista parziale produce un’attivazione incompleta del recettore, anche aumentando il dosaggio, mentre un antagonista si lega senza attivarlo. L’attivazione massima è propria dell’agonista totale.

29. Quale associazione tra recettori cannabinoidi e sistemi biologici è corretta?

CB1 è prevalente nel sistema nervoso, mentre CB2 è prevalente nel sistema immunitario
CB1 e CB2 sono recettori ionotropici distribuiti in modo uniforme nei tessuti
CB1 e CB2 sono presenti soltanto nelle cellule che producono endocannabinoidi
CB1 è prevalente nel sistema immunitario, mentre CB2 è prevalente nel sistema nervoso

CB1 è prevalente nel sistema nervoso, mentre CB2 è prevalente nel sistema immunitario

Spiegazione

I recettori CB1 sono espressi soprattutto nel sistema nervoso, mentre CB2 è espresso soprattutto nel sistema immunitario. Entrambi sono recettori metabotropici accoppiati alla proteina G.

30. Qual è il principale effetto farmacologico della cocaina sui sistemi monoaminergici?

Blocca i trasportatori delle monoamine e rallenta soprattutto la ricaptazione della dopamina
Aumenta l’eliminazione renale delle monoamine e riduce la loro permanenza sinaptica
Blocca i recettori cannabinoidi e impedisce la trasmissione retrograda endocannabinoide
Stimola la degradazione delle monoamine e riduce soprattutto la disponibilità della dopamina

Blocca i trasportatori delle monoamine e rallenta soprattutto la ricaptazione della dopamina

Spiegazione

La cocaina blocca i trasportatori delle monoamine, in particolare quello della dopamina, rallentandone la ricaptazione e potenziandone l’azione. La riduzione della disponibilità dopaminergica descrive invece un meccanismo opposto.

31. Quale elemento rende la dipendenza più grave dell’abuso di una sostanza?

Riguarda principalmente la presenza di effetti fisici transitori dopo l’assunzione
Descrive una risposta farmacologica limitata all’aumento della dose necessaria
Comprende craving, tempo dedicato a procurarsi la sostanza e conseguenze negative sulla vita
Indica un uso occasionale accompagnato da un’intensa esperienza piacevole

Comprende craving, tempo dedicato a procurarsi la sostanza e conseguenze negative sulla vita

Spiegazione

La dipendenza include dimensioni cognitive, comportamentali e psicologiche, tra cui craving, tempo speso per ottenere la sostanza e conseguenze negative nella vita. L’abuso non comprende necessariamente questo insieme più ampio di criteri.

32. Come identifica la TAC alcune alterazioni cerebrali?

Usa onde radio e distingue aree iperdense, come le ischemie, da aree ipodense, come le emorragie
Usa il segnale BOLD e rileva variazioni dell’ossigenazione durante un compito
Usa traccianti radioattivi e localizza le aree con maggiore metabolismo cerebrale
Usa raggi X e distingue aree ipodense, come le ischemie, da aree iperdense, come le emorragie

Usa raggi X e distingue aree ipodense, come le ischemie, da aree iperdense, come le emorragie

Spiegazione

La TAC impiega raggi X e produce immagini bidimensionali, nelle quali le ischemie possono apparire ipodense e le emorragie iperdense. Le altre descrizioni riguardano tecniche basate su risonanza magnetica, traccianti o segnale BOLD.

33. Che cosa sono i potenziali evocati, o ERP?

Impulsi magnetici applicati alla corteccia per modificare temporaneamente l’attività
Oscillazioni del potenziale elettrico generate in risposta a uno stimolo sensoriale
Campi magnetici prodotti dall’attività sinaptica e rilevati senza elettrodi
Misure dell’attività elettrica cerebrale complessiva registrata senza uno stimolo specifico

Oscillazioni del potenziale elettrico generate in risposta a uno stimolo sensoriale

Spiegazione

Gli ERP sono oscillazioni del potenziale elettrico associate alla risposta a uno stimolo presentato attraverso una modalità sensoriale. La registrazione complessiva dell’attività elettrica cerebrale è invece una caratteristica dell’EEG.

34. Quale vantaggio caratterizza la magnetoencefalografia rispetto alla registrazione dei potenziali elettrici?

Misura campi neuromagnetici senza la distorsione dovuta al passaggio attraverso ossa e pelle
Misura potenziali elettrici con maggiore distorsione dovuta ai tessuti superficiali
Registra esclusivamente risposte evocate da stimoli sensoriali controllati
Stimola la corteccia attraverso impulsi magnetici producendo lesioni virtuali

Misura campi neuromagnetici senza la distorsione dovuta al passaggio attraverso ossa e pelle

Spiegazione

La MEG rileva i campi neuromagnetici generati dall’attività sinaptica, che non subiscono la distorsione introdotta dal passaggio attraverso ossa e pelle. La registrazione dei potenziali elettrici è invece associata all’EEG.

35. Come agisce la stimolazione magnetica transcranica, o TMS?

Misura le variazioni di ossigenazione del sangue durante l’esecuzione di un compito
Applica un campo magnetico pulsato per stimolare aree cerebrali e creare lesioni virtuali temporanee
Usa raggi X per visualizzare le aree corticali durante una risposta sensoriale
Registra i campi magnetici cerebrali senza applicare alcuna stimolazione al tessuto nervoso

Applica un campo magnetico pulsato per stimolare aree cerebrali e creare lesioni virtuali temporanee

Spiegazione

La TMS utilizza un campo magnetico pulsato per stimolare aree cerebrali e può produrre lesioni virtuali temporanee, utili per studiare il ruolo causale di una regione. La MEG è invece una tecnica di registrazione e non di stimolazione.

36. Quale funzione svolge principalmente il sistema nervoso autonomo?

Controlla la produzione di cellule nel midollo osseo
Coordina volontariamente i movimenti dei muscoli scheletrici
Regola automaticamente muscolatura liscia, cuore e ghiandole
Trasmette informazioni sensoriali dalla pelle alla corteccia

Regola automaticamente muscolatura liscia, cuore e ghiandole

Spiegazione

Il sistema nervoso autonomo regola automaticamente la muscolatura liscia, la muscolatura cardiaca e le ghiandole. Il controllo volontario dei muscoli scheletrici appartiene invece al sistema nervoso somatico.

37. Quale differenza distingue maggiormente il percorso dell’impulso nel sistema somatico da quello nel sistema autonomo?

Il sistema somatico usa due motoneuroni, quello autonomo un singolo motoneurone
Entrambi i sistemi usano due motoneuroni mielinizzati in successione
Il sistema somatico usa un motoneurone, quello autonomo una sequenza di due motoneuroni
Entrambi i sistemi trasmettono l’impulso attraverso un singolo motoneurone

Il sistema somatico usa un motoneurone, quello autonomo una sequenza di due motoneuroni

Spiegazione

Nel sistema somatico l’impulso raggiunge il muscolo tramite un singolo motoneurone mielinizzato, mentre nel sistema autonomo passa da un neurone pregangliare a uno postgangliare. L’idea che il sistema autonomo impieghi un solo neurone confonde i due circuiti.

38. Quale associazione tra divisioni del sistema autonomo e funzioni è corretta?

Il simpatico immagazzina energia, il parasimpatico mobilita risorse per la fuga
Entrambe le divisioni producono principalmente risposte di emergenza e paura
Il simpatico favorisce la digestione, il parasimpatico prepara all’attacco e alla fuga
Il simpatico sostiene l’emergenza, il parasimpatico favorisce digestione e risparmio energetico

Il simpatico sostiene l’emergenza, il parasimpatico favorisce digestione e risparmio energetico

Spiegazione

La divisione simpatica sostiene le risposte di emergenza, attacco e fuga, mentre quella parasimpatica favorisce digestione, crescita e immagazzinamento di energia. La preparazione alla fuga è quindi associata al simpatico, non al parasimpatico.

39. Come agiscono generalmente gli ormoni peptidici, amminici e steroidei sui loro bersagli?

I primi entrano nel nucleo, gli steroidei attivano secondi messaggeri sulla membrana
I primi attivano recettori di membrana, gli steroidei recettori intracellulari e l’espressione genica
Entrambi attraversano la membrana e modificano direttamente la struttura dei geni
I primi agiscono sulle sinapsi, gli steroidei regolano la contrazione dei muscoli scheletrici

I primi attivano recettori di membrana, gli steroidei recettori intracellulari e l’espressione genica

Spiegazione

Gli ormoni peptidici e amminici si legano a recettori di membrana e attivano secondi messaggeri, mentre gli steroidei entrano nelle cellule e regolano l’espressione genica tramite recettori intracellulari. Non tutti gli ormoni attraversano quindi la membrana cellulare.

40. Quale distinzione descrive correttamente filogenesi e ontogenesi?

La filogenesi riguarda lo sviluppo individuale, l’ontogenesi la storia evolutiva della specie
La filogenesi studia i geni, l’ontogenesi studia esclusivamente il comportamento
La filogenesi riguarda l’evoluzione della specie, l’ontogenesi lo sviluppo del singolo organismo
La filogenesi descrive l’ambiente, l’ontogenesi descrive la selezione naturale

La filogenesi riguarda l’evoluzione della specie, l’ontogenesi lo sviluppo del singolo organismo

Spiegazione

La filogenesi studia la storia evolutiva di una specie attraverso le generazioni, mentre l’ontogenesi riguarda lo sviluppo dell’individuo nel corso della vita. Invertire i due termini è la confusione concettuale più comune.

41. In una popolazione, che cosa tende ad accadere a una variazione ereditaria che aumenta la sopravvivenza e la riproduzione?

La sua frequenza tende a diminuire perché la variazione è ereditaria
La sua frequenza tende ad aumentare nelle generazioni successive
La selezione la favorisce anche se riduce la riproduzione dei portatori
La variazione scompare quando l’ambiente cambia leggermente

La sua frequenza tende ad aumentare nelle generazioni successive

Spiegazione

La selezione naturale rende più frequenti nelle generazioni successive le variazioni ereditarie associate a maggiore sopravvivenza e riproduzione. Non favorisce invece ogni variazione presente nella popolazione, ma quelle che conferiscono un vantaggio riproduttivo.

42. Quale abbinamento tra tipo di somiglianza evolutiva e spiegazione è corretto?

Omoplasia: mutazione acquisita; omologia: funzione identica; analogia: discendenza diretta
Omoplasia: evoluzione convergente; omologia: antenato comune; analogia: funzione simile non strutturale
Omoplasia: funzione simile; omologia: assenza di parentela; analogia: sviluppo embrionale comune
Omoplasia: antenato comune; omologia: evoluzione convergente; analogia: identità strutturale

Omoplasia: evoluzione convergente; omologia: antenato comune; analogia: funzione simile non strutturale

Spiegazione

L’omoplasia deriva da evoluzione convergente, l’omologia riflette un antenato comune e l’analogia indica una somiglianza funzionale priva di corrispondenza strutturale. Le altre associazioni scambiano i significati dei tre concetti.

43. Che cosa caratterizza un cambiamento epigenetico?

Blocca la trasmissione dei caratteri acquisiti alla generazione successiva
Cambia la sequenza dei geni attraverso mutazioni causate dall’ambiente
Modifica l’espressione genica in risposta a esperienza o ambiente senza alterare la struttura dei geni
Riguarda esclusivamente la duplicazione dei cromosomi durante la divisione cellulare

Modifica l’espressione genica in risposta a esperienza o ambiente senza alterare la struttura dei geni

Spiegazione

L’epigenetica riguarda modifiche dell’espressione dei geni influenzate da esperienza e ambiente, che possono essere trasmesse alla prole senza cambiare la struttura dei geni coinvolti. Una mutazione della sequenza genetica appartiene invece a un meccanismo diverso.

44. Quale sequenza riassume correttamente le principali fasi dello sviluppo cerebrale?

Zigote e foglietti embrionali, placca e tubo neurale, regioni encefaliche, crescita postnatale
Crescita postnatale, tubo neurale, regioni encefaliche, zigote, foglietti embrionali
Tubo neurale, zigote, crescita postnatale, foglietti embrionali, regioni encefaliche
Regioni encefaliche, foglietti embrionali, zigote, tubo neurale, crescita postnatale

Zigote e foglietti embrionali, placca e tubo neurale, regioni encefaliche, crescita postnatale

Spiegazione

Lo sviluppo procede dalla formazione dello zigote e dei tre foglietti embrionali alla placca e al tubo neurale, quindi alla differenziazione delle principali regioni encefaliche e alla crescita postnatale. Le altre sequenze alterano l’ordine delle fasi.

45. Che cosa indica il termine neurogenesi?

La produzione di nuovi neuroni tramite mitosi di cellule precursori lungo il tubo neurale
L’eliminazione programmata dei neuroni privi di sostegno trofico
La formazione di connessioni tra neuroni già differenziati
La migrazione di neuroni maturi verso le aree definitive del cervello

La produzione di nuovi neuroni tramite mitosi di cellule precursori lungo il tubo neurale

Spiegazione

La neurogenesi è la produzione di nuovi neuroni mediante divisione mitotica di cellule precursori non nervose situate lungo la superficie interna del tubo neurale. La migrazione, la sinaptogenesi e l’apoptosi sono fasi distinte dello sviluppo nervoso.

46. Quale insieme comprende processi fondamentali dello sviluppo del sistema nervoso?

Respirazione, digestione, filtrazione, contrazione, secrezione e termoregolazione
Mutazione, fecondazione, fotosintesi, coagulazione, escrezione e locomozione
Neurogenesi, migrazione, differenziamento, sinaptogenesi, morte neuronale e rimodellamento
Percezione, memoria, linguaggio, attenzione, motivazione e presa di decisione

Neurogenesi, migrazione, differenziamento, sinaptogenesi, morte neuronale e rimodellamento

Spiegazione

Lo sviluppo nervoso comprende la produzione e migrazione delle cellule, il loro differenziamento, la formazione delle sinapsi, la morte neuronale e il successivo rimodellamento sinaptico. Le altre sequenze elencano funzioni fisiologiche o cognitive, non una successione di processi dello sviluppo nervoso.

47. Durante l’apoptosi neuronale, quali cellule hanno maggiore probabilità di sopravvivere?

Quelle che ricevono dai bersagli un sostegno sufficiente tramite connessioni e fattori neurotrofici
Quelle che formano il maggior numero di neuroni indipendentemente dai segnali dei bersagli
Quelle che evitano ogni connessione per ridurre la competizione con gli altri neuroni
Quelle che ricevono meno fattori neurotrofici ma sviluppano assoni più lunghi

Quelle che ricevono dai bersagli un sostegno sufficiente tramite connessioni e fattori neurotrofici

Spiegazione

Durante l’apoptosi i neuroni competono per connessioni e fattori neurotrofici prodotti dai bersagli; il sostegno sufficiente promuove la sopravvivenza. I neuroni che non ricevono un adeguato sostegno vengono invece eliminati.

48. Che cosa studia l’epigenetica?

I fattori che modificano l’espressione genica senza alterare la sequenza del DNA
Le mutazioni che cambiano la sequenza nucleotidica dei geni
Le variazioni del numero di cromosomi durante la divisione cellulare
I meccanismi che sostituiscono i neuroni danneggiati nel cervello

I fattori che modificano l’espressione genica senza alterare la sequenza del DNA

Spiegazione

L’epigenetica esamina i fattori capaci di regolare l’espressione dei geni senza modificare la sequenza dei nucleotidi. Una mutazione, invece, comporta un cambiamento della sequenza del DNA.

49. Quale effetto ha generalmente la metilazione del DNA sull’espressione di un gene?

Aumenta la probabilità che il gene venga espresso modificandone la sequenza
Elimina una parte del cromosoma interrompendo la replicazione del DNA
Riduce la probabilità che il gene venga espresso senza cambiarne la sequenza
Trasforma una proteina cellulare in un nuovo gene funzionante

Riduce la probabilità che il gene venga espresso senza cambiarne la sequenza

Spiegazione

La metilazione consiste nell’aggiunta di gruppi metilici, spesso alla citosina, e tende a ridurre l’espressione del gene senza alterare la sequenza nucleotidica. La modifica della sequenza è invece caratteristica delle mutazioni.

50. Quale conseguenza distingue la deprivazione binoculare dalla correzione precoce dello strabismo?

La prima modifica la sequenza del DNA, mentre la seconda altera la produzione dei neurotrasmettitori
La prima può causare cecità corticale irreversibile, mentre la seconda può favorire la percezione della profondità
La prima potenzia la visione stereoscopica, mentre la seconda impedisce l’elaborazione delle immagini
La prima migliora la fusione delle immagini, mentre la seconda può causare una perdita permanente della vista

La prima può causare cecità corticale irreversibile, mentre la seconda può favorire la percezione della profondità

Spiegazione

La deprivazione binoculare può compromettere irreversibilmente la percezione visiva corticale, mentre correggere presto lo strabismo può permettere di fondere le immagini e recuperare la profondità. Le altre alternative scambiano o attribuiscono effetti non descritti.

51. Quale quadro caratterizza la malattia di Alzheimer?

Un disturbo motorio improvviso con conservazione delle capacità cognitive e della memoria
Un grave declino cognitivo con perdita progressiva della memoria e alterazioni del linguaggio e del giudizio
Una perdita sensoriale periferica accompagnata da recupero spontaneo delle funzioni linguistiche
Un’alterazione emotiva transitoria con orientamento e pensiero astratto preservati

Un grave declino cognitivo con perdita progressiva della memoria e alterazioni del linguaggio e del giudizio

Spiegazione

La malattia di Alzheimer è un disturbo neurocognitivo caratterizzato da declino cognitivo grave, perdita progressiva della memoria, disorientamento e alterazioni di linguaggio, giudizio e pensiero astratto. Le altre descrizioni non corrispondono a questo quadro clinico.

52. Che cosa avviene durante la trasduzione sensoriale?

I neuroni sostituiscono gli stimoli esterni con movimenti automatici
I recettori convertono forme specifiche di energia o sostanze chimiche in segnali elettrici
Il cervello converte i segnali elettrici in gruppi metilici per regolare i geni
I muscoli trasformano gli impulsi nervosi in sequenze di nucleotidi

I recettori convertono forme specifiche di energia o sostanze chimiche in segnali elettrici

Spiegazione

La trasduzione sensoriale è la conversione, da parte dei recettori, di energia fisica o sostanze chimiche in segnali elettrici interpretabili dal sistema nervoso. Le altre alternative confondono la trasduzione con processi genetici, muscolari o motori.

53. Come differiscono i recettori tonici da quelli fasici durante uno stimolo costante?

I tonici mantengono una scarica relativamente stabile, mentre i fasici la riducono rapidamente
I tonici producono dolore persistente, mentre i fasici bloccano la trasmissione spinale
I tonici riducono subito la scarica, mentre i fasici mantengono una risposta stabile
I tonici rispondono alle sostanze chimiche, mentre i fasici rispondono alle variazioni genetiche

I tonici mantengono una scarica relativamente stabile, mentre i fasici la riducono rapidamente

Spiegazione

I recettori tonici continuano a scaricare a una frequenza relativamente stabile durante uno stimolo costante, mentre quelli fasici si adattano rapidamente e riducono la scarica. Le altre opzioni attribuiscono ai recettori funzioni non pertinenti o invertono la distinzione.

54. Quali strutture costituiscono i quattro principali recettori tattili?

Corpi cellulari spinali, fibre muscolari, terminazioni olfattive e fotorecettori
Recettori TRPV1, recettori TRPM3, neuroni motori e cellule gliali
Corpuscoli di Pacini, corpuscoli di Meissner, dischi di Merkel e terminazioni di Ruffini
Nocicettori, coni retinici, cellule ciliate cocleari e recettori vestibolari

Corpuscoli di Pacini, corpuscoli di Meissner, dischi di Merkel e terminazioni di Ruffini

Spiegazione

I principali recettori tattili sono i corpuscoli di Pacini e di Meissner, i dischi di Merkel e le terminazioni di Ruffini. Le altre combinazioni includono recettori o cellule appartenenti ad altri sistemi sensoriali e motori.

55. Come viene definito il dolore?

Una percezione neutra causata dalla stimolazione dei recettori tattili superficiali
Un segnale elettrico privo di componente emotiva prodotto dai recettori cutanei
Una risposta esclusivamente motoria provocata da una contrazione muscolare involontaria
Un’esperienza sensoriale ed emotiva sgradevole associata a un danno tissutale reale o possibile

Un’esperienza sensoriale ed emotiva sgradevole associata a un danno tissutale reale o possibile

Spiegazione

Il dolore comprende una componente sensoriale ed emotiva sgradevole e si associa a un danno tissutale reale o possibile. Non è quindi una risposta soltanto motoria né un segnale privo di componente affettiva.

56. Dove arriva l’informazione sensoriale proveniente da un lato del corpo?

Nel cervelletto ipsilaterale prima di raggiungere la corteccia
Nell’emisfero cerebrale controlaterale rispetto al lato stimolato
Nello stesso emisfero cerebrale del lato stimolato
Nel tronco encefalico senza raggiungere gli emisferi cerebrali

Nell’emisfero cerebrale controlaterale rispetto al lato stimolato

Spiegazione

Le informazioni sensoriali provenienti da un lato del corpo raggiungono l’emisfero cerebrale controlaterale. Le altre alternative descrivono una rappresentazione ipsilaterale o percorsi che non corrispondono alla regola indicata.

57. Che cosa descrive la sindrome dell’arto fantasma?

Una perdita della sensibilità dovuta alla mancata ricezione di segnali da un arto integro
Un dolore muscolare prodotto dalla contrazione dell’arto durante il movimento volontario
Un dolore neuropatico in cui il cervello attribuisce a un arto mancante segnali dolorosi provenienti dai suoi nervi
Un dolore tissutale che scompare quando una lesione periferica rimane attiva

Un dolore neuropatico in cui il cervello attribuisce a un arto mancante segnali dolorosi provenienti dai suoi nervi

Spiegazione

Nella sindrome dell’arto fantasma, il cervello interpreta erroneamente come dolorosi segnali nervosi associati a un arto che non è più presente. Il fenomeno può persistere senza una lesione attiva, a differenza del dolore direttamente lesionale.

58. Come produce analgesia la stimolazione della sostanza grigia periacqueduttale?

Attiva vie afferenti che trasmettono più rapidamente i segnali dolorosi verso il cervello
Trasforma gli stimoli dolorosi in segnali tattili mediante l’attivazione della corteccia visiva
Inibisce la produzione di oppioidi spinali aumentando la risposta ai segnali periferici
Attiva neuroni che rilasciano oppioidi nel midollo spinale e bloccano la trasmissione del dolore

Attiva neuroni che rilasciano oppioidi nel midollo spinale e bloccano la trasmissione del dolore

Spiegazione

La stimolazione della sostanza grigia periacqueduttale attiva un sistema discendente: neuroni specifici promuovono il rilascio di oppioidi nel midollo spinale, riducendo la trasmissione nocicettiva. Le vie afferenti, invece, trasportano informazioni verso il cervello e non costituiscono il meccanismo inibitorio descritto.

59. Quale osservazione dimostra il ruolo degli oppioidi endogeni nell’analgesia placebo?

L’effetto placebo dipende dalla stimolazione dei recettori tattili e non coinvolge la modulazione del dolore
Il naloxone può bloccare l’effetto analgesico del placebo interferendo con i recettori degli oppioidi
Il naloxone potenzia l’effetto placebo aumentando la liberazione di oppioidi nel midollo spinale
L’analgesia placebo deriva dalla distruzione delle fibre nervose che trasmettono gli stimoli dolorosi

Il naloxone può bloccare l’effetto analgesico del placebo interferendo con i recettori degli oppioidi

Spiegazione

L’effetto analgesico del placebo dipende in parte dal rilascio di oppioidi endogeni, perciò può essere bloccato dal naloxone, un antagonista degli oppioidi. Il naloxone non potenzia questa analgesia e il placebo non richiede la distruzione delle vie dolorifiche.

60. Come sono organizzate le frequenze lungo la coclea secondo la tonotopia?

Le frequenze alte stimolano la base, mentre quelle basse stimolano l’apice
Le frequenze intermedie stimolano l’apice, mentre quelle alte stimolano il centro
Le frequenze alte e basse stimolano in modo uniforme tutta la coclea
Le frequenze basse stimolano la base, mentre quelle alte stimolano l’apice

Le frequenze alte stimolano la base, mentre quelle basse stimolano l’apice

Spiegazione

La tonotopia dispone le frequenze alte alla base della coclea e quelle basse all’apice. L’idea opposta, secondo cui le frequenze basse attiverebbero la base, inverte questa organizzazione spaziale.

61. Quale organizzazione cellulare caratterizza l’organo del Corti?

Tre file di cellule interne trasducono il suono e una fila esterna controlla l’equilibrio
Due file interne amplificano il suono e due file esterne trasformano le vibrazioni in segnali
Una fila di cellule esterne trasduce il suono e tre file interne regolano la membrana basilare
Una fila di cellule interne trasduce il suono e tre file esterne modulano e amplificano la risposta

Una fila di cellule interne trasduce il suono e tre file esterne modulano e amplificano la risposta

Spiegazione

L’organo del Corti contiene una fila di cellule ciliate interne deputate alla trasduzione e tre file esterne che modulano la membrana basilare e amplificano alcune frequenze. In particolare, non sono le cellule esterne a svolgere principalmente la trasduzione uditiva.

62. Quale relazione tra differenze interaurali e frequenza del suono è corretta?

Le differenze di latenza sono più utili per le alte frequenze, quelle di intensità per le basse
Le differenze di intensità sono più utili per le alte frequenze, quelle di latenza per le basse
Le differenze di intensità e latenza hanno la stessa importanza a ogni frequenza
Entrambi i tipi di differenza risultano più utili per le frequenze intermedie

Le differenze di intensità sono più utili per le alte frequenze, quelle di latenza per le basse

Spiegazione

Le differenze interaurali di intensità contribuiscono maggiormente alla localizzazione delle alte frequenze, mentre quelle di latenza sono più importanti per le basse. Attribuire il ruolo principale alle differenze di latenza per le alte frequenze capovolge la distinzione.

63. Una persona ruota rapidamente la testa verso sinistra: come agisce il riflesso vestibolo-oculare?

Fa dilatare le pupille per compensare la variazione della posizione della testa
Fa muovere gli occhi verso destra, contribuendo a mantenere stabile lo sguardo
Fa muovere gli occhi verso sinistra, seguendo la direzione della testa
Blocca temporaneamente i movimenti oculari per ridurre la stimolazione vestibolare

Fa muovere gli occhi verso destra, contribuendo a mantenere stabile lo sguardo

Spiegazione

Il riflesso vestibolo-oculare stabilizza lo sguardo producendo movimenti oculari opposti a quelli della testa. Seguire la testa nella stessa direzione non compenserebbe lo spostamento dell’immagine sulla retina.

64. Quale affermazione descrive correttamente la luce visibile e il rapporto tra lunghezza d’onda ed energia?

Comprende circa 700–1000 nm e l’energia aumenta quando la lunghezza d’onda aumenta
Comprende circa 100–300 nm e l’energia resta costante lungo lo spettro
Comprende circa 400–700 nm e l’energia diminuisce quando la lunghezza d’onda diminuisce
Comprende circa 400–700 nm e l’energia aumenta quando la lunghezza d’onda diminuisce

Comprende circa 400–700 nm e l’energia aumenta quando la lunghezza d’onda diminuisce

Spiegazione

La luce visibile occupa approssimativamente l’intervallo tra 400 e 700 nm, e le lunghezze d’onda più corte trasportano più energia. L’idea che l’energia aumenti con la lunghezza d’onda contraddice questa relazione.

65. Quale sequenza descrive la fototrasduzione nei fotorecettori retinici?

La luce attiva rodopsina, trasducina e fosfodiesterasi, riduce il GMPc e chiude i canali del sodio
La luce attiva direttamente i canali del sodio, aumentando il GMPc e depolarizzando il fotorecettore
La luce inattiva rodopsina, aumenta il GMPc e apre i canali del sodio nei fotorecettori
Il buio attiva la fosfodiesterasi, degrada il GMPc e interrompe il rilascio di glutammato

La luce attiva rodopsina, trasducina e fosfodiesterasi, riduce il GMPc e chiude i canali del sodio

Spiegazione

La fototrasduzione attivata dalla luce coinvolge rodopsina, trasducina e fosfodiesterasi; la degradazione del GMPc chiude i canali del sodio. L’aumento del GMPc e l’apertura dei canali descrivono invece una direzione opposta a quella indotta dalla luce.

66. Quale distinzione tra bastoncelli e coni è corretta?

I bastoncelli favoriscono la visione con poca luce, mentre i coni sostengono colori, visione diurna e alta acuità
I bastoncelli rilevano soprattutto i colori, mentre i coni funzionano meglio nella visione notturna
Coni e bastoncelli svolgono funzioni equivalenti, ma si trovano in regioni retiniche diverse
I coni favoriscono la visione con poca luce, mentre i bastoncelli sostengono colori e alta acuità

I bastoncelli favoriscono la visione con poca luce, mentre i coni sostengono colori, visione diurna e alta acuità

Spiegazione

I bastoncelli sono specializzati nella visione in condizioni di scarsa luminosità, mentre i coni permettono soprattutto la visione diurna, cromatica e ad alta acuità. Attribuire ai bastoncelli la visione dei colori confonde le funzioni principali dei due fotorecettori.

67. Che cosa accade alle informazioni provenienti dalle retine nasale e temporale nel chiasma ottico?

Tutte le fibre retiniche decussano, così ogni emisfero riceve informazioni da un solo occhio
Le fibre nasali decussano, quelle temporali restano dallo stesso lato e l’informazione prosegue verso il nucleo genicolato laterale
Le fibre temporali decussano, quelle nasali restano dallo stesso lato e l’informazione raggiunge prima il collicolo superiore
Nessuna fibra decussa, perché ciascun emisfero riceve i segnali dall’intera retina ipsilaterale

Le fibre nasali decussano, quelle temporali restano dallo stesso lato e l’informazione prosegue verso il nucleo genicolato laterale

Spiegazione

Nel chiasma ottico decussano le fibre della retina nasale, mentre quelle della retina temporale rimangono ipsilaterali; le informazioni raggiungono poi il nucleo genicolato laterale e V1. L’incrocio delle fibre temporali invertirebbe la disposizione effettiva delle vie visive.

68. Che effetto produce la rimozione delle frequenze alte rispetto a quella delle frequenze basse in un’immagine?

Rimuovere le frequenze alte riduce dettagli e nitidezza, mentre rimuovere quelle basse elimina transizioni graduali e aree uniformi
Entrambe le rimozioni riducono allo stesso modo i contorni, i dettagli e le variazioni graduali
Rimuovere le frequenze alte elimina le aree uniformi, mentre rimuovere quelle basse riduce soprattutto la nitidezza
Rimuovere le frequenze alte aumenta la nitidezza, mentre rimuovere quelle basse preserva le transizioni graduali

Rimuovere le frequenze alte riduce dettagli e nitidezza, mentre rimuovere quelle basse elimina transizioni graduali e aree uniformi

Spiegazione

Le frequenze alte rappresentano dettagli e nitidezza, mentre quelle basse contribuiscono alle transizioni graduali e alle aree uniformi. Perciò eliminare le due categorie produce effetti diversi, non equivalenti.

69. Quale associazione tra aree visive e funzioni è corretta?

V2 e V4 elaborano principalmente i suoni, mentre MT o V5 integra le informazioni olfattive
V1 è specializzata nel movimento, mentre MT o V5 analizza soprattutto i dettagli cromatici statici
V1 invia informazioni direttamente alla corteccia motoria, mentre V4 è specializzata nella localizzazione spaziale
V1 invia informazioni a V2, V4 e corteccia infero-temporale, mentre MT o V5 è specializzata nel movimento

V1 invia informazioni a V2, V4 e corteccia infero-temporale, mentre MT o V5 è specializzata nel movimento

Spiegazione

L’area V1 alimenta aree extrastriate come V2, V4 e la corteccia infero-temporale, mentre MT o V5 è specializzata nella percezione del movimento. Attribuire a V1 o V5 le funzioni indicate nelle altre risposte scambia i ruoli delle aree visive.

70. Quale percorso descrive meglio l’elaborazione della visione dei colori?

Parte dai coni, prosegue nella retina e nelle vie sottocorticali e raggiunge soprattutto aree corticali superiori come V4
Parte dai bastoncelli, passa direttamente alla corteccia motoria e termina nelle aree occipito-parietali
Parte dai coni, evita le vie sottocorticali e raggiunge direttamente la corteccia visiva primaria
Parte dalle cellule uditive, attraversa il talamo e termina nelle aree temporali del linguaggio

Parte dai coni, prosegue nella retina e nelle vie sottocorticali e raggiunge soprattutto aree corticali superiori come V4

Spiegazione

La percezione cromatica è un’elaborazione distribuita: inizia nei coni, continua nella retina e nelle vie sottocorticali e coinvolge soprattutto aree corticali superiori come V4. Non procede saltando le vie sottocorticali né prende origine dai bastoncelli.

71. Quale funzione distingue correttamente la via ventrale dalla via dorsale?

La via dorsale identifica oggetti e volti nelle regioni occipito-temporali, mentre la ventrale controlla i movimenti nelle regioni occipito-parietali
La via ventrale identifica oggetti e volti nelle regioni occipito-temporali, mentre la dorsale li localizza e guida i movimenti nelle regioni occipito-parietali
Entrambe le vie identificano gli oggetti, ma soltanto la via ventrale riceve informazioni dalla retina
La via ventrale elabora soprattutto l’equilibrio, mentre la dorsale analizza i suoni nelle regioni temporali

La via ventrale identifica oggetti e volti nelle regioni occipito-temporali, mentre la dorsale li localizza e guida i movimenti nelle regioni occipito-parietali

Spiegazione

La via ventrale sostiene il riconoscimento di oggetti e volti attraverso regioni occipito-temporali, mentre la via dorsale localizza gli oggetti e orienta l’azione attraverso regioni occipito-parietali. La risposta opposta scambia le funzioni e le principali destinazioni anatomiche delle due vie.

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