Quiz: Soggetto economico e combinazioni aziendali (72 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Che cosa caratterizza un bisogno?

È uno stato di carenza che induce azioni per colmarlo
È una risorsa disponibile che permette di rinviare ogni scelta
È una preferenza stabile priva di qualsiasi insoddisfazione
È un prodotto destinato a essere scambiato sul mercato

È uno stato di carenza che induce azioni per colmarlo

Spiegazione

Il bisogno nasce da una mancanza percepita e spinge la persona ad agire per ottenere soddisfazione. Una preferenza, invece, non implica necessariamente uno stato di carenza né un’azione volta a colmarlo.

2. Quale abbinamento tra categoria di bisogno e contenuto è corretto?

Fisiologici: ideali politici; sociali: sopravvivenza; radicali: consumi legati alla moda
Fisiologici: prestigio; sociali: sicurezza fisica; radicali: appartenenza a un gruppo
Fisiologici: relazioni; sociali: libertà di informazione; radicali: bisogni alimentari
Fisiologici: sopravvivenza; sociali e psicologici: relazioni e affetti; radicali: ideali

Fisiologici: sopravvivenza; sociali e psicologici: relazioni e affetti; radicali: ideali

Spiegazione

I bisogni fisiologici riguardano la sopravvivenza, quelli sociali e psicologici le relazioni e gli affetti, mentre quelli radicali riguardano ideali come libertà e uguaglianza. Confondere i bisogni radicali con quelli fisiologici significa scambiare gli ideali per esigenze di sopravvivenza.

3. Una persona acquista un prodotto perché è diventato di moda tra i membri del gruppo a cui aspira: quale tipo di bisogno è più probabilmente coinvolto?

Un bisogno essenziale indipendente dalle influenze sociali
Un bisogno fisiologico legato all’equilibrio corporeo
Un bisogno primario collegato alla sopravvivenza
Un bisogno voluttuario o secondario

Un bisogno voluttuario o secondario

Spiegazione

I bisogni voluttuari o secondari sono influenzati da mode, imitazione e gruppi di riferimento. Un bisogno primario, invece, è essenziale e si collega soprattutto alle necessità fisiologiche.

4. Secondo la gerarchia dei bisogni di Maslow, quale sequenza rappresenta l’ordine normalmente ipotizzato?

Stima, auto-realizzazione, sicurezza, fisiologici, appartenenza e affetto
Appartenenza e affetto, fisiologici, sicurezza, auto-realizzazione, stima
Sicurezza, fisiologici, stima, appartenenza e affetto, auto-realizzazione
Fisiologici, sicurezza, appartenenza e affetto, stima, auto-realizzazione

Fisiologici, sicurezza, appartenenza e affetto, stima, auto-realizzazione

Spiegazione

Maslow ordina i bisogni dai fisiologici alla sicurezza, poi all’appartenenza e all’affetto, alla stima e infine all’auto-realizzazione. La sequenza alternativa che colloca la sicurezza prima dei bisogni fisiologici non rispetta questa gerarchia.

5. Quale descrizione definisce correttamente l’attività economica?

Comprende la trasformazione delle materie prime senza riferimento ai bisogni
Comprende la vendita dei prodotti senza attività di produzione o consumo
Comprende produzione di utilità e consumo di beni per soddisfare bisogni
Comprende il consumo domestico anche quando non riguarda beni economici

Comprende produzione di utilità e consumo di beni per soddisfare bisogni

Spiegazione

L’attività economica include le operazioni che producono utilità e il consumo dei beni economici, rendendoli disponibili per soddisfare bisogni. Il consumo di materie prime durante la produzione è un impiego produttivo, non consumo economico finale.

6. Quale insieme comprende le principali operazioni dell’attività economica?

Produzione, trasporto, marketing, finanziamento e consumo privato
Acquisto, pubblicità, risparmio, investimento e distribuzione dei dividendi
Trasformazione tecnica, negoziazione, assetto istituzionale, organizzazione e rilevazione
Progettazione, consumo, tassazione, concorrenza e controllo dei prezzi

Trasformazione tecnica, negoziazione, assetto istituzionale, organizzazione e rilevazione

Spiegazione

Le operazioni fondamentali sono trasformazione tecnica, negoziazione, configurazione dell’assetto istituzionale, organizzazione e rilevazione. Gli altri insiemi mescolano attività economiche specifiche con fenomeni o funzioni che non costituiscono l’elenco completo richiesto.

7. Quale attività rientra tra i cinque modelli fondamentali di produzione?

La copertura assicurativa di rischi specifici
La definizione delle preferenze individuali dei consumatori
La classificazione dei bisogni secondo la loro intensità
La determinazione dell’ordine gerarchico delle decisioni

La copertura assicurativa di rischi specifici

Spiegazione

La copertura assicurativa di rischi specifici è uno dei cinque modelli fondamentali di produzione, insieme a prodotti, servizi, distribuzione commerciale e intermediazione creditizia. Le altre attività riguardano preferenze o decisioni, non modelli produttivi.

8. Perché i servizi non vengono generalmente accumulati come scorte?

Perché i servizi sono beni materiali facilmente deperibili
Perché la vendita dei servizi precede normalmente la loro produzione
Perché il cliente non partecipa alla relazione di produzione
Perché produzione e consumo tendono a svolgersi insieme

Perché produzione e consumo tendono a svolgersi insieme

Spiegazione

I servizi sono immateriali e presentano simultaneità tra produzione e vendita, oltre che inseparabilità tra produzione e consumo; per questo non vengono normalmente immagazzinati. I beni materiali, al contrario, possono essere conservati e gestiti come scorte.

9. Quale esempio rappresenta un istituto?

Un’impresa organizzata stabilmente secondo regole di funzionamento
Un incontro occasionale tra consumatori senza struttura stabile
Un gruppo spontaneo di amici riunito per una singola serata
Una persona che acquista un bene per soddisfare un bisogno

Un’impresa organizzata stabilmente secondo regole di funzionamento

Spiegazione

Un istituto è un’organizzazione stabile, come un’impresa, una famiglia, lo Stato o un ente non profit, dotata di regole di funzionamento. Un gruppo spontaneo e occasionale non possiede la stabilità organizzativa necessaria per essere considerato un istituto.

10. Che cosa richiede il principio della razionalità economica?

Compiere le scelte valutando logicamente e sistematicamente benefici e costi
Scegliere l’alternativa più costosa perché offre maggior prestigio sociale
Seguire la prima preferenza disponibile senza confrontarla con altre possibilità
Decidere in base all’abitudine anche quando cambiano obiettivi e vincoli

Compiere le scelte valutando logicamente e sistematicamente benefici e costi

Spiegazione

La razionalità economica implica un confronto logico e sistematico tra benefici e costi delle alternative. Scegliere per abitudine o senza confronto non risponde al principio di valutazione razionale.

11. Un decisore deve affrontare un problema economico: quale sequenza rispetta il modello di scelta razionale?

Individuare un’alternativa, applicarla, definire l’obiettivo e rivedere il problema
Analizzare il problema, definire l’obiettivo, individuare e valutare alternative, poi scegliere
Valutare i risultati, scegliere l’obiettivo, analizzare il problema e cercare alternative
Definire l’obiettivo, scegliere subito, analizzare il problema e valutare le alternative

Analizzare il problema, definire l’obiettivo, individuare e valutare alternative, poi scegliere

Spiegazione

Il modello prevede l’analisi del problema, la definizione dell’obiettivo, l’identificazione e la valutazione delle alternative, quindi la scelta di quella più efficace. Decidere prima di chiarire problema e obiettivo inverte l’ordine del processo.

12. Quale distinzione descrive correttamente la razionalità assoluta e quella limitata?

La prima mira all’ottimo con informazioni perfette, la seconda cerca una soluzione soddisfacente con vincoli informativi
La prima riguarda decisioni operative, la seconda riguarda esclusivamente decisioni strategiche
La prima accetta la prima soluzione adeguata, la seconda confronta tutte le alternative disponibili
La prima usa informazioni incomplete, la seconda richiede capacità perfette di elaborazione

La prima mira all’ottimo con informazioni perfette, la seconda cerca una soluzione soddisfacente con vincoli informativi

Spiegazione

La razionalità assoluta presuppone obiettivi, informazioni e capacità di elaborazione perfetti e punta a ottimizzare l’utilità; quella limitata opera con vincoli e cerca una soluzione soddisfacente. L’idea di accettare la prima alternativa adeguata appartiene alla razionalità limitata, non a quella assoluta.

13. Quale fenomeno analizza il modello Carnegie?

La classificazione giuridica degli enti pubblici territoriali
Le decisioni complesse di organi collegiali in condizioni di incertezza
La misurazione dei risultati economici di imprese private
Le scelte individuali semplici in condizioni di informazione completa

Le decisioni complesse di organi collegiali in condizioni di incertezza

Spiegazione

Il modello Carnegie studia le decisioni complesse assunte da organi collegiali quando l’incertezza rende difficile individuare una soluzione. Le altre alternative riguardano scelte individuali, risultati economici o classificazioni istituzionali, non il suo oggetto specifico.

14. Quando si forma la condizione necessaria perché una coalizione possa prendere una decisione?

Quando la coalizione delega la scelta a un esperto privo di potere d’influenza
Quando l’organo dispone di informazioni complete e rinuncia al confronto interno
Quando ogni membro propone una soluzione diversa senza modificare le proprie priorità
Quando i membri condividono la definizione del problema e gli obiettivi da perseguire

Quando i membri condividono la definizione del problema e gli obiettivi da perseguire

Spiegazione

La decisione matura quando una coalizione dotata di potere d’influenza concorda sul problema da affrontare e sugli obiettivi da perseguire. Il semplice dissenso, l’informazione completa o la delega a un esperto non costituiscono questa condizione.

15. Per quale ragione il modello Carnegie attribuisce una dimensione politica alle decisioni?

Perché l’organo collegiale elimina il confronto tra posizioni diverse
Perché le decisioni dipendono dalla sola analisi logica delle alternative disponibili
Perché ogni scelta viene determinata da procedure tecniche indipendenti dagli interessi
Perché gli attori competono per influenzare le scelte e tutelare i propri interessi

Perché gli attori competono per influenzare le scelte e tutelare i propri interessi

Spiegazione

La dimensione politica deriva dalla competizione tra persone e gruppi per orientare le scelte verso i propri interessi. La sola analisi logica descrive una decisione tecnica e non coglie il ruolo dell’influenza e del conflitto di interessi.

16. Come agisce la razionalità limitata nelle decisioni di una coalizione?

Porta ad adottare una soluzione abbastanza buona per soddisfare gli interessi condivisi
Spinge a cercare la soluzione perfetta dopo aver esaminato tutte le alternative
Richiede di rinviare la decisione finché tutti gli interessi individuali coincidono
Impone una scelta tecnica basata sulla valutazione completa delle conseguenze

Porta ad adottare una soluzione abbastanza buona per soddisfare gli interessi condivisi

Spiegazione

La razionalità limitata conduce la coalizione a scegliere una soluzione soddisfacente e praticabile, invece di perseguire un’ottimizzazione perfetta. La ricerca esaustiva di tutte le alternative appartiene a un modello di razionalità piena, non a quello descritto.

17. Come definisce Zappa l’azienda?

Come un’organizzazione produttiva rivolta alla vendita di beni sul mercato
Come un insieme temporaneo di contratti destinato a distribuire ricchezza ai proprietari
Come un istituto economico duraturo che coordina produzione, acquisizione e consumo di ricchezza
Come una somma di rapporti amministrativi orientata alla registrazione delle operazioni

Come un istituto economico duraturo che coordina produzione, acquisizione e consumo di ricchezza

Spiegazione

Zappa considera l’azienda un istituto economico destinato a durare, che coordina produzione o acquisizione e consumo della ricchezza per soddisfare bisogni umani. La definizione di una somma di rapporti è invece associata a Besta.

18. Quale distinzione separa le concezioni aziendali di Besta e Zappa?

Besta analizza la produzione industriale, mentre Zappa descrive gli enti pubblici senza finalità lucrative
Besta evidenzia la somma dei rapporti, mentre Zappa la loro coordinazione economica orientata ai bisogni
Besta privilegia il soddisfacimento dei bisogni, mentre Zappa studia la sola struttura patrimoniale
Besta considera l’azienda un istituto duraturo, mentre Zappa la riduce a una somma di rapporti

Besta evidenzia la somma dei rapporti, mentre Zappa la loro coordinazione economica orientata ai bisogni

Spiegazione

Besta pone al centro l’insieme dei rapporti da amministrare, mentre Zappa interpreta l’azienda come coordinazione economica in atto rivolta al soddisfacimento dei bisogni. Le altre coppie invertono o alterano i contenuti delle due definizioni.

19. Che cosa implica il principio di durabilità nella gestione aziendale?

Distribuire agli interessati la ricchezza ottenuta nel periodo amministrativo
Adeguare la struttura aziendale alle variazioni temporanee della domanda di mercato
Gestire l’azienda per assicurarne la continuità nel tempo e la possibile trasmissione alle generazioni future
Valutare il saldo economico prodotto da una gestione in un determinato esercizio

Gestire l’azienda per assicurarne la continuità nel tempo e la possibile trasmissione alle generazioni future

Spiegazione

La durabilità richiede di preservare l’esistenza dell’azienda nel tempo, rendendone possibile anche la trasmissione alle generazioni future. Il saldo della gestione esprime invece il risultato economico, che è un concetto distinto.

20. Quale differenza distingue il feedback dal feedforward nel controllo aziendale?

Il feedback precede l’azione, mentre il feedforward corregge l’attività dopo il risultato finale
Il feedback misura gli obiettivi, mentre il feedforward definisce il programma operativo
Il feedback analizza le risorse, mentre il feedforward calcola il patrimonio netto aziendale
Il feedback usa i risultati finali, mentre il feedforward stima l’esito prima della conclusione

Il feedback usa i risultati finali, mentre il feedforward stima l’esito prima della conclusione

Spiegazione

Il feedback interviene dopo l’azione e considera i risultati ottenuti; il feedforward opera prima della conclusione stimando il risultato finale dai dati parziali. Le altre alternative confondono il controllo con la programmazione o con le misurazioni patrimoniali.

21. Qual è la differenza fondamentale tra aziende di erogazione e aziende di produzione?

Le prime vendono beni sul mercato, mentre le seconde distribuiscono prestazioni senza perseguire finalità lucrative
Le prime operano per ottenere un profitto, mentre le seconde perseguono bisogni sociali senza attività produttive
Le prime soddisfano bisogni attraverso remunerazioni, mentre le seconde agiscono mediante trasferimenti pubblici
Le prime soddisfano direttamente i destinatari, mentre le seconde lo fanno indirettamente producendo e vendendo beni o servizi

Le prime soddisfano direttamente i destinatari, mentre le seconde lo fanno indirettamente producendo e vendendo beni o servizi

Spiegazione

Le aziende di erogazione soddisfano direttamente i bisogni dei destinatari; le imprese li soddisfano indirettamente tramite produzione e vendita. Le altre alternative scambiano le caratteristiche delle due categorie o attribuiscono loro finalità non pertinenti.

22. Se un’azienda registra una produzione di ricchezza di 900 e un consumo di 650, quale risultato economico ottiene secondo l’equazione P−C=RP - C = R?

Ottiene un risultato economico pari a 650
Ottiene un risultato economico pari a 900
Ottiene un risultato economico pari a 1.550
Ottiene un risultato economico pari a 250

Ottiene un risultato economico pari a 250

Spiegazione

Applicando l’equazione economica, si calcola R=P−C=900−650=250R = P - C = 900 - 650 = 250. La somma tra produzione e consumo non rappresenta il risultato economico, mentre i singoli valori indicano grandezze diverse.

23. Un’azienda presenta attività pari a 1.200 e passività pari a 750; quale patrimonio netto risulta dall’equazione N=A−PN = A - P?

Un patrimonio netto pari a 450
Un patrimonio netto pari a 750
Un patrimonio netto pari a 1.950
Un patrimonio netto pari a 1.200

Un patrimonio netto pari a 450

Spiegazione

Dall’equazione patrimoniale si ottiene N=A−P=1.200−750=450N = A - P = 1.200 - 750 = 450. La somma di attività e passività non determina il patrimonio netto, che rappresenta la differenza tra le due grandezze.

24. Quale caratteristica identifica un’azienda non profit?

È un’organizzazione produttiva che misura il successo attraverso il profitto conseguito
È un ente pubblico territoriale che persegue bisogni generali mediante imposte
È un’azienda privata senza finalità lucrative, orientata principalmente a obiettivi sociali
È un’impresa commerciale che distribuisce gli utili ai propri finanziatori

È un’azienda privata senza finalità lucrative, orientata principalmente a obiettivi sociali

Spiegazione

Le aziende non profit appartengono all’economia sociale, sono private, non perseguono finalità lucrative e orientano l’attività soprattutto verso obiettivi sociali. Gli enti territoriali appartengono invece alla sfera pubblica, mentre la distribuzione degli utili caratterizza le imprese lucrative.

25. Quale criterio distingue principalmente le aziende di autoproduzione, le aziende filantropiche e le imprese sociali?

I destinatari degli output e la provenienza delle risorse
La durata delle attività e la forma giuridica
La dimensione aziendale e il numero dei dipendenti
Il settore tecnologico e il livello degli investimenti

I destinatari degli output e la provenienza delle risorse

Spiegazione

La distinzione considera sia i destinatari dei beni o servizi prodotti sia l’origine delle risorse utilizzate. Confondere la classificazione con la dimensione aziendale trascura il criterio economico fondamentale.

26. Un’associazione finanzia con quote degli iscritti un servizio rivolto prevalentemente ai propri affiliati: quale categoria descrive meglio questa azienda?

Azienda filantropica
Impresa sociale
Azienda di autoproduzione
Azienda di produzione destinata al mercato

Azienda di autoproduzione

Spiegazione

L’azienda di autoproduzione offre beni o servizi soprattutto ai propri membri, che contribuiscono alla copertura dei costi mediante quote o contributi. Un’azienda filantropica, invece, si rivolge a persone in difficoltà e ricorre soprattutto a liberalità esterne.

27. Quale combinazione caratterizza un’azienda filantropica?

Servizi agli associati e quote periodiche dei membri
Vendite sul mercato e ricavi da clienti paganti
Servizi gratuiti o simbolici e donazioni esterne
Investimenti finanziari e rendimento del capitale

Servizi gratuiti o simbolici e donazioni esterne

Spiegazione

Le aziende filantropiche aiutano persone in stato di bisogno offrendo servizi gratuiti o a prezzo simbolico e si finanziano principalmente con donazioni e contributi esterni. Le quote degli associati sono invece tipiche dell’autoproduzione.

28. Come opera un’impresa sociale rispetto ai ricavi ottenuti dalla propria attività?

Li destina principalmente a donazioni per soggetti esterni
Li distribuisce integralmente ai proprietari come profitto
Li utilizza per finanziare servizi rivolti ai soli membri
Li reinveste in progetti a beneficio della collettività

Li reinveste in progetti a beneficio della collettività

Spiegazione

L’impresa sociale opera nel mercato, può impiegare lavoratori svantaggiati e reinveste i ricavi in iniziative di utilità collettiva. La distribuzione integrale dei ricavi come profitto non riflette questa finalità sociale.

29. Quale attività identifica un’azienda di produzione?

Realizzare beni o servizi e venderli sul mercato
Offrire aiuti gratuiti finanziati da liberalità esterne
Raccogliere contributi per sostenere persone svantaggiate
Produrre servizi destinati prevalentemente agli associati

Realizzare beni o servizi e venderli sul mercato

Spiegazione

Le aziende di produzione realizzano beni o servizi destinati alla vendita e collocano l’output mediante cessioni a titolo oneroso. L’offerta gratuita finanziata da donazioni descrive invece un’organizzazione filantropica.

30. Un’impresa vende 300 unità a un prezzo unitario di 20 euro: quale ricavo totale ottiene?

6.000 euro
15 euro
280 euro
320 euro

6.000 euro

Spiegazione

Il ricavo totale si calcola moltiplicando il prezzo unitario per la quantità venduta: R=p×q=20×300=6.000R = p \times q = 20 \times 300 = 6.000 euro. Il prezzo unitario rappresenta invece il ricavo riferito a una singola unità.

31. Quale sequenza rappresenta il processo economico di un’azienda di produzione?

Produzione e acquisizione di ricchezza, consumo, utilità e risultato economico
Acquisto di azioni, investimento finanziario, dividendi e rimborso
Raccolta di donazioni, distribuzione gratuita, assistenza e impatto sociale
Conferimento di capitale, pagamento di imposte, vendita e liquidazione

Produzione e acquisizione di ricchezza, consumo, utilità e risultato economico

Spiegazione

Il processo comprende la produzione e l’acquisizione di ricchezza, il consumo della ricchezza, la produzione di utilità e la determinazione del risultato economico. La raccolta di donazioni e la distribuzione gratuita appartengono a una logica filantropica.

32. Un’azienda registra ricavi pari a 90.000 euro e costi pari a 100.000 euro: quale risultato economico consegue?

Un ricavo aggiuntivo di 190.000 euro
Una perdita d’esercizio di 10.000 euro
Un pareggio economico senza differenze
Un utile d’esercizio di 10.000 euro

Una perdita d’esercizio di 10.000 euro

Spiegazione

Poiché i ricavi sono inferiori ai costi, il risultato è negativo e la differenza produce una perdita di 10.000 euro. L’utile si avrebbe con ricavi superiori ai costi, mentre il pareggio richiederebbe valori uguali.

33. Che cosa richiede il principio di economicità per garantire la durabilità aziendale?

Il mantenimento della liquidità senza considerare il risultato economico
La copertura temporanea dei costi tramite nuovo indebitamento
Un equilibrio durevole tra componenti positivi e negativi del risultato
La realizzazione di ricavi elevati in un singolo esercizio

Un equilibrio durevole tra componenti positivi e negativi del risultato

Spiegazione

L’economicità richiede un equilibrio durevole tra componenti positivi e negativi del risultato economico, così da sostenere l’esistenza dell’azienda nel tempo. Un semplice pareggio occasionale può non garantire un margine sufficiente per la durabilità.

34. Un’azienda presenta Passivo Totale pari a 450.000 euro e Patrimonio Netto pari a 150.000 euro: qual è il suo indice di indebitamento?

600.000
3
300.000
0,33

3

Spiegazione

L’indice di indebitamento è il rapporto tra Passivo Totale e Patrimonio Netto: PTPN=450.000150.000=3\frac{PT}{PN} = \frac{450.000}{150.000} = 3. Il valore non è una differenza monetaria né il reciproco del rapporto indicato.

35. Quale situazione descrive correttamente la differenza tra equilibrio economico ed equilibrio monetario?

Il primo confronta ricavi e costi, il secondo verifica la liquidità disponibile
Il primo riguarda il patrimonio netto, il secondo riguarda le imposte
Il primo considera i debiti, il secondo considera le vendite realizzate
Il primo misura la liquidità, il secondo confronta ricavi e costi

Il primo confronta ricavi e costi, il secondo verifica la liquidità disponibile

Spiegazione

L’equilibrio economico riguarda il rapporto tra ricavi e costi, mentre quello monetario riguarda la disponibilità di liquidità per affrontare le esigenze quotidiane. Una buona liquidità non dimostra da sola che ricavi e costi siano in equilibrio.

36. Perché la remunerazione del capitale di rischio è definita incerta, variabile e residuale?

È determinata dal prezzo di vendita e indipendente dal risultato
È stabilita contrattualmente e pagata prima dei costi operativi
Dipende dall’utile e viene riconosciuta dopo gli altri fattori produttivi
È garantita ai soci anche quando l’esercizio chiude in perdita

Dipende dall’utile e viene riconosciuta dopo gli altri fattori produttivi

Spiegazione

La remunerazione del capitale di rischio dipende dall’utile d’esercizio e viene considerata dopo la remunerazione degli altri fattori produttivi. Per questo non è garantita né fissata contrattualmente come una remunerazione certa.

37. Quale distinzione descrive correttamente l’equilibrio economico e quello monetario?

Il primo confronta incassi e pagamenti, mentre il secondo confronta ricavi e costi
Il primo misura la solidità patrimoniale, mentre il secondo misura la redditività aziendale
Il primo confronta ricavi e costi, mentre il secondo confronta entrate e uscite di cassa
Il primo riguarda i debiti finanziari, mentre il secondo riguarda i crediti commerciali

Il primo confronta ricavi e costi, mentre il secondo confronta entrate e uscite di cassa

Spiegazione

L’equilibrio economico verifica il rapporto tra ricavi e costi, mentre quello monetario riguarda i flussi di cassa in entrata e in uscita. Confondere incassi e pagamenti con ricavi e costi porta a invertire i due concetti.

38. Qual è l’obiettivo principale dell’equilibrio monetario?

Generare utili sufficienti a remunerare i proprietari dell’azienda
Adeguare i compensi dei fattori produttivi alle condizioni del mercato
Mantenere la solvibilità nel brevissimo termine bilanciando entrate e uscite di cassa
Rafforzare la struttura patrimoniale nel lungo periodo attraverso nuovi conferimenti

Mantenere la solvibilità nel brevissimo termine bilanciando entrate e uscite di cassa

Spiegazione

L’equilibrio monetario riguarda il bilanciamento dei flussi di cassa nel brevissimo termine e mira a garantire la solvibilità. La solidità patrimoniale di lungo periodo appartiene invece all’equilibrio finanziario.

39. Un’impresa affronta un’assenza temporanea di liquidità che può essere superata con un incasso previsto tra pochi giorni: quale situazione descrive?

Un incaglio finanziario che richiede un aumento stabile del capitale
Un’insolvenza strutturale destinata a condurre alla liquidazione giudiziale
Un equilibrio monetario consolidato grazie alla disponibilità di cassa
Una temporanea mancanza di liquidità risolvibile con il prossimo incasso

Una temporanea mancanza di liquidità risolvibile con il prossimo incasso

Spiegazione

Una carenza temporanea di liquidità può essere superata quando arriva un incasso già previsto. L’incaglio e l’insolvenza indicano difficoltà più profonde e richiedono interventi più consistenti o possono compromettere la continuità aziendale.

40. Un’azienda prende a prestito 12.000 euro al tasso annuo del 6% per 6 mesi; quale interesse deve calcolare?

I=1.200I = 1.200 euro
I=720I = 720 euro
I=360I = 360 euro
I=60I = 60 euro

$$I = 360$$ euro

Spiegazione

Applicando I=C⋅i⋅tI = C \cdot i \cdot t si ottiene 12.000⋅0,06⋅612=36012.000 \cdot 0,06 \cdot \frac{6}{12} = 360 euro. Usare l’intero tasso annuo per sei mesi produrrebbe un interesse doppio rispetto a quello corretto.

41. Quale situazione esprime un equilibrio finanziario?

Un impiego delle risorse produttive privo di sprechi operativi
Un aumento dei ricavi superiore ai costi nell’esercizio corrente
Una struttura patrimoniale solida e sostenibile nel lungo termine
Un pareggio giornaliero tra incassi e pagamenti di cassa

Una struttura patrimoniale solida e sostenibile nel lungo termine

Spiegazione

L’equilibrio finanziario è un equilibrio di lungo termine osservabile nella solidità patrimoniale e nella struttura del patrimonio. Il pareggio tra incassi e pagamenti riguarda invece l’equilibrio monetario di breve periodo.

42. Un’impresa riduce gli scarti mantenendo lo stesso livello produttivo con meno materie prime: quale concetto descrive meglio il risultato?

Efficienza, perché le risorse sono utilizzate in modo più ottimale
Efficacia, perché l’impresa ha raggiunto un obiettivo commerciale prefissato
Congruità, perché i compensi dei fornitori rispettano le condizioni di mercato
Solidità finanziaria, perché il patrimonio presenta una struttura equilibrata

Efficienza, perché le risorse sono utilizzate in modo più ottimale

Spiegazione

L’efficienza consiste nell’utilizzare le risorse disponibili evitando sprechi e ottenendo il massimo risultato dagli input impiegati. Il raggiungimento di un obiettivo riguarda invece l’efficacia, che non coincide con il modo in cui sono usate le risorse.

43. Un processo produttivo utilizza 500 unità di input e genera 2.000 unità di output; qual è il rendimento dei fattori produttivi?

1.5001.500
44
0,250,25
2.5002.500

$$4$$

Spiegazione

Il rendimento si calcola come rapporto tra output e input: Rendimento=2.000500=4\text{Rendimento} = \frac{2.000}{500} = 4. Il valore 0,250,25 deriva dal rapporto inverso e quindi non applica la formula prevista.

44. Quale condizione economica distingue un’impresa capitalistica da un’azienda non profit?

L’impresa deve mantenere entrate superiori ai costi, mentre la non profit remunera i proprietari con gli utili
L’impresa persegue la missione sociale senza distribuire utili, mentre la non profit cerca rendimenti per gli azionisti
L’impresa mira a generare utili per remunerare i proprietari, mentre la non profit sostiene la missione senza distribuirli
L’impresa misura l’equilibrio con i flussi di cassa, mentre la non profit lo misura con la solidità patrimoniale

L’impresa mira a generare utili per remunerare i proprietari, mentre la non profit sostiene la missione senza distribuirli

Spiegazione

L’impresa capitalistica persegue l’equilibrio economico anche per produrre utili e remunerare i proprietari. L’azienda non profit deve invece mantenere entrate superiori ai costi per sostenere la propria missione, senza distribuire gli utili.

45. Come si distinguono le grandezze fisico-tecniche dalle grandezze monetarie nel sistema dei valori aziendali?

Le prime sono espresse in unità non monetarie, mentre le seconde sono espresse in denaro
Le prime descrivono il patrimonio, mentre le seconde misurano la qualità dei fattori impiegati
Le prime riguardano crediti e debiti, mentre le seconde riguardano esclusivamente la liquidità
Le prime rappresentano ricavi e costi, mentre le seconde rappresentano soltanto quantità produttive

Le prime sono espresse in unità non monetarie, mentre le seconde sono espresse in denaro

Spiegazione

Le grandezze fisico-tecniche descrivono quantità operative mediante unità non monetarie, mentre le grandezze monetarie esprimono i valori in denaro. Crediti, debiti e liquidità appartengono invece alla classificazione dei valori finanziari.

46. Quale classificazione dei valori aziendali è corretta?

I valori finanziari comprendono capitale e reddito; quelli economici comprendono incassi e pagamenti
I valori finanziari comprendono soltanto denaro disponibile; quelli economici comprendono tutti i debiti aziendali
I valori finanziari comprendono costi e ricavi; quelli economici comprendono liquidità e debiti commerciali
I valori finanziari comprendono liquidità, crediti e debiti; quelli economici comprendono reddito e capitale

I valori finanziari comprendono liquidità, crediti e debiti; quelli economici comprendono reddito e capitale

Spiegazione

I valori finanziari includono liquidità, crediti e debiti di regolamento o di finanziamento, mentre i valori economici comprendono valori di reddito e di capitale. Ridurre i valori finanziari alla sola liquidità esclude crediti e debiti.

47. La diminuzione del saldo bancario dovuta al pagamento di un fornitore rappresenta quale tipo di variazione?

Una variazione patrimoniale positiva, perché cresce il valore del patrimonio netto
Una variazione fisico-tecnica, perché cambia la quantità di beni prodotti
Una variazione economica, perché aumenta il costo di acquisto della merce
Una variazione finanziaria, perché diminuisce la liquidità aziendale

Una variazione finanziaria, perché diminuisce la liquidità aziendale

Spiegazione

Le variazioni finanziarie riguardano modifiche di liquidità, crediti e debiti; il pagamento riduce la liquidità bancaria. Il costo di acquisto nasce dall’operazione economica originaria e non dalla diminuzione di cassa considerata in questo caso.

48. Quale esempio rappresenta un valore flusso anziché un valore fondo?

Il capitale aziendale esistente nel momento della redazione del bilancio
Il saldo bancario rilevato alla chiusura di una giornata
L’ammontare dei ricavi realizzati durante un esercizio
Il valore delle rimanenze presenti in magazzino a una certa data

L’ammontare dei ricavi realizzati durante un esercizio

Spiegazione

I valori flusso si riferiscono a un intervallo temporale e descrivono movimenti, come i ricavi realizzati durante un esercizio. Saldo bancario, rimanenze e capitale rilevati a una data sono valori fondo, perché rappresentano una situazione istantanea.

49. Quale distinzione descrive correttamente i valori flusso e i valori fondo?

I valori flusso riguardano un istante, mentre i valori fondo riguardano un periodo definito.
I valori flusso misurano il patrimonio, mentre i valori fondo misurano i ricavi conseguiti.
I valori flusso registrano operazioni future, mentre i valori fondo registrano operazioni già concluse.
I valori flusso riguardano un periodo, mentre i valori fondo riguardano un istante preciso.

I valori flusso riguardano un periodo, mentre i valori fondo riguardano un istante preciso.

Spiegazione

I valori flusso evidenziano movimenti o cambiamenti maturati durante un intervallo, mentre i valori fondo fotografano una situazione in una data precisa. Confondere le due categorie porta ad attribuire una dimensione temporale errata al valore considerato.

50. Un’azienda presenta una cassa iniziale di 18.400 € e una cassa finale di 11.000 € nel 2023: quale flusso netto di cassa risulta?

−29.400 €-29.400\,€
7.400 €7.400\,€
−7.400 €-7.400\,€
29.400 €29.400\,€

$$-7.400\,€$$

Spiegazione

Il flusso netto si calcola sottraendo il valore fondo iniziale da quello finale: 11.000 €−18.400 €=−7.400 €11.000\,€ - 18.400\,€ = -7.400\,€. Il saldo finale di cassa, invece, è un valore riferito a una data e non rappresenta da solo la variazione del periodo.

51. Quale insieme di cicli costituisce il circuito operativo-caratteristico?

Ciclo produttivo, ciclo amministrativo e ciclo tributario.
Ciclo commerciale, ciclo giuridico e ciclo organizzativo.
Ciclo finanziario, ciclo patrimoniale e ciclo fiscale.
Ciclo monetario, ciclo tecnico e ciclo economico.

Ciclo monetario, ciclo tecnico e ciclo economico.

Spiegazione

Il circuito operativo-caratteristico comprende il ciclo monetario, il ciclo tecnico e il ciclo economico. Il ciclo monetario riguarda il denaro, quello tecnico la trasformazione fisica degli input e quello economico costi e ricavi.

52. In quale situazione tende ad aumentare il fabbisogno finanziario di un’azienda?

Quando le uscite precedono le entrate e il ciclo produttivo è lungo.
Quando gli incassi coincidono con i pagamenti e non servono investimenti duraturi.
Quando i clienti pagano prima dei fornitori e gli investimenti sono contenuti.
Quando le entrate precedono le uscite e il ciclo produttivo è breve.

Quando le uscite precedono le entrate e il ciclo produttivo è lungo.

Spiegazione

Il fabbisogno finanziario cresce quando l’azienda deve sostenere uscite prima di ottenere entrate, soprattutto in presenza di cicli produttivi lunghi o investimenti di medio-lungo periodo. La situazione opposta riduce la necessità di finanziamento esterno.

53. Che cos’è un conto nella contabilità aziendale?

Un prospetto dei beni aziendali, suddiviso secondo la loro durata economica.
Un insieme ordinato di scritture su un oggetto, diviso nelle sezioni Dare e Avere.
Una rappresentazione grafica delle operazioni riferite a più aziende, priva di sezioni contrapposte.
Un elenco cronologico delle fatture emesse e ricevute, organizzato per data di pagamento.

Un insieme ordinato di scritture su un oggetto, diviso nelle sezioni Dare e Avere.

Spiegazione

Il conto raccoglie in modo ordinato le scritture relative a un determinato oggetto e presenta due sezioni contrapposte, Dare e Avere. Il mastrino è invece la rappresentazione grafica delle operazioni che interessano quel conto.

54. Quale condizione deve essere rispettata in ogni rilevazione contabile in partita doppia?

I valori devono essere registrati in una sola sezione del conto.
La somma dei valori in Dare deve superare quella dei valori in Avere.
La somma dei valori in Dare deve coincidere con la somma dei valori in Avere.
La somma dei valori in Avere deve superare quella dei valori in Dare.

La somma dei valori in Dare deve coincidere con la somma dei valori in Avere.

Spiegazione

La partita doppia richiede l’uguaglianza tra il totale dei valori iscritti in Dare e quello dei valori iscritti in Avere. Un’eccedenza di una sezione segnalerebbe una rilevazione non equilibrata.

55. Qual è la funzione principale della contabilità generale?

Registrare sistematicamente le transazioni esterne e determinare reddito e capitale di funzionamento.
Analizzare i margini delle singole linee di prodotto per orientare il controllo interno.
Misurare la produttività dei reparti attraverso indicatori fisici e tempi di lavorazione.
Rilevare le preferenze dei clienti per stimare le vendite dei periodi successivi.

Registrare sistematicamente le transazioni esterne e determinare reddito e capitale di funzionamento.

Spiegazione

La contabilità generale considera sistematicamente le transazioni esterne dell’intera azienda e consente di calcolare il reddito d’esercizio e il capitale di funzionamento. L’analisi dei margini per prodotto o reparto appartiene invece alla contabilità analitica.

56. Quale confronto tra contabilità generale e contabilità analitica è corretto?

La generale riguarda l’intera azienda e produce il bilancio; l’analitica esamina segmenti e supporta il controllo interno.
La generale esamina singoli prodotti e produce rapporti gestionali; l’analitica riguarda l’intera azienda e produce il bilancio.
La generale è facoltativa e interna; l’analitica è obbligatoria e destinata ai soggetti esterni.
La generale rileva dati previsionali; l’analitica registra tutte le transazioni esterne dell’azienda.

La generale riguarda l’intera azienda e produce il bilancio; l’analitica esamina segmenti e supporta il controllo interno.

Spiegazione

La contabilità generale è obbligatoria, riguarda l’intera azienda e alimenta il bilancio d’esercizio, mentre quella analitica studia segmenti specifici per il controllo interno. La contabilità analitica non ha generalmente lo stesso obbligo normativo della generale.

57. Che cosa comprende l’ambiente economico di un’azienda?

I fattori economici che condizionano l’azienda, come mercati, domanda, offerta e politiche pubbliche.
L’insieme degli edifici, degli impianti e delle persone direttamente posseduti dall’azienda.
Gli elementi culturali, tecnologici e giuridici che influenzano l’azienda senza riguardare scambi economici.
Le sole risorse interne utilizzate dall’azienda per organizzare produzione e amministrazione.

I fattori economici che condizionano l’azienda, come mercati, domanda, offerta e politiche pubbliche.

Spiegazione

L’ambiente economico comprende fattori quali mercati, domanda e offerta di beni, lavoro e capitale, settori e politiche economiche pubbliche. Cultura, norme giuridiche e tecnologia rientrano invece tra gli aspetti dell’ambiente non economico.

58. Come si distinguono i confini giuridico-formali da quelli effettivi tra azienda e ambiente?

I primi dipendono dai limiti legali, mentre i secondi dall’influenza economica esercitata dall’azienda.
I primi dipendono dai rapporti commerciali, mentre i secondi coincidono con i limiti fissati dalla legge.
I primi riguardano la tecnologia utilizzata, mentre i secondi indicano il settore produttivo di appartenenza.
I primi misurano la quota di mercato, mentre i secondi descrivono la struttura proprietaria dell’azienda.

I primi dipendono dai limiti legali, mentre i secondi dall’influenza economica esercitata dall’azienda.

Spiegazione

I confini giuridico-formali sono stabiliti dai limiti riconosciuti dalla legge, mentre quelli effettivi considerano l’influenza reale dell’azienda su altre entità economiche. Le dimensioni commerciali o tecnologiche non definiscono da sole questa distinzione.

59. Quale affermazione distingue correttamente domanda e offerta?

La domanda esprime quanto i produttori vogliono vendere; l’offerta quanto i consumatori possono acquistare a un prezzo dato.
La domanda indica il prezzo stabilito dai produttori; l’offerta indica il reddito disponibile dei consumatori.
La domanda esprime quanto i consumatori possono e vogliono acquistare; l’offerta quanto i produttori vogliono vendere a un prezzo dato.
La domanda misura la quantità già scambiata; l’offerta misura la quantità ancora presente nei magazzini.

La domanda esprime quanto i consumatori possono e vogliono acquistare; l’offerta quanto i produttori vogliono vendere a un prezzo dato.

Spiegazione

La domanda riguarda la quantità che i consumatori sono disposti e in grado di acquistare a un certo prezzo, mentre l’offerta riguarda quella che i produttori intendono vendere. Le quantità effettivamente scambiate non coincidono necessariamente con entrambe le grandezze.

60. Quale descrizione identifica correttamente un settore economico?

Un insieme di aziende che producono beni simili e sono legate da relazioni di interdipendenza.
Un insieme di enti pubblici che regolano prezzi e quantità negli scambi.
Un insieme di negoziazioni omogenee riferite allo stesso bene o servizio.
Un insieme di consumatori che acquistano beni diversi secondo preferenze personali.

Un insieme di aziende che producono beni simili e sono legate da relazioni di interdipendenza.

Spiegazione

Un settore riunisce aziende che producono beni simili e che dipendono l’una dall’altra, per esempio attraverso la concorrenza. L’insieme di negoziazioni relative a un bene omogeneo definisce invece il mercato.

61. Che cosa studia l’analisi delle interdipendenze settoriali?

La distribuzione degli utili tra gli azionisti delle imprese
I flussi di beni e servizi tra settori tramite matrici input-output
La composizione dei debiti finanziari delle singole aziende
L’andamento dei prezzi delle azioni nelle borse nazionali

I flussi di beni e servizi tra settori tramite matrici input-output

Spiegazione

L’analisi delle interdipendenze settoriali esamina i flussi di beni e servizi tra diversi settori mediante matrici input-output, considerando imprese produttrici, consumatrici e pubbliche. L’andamento dei prezzi azionari riguarda invece i mercati finanziari e non i rapporti di scambio tra settori.

62. Quale relazione analizza il modello struttura-comportamento-risultati?

Il modo in cui la struttura del settore influenza la condotta competitiva e i risultati economici
Il legame tra la formazione del personale e la riduzione degli errori contabili
Il rapporto tra la quantità prodotta e il consumo individuale dei clienti
Il rapporto tra il capitale investito e la durata dei finanziamenti aziendali

Il modo in cui la struttura del settore influenza la condotta competitiva e i risultati economici

Spiegazione

Il modello collega la struttura di un settore al comportamento competitivo delle imprese e ai risultati economici che esse possono ottenere. Il capitale investito e la durata dei finanziamenti appartengono invece all’analisi finanziaria dell’azienda.

63. In un mercato dominato da poche imprese forti, come si definisce il grado di concentrazione?

Basso, perché le imprese competono su un mercato frammentato
Marginale, perché la presenza di grandi imprese riduce la domanda
Variabile, perché dipende dal livello dei costi di produzione
Alto, perché pochi operatori detengono una posizione dominante

Alto, perché pochi operatori detengono una posizione dominante

Spiegazione

La concentrazione è alta quando pochi operatori dominanti controllano una parte rilevante del mercato. Una concentrazione bassa descrive invece la presenza di molte imprese piccole e relativamente distribuite.

64. Quale combinazione descrive correttamente l’oligopolio differenziato rispetto alla concorrenza perfetta?

Poche imprese offrono prodotti distinti e usano pubblicità e innovazione
Poche imprese vendono prodotti identici e non modificano le preferenze dei clienti
Molte imprese offrono prodotti simili e lasciano che il mercato determini i prezzi
Molte imprese offrono prodotti distinti e fissano prezzi indipendenti dalla domanda

Poche imprese offrono prodotti distinti e usano pubblicità e innovazione

Spiegazione

Nell’oligopolio differenziato operano poche imprese con prodotti distinti, sostenuti anche da pubblicità e innovazione. La presenza di molti operatori e prezzi determinati da domanda e offerta caratterizza invece la concorrenza perfetta.

65. Che cosa rappresenta il capitale di funzionamento?

I flussi di reddito futuri attualizzati in caso di cessione
I valori patrimoniali attivi e passivi di un’azienda in continuità operativa
I valori di realizzo delle attività di un’impresa già cessata
La differenza tra i ricavi conseguiti e i costi sostenuti nell’esercizio

I valori patrimoniali attivi e passivi di un’azienda in continuità operativa

Spiegazione

Il capitale di funzionamento descrive l’insieme dei valori patrimoniali attivi e passivi di un’azienda considerata operativa e in continuità. I valori di realizzo e i costi della procedura riguardano invece il capitale di liquidazione.

66. Quale criterio distingue il capitale di liquidazione dal capitale economico?

Il primo usa valori di realizzo alla cessazione, il secondo attualizza redditi futuri in caso di cessione
Il primo misura la continuità aziendale, il secondo misura le disponibilità liquide immediate
Il primo attualizza redditi futuri in caso di cessione, il secondo usa valori di realizzo alla cessazione
Il primo considera i ricavi d’esercizio, il secondo considera i costi pluriennali dei beni

Il primo usa valori di realizzo alla cessazione, il secondo attualizza redditi futuri in caso di cessione

Spiegazione

Il capitale di liquidazione si calcola alla cessazione considerando valori di realizzo, debiti e costi della procedura, mentre il capitale economico riflette i flussi reddituali futuri attualizzati in caso di trasferimento. La continuità aziendale è invece collegata al capitale di funzionamento.

67. Da che cosa deriva l’avviamento e quale relazione esprime?

Dai soli beni materiali e dalla differenza tra attività correnti e debiti finanziari
Dai costi della liquidazione e dalla somma tra capitale economico e capitale investito
Dai ricavi dell’esercizio e dalla differenza tra incassi ottenuti e pagamenti effettuati
Da fattori non patrimoniali e dalla differenza tra capitale economico e capitale di funzionamento

Da fattori non patrimoniali e dalla differenza tra capitale economico e capitale di funzionamento

Spiegazione

L’avviamento riflette fattori non patrimoniali, come reputazione e clientela, ed è pari alla differenza tra capitale economico e capitale di funzionamento. I beni materiali e i flussi monetari non esprimono invece il valore autonomo dell’avviamento.

68. Come applica il principio di prudenza la redazione del bilancio?

Rileva gli utili presunti e considera le perdite quando diventano definitivamente certe
Rileva gli utili realizzati e considera anche le perdite soltanto presunte
Rileva gli utili e le perdite in base alle variazioni del valore economico dell’impresa
Rileva utili e perdite nello stesso momento in cui avviene l’incasso o il pagamento

Rileva gli utili realizzati e considera anche le perdite soltanto presunte

Spiegazione

La prudenza richiede di contabilizzare gli utili quando sono realizzati, mentre impone di considerare anche perdite non ancora definitive ma presunte. Il momento dell’incasso o del pagamento appartiene invece alla dimensione finanziaria.

69. A quale esercizio si attribuisce un costo secondo il principio di competenza economica?

All’esercizio in cui il relativo documento viene archiviato dall’impresa
All’esercizio in cui il costo si genera, anche se il pagamento avviene in un momento diverso
All’esercizio in cui il costo viene pagato, anche se si è generato in precedenza
All’esercizio in cui aumenta la disponibilità liquida destinata al pagamento

All’esercizio in cui il costo si genera, anche se il pagamento avviene in un momento diverso

Spiegazione

La competenza economica collega il costo all’esercizio in cui matura, indipendentemente dal momento del pagamento. Confondere questa regola con la competenza finanziaria significa attribuire il costo al momento dell’uscita monetaria.

70. Quale procedura applica correttamente il principio di competenza economica?

Attribuire i ricavi incassati, rinviare i costi pagati e ignorare le perdite non definitive
Attribuire i ricavi fatturati, correlare i costi dell’anno successivo e rilevare gli utili attesi
Attribuire i ricavi futuri, imputare i costi al pagamento e compensare le perdite con gli utili
Attribuire i ricavi realizzati, correlare i costi dello stesso periodo e considerare le perdite presunte

Attribuire i ricavi realizzati, correlare i costi dello stesso periodo e considerare le perdite presunte

Spiegazione

L’applicazione della competenza richiede di attribuire i ricavi realizzati, collegare i costi ai ricavi del medesimo periodo e rilevare le perdite presunte secondo prudenza. Basarsi su incassi e pagamenti sostituirebbe la competenza economica con un criterio finanziario.

71. Quale distinzione tra ratei e risconti è corretta?

I ratei riguardano esclusivamente incassi futuri, mentre i risconti riguardano esclusivamente pagamenti passati
I ratei riguardano attività patrimoniali, mentre i risconti riguardano esclusivamente passività finanziarie
I ratei riguardano valori maturati ma non registrati, mentre i risconti riguardano valori registrati ma non maturati
I ratei riguardano valori registrati ma non maturati, mentre i risconti riguardano valori maturati ma non registrati

I ratei riguardano valori maturati ma non registrati, mentre i risconti riguardano valori registrati ma non maturati

Spiegazione

Il rateo integra un valore maturato economicamente ma non ancora registrato per la futura manifestazione finanziaria; il risconto rinvia una quota già registrata ma non ancora maturata. La distinzione dipende quindi dalla registrazione e dalla maturazione economica, non dalla sola natura finanziaria.

72. Qual è la funzione dell’ammortamento di un bene strumentale a fecondità ripetuta?

Valutare il bene in base ai ricavi futuri dell’intera impresa
Rilevare l’intero costo del bene nell’esercizio del pagamento
Ripartire il costo pluriennale del bene lungo la sua vita utile
Trasferire il costo del bene alla procedura di liquidazione aziendale

Ripartire il costo pluriennale del bene lungo la sua vita utile

Spiegazione

L’ammortamento distribuisce il costo pluriennale del bene strumentale lungo la sua vita utile, attribuendo una quota a ciascun esercizio. Imputare l’intero costo al pagamento violerebbe invece la corretta ripartizione temporale del costo.

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Cosa sono i bisogni secondo la definizione data?

Stati di carenza che inducono azioni per colmarli.

Quali bisogni riguardano la sopravvivenza?

I bisogni fisiologici.

Quali bisogni riguardano relazioni e affetti?

I bisogni sociali e psicologici.

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