Quiz: Famiglia e successioni (11 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Due coniugi discutono la differenza tra il momento in cui si sposano e la vita giuridica che ne segue. Quale descrizione distingue correttamente il matrimonio come atto dal matrimonio come rapporto?

L’atto è il negozio volto a produrre effetti giuridici; il rapporto comprende gli effetti che ne derivano fra i coniugi.
L’atto è la celebrazione formale; il rapporto riguarda gli effetti giuridici prodotti fra i coniugi.
L’atto è la decisione dell’autorità pubblica; il rapporto comprende gli effetti stabiliti fra i familiari.
L’atto è l’insieme degli effetti fra i coniugi; il rapporto è il negozio con cui dichiarano di sposarsi.

L’atto è il negozio volto a produrre effetti giuridici; il rapporto comprende gli effetti che ne derivano fra i coniugi.

Spiegazione

Il matrimonio come atto è un negozio giuridico con cui i coniugi intendono produrre effetti, mentre come rapporto è l’insieme di quegli effetti fra loro. Scambiare atto e rapporto inverte la distinzione; ridurre l’atto alla sola celebrazione trascura la volontà negoziale; attribuire la decisione ai terzi confonde i soggetti coinvolti.

2. Due persone maggiorenni convivono stabilmente, hanno una relazione affettiva di coppia e si prestano reciproca assistenza morale e materiale; non sono legate da parentela, affinità, adozione, matrimonio o unione civile. Come si qualifica la loro unione?

Come unione civile.
Come convivenza di fatto.
Come semplice relazione affettiva priva dei requisiti descritti.
Come rapporto familiare che richiede un matrimonio.

Come convivenza di fatto.

Spiegazione

La convivenza di fatto richiede due persone maggiorenni, una relazione stabile di coppia, reciproca assistenza morale e materiale e l’assenza dei vincoli indicati. L’unione civile è una diversa forma formalizzata; la sola relazione affettiva non basta; il matrimonio non è requisito della convivenza di fatto.

3. Una nuova legge disciplina alcuni aspetti della vita familiare. Quale distinzione spiega perché la famiglia non esiste solo in virtù di quella legge, mentre un’ipoteca sì?

La famiglia è istituita da norme, mentre l’ipoteca nasce dalle relazioni sociali.
Entrambe sono creazioni giuridiche, ma solo l’ipoteca precede la propria disciplina.
Entrambe esistono indipendentemente dalle norme, ma solo la famiglia è regolata dal diritto.
La famiglia è una realtà pregiuridica, mentre l’ipoteca è istituita e regolata da norme.

La famiglia è una realtà pregiuridica, mentre l’ipoteca è istituita e regolata da norme.

Spiegazione

La famiglia è una realtà preesistente al diritto, mentre l’ipoteca è una creazione giuridica che esiste perché prevista e regolata da norme. Considerare la famiglia una creazione normativa inverte la distinzione; attribuire all’ipoteca un’origine pregiuridica confonde i due casi; scambiare origine sociale e regolamentazione non spiega la differenza.

4. Un’autorità pubblica vuole imporre a tutte le famiglie un unico modello di organizzazione domestica, sostenendo che le vicende familiari riguardano la collettività. Quale valutazione rispetta il principio di autonomia familiare?

Lo Stato non può disciplinare la famiglia, perché la sua autonomia esclude ogni intervento pubblico.
Lo Stato può disciplinare la famiglia, ma non imporle modelli precostituiti di organizzazione e funzionamento.
Lo Stato può regolare i rapporti familiari solo quando tutti i membri accettano la disciplina.
Lo Stato può imporre un modello uniforme, perché l’interesse collettivo prevale sull’autonomia familiare.

Lo Stato può disciplinare la famiglia, ma non imporle modelli precostituiti di organizzazione e funzionamento.

Spiegazione

L’interesse collettivo consente allo Stato di disciplinare la famiglia, ma l’autonomia familiare pone un limite all’imposizione di modelli precostituiti. La prevalenza automatica dell’interesse collettivo cancella quel limite; l’esclusione di ogni intervento nega la possibilità di regolazione; il consenso di tutti non è indicato come condizione.

5. Che cosa indica il rapporto di affinità tra due persone?

Il legame personale che unisce i coniugi dopo il matrimonio
Il legame tra persone che discendono da uno stesso stipite
Il legame tra una persona sposata e i parenti del coniuge
Il legame tra fratelli e sorelle che condividono un genitore

Il legame tra una persona sposata e i parenti del coniuge

Spiegazione

L’affinità è il rapporto che collega una persona sposata ai parenti del proprio coniuge, con grado e linea corrispondenti a quelli della parentela del coniuge. La parentela, invece, riguarda persone che discendono da uno stesso stipite.

6. Quale categoria di beni resta esclusa dalla comunione legale anche quando viene acquistata durante il matrimonio?

I redditi da lavoro percepiti da ciascun coniuge durante il matrimonio
Le aziende costituite durante il matrimonio e gestite da entrambi i coniugi
Gli acquisti compiuti separatamente da un coniuge durante il matrimonio
I beni destinati all’esercizio della professione di un singolo coniuge

I beni destinati all’esercizio della professione di un singolo coniuge

Spiegazione

I beni destinati alla professione di uno dei coniugi rientrano tra le esclusioni dalla comunione legale. Diversamente, i redditi da lavoro di ciascun coniuge sono compresi nella comunione.

7. Qual è la funzione della presunzione relativa di paternità nella filiazione matrimoniale?

Permettere al figlio di ottenere la dichiarazione giudiziale di maternità senza provare la filiazione
Attribuire al marito la paternità del bambino, consentendo di superare la presunzione con l’azione di disconoscimento
Stabilire che ogni bambino nato durante il matrimonio è concepito dal marito senza possibilità di contestazione
Equiparare il riconoscimento volontario del figlio alla prova ematologica della paternità

Attribuire al marito la paternità del bambino, consentendo di superare la presunzione con l’azione di disconoscimento

Spiegazione

La presunzione individua nel marito il padre del bambino nato nella filiazione matrimoniale, ma ha carattere relativo e può essere contestata mediante l’azione di disconoscimento. La presunzione di concepimento durante il matrimonio riguarda invece il periodo in cui il figlio è stato concepito, non l’attribuzione della paternità in sé.

8. Quale requisito temporale relativo alla coppia adottante è previsto per l’adozione di un minore?

I coniugi devono essere sposati da almeno tre anni, senza che una precedente convivenza possa essere considerata.
I coniugi devono essere sposati da almeno cinque anni, oppure aver convissuto stabilmente per tre anni prima del matrimonio.
I coniugi devono essere sposati da almeno due anni, oppure aver convissuto stabilmente per cinque anni prima del matrimonio.
I coniugi devono essere sposati da almeno tre anni, oppure aver convissuto stabilmente per tre anni prima del matrimonio.

I coniugi devono essere sposati da almeno tre anni, oppure aver convissuto stabilmente per tre anni prima del matrimonio.

Spiegazione

La disciplina ammette l’adozione da parte di coniugi sposati da almeno tre anni o che abbiano convissuto stabilmente per almeno tre anni prima di sposarsi. Il requisito riguarda la durata del matrimonio o della convivenza prematrimoniale, non un periodo quinquennale.

9. Quale differenza distingue la separazione dal divorzio rispetto al vincolo matrimoniale e alla possibilità di risposarsi?

La separazione sospende il vincolo fino alla riconciliazione, mentre il divorzio lo mantiene ma modifica i diritti successori.
La separazione attenua il vincolo e non consente nuove nozze, mentre il divorzio scioglie il matrimonio e restituisce la libertà di stato.
La separazione scioglie il vincolo ma impedisce nuove nozze, mentre il divorzio lo attenua e consente di risposarsi.
La separazione attenua il vincolo e consente nuove nozze, mentre il divorzio scioglie il matrimonio ma impedisce di risposarsi.

La separazione attenua il vincolo e non consente nuove nozze, mentre il divorzio scioglie il matrimonio e restituisce la libertà di stato.

Spiegazione

La separazione lascia sussistere il matrimonio, pur attenuando il rapporto coniugale, perciò i coniugi non possono risposarsi; il divorzio scioglie il vincolo e restituisce loro la libertà di stato. La distinzione non riguarda una semplice sospensione temporanea del matrimonio, come suggerisce l’ultima alternativa.

10. Quale conseguenza produce il divorzio sui diritti successori reciproci degli ex coniugi?

Trasferisce i diritti successori al coniuge che riceve l’assegno.
Fa cessare i diritti successori reciproci tra gli ex coniugi.
Sospende i diritti successori fino alla divisione della comunione legale.
Mantiene i diritti successori se la separazione non era addebitata.

Fa cessare i diritti successori reciproci tra gli ex coniugi.

Spiegazione

Con il divorzio cessano i diritti successori reciproci, poiché il rapporto matrimoniale viene sciolto. La conservazione dei diritti successori in assenza di addebito riguarda invece la separazione, non il divorzio.

11. Una persona muore lasciando un testamento che dispone soltanto di una parte del suo patrimonio. Come si individuano i successori per la parte non regolata dal testamento?

Si applica la successione necessaria all’intero patrimonio, sostituendo ogni disposizione testamentaria.
Si applica la successione testamentaria anche alla parte non menzionata, seguendo le quote indicate dal testatore.
Si applica la successione legittima alla parte rimasta priva di disposizioni testamentarie.
Si applicano i patti successori, attribuendo la parte residua secondo gli accordi presi dal defunto.

Si applica la successione legittima alla parte rimasta priva di disposizioni testamentarie.

Spiegazione

La successione legittima opera sia quando manca un testamento sia per la quota dell’asse ereditario che il testamento non regola. La successione necessaria, invece, riserva determinate quote ai familiari più stretti, ma non individua in generale i successori della parte non disposta.

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Quale differenza distingue la famiglia dall’ipoteca sul piano giuridico?

La famiglia è una realtà pregiuridica; l’ipoteca è una creazione giuridica prevista e regolata da norme.

Quale limite incontra lo Stato nel disciplinare la famiglia?

Non deve imporle modelli precostituiti di organizzazione e funzionamento.

Nel matrimonio, che cosa distingue l’atto dal rapporto?

L’atto è il negozio giuridico; il rapporto è l’insieme dei suoi effetti fra i coniugi.

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