Quiz: Roma arcaica e società monarchica (37 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Un’esposizione sulla storia antica d’Italia si concentra quasi solo su Roma e sugli Etruschi. Quale cambiamento di prospettiva è sostenuto dalle scoperte archeologiche?

Dare rilievo anche alle civiltà preromane
Limitare la storia antica d’Italia a Roma
Ridurre l’importanza delle popolazioni preromane
Considerare gli Etruschi l’unica civiltà preromana rilevante

Dare rilievo anche alle civiltà preromane

Spiegazione

Le scoperte archeologiche hanno superato la prospettiva romanocentrica, restituendo rilievo anche alle civiltà preromane. La centralità esclusiva di Roma ripropone il romanocentrismo, mentre l’esclusività attribuita agli Etruschi o la riduzione del ruolo preromano contraddicono questa revisione.

2. Nel V e IV secolo a.C., una comunità italica viene sottomessa da Roma. Quale trasformazione culturale è plausibile nel processo descritto?

Un’assimilazione della civiltà romana a quella locale
Una conservazione integrale delle tradizioni locali
Una progressiva assimilazione alla civiltà romana
Una crescente differenziazione culturale tra i popoli sottomessi

Una progressiva assimilazione alla civiltà romana

Spiegazione

La sottomissione a Roma favorì un livellamento culturale e la progressiva romanizzazione di molti popoli italici, soprattutto nel V e IV secolo a.C. La conservazione integrale trascura l’assimilazione, l’assimilazione in senso inverso ne capovolge la direzione e la frammentazione contrasta con il livellamento.

3. In una ricostruzione dei reperti preistorici italiani, quale associazione tra luogo, specie e data è corretta?

Sapiens a San Felice Circeo intorno al 40.000 a.C.
Neanderthal nella grotta di Fumane intorno al 50.000 a.C.
Neanderthal a San Felice Circeo intorno al 50.000 a.C.
Neanderthal a San Felice Circeo intorno al 40.000 a.C.

Neanderthal a San Felice Circeo intorno al 50.000 a.C.

Spiegazione

A San Felice Circeo sono stati trovati resti di Neanderthal datati al 50.000 a.C.; i reperti di Fumane attestano invece l’Homo sapiens intorno al 40.000 a.C. Le date invertite scambiano le cronologie, mentre le altre associazioni scambiano i luoghi o le specie.

4. Un archeologo trova ceramiche in un insediamento della Basilicata e vuole collocarle nel quadro della diffusione del Neolitico in Italia. Quale datazione è coerente?

Intorno al 2500 a.C., con le prime tecniche metallurgiche
Intorno al 9000 a.C., prima dell’epoca attestata
Intorno al 7000 a.C., non prima di quell’epoca
Intorno al 5000 a.C., dopo la diffusione nel centro-nord

Intorno al 7000 a.C., non prima di quell’epoca

Spiegazione

Il Neolitico iniziò in Italia non prima del 7000 a.C. circa, con insediamenti in Basilicata e nel Tavoliere delle Puglie e reperti ceramici. Il 9000 a.C. anticipa l’inizio, il 5000 a.C. lo posticipa e il 2500 a.C. richiama invece la fase della metallurgia.

5. Un villaggio dell’Italia meridionale della prima metà del III millennio a.C. adotta tecniche per fondere e lavorare i metalli. Quale origine probabile di queste conoscenze è coerente con il contesto?

Contatti con le coste dell’Asia Minore
Presenza di artigiani itineranti come unica origine delle tecniche
Trasmissione delle tecniche dall’Italia meridionale verso l’Asia Minore
Contatti con gli insediamenti neolitici della Toscana

Contatti con le coste dell’Asia Minore

Spiegazione

Le tecniche metallurgiche furono apprese nell’Italia meridionale nella prima metà del III millennio a.C., probabilmente grazie ai contatti con le coste dell’Asia Minore, dove la metallurgia era più avanzata. Il riferimento alla Toscana sposta il contesto, la trasmissione inversa capovolge il rapporto e gli artigiani itineranti sono collegati alla diffusione della specializzazione, non indicati come origine esclusiva delle tecniche.

6. Quale caratteristica accomunava Liguri, Sardi, Elimi ed Etruschi nel II millennio a.C.?

Erano comunità appenniniche dedite alla pastorizia
Erano popolazioni indoeuropee giunte nella penisola
Erano popoli greci giunti durante la colonizzazione
Erano popolazioni non indoeuropee dette mediterranee

Erano popolazioni non indoeuropee dette mediterranee

Spiegazione

Nel II millennio a.C. Liguri, Sardi, Elimi ed Etruschi erano popolazioni non indoeuropee, dette mediterranee. L’ipotesi indoeuropea confonde la loro origine con quella di altri popoli; pastorizia appenninica e colonizzazione greca riguardano contesti distinti.

7. Una comunità dell’Italia centrale, attiva intorno al 1600 a.C., sposta stagionalmente le greggi tra pascoli. A quale civiltà appartiene?

Alla civiltà dei Piceni
Alla civiltà dei Camuni
Alla civiltà appenninica
Alla civiltà villanoviana

Alla civiltà appenninica

Spiegazione

La civiltà appenninica si sviluppò dall’Italia centrale alla Campania e alla Puglia a partire da circa il 1600 a.C. e si basava soprattutto su pastorizia e transumanza. La caccia montana richiama i Camuni, mentre Piceni e Villanoviani non sono definiti da questa pratica.

8. Gli scavi in una valle lombarda rivelano tracce neolitiche di una popolazione montana seminomade dedita alla caccia. Quale popolo è stato individuato?

Le comunità appenniniche
I Piceni
I Liguri
I Camuni

I Camuni

Spiegazione

I Camuni erano una popolazione montana seminomade di cacciatori stanziata fin dal Neolitico nella valle Camonica, in Lombardia. I Piceni appartenevano all’area tra Marche e Abruzzo, i Liguri a territori più occidentali e la civiltà appenninica era legata soprattutto alla pastorizia.

9. Un gruppo giunto nella penisola intorno al 1000 a.C. si stabilisce nella Sicilia orientale e in Calabria. Quale popolazione descrive questa situazione?

I Siculi
I Greci
I Sardi
Gli Elimi

I Siculi

Spiegazione

I Siculi, popolazione indoeuropea giunta nel contesto delle migrazioni intorno al 1000 a.C., si stanziarono nella Sicilia orientale e in Calabria. I Sardi abitavano la Sardegna, gli Elimi la Sicilia occidentale e i Greci avviarono la colonizzazione dall’VIII secolo a.C.

10. Una civiltà si sviluppa nel basso corso del Po e prende il nome dalla località presso Bologna in cui nell’Ottocento furono ritrovati i suoi resti. Come si chiama?

Civiltà villanoviana
Civiltà dei Liguri
Civiltà dei Piceni
Civiltà appenninica

Civiltà villanoviana

Spiegazione

La civiltà villanoviana prende il nome da Villanova, presso Bologna, dove furono trovati i suoi resti, ed era sviluppata nel basso corso del Po. La civiltà appenninica, i Piceni e i Liguri sono associati ad altre aree e non a quel sito.

11. Dall’VIII secolo a.C. una potenza avvia l’occupazione sistematica di vaste zone della Sicilia e dell’Italia meridionale, dando origine alla Magna Grecia. Quale fenomeno è in corso?

L’insediamento delle popolazioni illiriche
L’arrivo delle popolazioni indoeuropee
Lo sviluppo della civiltà villanoviana
La seconda colonizzazione greca

La seconda colonizzazione greca

Spiegazione

La seconda colonizzazione greca, iniziata dall’VIII secolo a.C., comportò l’occupazione sistematica di vaste zone della Sicilia e dell’Italia meridionale e diede origine alla Magna Grecia. Le migrazioni indoeuropee sono collocate intorno al 1000 a.C.; Villanoviani e Illiri si riferiscono ad altri fenomeni e aree.

12. Quale caratteristica descrive correttamente la lingua etrusca?

Era una lingua completamente decifrata, con un’origine linguistica ormai stabilita
Era scritta con un alfabeto simile a quello greco e latino, ma la lingua non è del tutto decifrata
Era scritta con un alfabeto senza somiglianze con quello greco e latino
Era scritta con un alfabeto simile a quello greco e latino e la sua origine è certa

Era scritta con un alfabeto simile a quello greco e latino, ma la lingua non è del tutto decifrata

Spiegazione

L’alfabeto etrusco era simile a quelli greco e latino, ma la lingua resta solo parzialmente decifrata e la sua famiglia linguistica è incerta. La parentela certa confonde alfabeto e famiglia linguistica, la decifrazione completa sopravvaluta le conoscenze disponibili e l’assenza di somiglianze nega il dato sull’alfabeto.

13. Un ricercatore ricostruisce l’espansione etrusca e deve collocare nel tempo il raggiungimento della Campania e il controllo di parte del Tirreno e della Corsica orientale. Quale ricostruzione è corretta?

Nel VI secolo a.C. raggiunsero la Campania e per un periodo dominarono il Tirreno e la fascia orientale della Corsica
Nel IX secolo a.C. raggiunsero la Campania e per un periodo dominarono il Tirreno e la fascia orientale della Corsica
Nel VI secolo d.C. raggiunsero la Campania e per un periodo dominarono il Tirreno e la fascia orientale della Corsica
Nel VI secolo a.C. raggiunsero la Campania e per un periodo dominarono il Tirreno e la fascia occidentale della Corsica

Nel VI secolo a.C. raggiunsero la Campania e per un periodo dominarono il Tirreno e la fascia orientale della Corsica

Spiegazione

Gli Etruschi raggiunsero la Campania nel VI secolo a.C. e per un periodo controllarono il Tirreno e la fascia orientale della Corsica. Il IX secolo anticipa la fase indicata, il VI secolo d.C. la sposta troppo avanti e la fascia occidentale inverte il dato geografico.

14. In una città-Stato etrusca arcaica, quale assetto deve aspettarsi chi ricostruisce il governo prima della sostituzione della monarchia?

Uno zilhat eletto a vita, con poteri giudiziari e militari e assistito da anziani aristocratici
Un lucumone eletto a vita, con poteri giudiziari e militari e assistito da anziani aristocratici
Un maru eletto a vita, con poteri giudiziari e militari e assistito da anziani aristocratici
Un lucumone eletto a vita, mentre gli anziani aristocratici detenevano i poteri giudiziari e militari

Un lucumone eletto a vita, con poteri giudiziari e militari e assistito da anziani aristocratici

Spiegazione

Nell’età arcaica il lucumone era un re eletto a vita, con poteri giudiziari e militari, assistito da un consiglio di anziani aristocratici. Lo zilhat appartiene al successivo sistema di magistrati annuali, il consiglio non deteneva quei poteri regi e il maru aveva funzioni religiose e politiche.

15. Una città etrusca adotta, agli inizi del VI secolo a.C., un governo senza re. Quali cariche annuali corrispondono al nuovo ordinamento aristocratico?

Gli zilhat, poi chiamati pretori dai Latini, e i maru, con funzioni religiose e politiche
I lucumoni eletti a vita e un consiglio di anziani con funzioni religiose e politiche
I lucumoni, poi chiamati pretori dai Latini, e i maru, con funzioni religiose e politiche
Gli zilhat, poi chiamati pretori dai Latini, e i maru, con funzioni giudiziarie e militari

Gli zilhat, poi chiamati pretori dai Latini, e i maru, con funzioni religiose e politiche

Spiegazione

La monarchia fu sostituita da una repubblica aristocratica con magistrati annuali: gli zilhat, detti poi pretori dai Latini, e i maru, legati a funzioni religiose e politiche. I lucumoni erano re, le funzioni giudiziarie e militari caratterizzavano il potere regio e l’ultima descrizione ripropone l’assetto monarchico.

16. Quale spiegazione chiarisce perché le leggende sulle origini di Roma riguardavano Lavinio, Alba Longa e Roma?

Solo Lavinio rivendicava di essere il nucleo primitivo della regione e le leggende furono poi fuse
Ciascuna città rivendicava di essere il nucleo primitivo della regione e le leggende furono poi fuse
Solo Roma rivendicava di essere il nucleo primitivo della regione e le leggende furono poi fuse
Le tre città furono capitali in successione storicamente accertata e le leggende ne narravano il passaggio

Ciascuna città rivendicava di essere il nucleo primitivo della regione e le leggende furono poi fuse

Spiegazione

Le tradizioni riguardavano i tre centri e si spiegano con le pretese di ciascuno di essere il nucleo originario della regione; in seguito furono fuse in un unico racconto. Attribuire la pretesa a una sola città cancella la pluralità delle tradizioni, mentre la successione di capitali trasforma le leggende in una sequenza storica accertata.

17. Quale sequenza riassume il racconto leggendario di Enea nel Lazio?

Enea fuggì da Troia, sposò Lavinia, figlia di Latino, e fondò Lavinio
Enea fuggì da Troia, sposò Lavinia, figlia di Latino, e fondò Alba Longa
Enea fuggì da Troia, sposò Lavinia, figlia del re di Troia, e fondò Lavinio
Enea fuggì da Troia, sposò Lavinia, figlia di Latino, e fondò Roma

Enea fuggì da Troia, sposò Lavinia, figlia di Latino, e fondò Lavinio

Spiegazione

Nel racconto Enea arrivò nel Lazio dopo la caduta di Troia, sposò Lavinia, figlia del re Latino, e fondò Lavinio, la più antica capitale del Lazio. Alba Longa e Roma sono centri distinti della tradizione, e il padre di Lavinia è Latino, non il re di Troia.

18. Un archeologo confronta il racconto mitico, che concentra la fondazione e il consolidamento di Roma in episodi vicini, con i ritrovamenti che mostrano fasi successive. Quale interpretazione è più coerente?

Il mito condensa gli eventi, mentre l’archeologia indica un processo più lungo, lento e stratificato
Il mito descrive un processo lungo, mentre l’archeologia indica una fondazione improvvisa
Il mito e l’archeologia descrivono processi separati, riferiti a città diverse
Il mito condensa gli eventi e l’archeologia conferma una fondazione rapida e concentrata

Il mito condensa gli eventi, mentre l’archeologia indica un processo più lungo, lento e stratificato

Spiegazione

Il racconto mitico concentra nascita e consolidamento in vicende ravvicinate, mentre le ricerche archeologiche mostrano un processo più lungo, lento e stratificato. La lettura come cronaca completa confonde mito e ricostruzione storica; la fondazione improvvisa contraddice la stratificazione, e le due prospettive riguardano le origini della stessa Roma.

19. Un gruppo di studiosi individua a Roma un sistema di drenaggio, archi in pietra e un piano urbanistico ordinato. Quale contributo etrusco descrivono questi elementi?

La trasformazione di Roma da borgo agricolo in città attraverso opere architettoniche e urbanistiche
L’influenza delle credenze etrusche sulla cultura e sul diritto romano
La rivelazione della religione etrusca attraverso i Libri tagentici
L’introduzione dei combattimenti gladiatori nelle cerimonie funebri romane

La trasformazione di Roma da borgo agricolo in città attraverso opere architettoniche e urbanistiche

Spiegazione

Gli Etruschi contribuirono alla trasformazione urbana di Roma con l’arco di pietra, le fognature e i piani regolatori. Le credenze religiose, gli spettacoli funebri e i Libri tagentici riguardano altri aspetti dell’eredità etrusca.

20. Durante un funerale etrusco, quale funzione avevano gli spettacoli di gladiatori offerti alla comunità?

Scegliere il successore del defunto e assegnargli un’autorità religiosa
Celebrare le divinità e ottenere una rivelazione sul destino della città
Onorare il defunto e manifestare il prestigio e la ricchezza della sua famiglia
Addestrare i giovani alla guerra e rafforzare le truppe della comunità

Onorare il defunto e manifestare il prestigio e la ricchezza della sua famiglia

Spiegazione

Gli Etruschi offrivano i combattimenti durante i funerali in onore del defunto e per esaltare il prestigio e la ricchezza della sua famiglia. La celebrazione divina, l’addestramento militare e la successione al defunto confondono questa pratica con altri scopi.

21. In una città-Stato romana, quale descrizione corrisponde al ruolo istituzionale del rex?

Un sovrano che detiene personalmente la titolarità del potere della città
Un collegio di magistrati che esercita insieme il potere sovrano della città
Un magistrato unico, in carica a vita, cui il popolo delega l’esercizio del potere sovrano
Un magistrato eletto per un mandato breve, incaricato di amministrare la giustizia

Un magistrato unico, in carica a vita, cui il popolo delega l’esercizio del potere sovrano

Spiegazione

Il rex era un magistrato unico in carica a vita, al quale il popolo delegava l’esercizio del potere sovrano. Il mandato breve, la sovranità personale e il governo collegiale descrivono istituzioni diverse.

22. Un cronista colloca la cacciata dell’ultimo re nel 509 a.C. e applica la cronologia tradizionale della fondazione di Roma. Quale durata attribuisce alla monarchia?

Circa 35 anni, dal 753 al 718 a.C.
Circa 250 anni, dal 753 al 509 a.C.
Circa 260 anni, dal 769 al 509 a.C.
Circa 250 anni, dal 509 al 259 a.C.

Circa 250 anni, dal 753 al 509 a.C.

Spiegazione

Secondo la tradizione, la monarchia durò dal 753 al 509 a.C., cioè circa 250 anni. I 35 anni riguardano la durata media attribuita a ciascun re; le altre date non corrispondono alla cronologia tradizionale.

23. Un elenco tradizionale comprende Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. Quale ripartizione distingue correttamente i re per origine?

Quattro latino-sabini e tre etruschi
Cinque latino-sabini e due etruschi
Tre latino-sabini e quattro etruschi
Due latino-sabini e cinque etruschi

Quattro latino-sabini e tre etruschi

Spiegazione

La tradizione distingue quattro re latino-sabini — Romolo, Numa Pompilio, Tullo Ostilio e Anco Marzio — e tre etruschi: Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. Le altre ripartizioni alterano il numero dei re assegnati ai due gruppi.

24. Diversi villaggi del Palatino e dei colli vicini si uniscono, adottano un capo comune chiamato rex e si organizzano con mura: quale sviluppo politico rappresenta questo processo?

La creazione di un’alleanza priva di un capo comune
La formazione della città-Stato di Roma
La fortificazione di insediamenti rimasti indipendenti
La nascita di una monarchia senza unione tra villaggi

La formazione della città-Stato di Roma

Spiegazione

La fusione degli insediamenti, insieme alle mura e a un rex comune, diede origine alla città-Stato di Roma. L’idea di un regno senza fusione trascura l’unione dei villaggi, quella di un’alleanza temporanea ignora il capo comune e quella di insediamenti indipendenti contraddice la loro integrazione.

25. Una comunità del Lazio primitivo riesce a procurarsi il necessario per vivere coltivando cereali poveri e allevando bestiame: quale caratteristica descrive meglio la sua economia?

Un’economia di sussistenza basata soprattutto sulla pastorizia
Un’economia commerciale orientata agli scambi su vasta scala
Un’economia agricola specializzata in colture pregiate
Un’economia cerealicola in cui l’allevamento è secondario

Un’economia di sussistenza basata soprattutto sulla pastorizia

Spiegazione

L’economia del Lazio primitivo era di sussistenza e si fondava soprattutto sulla pastorizia, affiancata da un’agricoltura elementare di cereali poveri. L’agricoltura specializzata introduce colture pregiate non indicate, il primato dei cereali inverte il rapporto tra attività e il commercio su vasta scala non descrive la sussistenza.

26. Uno schema mitico dell’organizzazione romana assegna 10 curie a ciascuna delle tre tribù: quante curie comprende in totale e in quante gentes è ripartito ciascun gruppo?

30 curie in totale e 30 gentes per curia
30 curie in totale e 10 gentes per curia
10 curie in totale e 30 gentes per curia
3 curie in totale e 10 gentes per curia

30 curie in totale e 10 gentes per curia

Spiegazione

Le tre tribù comprendevano 10 curie ciascuna, quindi le curie erano 30; ogni curia era composta da 10 gentes. Il totale di 10 curie confonde il dato per tribù con quello complessivo, mentre 30 gentes per curia e 3 curie totali derivano dallo scambio o dalla riduzione dei numeri.

27. Nel ricostruire la crescita del senato monarchico, uno storico registra prima 100 membri e poi 200 sotto Tarquinio Prisco: a quanti membri arrivò infine sotto Servio Tullio?

A 200 membri
A 100 membri
A 300 membri
A 400 membri

A 300 membri

Spiegazione

Il senato passò da 100 a 200 membri sotto Tarquinio Prisco e raggiunse 300 sotto Servio Tullio. Fermarsi a 200 confonde le due fasi, 100 riprende la composizione iniziale e 400 deriva da un raddoppio non previsto.

28. Durante una riunione dei comizi curiati si discute sia della guerra sia del riconoscimento del sovrano eletto: quali competenze spettano a questa assemblea?

Dichiarare la guerra e riconoscere il potere del re eletto
Consultare il re e formulare pareri sulle leggi proposte
Approvare le leggi e dirigere la politica estera del sovrano
Eleggere il successore del re e amministrare l’interregno

Dichiarare la guerra e riconoscere il potere del re eletto

Spiegazione

I comizi curiati dichiaravano la guerra e riconoscevano il potere del re eletto. La consultazione del sovrano e i pareri sulle leggi appartenevano al senato, mentre l’elezione del successore e l’amministrazione dell’interregno non sono le funzioni indicate per i comizi.

29. Un plebeo e un patrizio sono entrambi liberi, ma quale differenza caratterizza la loro posizione civica nella Roma monarchica?

Il plebeo gode dei pieni diritti di cittadinanza, mentre il patrizio è escluso dalla vita politica e religiosa.
Entrambi godono dei pieni diritti di cittadinanza, ma solo il plebeo può partecipare ai culti cittadini.
Il patrizio gode dei pieni diritti di cittadinanza, mentre il plebeo è escluso da gran parte della vita politica e religiosa.
Il patrizio è libero, mentre il plebeo è considerato schiavo e appartiene a un padrone.

Il patrizio gode dei pieni diritti di cittadinanza, mentre il plebeo è escluso da gran parte della vita politica e religiosa.

Spiegazione

La libertà personale non comportava pari diritti: i patrizi, membri delle gentes, godevano della piena cittadinanza, mentre i plebei erano esclusi da gran parte della vita politica e religiosa. L’idea che libertà significhi piena cittadinanza confonde due condizioni distinte; l’attribuzione dei diritti ai plebei inverte la distinzione; la schiavitù confonde i plebei con persone prive di libertà.

30. Nel 445 a.C. un plebeo vuole sposare una patrizia: quale provvedimento rende possibile questa unione?

La legge Canuleia, che riconosce il matrimonio tra plebei e patrizi.
Una legge che ammette i plebei al senato, senza intervenire sui matrimoni.
Una riforma che abolisce i matrimoni tra persone di ordini diversi.
Le leggi delle XII Tavole, che riconoscono il matrimonio tra plebei e patrizi.

La legge Canuleia, che riconosce il matrimonio tra plebei e patrizi.

Spiegazione

La legge Canuleia del 445 a.C. concesse ai plebei il diritto di sposare persone dell’ordine patrizio. Le XII Tavole avevano invece negato tale unione; l’accesso al senato riguarda un’altra questione, mentre l’abolizione dei matrimoni misti contraddice la riforma.

31. Alla morte di un cittadino romano, nel suo patrimonio sono presenti persone ridotte in schiavitù: quale condizione giuridica descrive correttamente la loro situazione?

Sono membri della famiglia sottoposti al pater familias e restano fuori dall’eredità.
Sono beni materiali del dominus e passano ai suoi eredi.
Sono liberati alla morte del dominus e non possono essere ereditati.
Sono liberti del dominus e ricevono la cittadinanza dai suoi eredi.

Sono beni materiali del dominus e passano ai suoi eredi.

Spiegazione

Gli schiavi erano privi di diritti e considerati beni materiali appartenenti al dominus; alla sua morte passavano agli eredi. La dipendenza familiare confonde la schiavitù con la condizione dei sottoposti al pater familias, i liberti sono schiavi già liberati e la morte del padrone non comporta automaticamente la liberazione.

32. Nel III secolo d.C., come definisce Ulpiano la famiglia romana?

Un gruppo di persone sottoposte al pater familias per legami di sangue o giuridici.
Un gruppo composto dagli schiavi appartenenti al medesimo dominus.
Un gruppo formato dai soli discendenti naturali del pater familias.
Un insieme di gentes unite dalla comune partecipazione ai culti cittadini.

Un gruppo di persone sottoposte al pater familias per legami di sangue o giuridici.

Spiegazione

Per Ulpiano la famiglia comprende le persone sottoposte al pater familias sia per legami di sangue sia per legami giuridici. Limitarsi ai discendenti naturali esclude i legami giuridici; la gens è un’unità più ampia e gli schiavi non definiscono il gruppo familiare.

33. Una coppia romana desidera sposarsi con una cerimonia religiosa, mediante un atto di compravendita oppure attraverso l’usus: quale descrizione corrisponde alle forme matrimoniali romane?

Il matrimonio è monogamico e può essere sancito con manomissione, coemptio o usus.
Il matrimonio è monogamico e può essere sancito con confarreatio, manomissione o usus.
Il matrimonio è poligamico e può essere sancito con confarreatio, coemptio o usus.
Il matrimonio è monogamico e può essere sancito con confarreatio, coemptio o usus.

Il matrimonio è monogamico e può essere sancito con confarreatio, coemptio o usus.

Spiegazione

Il matrimonio romano era monogamico e poteva essere sancito mediante confarreatio, coemptio oppure usus. La poligamia contraddice la caratteristica del matrimonio; la manomissione riguarda la liberazione di uno schiavo, non una forma matrimoniale.

34. Una comunità romana celebra riti in occasione della semina e di una decisione collettiva. Quale principio della religione romana spiega entrambe le pratiche?

I racconti mitologici guidavano le attività personali e collettive
I riti collegavano la vita personale e collettiva alle divinità competenti
La devozione interiore sostituiva le pratiche di culto
I riti agricoli escludevano le attività della comunità

I riti collegavano la vita personale e collettiva alle divinità competenti

Spiegazione

La religione romana era pratica: i riti manifestavano il rapporto con divinità legate a specifiche sfere della vita, sia personale sia collettiva. I racconti mitologici confondono il culto romano con una religione incentrata sui miti; limitare i riti all’agricoltura trascura la vita collettiva; la devozione interiore ignora il ruolo centrale delle pratiche.

35. Nella prima fase monarchica di Roma, quale ruolo religioso spettava al rex nell’organizzazione pubblica della città?

Guidava anche il culto pubblico cittadino come sacerdote
Presiedeva i riti domestici delle singole famiglie
Affidava il culto pubblico a un sacerdote indipendente
Comandava l’esercito senza svolgere funzioni religiose

Guidava anche il culto pubblico cittadino come sacerdote

Spiegazione

Nella prima fase monarchica il rex era anche sacerdote del culto pubblico cittadino, coerentemente con il carattere pubblico e politico del sacerdozio romano. Un sacerdote indipendente separa istituzioni che allora erano unite; il solo comando militare omette il ruolo religioso; i riti domestici riguardano un ambito diverso dal culto pubblico.

36. Uno storico ricostruisce le vicende di popoli italici sottomessi affidandosi soltanto agli autori romani. Quale limite dovrebbe considerare nella sua ricostruzione?

Le testimonianze archeologiche riproducevano il giudizio degli autori romani
Gli Etruschi tramandavano per iscritto le imprese di tutti i popoli italici
Gli autori romani potevano sminuire quei popoli per esaltare Roma
Gli autori romani tendevano a esaltare quei popoli per ridimensionare Roma

Gli autori romani potevano sminuire quei popoli per esaltare Roma

Spiegazione

Gli scrittori romani potevano presentare in modo denigratorio i popoli sottomessi per mettere in risalto la grandezza di Roma. Considerare neutrali gli autori trascura questo pregiudizio; attribuire agli Etruschi la scrittura di tutti i popoli generalizza oltre il dato; confondere scrittura e archeologia mescola tipi diversi di testimonianza.

37. Un reperto di una civiltà guerriera dell’età del Ferro viene rinvenuto tra Marche e Abruzzo e datato al IX secolo a.C. A quale popolazione è più plausibile attribuirlo?

Ai Piceni, popolo preindoeuropeo di quelle regioni
Ai Piceni, popolo indoeuropeo di quelle regioni
Agli Etruschi, stanziati soprattutto nell’attuale Toscana
Agli Elimi, stanziati nella parte occidentale della Sicilia

Ai Piceni, popolo indoeuropeo di quelle regioni

Spiegazione

I Piceni svilupparono la loro civiltà tra Marche e Abruzzo a partire dall’età del Ferro e sono descritti come popolo indoeuropeo e abile guerriero. L’attribuzione agli Etruschi sposta il reperto in Toscana; quella agli Elimi lo colloca in Sicilia; definire i Piceni preindoeuropei confonde la loro origine.

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Che cosa privilegiava la prospettiva romanocentrica nella storia antica d’Italia?

Roma e gli Etruschi.

Quale effetto ebbero le scoperte archeologiche sulla conoscenza dell’Italia preromana?

Restituirono rilievo alle civiltà preromane.

Quale processo culturale seguì la sottomissione di molti popoli italici a Roma?

Un livellamento culturale e una progressiva romanizzazione.

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