Riassunto: Roma arcaica e società monarchica

Schema del Corso

  1. Prospettiva sulle genti italiche
  2. Preistoria e primi insediamenti
  3. Popolazioni dell’Italia preromana
  4. Migrazioni e culture del I millennio
  5. Civiltà e società etrusca
  6. Miti e origini storiche di Roma
  7. Le eredità etrusche a Roma
  8. La monarchia e i sette re
  9. Origini ed economia di Roma
  10. Istituzioni politiche della monarchia
  11. Patrizi, plebei e clienti
  12. Famiglia, schiavitù e matrimonio
  13. Religione e sacerdozi romani

Date chiave

  1. 21 aprile del 753 a.C.La fondazione leggendaria di Roma fu collocata dagli studiosi successivi.
  2. 509 a.C.Gli Etruschi furono cacciati da Roma.
  3. dal 753 al 509 a.C.la monarchia romana durò circa 250 anni e l’ultimo re fu cacciato
  4. 474 a.C.La flotta etrusca fu distrutta dai Greci davanti a Cuma, segnando la fine della presenza etrusca in Campania e compromettendo la supremazia sul Tirreno.
  5. 445 a.C.la legge Canuleia concesse ai plebei il diritto di sposare persone dell’ordine patrizio, negato dalle leggi delle XII Tavole del 451-450 a.C.
  6. metà del IV secolo a.C.lo Stato emise le prime monete di bronzo e d’argento sul modello di quelle campane

1. Prospettiva sulle genti italiche

★ Da sapere

📌 La prospettiva romanocentrica identificava la storia antica d’Italia soprattutto con Roma e gli Etruschi, mentre le scoperte archeologiche hanno restituito rilievo anche alle civiltà preromane.

  • La sottomissione a Roma provocò un livellamento culturale e la progressiva romanizzazione di molti popoli italici, soprattutto nel V e IV secolo a.C.

Approfondimenti

  • Gli scrittori romani tendevano a sminuire la storia e la cultura dei popoli sottomessi per esaltare Roma; anche altri antichi popoli della penisola italica, come gli Etruschi, usarono la scrittura per tramandare le proprie imprese.

  • Gli Etruschi finirono probabilmente per abbandonare la propria lingua nel I secolo d.C., quando fu completamente soppiantata dal latino.

Trucco mnemonico

Le fonti romane esaltano Roma; l’archeologia restituisce spazio alle genti preromane.

2. Preistoria e primi insediamenti

★ Da sapere

  • A San Felice Circeo sono stati ritrovati resti di un Uomo di Neanderthal datati al 50.000 a.C., mentre reperti della grotta di Fumane attestano la presenza dell’Homo sapiens intorno al 40.000 a.C.

  • Il Neolitico iniziò in Italia non prima del 7000 a.C. circa, con insediamenti in Basilicata e nel Tavoliere delle Puglie e reperti di ceramica.

  • Nella prima metà del III millennio a.C. nell’Italia meridionale si appresero le tecniche di fusione e lavorazione dei metalli, probabilmente grazie ai contatti con le coste dell’Asia Minore.

Approfondimenti

  • Gli insediamenti neolitici citati sono:

    • Pienza in Toscana
    • Finale Ligure presso le Arene Candide
    • Fiorano nel Modenese
  • La necessità di procurarsi metallo accrebbe gli scambi commerciali e culturali e favorì la diffusione degli artigiani specializzati itineranti.

3. Popolazioni dell’Italia preromana

★ Da sapere

  • Tra le popolazioni mediterranee sono citate:

    • Liguri
    • Sardi
    • Elimi
    • Etruschi
  • I Piceni, popolo indoeuropeo di abili guerrieri, svilupparono la loro civiltà tra Marche e Abruzzo a partire dall’età del Ferro, nel IX secolo a.C., lasciandone importanti testimonianze.

  • La civiltà appenninica si sviluppò dall’Italia centrale alla Campania e alla Puglia a partire dal 1600 a.C. circa e si basava prevalentemente sulla pastorizia e sulla transumanza.

  • I Camuni erano una popolazione montana seminomade di cacciatori stanziata fin dal Neolitico nella valle Camonica, in Lombardia; i Romani li sottomisero nel 16 a.C.

Approfondimenti

  • I Liguri occuparono territori tra la foce dell’Arno, l’Appennino tosco-emiliano e l’attuale Liguria, estendendosi poi fino alla Provenza; la pressione etrusca e celtica li costrinse nel VI e V secolo a.C. a restringere il loro territorio.

  • I Sardi abitavano buona parte della Sardegna, gli Elimi la Sicilia occidentale e gli Etruschi un territorio corrispondente grossomodo all’attuale Toscana.

  • I Camuni lasciarono oltre 4.000 incisioni rupestri, testimonianza della loro civiltà.

4. Migrazioni e culture del I millennio

★ Da sapere

  • Tra le popolazioni indoeuropee giunte nella penisola figuravano:

    • Latini
    • Umbri
    • Sabini
    • Sanniti
    • Piceni
    • Siculi
  • Nel basso corso del Po si sviluppò la civiltà villanoviana, così chiamata dal luogo presso Bologna in cui nell’Ottocento furono ritrovati i suoi resti.

  • Dall’VIII secolo a.C. i Greci occuparono sistematicamente vaste zone della Sicilia e dell’Italia meridionale durante la cosiddetta seconda colonizzazione, dando origine alla Magna Grecia.

Approfondimenti

  • Dal fenomeno migratorio indoeuropeo derivò il nome Italia, inizialmente attribuito alla penisola e poi all’intera regione.

  • I Villanoviani praticavano agricoltura e metallurgia, producevano ceramiche, seppellivano i morti in urne di terracotta e vivevano in villaggi, spesso presso fiumi o corsi d’acqua e in posizioni strategiche.

  • Intorno al 1000 a.C. giunsero in Italia i Veneti, stanziati in Veneto e Friuli, e gli Iapigi, stanziati in Puglia; in Puglia si stabilirono anche i Dauni, provenienti dall’altra sponda dell’Adriatico.

  • Nel corso del VI secolo a.C. i Celti, chiamati Galati dai Greci e Galli dai Romani, si insediarono soprattutto nell’Italia settentrionale e in seguito raggiunsero l’Italia centrale, combattendo contro Etruschi e Romani.

  • I druidi tramandavano oralmente la cultura celtica, amministravano la giustizia e le controversie, esercitavano funzioni religiose e politiche e praticavano la medicina legata alla magia e alle piante; le druidesse erano profetesse e officiavano riti magici.

5. Civiltà e società etrusca

★ Da sapere

  • Gli Etruschi parlavano una lingua scritta con un alfabeto simile a quello greco e latino, non ancora del tutto decifrata; la sua origine e la sua famiglia linguistica restano incerte.

  • Nel IX secolo a.C. gli Etruschi divennero dominanti nell’Italia centrale e estesero i loro domini verso nord e sud; nel VI secolo a.C. raggiunsero la Campania e per un periodo dominarono il Tirreno e la fascia orientale della Corsica.

  • In età arcaica le città-Stato etrusche erano governate da un lucumone, re eletto a vita con poteri giudiziari e militari, assistito da un consiglio di anziani aristocratici.

  • Agli inizi del VI secolo a.C. la monarchia etrusca fu sostituita da una repubblica aristocratica con magistrati annuali: gli zilhat, poi detti pretori dai Latini, e i maru, con funzioni religiose e politiche.

  • L’economia etrusca si basava su agricoltura, bonifiche e canalizzazioni, estrazione e lavorazione dei metalli, artigianato e commercio; le miniere comprendevano ferro all’Elba, argento all’Argentario e allume sui monti della Tolfa.

  • Gli Etruschi praticavano la divinazione osservando il volo degli uccelli e le viscere degli animali sacrificati; i Libri fulgurales trattavano i fulmini e i Libri aruspicini l’osservazione delle viscere.

Approfondimenti

  • Gli Etruschi chiamavano sé stessi Rasenna o Rasna; i Romani li chiamavano Etrusci o Tusci e i Greci Tirreni.

📌 Erodoto sosteneva che gli Etruschi provenissero dalla Lidia, mentre gli storici moderni tendono a collegare la loro origine alle ultime manifestazioni della civiltà villanoviana.

  • Le città etrusche più importanti erano Veio, Tarquinia, Cere, Populonia, Vetulonia, Chiusi, Vulci, Perugia, Cortona, Fiesole, Volterra e Arezzo.

  • La dodecapoli etrusca riuniva dodici città i cui rappresentanti si incontravano presso il santuario di Voltumna, vicino al lago di Bolsena; la confederazione aveva soprattutto scopi economici e religiosi e scarso rilievo politico.

  • Gli Etruschi scambiavano metalli grezzi e lavorati con stoffe e avori presso Fenici e Cartaginesi e appresero dai Greci la lavorazione della ceramica al tornio, producendo buccheri neri.

  • La società etrusca era divisa in liberi e schiavi, mentre le tombe ricche e gli affreschi documentano la raffinatezza della civiltà e la presenza dell’arte nella vita quotidiana.

  • Tito Livio descriveva gli Etruschi come particolarmente dediti alle pratiche religiose e competenti in materia.

  • Tra la seconda metà del IV e la prima metà del III secolo a.C. tutte le città etrusche furono definitivamente assoggettate ai Romani.

6. Miti e origini storiche di Roma

★ Da sapere

  • Le leggende sulle origini di Roma riguardavano Lavinio, Alba Longa e Roma, e furono poi fuse in un unico racconto; ciascuna città rivendicava di essere il nucleo primitivo della regione.

  • Secondo la leggenda, Enea, fuggito dalla distruzione di Troia, giunse nel Lazio, sposò Lavinia, figlia del re Latino, e fondò Lavinio, che divenne la più antica capitale del Lazio.

  • Secondo la leggenda romana, Marte sedusse Rea Silvia, figlia di Numitore e vestale, che diede alla luce i gemelli Romolo e Remo; Amulio la fece seppellire viva e abbandonò i neonati in una cesta sul Tevere, ma una lupa li allattò e un pastore li allevò.

  • Dopo aver ucciso l’usurpatore Amulio, Romolo e Remo consultarono gli auspici osservando gli uccelli; Romolo fu scelto, fondò Roma e uccise Remo dopo che questi scavalcò il solco dei confini.

📌 Il mito concentra in episodi ravvicinati nascita e consolidamento di Roma, mentre le ricerche archeologiche mostrano un processo storico più lungo, lento e stratificato.

Approfondimenti

  • Properzio, poeta vissuto all’epoca di Augusto nel I secolo a.C., descrisse Roma come nata da un’origine pastorale sulle colline affacciate sul Tevere.

  • Secondo la seconda leggenda, Iulo, figlio di Enea, fondò Alba Longa sui monti Albani, che fu per un periodo la capitale della regione.

  • Secondo la leggenda del ratto delle Sabine, i Romani rapirono le donne sabine invitate a un banchetto, provocando una guerra tra i due popoli.

  • Tarpea aprì ai Sabini le porte di Roma chiedendo ciò che portavano al braccio; i Sabini la seppellirono sotto i loro scudi, mentre un’altra versione attribuisce la sua uccisione ai Romani, che la precipitarono dalla rupe poi detta Tarpea.

  • Le donne sabine imposero la pace tra Romani e Sabini, che si unirono in un’unica popolazione governata insieme da Romolo e dal re sabino Tito Tazio.

📌 Secondo una versione Romolo scomparve durante una tempesta e fu assunto in cielo; secondo un’altra fu ucciso dai senatori, e dopo la morte fu venerato come il dio Quirino.

  • Il Tevere collegava le popolazioni del Lazio e costituiva una via di comunicazione presso i colli dell’Aventino, del Celio, dell’Esquilino, del Quirinale e del Campidoglio.

Trucco mnemonico

Enea fonda Lavinio, Iulo Alba Longa, Romolo Roma.

7. Le eredità etrusche a Roma

★ Da sapere

  • Gli Etruschi trasformarono Roma da borgo agricolo in città e contribuirono alla sua architettura e urbanistica con l’arco di pietra, le fognature e i piani regolatori.

Approfondimenti

  • Le credenze religiose etrusche influenzarono la cultura, la religione e il diritto romano.

  • Gli Etruschi offrivano spettacoli di gladiatori durante i funerali, in onore del defunto e per esaltare il prestigio e la ricchezza della sua famiglia.

  • Secondo la leggenda, la religione etrusca fu rivelata dal fanciullo divino Tages, le cui parole furono raccolte da Tarconte e trascritte nei Libri tagentici.

8. La monarchia e i sette re

Concetti chiave e definizioni

  • Rex: magistrato unico, in carica a vita, cui il popolo delegava l’esercizio del potere sovrano nella città-Stato romana.

★ Da sapere

  • Il rex comandava le truppe e rappresentava la città davanti agli dèi; il suo imperium gli conferiva autorità militare e di polizia, compreso il diritto di vita e di morte sui cittadini.

  • La tradizione ricorda sette re:

    • Romolo
    • Numa Pompilio
    • Tullo Ostilio
    • Anco Marzio
    • Tarquinio Prisco
    • Servio Tullio
    • Tarquinio il Superbo

Approfondimenti

  • Il rex risolveva le controversie private, amministrava il patrimonio comunitario ed emanava ordinanze vincolanti chiamate leges regiae, senza dover rendere conto del proprio operato alla popolazione.

  • I circa 35 anni di regno medi attribuiti a ciascuno dei sette re sono considerati una durata improbabilmente lunga, perciò si ritiene che la tradizione abbia ricordato solo alcuni dei re effettivi.

  • A Romolo la tradizione attribuisce le prime istituzioni politiche, militari e giuridiche, l’introduzione del matrimonio monogamico e la punizione dell’adulterio.

  • A Romolo è attribuita l’assegnazione dell’heredium, di 2 iugeri (circa 5000 metri quadrati), al capo di ogni famiglia, con diritto di trasmetterlo agli eredi.

  • A Numa Pompilio sono attribuiti il culto di Giano, l’istituzione dei primi collegi sacerdotali e la riforma del calendario lunare in 12 mesi e 355 giorni.

  • A Tullo Ostilio è attribuita la conquista di Alba Longa, ottenuta secondo la tradizione con il duello tra i tre Orazi di Roma e i tre Curiazi di Alba.

  • Ad Anco Marzio sono attribuite l’estensione del dominio romano fino al Tirreno, la fondazione di Ostia, la costruzione delle prime mura e la realizzazione del ponte Sublicio di legno e corda.

  • Tra l’VIII e il VII secolo a.C. molti Etruschi si trasferirono a Roma, attratti dalle attività economiche e commerciali, e acquisirono influenza economica e politica grazie alle loro competenze tecniche e religiose.

  • A Tarquinio Prisco sono attribuiti il tempio di Giove Capitolino, il Circo Massimo, la Cloaca Massima lunga 600 metri e l’aumento dei senatori da 100 a 200.

  • A Servio Tullio sono attribuiti le mura serviane, l’aumento dei senatori da 200 a 300 e l’istituzione dei comizi centuriati, organizzati secondo il censo.

  • Tarquinio il Superbo è ricordato dalle fonti antiche come un despota crudele che instaurò un regime tirannico e suscitò la reazione dei Romani.

9. Origini ed economia di Roma

★ Da sapere

  • Nell’VIII e VII secolo a.C. gli insediamenti del Palatino si fusero con i villaggi dei colli vicini, formarono una lega detta Settimonzio e si dotarono di mura e di un capo comune, il rex; da questa organizzazione si sviluppò la città-Stato di Roma.

  • La vita economica del Lazio primitivo era di sussistenza e si basava soprattutto sulla pastorizia e su un’agricoltura elementare di cereali poveri, come orzo e farro.

Approfondimenti

  • Il termine pecunia, che indicò la moneta, deriva da pecus, cioè «gregge», perché l’allevamento forniva risorse abbondanti.

  • Gli scambi avvenivano tramite baratto o pesando il bronzo grezzo, chiamato aes rude.

Trucco mnemonico

Il Tevere collega entroterra e mare → favorisce scambi e sviluppo del mercato del sale.

10. Istituzioni politiche della monarchia

Concetti chiave e definizioni

  • Gens: un gruppo di famiglie libere che si ritenevano discendenti da uno stesso antenato e portavano un nome comune, detto appellativo gentilizio.

★ Da sapere

  • Secondo il mito, Romolo divise i Romani in tre tribù: Ramnes, Tities e Luceres; ciascuna comprendeva 10 curie, per un totale di 30, e ogni curia era composta da 10 gentes.

  • Il senato monarchico era inizialmente composto da 100 membri, poi passò a 200 sotto Tarquinio Prisco e a 300 sotto Servio Tullio.

  • I comizi curiati riunivano i membri delle gentes, dichiaravano la guerra e riconoscevano il potere del re eletto.

Approfondimenti

  • I capi delle gentes furono inizialmente ammessi al senato e, in seguito, vi entrarono anche i capi delle familiae, detti patres familias; entrambi erano chiamati senatori, da senex, «vecchio».

  • Il senato consigliava il re sulle questioni interne ed estere e sulle leggi, mentre durante l’interregno i senatori esercitavano a turno il potere per cinque giorni ciascuno fino alla scelta del nuovo re.

  • Ciascuna delle 30 curie forniva 10 cavalieri e 100 fanti, detti una centuria, per un esercito complessivo di 300 cavalieri e 3000 fanti.

11. Patrizi, plebei e clienti

Concetti chiave e definizioni

  • Clienti: uomini liberi, perlopiù stranieri, protetti dal capo di una gens, detto patrono, in cambio di obblighi di servizio e sostegno.

★ Da sapere

📌 I patrizi, membri delle gentes, godevano dei pieni diritti di cittadinanza, mentre i plebei, pur essendo liberi, erano esclusi dalla maggior parte della vita politica e religiosa.

Approfondimenti

  • Solo i patrizi potevano diventare magistrati e senatori, partecipare ai comizi, ottenere cariche sacerdotali e prendere parte ai culti cittadini.

  • I clienti dovevano: prestare servizio militare al patrono, contribuire al suo riscatto se fatto prigioniero, pagare le multe eventualmente inflittegli in un processo privato, contribuire alle doti delle sue figlie

📌 Il rapporto tra patrono e cliente era regolato dalla fides; il cliente che veniva meno ai propri obblighi diventava sacer, era espulso dal gruppo sociale e perdeva beni e protezione legale, rischiando la morte.

Trucco mnemonico

I patrizi partecipano pienamente alla vita politica; i plebei restano esclusi e i clienti dipendono da un patrono.

12. Famiglia, schiavitù e matrimonio

Concetti chiave e definizioni

  • Schiavi: persone prive di diritti e considerate beni materiali appartenenti a un dominus, i cui eredi le ricevevano alla sua morte.
  • Famiglia romana: il gruppo di persone sottoposte al pater familias per legami di sangue o giuridici, secondo la definizione del giurista Ulpiano del III secolo d.C.
  • Manomissione: l’atto con cui uno schiavo veniva liberato e diventava liberto, acquisendo la cittadinanza romana.
  • Patria potestas: il potere assoluto del pater familias sui figli naturali e adottivi.

★ Da sapere

  • Il matrimonio poteva essere sancito mediante:
    • confarreatio
    • coemptio
    • usus

Approfondimenti

  • Si diventava schiavi per nascita, come prigionieri di guerra o a causa dei debiti; la libertà poteva essere ottenuta per decisione del padrone, acquistandola con denaro o tramite il riscatto pagato da un uomo libero.

  • Erano sottoposti al pater familias: i discendenti naturali, le mogli del capofamiglia e dei suoi discendenti, i figli adottivi, gli schiavi

  • Le immagini degli antenati erano custodite in casa e venerate con un culto presieduto dal capofamiglia; alla sua morte passavano al nuovo capofamiglia insieme ai beni e ai poteri personali.

  • La confarreatio era una cerimonia in cui gli sposi dividevano e mangiavano insieme una focaccia di farro, simbolo della vita comune.

  • La coemptio era originariamente una compravendita simbolica in cui il marito gettava il prezzo della futura moglie sul piatto di una bilancia tenuta da un testimone.

  • Con l’usus, un anno di convivenza senza rito formale attribuiva all’uomo diritti di possesso sulla donna e a lei i doveri di moglie.

📌 Secondo una legge attribuita a Romolo, il marito poteva ripudiare la moglie per adulterio, aborto procurato senza il suo consenso o sottrazione delle chiavi della cantina; se la ripudiava senza queste colpe, doveva pagare un’ammenda.

13. Religione e sacerdozi romani

★ Da sapere

  • La religione romana era pratica: gli dèi presiedevano a sfere specifiche della vita e i Romani manifestavano il rapporto con loro attraverso riti collegati alle attività personali e collettive.

  • Il sacerdozio era una carica pubblica e la pratica religiosa era considerata un dovere politico; nella prima fase monarchica il rex era anche sacerdote del culto pubblico cittadino.

Approfondimenti

  • Nella religione agricola Saturno proteggeva le messi e Cerere ne favoriva la crescita; i Lemuria, celebrati all’inizio di maggio, cercavano di placare gli spiriti dei defunti.

📌 I Lari proteggevano la casa e il focolare, mentre i Penati tutelavano il benessere della famiglia e i suoi passaggi.

  • Dal V secolo a.C. la religione romana fu influenzata da Etruschi e Greci e le divinità acquisirono caratteristiche più antropomorfe; Giove era il dio principale, Giunone era sua moglie, Venere era associata ad Afrodite, Cerere a Demetra, Marte ad Ares e Minerva ad Atena.

  • I pontefici custodivano i libri sacri, curavano il calendario, stabilivano i giorni adatti alle attività agricole, giuridiche e politiche, sorvegliavano i riti e custodivano la memoria della legge.

  • I Salii erano sacerdoti di Marte e celebravano riti con danze di guerra; auguri e aruspici interpretavano segni e auspici, mentre i feziali dichiaravano la guerra e concludevano trattati di pace.

  • Le vestali custodivano il fuoco perenne nel tempio di Vesta, considerato il focolare della città e simbolo della sua eternità.

Tabelle di sintesi

Re latino-sabini e attribuzioni tradizionali

ReAttribuzione principale
RomoloIstituzioni, matrimonio monogamico e heredium
Numa PompilioCulto di Giano, collegi sacerdotali e calendario
Tullo OstilioConquista di Alba Longa
Anco MarzioOstia, espansione al Tirreno e opere pubbliche

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1. Un’esposizione sulla storia antica d’Italia si concentra quasi solo su Roma e sugli Etruschi. Quale cambiamento di prospettiva è sostenuto dalle scoperte archeologiche?

2. Nel V e IV secolo a.C., una comunità italica viene sottomessa da Roma. Quale trasformazione culturale è plausibile nel processo descritto?

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Che cosa privilegiava la prospettiva romanocentrica nella storia antica d’Italia?

Roma e gli Etruschi.

Quale effetto ebbero le scoperte archeologiche sulla conoscenza dell’Italia preromana?

Restituirono rilievo alle civiltà preromane.

Quale processo culturale seguì la sottomissione di molti popoli italici a Roma?

Un livellamento culturale e una progressiva romanizzazione.

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