Quiz: Verbo latino e lingue romanze (11 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. In una frase latina, le desinenze rendono riconoscibili i rapporti sintattici anche quando i costituenti sono separati o disposti in un ordine insolito. Quale caratteristica dell’ordine latino spiega questa possibilità?

Ordine relativamente libero, con preferenza per (S)OV e funzione espressiva della collocazione
Ordine fisso SOV, con le desinenze a indicare soltanto l’enfasi
Ordine relativamente libero, con le desinenze prive di funzione sintattica
Ordine obbligatorio SVO, con la posizione a indicare i rapporti sintattici

Ordine relativamente libero, con preferenza per (S)OV e funzione espressiva della collocazione

Spiegazione

Le desinenze latine segnalano i rapporti sintattici, permettendo una collocazione relativamente libera, preferenzialmente (S)OV, e anche un andamento discontinuo. L’ordine obbligatorio SVO anticipa un tratto romanzo; l’ordine fisso SOV confonde una preferenza con una regola; l’assenza di funzione sintattica delle desinenze contraddice il loro ruolo.

2. Dalla fine del IV secolo, un parlante latino deve collocare dopo il verbo un oggetto lungo, seguito da una proposizione relativa. Quale ordine corrisponde alla preferenza che si stava generalizzando?

(S)OV, con l’oggetto pesante prima del verbo
(S)OV, con la proposizione relativa collocata prima dell’oggetto
(S)VO, con l’oggetto pesante dopo il verbo
(S)VO, ma con l’oggetto collocato prima del soggetto

(S)VO, con l’oggetto pesante dopo il verbo

Spiegazione

Dalla fine del IV secolo si generalizza una preferenza per (S)VO, soprattutto quando l’oggetto è informativamente pesante, come nel caso di un oggetto seguito da una relativa. L’ordine (S)OV conserva la preferenza precedente; anteporre l’oggetto o la relativa non corrisponde alla tendenza descritta.

3. Quale insieme di caratteristiche descrive il neutro latino?

Riferito soprattutto a cose, con nominativo e accusativo distinti, spesso -UM al singolare e -A al plurale
Riferito soprattutto a cose, con nominativo e accusativo uguali, spesso -A al singolare e -UM al plurale
Riferito soprattutto a cose, con nominativo e accusativo uguali, spesso -UM al singolare e -A al plurale
Riferito soprattutto a persone, con nominativo e accusativo distinti, spesso -A al singolare e -UM al plurale

Riferito soprattutto a cose, con nominativo e accusativo uguali, spesso -UM al singolare e -A al plurale

Spiegazione

Il neutro latino designa soprattutto nomi di cose, presenta la stessa forma al nominativo e all’accusativo, termina spesso in -UM al singolare e sempre in -A al plurale; inoltre tende a scomparire prima degli altri generi. Le altre descrizioni alterano la forma dei casi, le terminazioni o la tendenza storica.

4. Una ricostruzione storica mostra che le desinenze di casi diversi diventano simili, si logorano foneticamente, mentre l’ordine degli elementi si stabilizza e si diffondono costruzioni con preposizioni. Quale fenomeno è spiegato da questa combinazione?

La scomparsa della categoria del numero
La generalizzazione del neutro nelle lingue romanze
La trasformazione dei plurali neutri in femminili singolari
La scomparsa della declinazione latina

La scomparsa della declinazione latina

Spiegazione

La sovrapposizione e l’usura delle desinenze, insieme alla fissazione dell’ordine e alla concorrenza delle preposizioni, spiegano la scomparsa della declinazione latina. La perdita del numero e la riclassificazione del neutro sono fenomeni distinti; l’ordine fissato è una delle cause, non l’unica.

5. Che cosa indica il termine «proclitico» riferito all’articolo determinativo?

Che continua IPSE e compare come articolo in tutte le lingue romanze
Che precede il nome a cui si riferisce, come avviene nelle lingue romanze tranne il romeno
Che deriva da unus e introduce un nome con valore indefinito
Che segue il nome a cui si riferisce, come avviene nelle lingue romanze tranne il romeno

Che precede il nome a cui si riferisce, come avviene nelle lingue romanze tranne il romeno

Spiegazione

Un articolo proclitico si colloca prima del nome, posizione propria delle lingue romanze salvo il romeno, che presenta l’articolo enclitico. L’articolo postposto è invece enclitico, come nel romeno lupul.

6. Quale suffisso latino era usato principalmente per formare avverbi da aggettivi in -US?

-ITER, come in LEVITER
-E, come in BONE
-MENTE, come in CLARAMENTE
-ISSIME, come in ALTISSIME

-E, come in BONE

Spiegazione

Gli aggettivi latini in -US formavano principalmente avverbi con il suffisso -E, come mostra BONE. -ITER era invece associato soprattutto agli aggettivi in -IS.

7. Quale funzione svolgeva inizialmente il pronome neutro QUOD nelle proposizioni completive latine?

Collegamento di un termine di paragone all’aggettivo reggente
Espressione di una condizione ipotetica riferita alla principale
Introduzione di un contenuto interpretato come «il fatto che»
Indicazione di una relazione temporale tra due eventi

Introduzione di un contenuto interpretato come «il fatto che»

Spiegazione

QUOD introduceva inizialmente un contenuto nominale, con il valore di «il fatto che», e in seguito si grammaticalizzò nelle completive. SI, invece, si estese nelle subordinate condizionali e ipotetiche.

8. In che modo si distinguono la formazione del futuro romanzo e quella del condizionale romanzo?

Il futuro si forma con infinito più HABEO, mentre il condizionale continua il piuccheperfetto latino senza una perifrasi.
Il futuro deriva da infinito più HABEO, mentre il condizionale usa lo stesso infinito con forme di HABEO, spesso all’imperfetto o al perfetto.
Il futuro deriva da HABEO più congiuntivo, mentre il condizionale si forma con infinito più DEBEO.
Il futuro continua le terminazioni latine classiche, mentre il condizionale deriva da infinito più VENIO.

Il futuro deriva da infinito più HABEO, mentre il condizionale usa lo stesso infinito con forme di HABEO, spesso all’imperfetto o al perfetto.

Spiegazione

Entrambe le forme romanze si basano sulla perifrasi con infinito e HABEO, ma nel condizionale il verbo ausiliare compare in forme come l’imperfetto o il perfetto. Le terminazioni morfologiche del futuro latino classico costituiscono un modello distinto e non spiegano la formazione perifrastica romanza.

9. Quale conseguenza ebbe la maggiore produttività della prima e della quarta coniugazione latina sulla formazione di nuovi verbi?

Le neoformazioni si concentrarono soprattutto nella seconda coniugazione e, in misura minore, nella terza.
Le neoformazioni si concentrarono soprattutto nella terza coniugazione e, in misura minore, nella seconda.
Le neoformazioni si distribuirono in modo uniforme fra tutte e quattro le coniugazioni.
Le neoformazioni si concentrarono soprattutto nella prima coniugazione e, in misura minore, nella quarta.

Le neoformazioni si concentrarono soprattutto nella prima coniugazione e, in misura minore, nella quarta.

Spiegazione

La prima coniugazione, molto produttiva, accoglie numerose formazioni da basi nominali e verbali; anche la quarta ne riceve alcune, ma in misura inferiore. La seconda e la terza, invece, sono descritte come relittarie e tendono a confondersi.

10. Confrontando le forme romanze «mise» da MITTĔRE e «prese» da PRENDĔRE, quale criterio permette di distinguere la storia dei rispettivi perfetti?

«Mise» deriva da un perfetto debole in -ĀVI, mentre «prese» continua un perfetto sigmatico non etimologico.
«Mise» continua un perfetto sigmatico non etimologico, mentre «prese» deriva da una formazione in -ŬI.
«Mise» deriva da un perfetto in -ŬI, mentre «prese» continua un perfetto sigmatico etimologico.
«Mise» continua un perfetto sigmatico etimologico, mentre «prese» deriva da una formazione sigmatica non etimologica.

«Mise» continua un perfetto sigmatico etimologico, mentre «prese» deriva da una formazione sigmatica non etimologica.

Spiegazione

MITTĔRE–MISIT presenta un perfetto sigmatico etimologico, mentre PRENDĔRE–*PRE(N)SIT è classificato come sigmatico non etimologico. La forma «prese» non deriva da un perfetto in -ŬI, categoria esemplificata invece da forme come «ebbi».

11. Quale tratto caratterizza l’accento latino nella fase arcaica, tra il VI e il III secolo a.C.?

Era musicale e cadeva sulla prima sillaba della parola.
Era musicale e cadeva sulla penultima sillaba della parola.
Era dinamico e cadeva sulla prima sillaba della parola.
Era dinamico e cadeva sulla sillaba con vocale lunga.

Era dinamico e cadeva sulla prima sillaba della parola.

Spiegazione

Nella fase arcaica l’accento latino era dinamico e protosillabico, quindi si collocava sulla prima sillaba. L’accento musicale, invece, caratterizza la successiva organizzazione basata sulla quantità sillabica.

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Quali categorie esprimono gli elementi nominali latini?

Genere, numero e caso.

Quale cambiamento segna l’ordine dei costituenti dal latino alle lingue romanze?

L’ordine libero diventa obbligato e la frase procede linearmente, con ramificazione a destra.

Come distingue il sistema romanzo soggetto e oggetto?

Soprattutto attraverso l’ordine degli elementi.

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