1. Quale attività definisce principalmente la filologia?
Tradurre i testi senza ricostruirne la storia
Classificare le lingue in base alla loro origine comune
Descrivere la grammatica delle lingue senza esaminare i testi
Ricostruire e interpretare i testi considerando lingua, contesto e tradizione
Ricostruire e interpretare i testi considerando lingua, contesto e tradizione
Spiegazione
La filologia ricostruisce e interpreta i testi studiandone lingua, contesto storico-culturale, tradizione ed edizione critica. La sola grammatica riguarda la linguistica, la classificazione delle lingue è un altro ambito e la traduzione non esaurisce il lavoro filologico.
2. Una ricercatrice esamina testi medievali composti in francese antico e in occitano: quale ambito di studio sta praticando?
La filologia classica
La dialettologia generale
La filologia romanza
La linguistica germanica
La filologia romanza
Spiegazione
La filologia romanza studia i testi prodotti nelle lingue e nelle letterature romanze. La filologia classica riguarda testi greci e latini, la dialettologia studia varietà linguistiche e la linguistica germanica concerne altre lingue.
3. Un’équipe prepara un’edizione critica di un manoscritto e deve chiarire sia le varianti testuali sia la grammatica storica della lingua: quale collaborazione rispecchia il rapporto tra filologia e linguistica?
La filologia fornisce dati testuali e la linguistica strumenti per edizione e interpretazione
Le discipline operano separatamente, senza scambiarsi dati o strumenti
La filologia descrive la grammatica e la linguistica ricostruisce la tradizione testuale
La linguistica fornisce dati testuali e la filologia definisce la grammatica della lingua
La filologia fornisce dati testuali e la linguistica strumenti per edizione e interpretazione
Spiegazione
Le discipline si sostengono a vicenda: la filologia offre dati testuali alla linguistica, mentre la linguistica fornisce conoscenze utili a edizione e interpretazione. Le altre risposte invertono i contributi o negano la collaborazione.
4. Quale spiegazione accomuna italiano, francese e romeno come lingue romanze?
Derivano direttamente dalla forma scritta del latino classico
Derivano tutte dal francese, diffusosi poi nelle altre regioni
Sono diventate imparentate perché si sono sviluppate in territori vicini
Derivano dalle trasformazioni del latino parlato nell’Impero romano
Derivano dalle trasformazioni del latino parlato nell’Impero romano
Spiegazione
Le lingue romanze derivano dalle trasformazioni nel tempo e nello spazio del latino parlato nell’Impero romano e formano una famiglia di origine comune. La vicinanza geografica non basta a spiegare la parentela, né il latino scritto o il francese costituiscono la loro origine comune.
5. Quale opera di Friedrich Diez pose le basi della linguistica romanza e in quale periodo fu pubblicata?
Gli Schizzi franco-provenzali, tra il 1873 e il 1875
La poesia dei trovatori, tra il 1826 e il 1829
La Grammatica delle lingue romanze, tra il 1836 e il 1844
I Saggi ladini, tra il 1836 e il 1844
La Grammatica delle lingue romanze, tra il 1836 e il 1844
Spiegazione
Diez pose le basi della linguistica romanza con la Grammatica delle lingue romanze, pubblicata in tre volumi dal 1836 al 1844. I Saggi ladini e gli Schizzi franco-provenzali sono opere di Ascoli; La poesia dei trovatori è un’opera iniziale di Diez.
6. Una ricercatrice vuole citare l’opera in cui Ascoli individuò le varietà retoromanze e quella in cui descrisse il franco-provenzale come varietà di transizione tra francese e occitanico. Quale coppia deve indicare?
La poesia dei trovatori (1826) e Schizzi franco-provenzali (1875)
Saggi ladini (1875) e Schizzi franco-provenzali (1873)
Saggi ladini (1873) e Schizzi franco-provenzali (1875)
Grammatica delle lingue romanze (1836-1844) e Saggi ladini (1873)
Saggi ladini (1873) e Schizzi franco-provenzali (1875)
Spiegazione
Nei Saggi ladini del 1873 e negli Schizzi franco-provenzali del 1875 Ascoli individuò le varietà retoromanze e il franco-provenzale, varietà di transizione tra francese e occitanico. Le altre coppie scambiano le date o attribuiscono ad altri autori opere pertinenti.
7. Quale definizione descrive il latino volgare considerato da Schuchardt come base delle lingue romanze?
Il latino letterario delle opere conservate integralmente
Una lingua romanza già distinta dal latino parlato
Il latino ricostruito attraverso documenti parlati diretti
Il latino dell’uso e del parlato, non documentato direttamente
Il latino dell’uso e del parlato, non documentato direttamente
Spiegazione
Il latino volgare è il latino dell’uso e del parlato da cui derivano le lingue romanze, ma non è documentato direttamente. Il latino letterario confonde registro e varietà; una lingua romanza già formata inverte il rapporto storico; la documentazione parlata diretta contraddice la sua natura non attestata.
8. Per confrontare due forme romanze, la prima norma di Bartoli non consente di stabilire quale sia più antica. In un confronto ancora irrisolto, quale criterio va applicato subito dopo?
Preferire la forma dell’area maggiore
Preferire la forma dell’area romanizzata più tardi
Preferire la forma delle aree laterali
Preferire ancora la forma dell’area isolata
Preferire la forma delle aree laterali
Spiegazione
Le norme areali si applicano in successione: se il criterio dell’area isolata non risolve il confronto, si passa alle aree laterali. L’area romanizzata più tardi è l’ultimo criterio, l’area maggiore viene dopo quella laterale e ripetere il criterio isolato non applica la sequenza.
9. Un copista medievale rielabora un passo perché lo ritiene difficile da capire per i lettori. Come va interpretato questo intervento nella trasmissione del testo?
Come un intervento editoriale moderno sulla stampa
Come una trasmissione priva di rielaborazioni testuali
Come una modifica intenzionale del copista-scrittore
Come un errore causato dalla scarsa conoscenza linguistica
Come una modifica intenzionale del copista-scrittore
Spiegazione
I copisti-scrittori potevano modificare intenzionalmente i testi per renderli più comprensibili. La scarsa conoscenza linguistica può causare errori, ma non descrive l’intervento deliberato; l’editoria moderna e la copia priva di modifiche non corrispondono al caso.
10. Un manoscritto in volgare viene copiato con interventi dei copisti che riformulano alcuni passaggi. Quale tipo di tradizione rappresenta?
Una tradizione definita da errori involontari
Una tradizione attiva
Una tradizione quiescente
Una tradizione definita dalla sola copia manoscritta
Una tradizione attiva
Spiegazione
La tradizione attiva si caratterizza per gli interventi dei copisti sul testo ed è frequente nei testi in volgare. La tradizione quiescente trasmette il testo senza modificarlo; la forma manoscritta da sola non definisce la distinzione, e un errore accidentale non equivale a una rielaborazione.
11. Una filologa confronta più manoscritti, individua errori-guida e varianti, li ordina in uno stemma codicum e ne usa la storia per ricostruire il testo. Quale metodo sta applicando?
Il metodo conservatore di Bédier
Il metodo ricostruttivo di Lachmann
La trascrizione diplomatica di un singolo manoscritto
La ricostruzione basata sull’esclusione delle varianti
Il metodo ricostruttivo di Lachmann
Spiegazione
Il metodo di Lachmann confronta i manoscritti, organizza errori e varianti in uno stemma codicum e ricostruisce il testo attraverso la storia della trasmissione. Bédier privilegia un manoscritto; una trascrizione diplomatica non costruisce uno stemma, mentre ignorare le varianti elimina elementi essenziali del metodo.
12. Un editore sceglie un manoscritto come base, ne mantiene la lezione e interviene soltanto per lacune ed errori evidenti. Quale approccio descrive questa scelta?
Il metodo conservatore di Bédier
Il metodo ricostruttivo di Lachmann
La revisione sistematica di tutte le lezioni
La ricostruzione dello stemma codicum
Il metodo conservatore di Bédier
Spiegazione
Bédier adotta un manoscritto e ne conserva la lezione, intervenendo per lacune ed errori evidenti. Lachmann mira invece a ricostruire la storia e la forma del testo; lo stemma appartiene al procedimento ricostruttivo, mentre correggere sistematicamente le lezioni contraddice l’approccio conservatore.
13. Perché, nella prospettiva romantica ottocentesca, lo studio del Medioevo acquistò valore per i popoli moderni?
Perché vi si realizzò l’unità politica stabile dell’Impero romano e dei popoli europei
Perché vi nacquero le istituzioni religiose considerate l’unica origine delle culture moderne
Perché i popoli moderni si formarono senza rotture rispetto all’Impero romano e senza contatti con altri popoli
Perché vi si collocavano le origini dei popoli moderni, formatisi dopo la disgregazione romana e attraverso incontri e scontri con altri popoli
Perché vi si collocavano le origini dei popoli moderni, formatisi dopo la disgregazione romana e attraverso incontri e scontri con altri popoli
Spiegazione
Il Romanticismo rivalutò il Medioevo come periodo in cui, dopo la disgregazione dell’Impero romano e attraverso incontri e scontri con popoli germanici e arabi, presero forma i popoli moderni. L’unità stabile dell’Impero confonde il Medioevo con l’età romana; le sole istituzioni religiose restringono il processo; la continuità senza contatti nega la trasformazione descritta.
14. Una ricercatrice confronta regioni e culture in cui oggi si parlano lingue romanze e ne osserva il rapporto con la diffusione del latino imperiale in Europa. Quale concetto sta delimitando?
La Romània, cioè le aree e le culture in cui si parlano lingue romanze
La latinità contemporanea, cioè le sole aree in cui si parla ancora latino
La massima espansione imperiale, senza considerare le perdite territoriali successive
La Romània occidentale, cioè una divisione strutturale tra varietà romanze
La Romània, cioè le aree e le culture in cui si parlano lingue romanze
Spiegazione
La Romània, o dominio romanzo, comprende le aree geografiche e le culture in cui si parlano lingue romanze; in Europa corrisponde all’area della diffusione del latino imperiale, con alcune perdite rispetto alla massima espansione. La massima espansione non considera tali perdite, la latinità contemporanea restringe il criterio e la Romània occidentale è una classificazione interna.
15. Un territorio fu latinizzato, ma non vi si sviluppò una lingua romanza; un altro, mai latinizzato, ricevette dall’Europa una lingua romanza. Come si classificano rispettivamente?
Romània nuova e Romània sommersa
Romània sommersa e Romània continua
Romània continua e Romània nuova
Romània sommersa e Romània nuova
Romània sommersa e Romània nuova
Spiegazione
La Romània sommersa comprende territori latinizzati in cui le lingue romanze non si svilupparono o andarono perdute; la Romània nuova comprende territori non latinizzati che ricevettero lingue romanze dall’Europa. Invertire le categorie confonde i due processi; la Romània continua richiede invece un’evoluzione ininterrotta dal latino.
16. Una varietà appartiene ai dialetti italiani settentrionali. Quale collocazione le assegna la classificazione interna della Romània?
Romània orientale, insieme al dominio balcanoromanzo e ai dialetti meridionali
Romània orientale, insieme ai domini iberoromanzo e galloromanzo
Dominio italoromanzo, senza collocazione nella divisione occidentale-orientale
Romània occidentale, insieme ai domini iberoromanzo e galloromanzo
Romània occidentale, insieme ai domini iberoromanzo e galloromanzo
Spiegazione
La linea La Spezia-Rimini separa la Romània occidentale, che comprende i domini iberoromanzo e galloromanzo e i dialetti italiani settentrionali, da quella orientale, che comprende il balcanoromanzo e i dialetti meridionali. Assegnare tutti i dialetti italiani all’oriente confonde le due aree; il dominio geografico non sostituisce la classificazione interna; iberoromanzo e galloromanzo appartengono all’occidente.
17. Una persona cresciuta in una comunità apprende fin dall’infanzia un sistema con lessico e grammatica; più tardi lo acquisisce anche un adulto proveniente da un’altra comunità. Quale descrizione è corretta?
È una lingua naturale, acquisibile dalla nascita o anche da parlanti non nativi
È una lingua artificiale, perché può essere appresa da parlanti non nativi
È un lessico, perché la grammatica non fa parte del sistema linguistico
È una parlata, perché una lingua naturale richiede una scrittura standardizzata
È una lingua naturale, acquisibile dalla nascita o anche da parlanti non nativi
Spiegazione
Una lingua naturale è un sistema di comunicazione fondato sulla facoltà della parola, composto da lessico e grammatica, appreso tipicamente nella comunità d’origine ma acquisibile anche da non nativi. L’acquisizione non nativa non la rende artificiale; il solo lessico non basta a definirla; la scrittura standardizzata non è un requisito.
18. Due varietà hanno strutture linguistiche comparabili, ma differiscono per diffusione, prestigio e riconoscimento sociale. Quale criterio spiega la loro classificazione come lingua e dialetto?
Il criterio neutro della varietà linguistica, che assegna prestigio diverso alle forme
Il criterio sociolinguistico, legato a uso, diffusione, prestigio e riconoscimento
Il criterio genealogico, basato sull’origine indipendente delle due varietà
Il criterio strutturale, legato alla complessità grammaticale dei sistemi
Il criterio sociolinguistico, legato a uso, diffusione, prestigio e riconoscimento
Spiegazione
La distinzione tra lingua e dialetto è sociolinguistica: riguarda uso, diffusione, prestigio e riconoscimento, non la struttura descrittiva dei sistemi. La complessità grammaticale confonde status e struttura; «varietà linguistica» è neutro rispetto al prestigio; una differenza di riconoscimento non prova origini indipendenti.
19. Una comunità usa una lingua parlata da generazioni ma non possiede un sistema di scrittura. Quale conclusione rispetta il rapporto tra lingua orale e scrittura?
La scrittura è la dimensione primaria, mentre la lingua orale è una sua derivazione
La scrittura coincide con la grammatica, mentre l’oralità riguarda il lessico
La lingua può esistere oralmente; la scrittura è una sua rappresentazione visiva
La lingua non esiste finché non viene rappresentata con caratteri scritti
La lingua può esistere oralmente; la scrittura è una sua rappresentazione visiva
Spiegazione
La dimensione primaria della lingua è orale; la scrittura è un mezzo per rappresentarla visivamente tramite simboli o caratteri. L’assenza di scrittura non implica l’assenza di una lingua, invertire oralità e scrittura capovolge il loro rapporto e grammatica e scrittura sono concetti distinti.
20. In quale area e in quale periodo si collocano le origini del latino, tradizionalmente datate al 753 a.C.?
In Etruria, nella valle dell’Arno, nel III secolo a.C.
Nel Lazio, nella bassa valle del Tevere, nell’VIII secolo a.C.
In Grecia, nella valle dell’Eurota, nell’VIII secolo a.C.
In Dacia, lungo il Danubio, nel II secolo d.C.
Nel Lazio, nella bassa valle del Tevere, nell’VIII secolo a.C.
Spiegazione
Il latino, lingua indoeuropea del ramo italico, ebbe origine nell’VIII secolo a.C. nel Lazio e nella bassa valle del Tevere. La Dacia e il II secolo d.C. rimandano invece all’espansione romana; la Grecia e l’Etruria indicano aree diverse.
21. Una ricercatrice confronta testi letterari latini con le lingue romanze e vuole ricostruire la varietà da cui queste ultime derivano. Quale distinzione deve adottare?
Le lingue romanze documentano direttamente il latino scritto, mentre le iscrizioni ricostruiscono il parlato.
La documentazione diretta è soprattutto parlata, mentre il latino scritto si ricostruisce indirettamente.
Le lingue romanze continuano il latino letterario scritto, documentato direttamente nei testi.
La documentazione diretta è soprattutto scritta, mentre il latino parlato si ricostruisce indirettamente.
La documentazione diretta è soprattutto scritta, mentre il latino parlato si ricostruisce indirettamente.
Spiegazione
La documentazione diretta conservata del latino è prevalentemente scritta e letteraria; il latino parlato, continuato dalle lingue romanze, è noto tramite testimonianze indirette e ricostruzioni comparative. Confondere diretto e indiretto inverte i tipi di prova; il latino letterario scritto non è la varietà parlata da cui derivano le lingue romanze.
22. In una lettera formale, una forma linguistica viene censurata perché giudicata scorretta rispetto alla norma colta. Come si definisce la varietà a cui appartiene?
Latino di sostrato
Latino classico
Latino regionale
Latino sommerso
Latino sommerso
Spiegazione
Il latino sommerso è una varietà substandard censurata negli usi formali e nella scrittura perché considerata scorretta rispetto alla norma colta. Il latino classico rappresenta la fase letteraria dello standard, mentre sostrato designa la lingua dei conquistati.
23. Un’iscrizione funeraria antica, attribuibile a una persona poco istruita, presenta la forma «HOCTOBER». Quale interpretazione è coerente con il valore delle iscrizioni per lo studio del latino?
Dimostra che la h era pronunciata in ogni contesto.
Non offre indizi linguistici perché le iscrizioni non sono databili.
Attesta una grafia letteraria regolare della lingua colta.
Può mostrare un ipercorrettismo legato alla h non pronunciata.
Può mostrare un ipercorrettismo legato alla h non pronunciata.
Spiegazione
Le iscrizioni, spesso localizzabili e databili, possono documentare scarti dalla norma, specialmente in testi di persone meno colte; «HOCTOBER» mostra un ipercorrettismo relativo alla h non pronunciata. Considerarla grafia colta confonde lo scarto con la norma; affermare la pronuncia della h contraddice l’esempio, mentre le iscrizioni sono utili anche per datazione e localizzazione.
24. In una provincia conquistata da Roma, la popolazione abbandona gradualmente la propria lingua a favore del latino, ma alcune parole locali influenzano il lessico latino. Quale rapporto linguistico si è verificato?
Un sostrato, cioè la lingua dei conquistati sostituita dal latino.
Un sostrato, cioè il latino che sostituisce la lingua dei conquistatori.
Un superstrato, cioè la lingua dei conquistati che sostituisce il latino.
Un superstrato, cioè la lingua dei conquistatori che sostituisce il latino.
Un sostrato, cioè la lingua dei conquistati sostituita dal latino.
Spiegazione
Il sostrato è la lingua dei conquistati, sostituita dal latino, che può influenzarlo con certezza nel lessico e forse anche nella struttura. La risposta che assegna al sostrato la lingua dei conquistatori inverte i ruoli; l’influenza lessicale non significa che il latino sia stato sostituito, e la lingua sovrapposta poi abbandonata è un superstrato.
25. Dopo una conquista, la lingua dei vincitori si sovrappone al latino, ma nel tempo viene abbandonata e prevale la lingua dei conquistati. Come si chiama la lingua dei vincitori in questa situazione?
Varietà substandard
Superstrato
Sostrato
Lingua di cultura
Superstrato
Spiegazione
Il superstrato è la lingua dei conquistatori che si sovrappone al latino, ma viene infine abbandonata a favore della lingua dei conquistati. Il sostrato è invece la lingua dei conquistati sostituita dal latino; la lingua di cultura e la varietà substandard non definiscono questo rapporto.
26. In una provincia dell’Impero, molti abitanti imparano il latino per accedere a cariche pubbliche e adottano la lingua usata nella predicazione cristiana. Quali fattori favoriscono qui la latinizzazione?
La mobilità sociale legata al latino e la diffusione del cristianesimo
La mobilità sociale legata al greco e la diffusione del cristianesimo
La sola imposizione amministrativa e la diffusione della cultura greca
La diffusione del cristianesimo e la riduzione delle cariche pubbliche
La mobilità sociale legata al latino e la diffusione del cristianesimo
Spiegazione
La conoscenza del latino poteva favorire la mobilità sociale, mentre il latino veicolava la diffusione del cristianesimo. L’imposizione amministrativa non riassume questi due fattori; il greco non era la lingua veicolare indicata per il cristianesimo; la riduzione delle cariche non è un fattore di latinizzazione.
27. Quale descrizione coglie insieme l’orizzonte della filologia romanza e il carattere della tradizione poetica romanza?
Confronta le letterature entro i confini nazionali, in una poesia europea e bilingue
Confronta lingue e tradizioni oltre i confini nazionali, in una poesia solo latina
Confronta lingue e tradizioni oltre i confini nazionali, in una poesia volgare per soli intellettuali
Confronta lingue e tradizioni oltre i confini nazionali, in una poesia europea e bilingue
Confronta lingue e tradizioni oltre i confini nazionali, in una poesia europea e bilingue
Spiegazione
La filologia romanza considera le connessioni europee oltre i confini nazionali; la tradizione poetica era bilingue, con latino per gli intellettuali e volgare per intellettuali e non. La lettura nazionale restringe l’orizzonte, la poesia non era solo latina e il volgare non era riservato ai soli intellettuali.
28. Un ricercatore studia i modelli della poesia siciliana e toscana medievale e trova un forte influsso dei trovatori, ma quasi nessun influsso inverso. Quale interpretazione è coerente con la direzione degli scambi letterari romanzi?
La tradizione galloromanza influenzò quella italoromanza, con scarsi influssi inversi
L’epica galloromanza influenzò quella italoromanza, ma non la poesia dei trovatori
La tradizione italoromanza influenzò quella galloromanza, con scarsi influssi inversi
La tradizione iberica influenzò quella italoromanza, con scarsi influssi inversi
La tradizione galloromanza influenzò quella italoromanza, con scarsi influssi inversi
Spiegazione
La poesia dei trovatori fornì modelli alle tradizioni italoromanze, mentre gli influssi inversi furono quasi nulli. L’inversione della direzione è errata; il modello indicato non è iberico; inoltre, l’influenza galloromanza riguardò anche la poesia trobadorica, non solo l’epica.
29. Una studiosa osserva che le forme del latino cambiano gradualmente, mentre i parlanti iniziano in momenti diversi a riconoscere e descrivere una nuova varietà. Quale distinzione deve applicare?
La transizione riguarda le riflessioni dei parlanti; la consapevolezza riguarda i mutamenti linguistici
La transizione coincide con la frammentazione regionale; la consapevolezza riguarda la norma scritta
La transizione riguarda i mutamenti linguistici; la consapevolezza riguarda le riflessioni dei parlanti
La transizione è un passaggio improvviso; la consapevolezza coincide con la frammentazione regionale
La transizione riguarda i mutamenti linguistici; la consapevolezza riguarda le riflessioni dei parlanti
Spiegazione
La transizione linguistica riguarda i mutamenti della lingua, mentre la consapevolezza metalinguistica riguarda le riflessioni dei parlanti; i due processi non costituiscono un passaggio netto e simultaneo. La frammentazione regionale e la norma scritta sono fenomeni collegati, ma non definiscono la distinzione richiesta.
30. Un’iscrizione del periodo compreso tra il II e il V secolo mostra la caduta di una consonante nasale davanti a un’altra consonante, come nel passaggio da SPONSA a sposa. Quale fenomeno rappresenta?
Caduta di -M finale
Sincope della vocale postonica
Monottongazione di AE
Caduta di -N- preconsonantica
Caduta di -N- preconsonantica
Spiegazione
Il passaggio SPONSA > sposa esemplifica la caduta di -N- preconsonantica, uno dei fenomeni della prima fase della transizione. La caduta di -M finale riguarda un’altra posizione, la sincope interessa una vocale postonica e AE > /ɛ:/ è una monottongazione.
31. Nel VII secolo, in una comunità le varietà parlate divergono da regione a regione, mentre gli studiosi continuano a scrivere in latino e usano varietà romanze nel parlato. Quale quadro descrive questa situazione?
Seconda fase: latino scritto e parlato unitario, senza differenze regionali
Prima fase: frammentazione regionale, romanzo scritto unitario e latino parlato
Seconda fase: frammentazione regionale, latino scritto unitario e romanzo parlato
Seconda fase: latino frammentato nello scritto e romanzo usato solo per iscritto
Seconda fase: frammentazione regionale, latino scritto unitario e romanzo parlato
Spiegazione
Tra VI e VIII secolo il latino si frammentò regionalmente, ma restò unitario nello scritto; si affermarono l’oralità romanza e la diglossia delle classi colte. La prima fase è datata II-V secolo; la scrittura romanza si affermò più tardi; la frammentazione non eliminò il latino scritto.
32. Quale decisione prese il Concilio di Tours nell’813 per rendere comprensibili le omelie ai fedeli?
Disporre la traduzione delle omelie in latino o in greco
Disporre la traduzione in rustica romana lingua o in tedesco
Disporre la restaurazione della norma latina per le omelie
Disporre la pronuncia dei giuramenti in romanzo e in germanico
Disporre la traduzione in rustica romana lingua o in tedesco
Spiegazione
Nel 813 il Concilio di Tours stabilì che le omelie fossero tradotte nella rustica romana lingua o in tedesco per essere comprese dai fedeli. I Giuramenti di Strasburgo appartengono all’842; la restaurazione della norma latina non è la decisione descritta; le lingue indicate erano romanzo e tedesco.
33. Nel Medioevo, quale rapporto si osserva tra latino e lingue romanze nella produzione scritta?
Le lingue romanze sostituiscono il latino nella scrittura, che abbandona progressivamente la lingua latina.
Il latino mantiene il primato, mentre le lingue romanze iniziano ad affermarsi anche in letteratura.
Il latino resta l’unica lingua scritta, mentre le lingue romanze sono escluse dalla letteratura.
Le lingue romanze mantengono il primato, mentre il latino inizia ad affermarsi in letteratura.
Il latino mantiene il primato, mentre le lingue romanze iniziano ad affermarsi anche in letteratura.
Spiegazione
Nel Medioevo il latino conserva il primato nella lingua scritta, ma le lingue romanze cominciano a comparire anche nella letteratura. L’idea del primato romanzo inverte la gerarchia; l’esclusione letteraria nega l’affermazione delle lingue romanze; la sostituzione del latino anticipa un cambiamento non avvenuto in quel periodo.
34. Quale caratteristica identifica la Cantilena di Sant’Eulalia composta nell’880?
È il primo testo letterario in latino, composto in un monastero del Nord della Francia per un pubblico più ampio.
È il primo testo letterario in romanzo, composto in un monastero del Nord della Francia per un pubblico più ampio.
È il primo testo letterario in romanzo, composto in un monastero del Nord della Francia nel secolo successivo.
È il primo documento notarile in romanzo, composto in un monastero del Nord della Francia per un pubblico più ampio.
È il primo testo letterario in romanzo, composto in un monastero del Nord della Francia per un pubblico più ampio.
Spiegazione
La Cantilena, composta nell’880 in un monastero del Nord della Francia, è il primo testo letterario in romanzo ed è destinata anche a chi non conosce il latino. La definizione di documento notarile confonde i generi; la datazione successiva altera la data; l’attribuzione al latino confonde la lingua della cantilena volgare con quella del foglio che la precede.
35. Un’iscrizione del IX secolo nella cripta romana dei santi Felice e Adautto ammonisce gli officianti e mostra forme non pienamente latine: quale reperto descrive questa situazione?
Il Placito Capuano, testimonianza di una lingua intermedia tra latino e volgare.
Un’iscrizione in latino classico, priva di elementi della lingua volgare.
La Cantilena di Sant’Eulalia, testimonianza di una lingua intermedia tra latino e volgare.
L’iscrizione della catacomba di Commodilla, testimonianza di una lingua intermedia tra latino e volgare.
L’iscrizione della catacomba di Commodilla, testimonianza di una lingua intermedia tra latino e volgare.
Spiegazione
L’iscrizione di Commodilla, incisa nella cripta romana dei santi Felice e Adautto, è un ammonimento del IX secolo e documenta una fase intermedia tra latino e volgare. La Cantilena è invece un testo letterario; il Placito è una testimonianza giudiziaria; l’interpretazione come latino classico cancella proprio il valore linguistico intermedio del reperto.
36. Nel graffito di Commodilla, «Non dicere ille secrita a bboce», quale costruzione esprime il divieto, in contrasto con il latino classico?
Non seguito dal congiuntivo, invece di ne seguito dall’infinito.
Non seguito dall’infinito, invece di ne seguito dal congiuntivo.
Ne seguito dal congiuntivo, invece di non seguito dall’infinito.
Ne seguito dall’infinito, invece di non seguito dal congiuntivo.
Non seguito dall’infinito, invece di ne seguito dal congiuntivo.
Spiegazione
Nel graffito il divieto è formulato con non più infinito, mentre il latino classico ricorreva a ne più congiuntivo. La costruzione con ne e congiuntivo è quella classica; le due combinazioni che associano non al congiuntivo o ne all’infinito scambiano le forme caratteristiche.
37. Quale classificazione del dominio iberoromanzo è corretta riguardo alle sue varietà e al loro status?
Comprende basco, catalano, castigliano, leonese e aragonese; basco non indoeuropeo, leonese e aragonese dialetti.
Comprende galego, portoghese, basco, catalano, castigliano, leonese e aragonese; basco non indoeuropeo, leonese e aragonese lingue.
Comprende galego, portoghese, basco, catalano, castigliano, leonese e aragonese; basco non indoeuropeo, leonese e aragonese dialetti.
Comprende galego, portoghese, basco, catalano, castigliano, leonese e aragonese; basco indoeuropeo, leonese e aragonese dialetti.
Comprende galego, portoghese, basco, catalano, castigliano, leonese e aragonese; basco non indoeuropeo, leonese e aragonese dialetti.
Spiegazione
Il dominio include le varietà elencate e distingue il basco, che non è indoeuropeo, dal leonese e dall’aragonese, considerati dialetti. Definire il basco indoeuropeo ne altera la classificazione; chiamare lingue il leonese e l’aragonese contraddice il loro status; l’elenco incompleto omette galego e portoghese.
38. Uno studente confronta il passato medievale e la situazione attuale del galego e del portoghese: quale descrizione deve adottare?
Nel Medioevo erano lingue distinte del nord-ovest iberico, poi diffuse verso sud; oggi galego e portoghese sono distinti.
Nel Medioevo erano un’unica lingua del nord-ovest iberico, poi diffusa verso sud; oggi galego e portoghese sono distinti.
Nel Medioevo erano un’unica lingua del nord-ovest iberico, poi diffusa verso nord; oggi galego e portoghese sono distinti.
Nel Medioevo erano un’unica lingua del nord-ovest iberico, poi diffusa verso sud; oggi galego e portoghese restano un’unica lingua.
Nel Medioevo erano un’unica lingua del nord-ovest iberico, poi diffusa verso sud; oggi galego e portoghese sono distinti.
Spiegazione
Galego e portoghese costituivano una sola lingua medievale nell’angolo nord-occidentale della penisola, da cui si diffusero verso sud; oggi sono lingue distinte. Mantenerli uniti anche oggi confonde le due fasi; considerarli già distinti nel Medioevo anticipa la differenziazione; indicare una diffusione verso nord inverte la direzione.
39. Una ricostruzione storica descrive prima la conquista arabo-islamica e poi l’espansione dei regni cristiani: quale sequenza linguistica si verificò nella Penisola Iberica?
La conquista del 711-718 favorì l’arabo a sud; durante la Reconquista l’arabo soppiantò le varietà del Nord.
La conquista del 711-718 favorì le varietà del Nord a sud; durante la Reconquista l’arabo soppiantò le lingue romanze.
La conquista del 711-718 favorì l’arabo a sud; durante la Reconquista le varietà del Nord soppiantarono arabo e mozarabo.
La conquista del 711-718 favorì il latino a sud; durante la Reconquista le varietà del Nord soppiantarono latino e mozarabo.
La conquista del 711-718 favorì l’arabo a sud; durante la Reconquista le varietà del Nord soppiantarono arabo e mozarabo.
Spiegazione
La conquista arabo-islamica del 711-718 avviò la sostituzione delle varietà iberoromanze meridionali con l’arabo; più tardi, la Reconquista portò le varietà dei regni cristiani settentrionali a soppiantare arabo e mozarabo. L’inversione scambia le due fasi; attribuire la diffusione romanza alla prima conquista anticipa la Reconquista; il latino non è la lingua indicata come soppiantata in questa sequenza.
40. Un linguista osserva nel catalano la caduta di vocali finali atone diverse da -A, la conservazione di CL- iniziale e l’esito -MB- > M: come vanno interpretati questi tratti?
I primi due sono tratti condivisi con il castigliano; -MB- > M è condiviso con lo spagnolo.
I primi due sono tratti condivisi con il galloromanzo; -MB- > M è condiviso con il francese.
I primi due sono tratti condivisi con il galloromanzo; -MB- > M è condiviso con il portoghese.
I primi due sono tratti condivisi con il galloromanzo; -MB- > M è condiviso con lo spagnolo.
I primi due sono tratti condivisi con il galloromanzo; -MB- > M è condiviso con lo spagnolo.
Spiegazione
La caduta delle vocali finali atone diverse da -A e la conservazione di CL- iniziale sono tratti galloromanzi del catalano; l’esito -MB- > M è condiviso con lo spagnolo. L’attribuzione al portoghese o al francese assegna il tratto a lingue diverse da quella indicata; il castigliano non condivide con il catalano i primi due tratti descritti.
41. Una carta linguistica colloca una varietà a nord e un’altra a sud del dominio galloromanzo, con due aree di transizione ai margini. Quale abbinamento tra varietà e posizione è corretto?
D’oïl a nord, d’oc a sud, francoprovenzale a sud-est e pittavino a sud-ovest
D’oc a nord, d’oïl a sud, francoprovenzale a sud-est e pittavino a sud-ovest
D’oïl a sud-est, d’oc a sud-ovest, francoprovenzale a nord e pittavino a sud
D’oïl a nord, d’oc a sud, pittavino a sud-est e francoprovenzale a sud-ovest
D’oïl a nord, d’oc a sud, francoprovenzale a sud-est e pittavino a sud-ovest
Spiegazione
Nel dominio galloromanzo la lingua d’oïl è settentrionale e la lingua d’oc meridionale; il francoprovenzale e il pittavino sono rispettivamente le zone di transizione sud-orientale e sud-occidentale. L’inversione oïl/oc e lo scambio delle due zone di transizione confondono posizioni distinte.
42. Quale insieme di tratti caratterizza il francese antico?
Declinazione a due casi, -A atona ridotta a [ə], caduta delle altre vocali finali atone e lenizione intervocalica avanzata
Declinazione a due casi, -A atona ridotta a [ə], caduta delle altre vocali finali atone e rafforzamento delle consonanti intervocaliche
Declinazione a due casi, caduta di -A atona, conservazione delle altre vocali finali atone e lenizione intervocalica avanzata
Perdita della declinazione a due casi, -A atona ridotta a [ə], caduta delle altre vocali finali atone e lenizione intervocalica avanzata
Declinazione a due casi, -A atona ridotta a [ə], caduta delle altre vocali finali atone e lenizione intervocalica avanzata
Spiegazione
Il francese antico conserva una declinazione a due casi e presenta la riduzione di -A atona a [ə], la caduta delle altre vocali finali atone e una lenizione intervocalica avanzata. La perdita della declinazione appartiene al medio francese; la caduta di -A e il rafforzamento consonantico alterano gli altri tratti.
43. In quale fase storica del francese si colloca un documento del 1400, quando la declinazione a due casi è ormai perduta?
Nel medio francese, datato tra il 1500 e il 1660
Nel medio francese, datato tra il 1330 e il 1500
Nel francese moderno, codificato dal Cinquecento
Nel francese antico, caratterizzato dalla perdita dei due casi
Nel medio francese, datato tra il 1330 e il 1500
Spiegazione
Il medio francese va dal 1330 al 1500 e perde definitivamente la declinazione a due casi, quindi un documento del 1400 ricade in questa fase. Il francese antico è associato alla declinazione a due casi, mentre la codificazione del francese moderno si avvia dal Cinquecento.
44. Uno studente descrive il francese moderno formale e vuole indicarne la negazione, la struttura della frase e l’espressione del soggetto. Quale descrizione è appropriata?
Negazione pas, ordine sintattico rigido e soggetto grammaticale normalmente espresso
Negazione ne… pas, ordine sintattico rigido e soggetto grammaticale normalmente omesso
Negazione ne… pas, ordine sintattico rigido e soggetto grammaticale normalmente espresso
Negazione ne… pas, ordine sintattico flessibile e soggetto grammaticale normalmente espresso
Negazione ne… pas, ordine sintattico rigido e soggetto grammaticale normalmente espresso
Spiegazione
Il francese moderno presenta normalmente il soggetto grammaticale espresso, un ordine sintattico rigido e la negazione ne… pas; le parole sono inoltre ossitone. La forma ridotta pas è possibile nel parlato, ma non sostituisce la forma descritta, mentre flessibilità sintattica e omissione del soggetto non corrispondono ai tratti indicati.
45. Un tratto verbale presenta la prima persona plurale del presente in -iamo in tutte le coniugazioni. Quale origine dell’italiano è coerente con questo indizio?
Il fiorentino trecentesco
Il fiorentino trecentesco con il condizionale singolare in -iamo
Il toscano, senza una specifica base fiorentina
Il fiorentino trecentesco con l’imperfetto singolare in -a
Il fiorentino trecentesco
Spiegazione
La prima persona plurale del presente in -iamo in tutte le coniugazioni è uno dei tratti che riconducono l’italiano al fiorentino trecentesco. Riferirsi genericamente al toscano perde la specificità dell’origine, mentre -iamo qui è la desinenza del presente plurale, non del condizionale o dell’imperfetto singolare.
46. Quale affermazione distingue correttamente le lingue retoromanze e la loro condizione istituzionale?
Il gruppo comprende ladino dolomitico, romancio e friulano; il romancio è lingua nazionale svizzera e il friulano è tutelato in Friuli-Venezia Giulia
Il gruppo comprende ladino dolomitico, romancio e friulano; il romancio è tutelato in Friuli-Venezia Giulia e il friulano è lingua nazionale svizzera
Il gruppo comprende ladino dolomitico, romancio e friulano; il friulano è lingua nazionale svizzera e il romancio è tutelato in Friuli-Venezia Giulia
Il gruppo comprende ladino dolomitico e romancio; il romancio è lingua nazionale svizzera e il friulano è tutelato in Friuli-Venezia Giulia
Il gruppo comprende ladino dolomitico, romancio e friulano; il romancio è lingua nazionale svizzera e il friulano è tutelato in Friuli-Venezia Giulia
Spiegazione
Il retoromanzo comprende ladino dolomitico, romancio e friulano; il romancio è lingua nazionale della Svizzera, mentre il friulano è una lingua di minoranza tutelata dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. Le alternative scambiano i rispettivi status o omettono il friulano dal gruppo.
47. Quale profilo descrive correttamente il romeno?
Lingua ufficiale di Romania e Moldavia, documentata per iscritto dal 1521, con articolo posposto e declinazione di dativo, genitivo e vocativo
Lingua ufficiale di Romania e Moldavia, documentata per iscritto dal 1521, con articolo anteposto e declinazione di dativo, genitivo e vocativo
Lingua nazionale della Svizzera, documentata per iscritto dal 1521, con articolo posposto e declinazione di dativo, genitivo e vocativo
Lingua ufficiale di Romania e Moldavia, documentata per iscritto dal 1421, con articolo posposto e declinazione di dativo, genitivo e vocativo
Lingua ufficiale di Romania e Moldavia, documentata per iscritto dal 1521, con articolo posposto e declinazione di dativo, genitivo e vocativo
Spiegazione
Il romeno è ufficiale in Romania e Moldavia, emerge nella documentazione scritta nel 1521 e presenta, tra gli altri tratti, articolo posposto e declinazione di dativo, genitivo e vocativo. L’articolo anteposto contraddice il tratto caratteristico; il 1421 e lo status svizzero non corrispondono ai dati del romeno.
48. Quale descrizione identifica correttamente il Saint Alexis?
Un poemetto latino sulla leggenda di sant’Alessio, conservato in sette manoscritti
Un poemetto in lingua d’oïl sulla leggenda di sant’Alessio, conservato in sette manoscritti
Un poemetto in lingua d’oïl sulla leggenda di Alessandro Magno, conservato in sette manoscritti
Un poemetto in lingua d’oïl sulla leggenda di sant’Alessio, conservato in un solo manoscritto
Un poemetto in lingua d’oïl sulla leggenda di sant’Alessio, conservato in sette manoscritti
Spiegazione
Il Saint Alexis è un poemetto in lingua d’oïl che racconta la leggenda di sant’Alessio ed è attestato da sette manoscritti. La risposta sul latino confonde la lingua del poema con quella della versione che trasmise la leggenda in Occidente; quella sul manoscritto unico altera il numero delle testimonianze; Alessandro Magno appartiene a un diverso ciclo narrativo.
49. Quale associazione descrive correttamente la Chanson de Roland e la firma di Turoldo?
Poema dell’XI secolo, nella versione più antica del manoscritto di Oxford, con ruolo di Turoldo incerto
Poema dell’XI secolo, nella versione più antica del manoscritto anglonormanno, con ruolo di Turoldo incerto
Poema dell’XI secolo, nella versione più antica del manoscritto di Oxford, con Turoldo certamente autore
Poema del XII secolo, nella versione più antica del manoscritto di Oxford, con ruolo di Turoldo incerto
Poema dell’XI secolo, nella versione più antica del manoscritto di Oxford, con ruolo di Turoldo incerto
Spiegazione
La Chanson de Roland risale all’XI secolo, mentre la sua versione più antica è conservata nel manoscritto di Oxford, della metà del XII secolo; la firma non chiarisce se Turoldo fosse autore, cantore o copista. La data del XII secolo confonde opera e manoscritto, l’autorialità certa risolve indebitamente l’ambiguità e il manoscritto anglonormanno è attribuito alla versione più antica del Saint Alexis.
50. Un lettore nota che alcune lasse della Chanson de Roland riprendono un evento già narrato, ma da un diverso punto di vista, rallentando l’azione. Quale caratteristica sta osservando?
I decasillabi
Le lasse di uguale lunghezza
Le lasse similari
Le assonanze
Le lasse similari
Spiegazione
Le lasse similari riprendono un evento da un punto di vista diverso e producono un rallentamento dell’azione. Le assonanze riguardano la somiglianza dei suoni vocalici, i decasillabi indicano la misura dei versi e la lunghezza variabile delle lasse non è la tecnica descritta.
51. A Roncisvalle, un consigliere invita Rolando a chiedere subito soccorso con l’olifante; Rolando rifiuta per timore del disonore. Quale interpretazione corrisponde alla scena?
Rolando rimanda il richiamo e Oliviero gli raccomanda prudenza
Rolando rimanda il richiamo perché non dispone dell’olifante
Rolando suona subito il richiamo e Oliviero approva la scelta
Oliviero rimanda il richiamo e Rolando gli raccomanda prudenza
Rolando rimanda il richiamo e Oliviero gli raccomanda prudenza
Spiegazione
Rolando non suona subito l’olifante perché teme il disonore, mentre Oliviero gli consiglia di agire con maggiore prudenza. Invertire le decisioni dei due personaggi capovolge la scena; il richiamo immediato e l’assenza dello strumento non corrispondono alla situazione.
52. Quali caratteristiche ha il più antico romanzo in lingua d’oïl su Alessandro Magno?
Risale all’inizio del XII secolo, è in lasse di octosyllabes e ne resta soltanto l’inizio
Risale alla fine del XII secolo, è in lasse di octosyllabes e ne resta soltanto l’inizio
Risale all’inizio del XII secolo, è in lasse di octosyllabes e si conserva per intero
Risale all’inizio del XII secolo, è in lasse di alessandrini e ne resta soltanto l’inizio
Risale all’inizio del XII secolo, è in lasse di octosyllabes e ne resta soltanto l’inizio
Spiegazione
Il più antico romanzo d’oïl su Alessandro risale all’inizio del XII secolo, usa lasse di octosyllabes ed è conservato soltanto nella parte iniziale. Gli alessandrini caratterizzano il Roman d’Alexandre di Alexandre de Paris, mentre le altre risposte alterano la consistenza del testo o la datazione.
53. Un compilatore della fine del XII secolo riunisce materiali precedenti su Alessandro in un’opera di lasse rimate con caratteristiche epiche. Quale descrizione metrica si addice al Roman d’Alexandre di Alexandre de Paris?
Alessandrini e lasse rimate
Alessandrini e lasse assonanzate
Alessandrini e strofe di versi liberi
Octosyllabes e lasse rimate
Alessandrini e lasse rimate
Spiegazione
Alexandre de Paris riunì materiali precedenti nel Roman d’Alexandre, composto in alessandrini e lasse rimate con caratteristiche di chanson de geste. Gli octosyllabes appartengono al più antico romanzo d’oïl su Alessandro; le assonanze e le strofe libere non corrispondono alla forma indicata.
54. Sotto Enrico I, perché l’Inghilterra normanna divenne un centro d’avanguardia della letteratura d’oïl?
Per l’incontro tra cultura monastica latina, storiografia anglosassone, tradizioni celtiche e interessi francofoni
Per il predominio della cultura monastica latina, senza contributi anglosassoni o celtici
Per l’incontro tra tradizioni celtiche e interessi francofoni, senza cultura monastica latina
Per l’incontro tra storiografia anglosassone e nobiltà francofona, senza tradizioni celtiche
Per l’incontro tra cultura monastica latina, storiografia anglosassone, tradizioni celtiche e interessi francofoni
Spiegazione
L’avanguardia letteraria derivò dall’incontro di cultura latina monastica, tradizione storiografica anglosassone, tradizioni celtiche locali e interessi della nobiltà francofona. Le altre risposte isolano alcuni fattori ed escludono elementi che parteciparono alla convergenza.
55. Quale principio di disposizione dei cavalieri è associato alla Tavola Rotonda nel Roman de Brut di Wace?
I cavalieri sedevano secondo l’anzianità
I cavalieri sedevano secondo il rango feudale
I cavalieri sedevano senza ordine gerarchico
I sovrani sedevano senza ordine gerarchico
I cavalieri sedevano senza ordine gerarchico
Spiegazione
Nel Roman de Brut di Wace, i cavalieri di Artù siedono alla Tavola Rotonda senza un ordine gerarchico. La precedenza per anzianità e il rango feudale introdurrebbero criteri di gerarchia; la risposta sui sovrani confonde i cavalieri con un altro gruppo.
56. Quale coppia di opere e modelli è correttamente associata tra i romanzi antichi dell’ambiente plantageneto?
Il Roman de Thebes rifà la Tebaide di Stazio e il Roman d’Eneas rifà l’Eneide di Virgilio
Il Roman d’Eneas rifà la Tebaide di Stazio e il Roman de Troie rifà l’Eneide di Virgilio
Il Roman de Thebes rifà la Tebaide di Stazio e il Roman de Troie rifà l’Eneide di Virgilio
Il Roman de Thebes rifà l’Eneide di Virgilio e il Roman d’Eneas rifà la Tebaide di Stazio
Il Roman de Thebes rifà la Tebaide di Stazio e il Roman d’Eneas rifà l’Eneide di Virgilio
Spiegazione
Il Roman de Thebes riprende la Tebaide di Stazio, mentre il Roman d’Eneas rielabora l’Eneide di Virgilio. Le altre associazioni scambiano i modelli o li attribuiscono al Roman de Troie.
57. Una raccolta di racconti di origine celtica, trasmessi oralmente e poi adattati alla cultura cortese e normanna, appartiene a quale ciclo?
Alla tradizione dei fabliaux
Al ciclo bretone o arturiano
Al ciclo dei romanzi antichi
Alla raccolta del Roman de Renart
Al ciclo bretone o arturiano
Spiegazione
Il ciclo bretone o arturiano raccoglie storie celtiche di trasmissione orale trasformate nel tempo in senso cortese e normanno. I romanzi antichi rielaborano invece modelli classici; fabliaux e Roman de Renart appartengono ad altre forme narrative.
58. Un manoscritto presenta racconti autonomi raggruppati in branches, con animali antropomorfi che ingannano e agiscono in modo parodico rispetto ai romanzi cavallereschi. Quale opera descrive?
Un insieme di favole esopiche
Un ciclo di lai cortesi
Il Roman de Renart
Il Roman de la Rose
Il Roman de Renart
Spiegazione
Il Roman de Renart è composto da racconti variamente aggregati in branches e mette in scena animali antropomorfi in chiave parodica. I lai sono racconti cortesi, la Rose è un’allegoria amorosa e la favola esopica tende all’esempio morale.
59. Nel confrontare un racconto breve in versi del XIII secolo, centrato sulla materialità e contrapposto ai lai cortesi, quale genere si riconosce?
Un romanzo allegorico
Un fabliau
Un romanzo arturiano
Un lai cortese
Un fabliau
Spiegazione
I fabliaux sono racconti brevi in versi, spesso anonimi, che privilegiano temi materiali e non cortesi, in contrasto con i lai. Il lai è cortese, mentre romanzo allegorico e romanzo arturiano sono forme diverse.
60. Un poeta attivo alla corte di Federico II e poi di Manfredi adotta il siciliano, riprende il modello trobadorico e compone poesia d’amore non destinata al canto. A quale esperienza appartiene?
Alla narrativa del ciclo arturiano
Alla Scuola siciliana
Alla poesia dei trovatori provenzali
Alla lirica della corte plantageneta
Alla Scuola siciliana
Spiegazione
La Scuola siciliana fiorì alla corte di Federico II e poi di Manfredi, riprendendo il modello trobadorico in siciliano e sviluppando poesia d’amore non cantata. La lirica trobadorica era invece cantata e la corte plantageneta appartiene a un diverso contesto.
61. Quale poeta della Scuola siciliana, detto il Notaro, è considerato il presunto inventore del sonetto?
Giacomo da Lentini
Cielo d’Alcamo
Piero della Vigna
Guido delle Colonne
Giacomo da Lentini
Spiegazione
Giacomo da Lentini, detto il Notaro, è il maggiore poeta della Scuola siciliana ed è il presunto inventore del sonetto. Piero della Vigna e Guido delle Colonne furono altri poeti siciliani, mentre Cielo d’Alcamo è noto per il contrasto Rosa fresca aulentissima.
62. In una società in cui molti destinatari non sanno leggere e i libri sono rari, costosi e faticosi da consultare, quale modalità di fruizione è più probabile per i testi romanzi?
La lettura individuale di manoscritti posseduti dai destinatari
La composizione orale improvvisata come unica modalità
La consultazione silenziosa in biblioteche accessibili
L’ascolto dei testi recitati o cantati
L’ascolto dei testi recitati o cantati
Spiegazione
La diffusione dell’ascolto dipendeva dal basso livello di alfabetizzazione e dalla rarità, dal costo e dalla difficoltà di lettura dei libri. L’improvvisazione orale è una spiegazione della composizione delle chansons de geste, non la modalità generale di fruizione richiesta qui.
Ripassa con le flashcard
Memorizza le risposte con 96 flashcard su Lingue romanze e latino.
Che cosa ricostruisce e interpreta la filologia?
La forma del testo.
Quali testi studia la filologia romanza?
I testi prodotti nelle lingue e nelle letterature romanze.
Che cosa studia la linguistica, a differenza della filologia?
La storia, la descrizione e la grammatica delle lingue.