Quiz: La corteccia cerebrale (32 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Quale descrizione caratterizza la corteccia cerebrale?

È lo strato più esterno del cervello e partecipa a funzioni percettive, motorie e cognitive.
È un insieme di nuclei profondi che regola principalmente le risposte endocrine.
È una rete di fibre che collega il midollo spinale alle strutture sottocorticali.
È una membrana che riveste l’encefalo e protegge il liquido cerebrospinale.

È lo strato più esterno del cervello e partecipa a funzioni percettive, motorie e cognitive.

Spiegazione

La corteccia è lo strato più esterno del cervello e contribuisce a numerose funzioni, tra cui percezione, movimento, cognizione e controllo del comportamento. I nuclei profondi, invece, non costituiscono lo strato corticale.

2. Quale distinzione tra sostanza grigia e sostanza bianca è corretta?

La sostanza grigia si trova soltanto nei nuclei profondi, mentre la sostanza bianca forma lo strato superficiale del cervello.
La sostanza grigia è ricca di corpi cellulari neuronali, mentre la sostanza bianca è formata soprattutto da fasci di fibre nervose.
La sostanza grigia connette principalmente gli emisferi, mentre la sostanza bianca elabora le informazioni sensoriali in superficie.
La sostanza grigia è composta soprattutto da fasci di fibre nervose, mentre la sostanza bianca raccoglie i corpi cellulari neuronali.

La sostanza grigia è ricca di corpi cellulari neuronali, mentre la sostanza bianca è formata soprattutto da fasci di fibre nervose.

Spiegazione

La sostanza grigia contiene soprattutto corpi cellulari neuronali, mentre la sostanza bianca è costituita principalmente da fasci di fibre che collegano aree di sostanza grigia. Invertire queste componenti è un errore comune: i fasci di fibre caratterizzano la sostanza bianca.

3. Una lesione cerebrale danneggia l’emisfero sinistro: quale conseguenza è coerente con la specializzazione emisferica descritta?

Può compromettere il linguaggio e influire prevalentemente sul controllo del lato sinistro del corpo.
Può compromettere soprattutto la coordinazione bilaterale e lasciare invariato il controllo motorio controlaterale.
Può compromettere soprattutto la percezione visiva e influire prevalentemente sul controllo del lato destro del corpo.
Può compromettere il linguaggio e influire prevalentemente sul controllo del lato destro del corpo.

Può compromettere il linguaggio e influire prevalentemente sul controllo del lato destro del corpo.

Spiegazione

L’emisfero sinistro è specializzato per il linguaggio e ciascun emisfero controlla prevalentemente il lato controlaterale, quindi quello destro. L’associazione con il lato sinistro confonde il controllo controlaterale con quello ipsilaterale.

4. Qual è la funzione principale del corpo calloso?

Collegare i due emisferi tramite assoni, favorendo la comunicazione e l’integrazione delle informazioni.
Separare i due emisferi e limitare la trasmissione di informazioni tra le rispettive cortecce.
Collegare la corteccia cerebrale al midollo spinale, coordinando i comandi motori discendenti.
Unire la sostanza grigia superficiale ai nuclei profondi, regolando la produzione di risposte emotive.

Collegare i due emisferi tramite assoni, favorendo la comunicazione e l’integrazione delle informazioni.

Spiegazione

Il corpo calloso è la più grande commessura del sistema nervoso e connette i due emisferi tramite assoni, sostenendo lo scambio e l’integrazione delle informazioni. La sua funzione non è isolare gli emisferi, bensì metterli in comunicazione.

5. Su quale criterio si basò Brodmann per identificare le aree corticali?

Sulla funzione comportamentale prevalente osservata durante compiti cognitivi complessi.
Sulla posizione macroscopica delle aree rispetto ai solchi e ai giri cerebrali.
Sull’organizzazione e sulla disposizione delle cellule nervose, cioè sulla citoarchitettura.
Sulla quantità di fibre di sostanza bianca che collegano le diverse regioni corticali.

Sull’organizzazione e sulla disposizione delle cellule nervose, cioè sulla citoarchitettura.

Spiegazione

Brodmann identificò 52 aree corticali considerando la citoarchitettura, ossia l’organizzazione e la disposizione delle cellule nervose. Una classificazione basata sulla funzione è un criterio distinto da quello da lui adottato.

6. Quale insieme comprende i cinque tipi principali di aree della classificazione funzionale corticale?

Aree sensoriali secondarie, motorie secondarie, associative unimodali, viscerali autonomiche, paralimbiche e limbiche.
Aree sensoriali primarie, motorie primarie, associative unimodali, associative multimodali, paralimbiche e limbiche.
Aree sensoriali primarie, motorie primarie, associative bilaterali, associative spinali, paralimbiche e cerebellari.
Aree percettive primarie, motorie primarie, associative unimodali, associative multimodali, talamiche e ipotalamiche.

Aree sensoriali primarie, motorie primarie, associative unimodali, associative multimodali, paralimbiche e limbiche.

Spiegazione

La classificazione funzionale include aree sensoriali e motorie primarie, aree associative unimodali e multimodali e aree paralimbiche e limbiche. Le aree talamiche e ipotalamiche non sono tipi di aree corticali in questa classificazione.

7. Un’area integra informazioni uditive e visive: come viene classificata rispetto alla modalità sensoriale elaborata?

Come area associativa multimodale, perché integra informazioni provenienti da modalità diverse.
Come area motoria primaria, perché combina informazioni sensoriali per produrre un movimento.
Come area associativa unimodale, perché elabora una modalità sensoriale alla volta.
Come area sensoriale primaria, perché riceve direttamente segnali provenienti da più sensi.

Come area associativa multimodale, perché integra informazioni provenienti da modalità diverse.

Spiegazione

Le aree associative multimodali integrano informazioni provenienti da modalità sensoriali diverse, come vista e udito. Le aree unimodali, al contrario, elaborano informazioni relative a una sola modalità sensoriale.

8. In quale piano anatomico una sezione divide il cervello in porzioni destra e sinistra?

Nel piano coronale o frontale.
Nel piano sagittale.
Nel piano orizzontale.
Nel piano trasversale obliquo.

Nel piano sagittale.

Spiegazione

Il piano sagittale divide il cervello in porzioni destra e sinistra. Il piano coronale separa invece le parti anteriore e posteriore.

9. Quale descrizione dei lobi cerebrali è corretta?

Ogni emisfero comprende i lobi frontale, temporale, occipitale e parietale; l’insula è una regione nascosta che potrebbe essere considerata un lobo.
Ogni emisfero comprende i lobi frontale, parietale, limbico e occipitale; il temporale è una regione nascosta che potrebbe essere considerata un lobo.
Ogni emisfero comprende i lobi frontale, temporale, occipitale e parietale; l’insula è una regione superficiale chiaramente visibile.
Ogni emisfero comprende i lobi frontale, temporale, occipitale e insulare; il parietale è una regione nascosta che potrebbe essere considerata un lobo.

Ogni emisfero comprende i lobi frontale, temporale, occipitale e parietale; l’insula è una regione nascosta che potrebbe essere considerata un lobo.

Spiegazione

La suddivisione macroscopica comprende i lobi frontale, temporale, occipitale e parietale; l’insula è ripiegata e nascosta e potrebbe essere considerata un lobo. L’insula, quindi, non è una regione superficiale chiaramente visibile.

10. Quale solco separa i lobi frontale e parietale?

La scissura di Silvio.
Il solco centrale.
Il solco parieto-occipitale.
La scissura interemisferica.

Il solco centrale.

Spiegazione

Il solco centrale separa il lobo frontale da quello parietale. La scissura di Silvio delimita invece il lobo temporale rispetto alle regioni frontale e parietale.

11. Qual è la funzione della corteccia motoria primaria, situata immediatamente davanti al solco centrale?

Eseguire i movimenti volontari organizzati secondo una rappresentazione somatotopica del corpo
Selezionare movimenti in risposta a stimoli esterni senza una rappresentazione corporea
Produrre il linguaggio attraverso il controllo dei movimenti articolatori
Pianificare il sequenziamento dei movimenti volontari senza controllarne l’esecuzione

Eseguire i movimenti volontari organizzati secondo una rappresentazione somatotopica del corpo

Spiegazione

La corteccia motoria primaria esegue i movimenti volontari e rappresenta le diverse parti del corpo in modo somatotopico. La pianificazione e il sequenziamento sono invece associati soprattutto all’area supplementare motoria.

12. Nell’homunculus motorio, perché le mani sono raffigurate con dimensioni relativamente grandi?

Perché occupano una porzione del corpo maggiore rispetto agli arti inferiori
Perché richiedono un’estesa rappresentazione corticale per i movimenti fini e precisi
Perché ricevono più informazioni sensoriali rispetto a ogni altra parte del corpo
Perché controllano direttamente la pianificazione di tutti i movimenti volontari

Perché richiedono un’estesa rappresentazione corticale per i movimenti fini e precisi

Spiegazione

Le mani richiedono movimenti fini e precisi, perciò occupano una porzione relativamente ampia della corteccia motoria. Le dimensioni raffigurate nell’homunculus non indicano la grandezza reale delle parti corporee.

13. Una persona prepara e avvia una sequenza volontaria di movimenti senza dipendere da un segnale esterno: quale area contribuisce soprattutto a questa attività?

L’area supplementare motoria, coinvolta nella pianificazione, nell’iniziazione e nel sequenziamento
La corteccia premotoria, specializzata nella selezione di movimenti guidati da stimoli esterni
L’area di Broca, che organizza i movimenti volontari non verbali in sequenze
La corteccia motoria primaria, responsabile della comprensione dei segnali che guidano l’azione

L’area supplementare motoria, coinvolta nella pianificazione, nell’iniziazione e nel sequenziamento

Spiegazione

L’area supplementare motoria partecipa alla pianificazione, all’avvio e al sequenziamento dei movimenti volontari. La corteccia premotoria, invece, seleziona e controlla movimenti guidati da stimoli esterni.

14. Quale insieme di funzioni permette alla corteccia prefrontale di guidare in modo flessibile un comportamento orientato a uno scopo?

Riconoscimento dei volti, analisi della luminosità e localizzazione degli stimoli nello spazio
Produzione linguistica, percezione dei toni e formazione di nuovi ricordi episodici
Esecuzione somatotopica dei movimenti, elaborazione uditiva e comprensione delle parole
Pensiero astratto, pianificazione, memoria di lavoro, controllo del comportamento e decisione

Pensiero astratto, pianificazione, memoria di lavoro, controllo del comportamento e decisione

Spiegazione

La corteccia prefrontale sostiene funzioni esecutive come pianificazione, memoria di lavoro, decisione e controllo del comportamento, oltre al pensiero astratto. L’esecuzione somatotopica dei movimenti è una funzione della corteccia motoria primaria.

15. Dove si trova la corteccia uditiva primaria e quale organizzazione caratterizza la sua rappresentazione dei suoni?

Nel giro temporale superiore, con frequenze diverse rappresentate in regioni differenti
Nel lobo frontale, con una rappresentazione somatotopica delle frequenze provenienti dall’orecchio
Nel lobo temporale mediale, con ricordi episodici organizzati secondo la frequenza sonora
Nel giro temporale superiore, con tutte le frequenze rappresentate nella stessa regione corticale

Nel giro temporale superiore, con frequenze diverse rappresentate in regioni differenti

Spiegazione

La corteccia uditiva primaria si trova nel giro temporale superiore e presenta un’organizzazione tonotopica, in cui frequenze diverse corrispondono a regioni diverse. La rappresentazione in un’unica regione non descrive questa organizzazione.

16. Una lesione dell’area di Wernicke può compromettere la comprensione del linguaggio lasciando relativamente intatta quale capacità?

La produzione verbale
La memoria di lavoro
La pianificazione dei movimenti volontari
Il riconoscimento visivo dei volti

La produzione verbale

Spiegazione

L’area di Wernicke, nel lobo temporale sinistro, è cruciale per la comprensione del linguaggio, e una sua lesione può risparmiare relativamente la produzione verbale. La produzione del linguaggio è invece associata all’area di Broca.

17. Quale forma di memoria dipende in modo fondamentale dal lobo temporale e comprende componenti episodiche e semantiche?

La memoria procedurale
La memoria sensoriale
La memoria dichiarativa
La memoria di lavoro

La memoria dichiarativa

Spiegazione

Il lobo temporale è fondamentale per la memoria dichiarativa, che comprende la componente episodica e quella semantica. La memoria di lavoro è invece una delle funzioni sostenute dalla corteccia prefrontale.

18. Una persona vede correttamente un oggetto ma non riesce a identificarlo: quale deficit è compatibile con una lesione della via visiva ventrale?

Prosopagnosia dovuta a un deficit primario nella percezione della luminosità
Difficoltà di localizzazione spaziale causata da una lesione della via dorsale
Perdita della sensibilità visiva primaria, con riconoscimento degli oggetti conservato
Agnosia visiva, con difficoltà di riconoscimento nonostante la sensibilità visiva primaria conservata

Agnosia visiva, con difficoltà di riconoscimento nonostante la sensibilità visiva primaria conservata

Spiegazione

La via ventrale è specializzata nel riconoscimento di oggetti, volti e stimoli complessi; una sua lesione può causare agnosia visiva senza compromettere la sensibilità visiva primaria. Un deficit di localizzazione è invece associato alla via dorsale.

19. Qual è il percorso seguito dalle informazioni visive dalla retina fino alla corteccia visiva primaria?

Cellule retiniche, nervo ottico, talamo e corteccia V1 nel lobo occipitale
Cellule retiniche, nervo ottico, ippocampo e corteccia uditiva nel lobo temporale
Cellule retiniche, nervo ottico, cervelletto e corteccia visiva secondaria nel lobo parietale
Cellule retiniche, talamo, nervo ottico e corteccia motoria nel lobo frontale

Cellule retiniche, nervo ottico, talamo e corteccia V1 nel lobo occipitale

Spiegazione

Le informazioni visive passano dalla retina attraverso il nervo ottico al talamo e raggiungono V1, o area 17 di Brodmann, nel lobo occipitale. L’ippocampo non è una tappa del percorso descritto verso la corteccia visiva primaria.

20. Quale caratteristica dello stimolo viene analizzata dalla corteccia visiva primaria più direttamente rispetto alle aree visive associative?

Il colore degli stimoli complessi
La direzione del movimento
La forma complessiva degli oggetti
L’orientamento delle linee

L’orientamento delle linee

Spiegazione

La corteccia visiva primaria analizza caratteristiche elementari, tra cui l’orientamento delle linee, il contrasto, la posizione e la luminosità. La direzione, la forma e il colore sono aspetti più complessi elaborati dalle aree visive secondarie e associative.

21. Quale descrizione distingue correttamente la via ventrale dalla via dorsale dell’elaborazione visiva?

La via ventrale guida i movimenti volontari, mentre la dorsale riconosce volti e stimoli complessi
La via ventrale contribuisce al riconoscimento degli oggetti, mentre la dorsale ne localizza la posizione e guida azioni visive
La via ventrale analizza caratteristiche visive elementari, mentre la dorsale produce la comprensione del linguaggio
La via ventrale localizza gli oggetti e guida le azioni, mentre la dorsale ne riconosce l’identità

La via ventrale contribuisce al riconoscimento degli oggetti, mentre la dorsale ne localizza la posizione e guida azioni visive

Spiegazione

La via ventrale contribuisce a riconoscere che cosa sia un oggetto, mentre la via dorsale, che coinvolge il lobo parietale, ne localizza la posizione e trasforma l’informazione visiva in azioni. La localizzazione e la guida dell’azione sono quindi attribuite alla via dorsale, non a quella ventrale.

22. Come si organizza la rappresentazione del corpo nella corteccia somatosensoriale primaria?

È organizzata per modalità sensoriali, senza mappare le parti del corpo.
È proporzionale alle dimensioni fisiche delle parti del corpo.
È uniforme, con la stessa estensione corticale per ogni parte del corpo.
È somatotopica e assegna più corteccia alle parti più sensibili.

È somatotopica e assegna più corteccia alle parti più sensibili.

Spiegazione

La corteccia somatosensoriale primaria rappresenta il corpo in modo somatotopico e dedica porzioni più ampie alle parti più sensibili. Una mappa proporzionale alle dimensioni corporee non descrive questa organizzazione.

23. Una lesione parietale può rendere più difficile integrare la posizione degli arti con le sensazioni tattili: quale contributo del lobo parietale è coinvolto?

Il controllo della forza muscolare e dei riflessi per mantenere l’equilibrio corporeo.
L’elaborazione di tatto, dolore, temperatura e propriocezione per rappresentare corpo e spazio.
La regolazione della vista e dell’udito per riconoscere oggetti e suoni nello spazio.
L’elaborazione degli odori e dei sapori per distinguere gli stimoli presenti nell’ambiente.

L’elaborazione di tatto, dolore, temperatura e propriocezione per rappresentare corpo e spazio.

Spiegazione

Il lobo parietale elabora tatto, dolore, temperatura e propriocezione, contribuendo alla rappresentazione del corpo e dello spazio. Il controllo della forza e dei riflessi non riassume queste funzioni sensoriali e rappresentative.

24. Quale insieme di capacità riflette il contributo del lobo parietale oltre all’elaborazione sensoriale?

Produzione verbale, comprensione grammaticale e controllo della voce durante il discorso.
Pianificazione endocrina, regolazione del sonno e controllo delle risposte autonomiche.
Memoria autobiografica, regolazione emotiva e riconoscimento dei volti familiari.
Cognizione numerica e spaziale, attenzione e funzioni prassiche per azioni intenzionali apprese.

Cognizione numerica e spaziale, attenzione e funzioni prassiche per azioni intenzionali apprese.

Spiegazione

Il lobo parietale contribuisce alla cognizione numerica e spaziale, all’attenzione e alle prassie, che organizzano movimenti volontari intenzionali e appresi. Produzione e comprensione del linguaggio non sono l’insieme di funzioni parietali indicato.

25. Come usa le lesioni cerebrali l’approccio neuropsicologico per formulare ipotesi sulle funzioni delle strutture danneggiate?

Mette in relazione la sede della lesione con deficit percettivi, motori, emozionali o cognitivi.
Attribuisce ogni deficit alla struttura più vicina, senza esaminare il tipo di capacità compromessa.
Confronta la forma del cranio con le abilità del paziente per localizzare le funzioni mentali.
Deduce le funzioni cerebrali dalle risposte del paziente senza considerare i deficit osservati.

Mette in relazione la sede della lesione con deficit percettivi, motori, emozionali o cognitivi.

Spiegazione

L’approccio neuropsicologico collega le lesioni a deficit percettivi, motori, emozionali o cognitivi per ipotizzare le funzioni delle strutture danneggiate. Attribuire il deficit alla struttura più vicina senza considerare la capacità compromessa non costituisce questo metodo.

26. Se una struttura neurale contribuisce a una funzione e viene compromessa, quale esito ci si aspetta secondo il principio neuropsicologico?

La capacità corrispondente migliora perché altre strutture compensano la lesione.
La capacità corrispondente scompare in ogni caso, indipendentemente dalla gravità.
La capacità corrispondente può risultare ridotta o alterata.
La capacità corrispondente resta invariata, mentre cambiano abilità non collegate.

La capacità corrispondente può risultare ridotta o alterata.

Spiegazione

Se una struttura contribuisce a una funzione, la sua compromissione dovrebbe ridurre o alterare la capacità corrispondente. La scomparsa completa non è necessaria: il principio prevede anche una semplice alterazione o riduzione.

27. Quale quadro clinico descrisse Paul Broca nel paziente Tan nel 1861?

Comprensione del linguaggio compromessa, produzione fluente senza significato e lesione temporale sinistra.
Produzione e comprensione entrambe compromesse e lesione nella porzione inferiore del lobo frontale destro.
Comprensione uditiva integra, produzione fluente senza significato e lesione nel lobo temporale destro.
Produzione del linguaggio compromessa, comprensione uditiva relativamente integra e lesione frontale inferiore sinistra.

Produzione del linguaggio compromessa, comprensione uditiva relativamente integra e lesione frontale inferiore sinistra.

Spiegazione

Broca descrisse Tan come incapace di produrre linguaggio pur mantenendo relativamente integra la comprensione uditiva; l’esame post mortem rilevò una lesione frontale inferiore sinistra. Il quadro di comprensione compromessa con produzione fluente ma priva di significato è invece associato a Wernicke.

28. Quale profilo associò Carl Wernicke nel 1874 a una lesione del lobo temporale sinistro?

Produzione e comprensione compromesse con eloquio non fluente.
Produzione compromessa e comprensione uditiva relativamente integra.
Comprensione integra e produzione fluente con difficoltà articolatorie.
Comprensione compromessa e produzione verbale fluente ma priva di significato.

Comprensione compromessa e produzione verbale fluente ma priva di significato.

Spiegazione

Wernicke associò una lesione temporale sinistra a una comprensione del linguaggio compromessa e a una produzione fluente ma priva di significato. La produzione compromessa con comprensione relativamente integra corrisponde al quadro descritto da Broca.

29. Quale cambiamento seguì all’incidente di Phineas Gage del 1848?

Subì una lesione prefrontale estesa, ma sviluppò principalmente una perdita generale dell’intelligenza.
Subì una lesione prefrontale estesa e perse la capacità di svolgere la maggior parte delle funzioni di base.
Subì una lesione prefrontale estesa, sopravvisse e manifestò profondi cambiamenti nel comportamento e nella personalità.
Riportò una lesione limitata alle aree posteriori e mantenne invariati comportamento e personalità.

Subì una lesione prefrontale estesa, sopravvisse e manifestò profondi cambiamenti nel comportamento e nella personalità.

Spiegazione

Gage sopravvisse alla lesione della porzione anteriore dei lobi frontali e conservò molte funzioni di base, ma il suo comportamento e la sua personalità cambiarono profondamente. La perdita della maggior parte delle funzioni di base non descrive l’esito riportato.

30. Una persona con lesioni prefrontali fatica a pianificare le attività quotidiane, inibire risposte impulsive e regolare il comportamento sociale, pur senza un deficit generale dell’intelligenza: quale quadro descrive meglio queste difficoltà?

Un deficit generale dell’intelligenza, che compromette ogni ambito cognitivo.
Un disturbo della memoria, che impedisce di conservare nuove informazioni.
Una sindrome disesecutiva, con compromissione delle funzioni esecutive.
Una difficoltà motoria, che altera l’esecuzione fisica dei movimenti volontari.

Una sindrome disesecutiva, con compromissione delle funzioni esecutive.

Spiegazione

La sindrome disesecutiva deriva da lesioni prefrontali e può compromettere pianificazione, inibizione e regolazione sociale senza implicare un deficit generale dell’intelligenza. Un deficit generale dell’intelligenza, quindi, non è la definizione del quadro descritto.

31. Che cosa caratterizza i pazienti split-brain rispetto alla comunicazione tra emisferi?

Il corpo calloso è reciso e l’informazione che raggiunge un emisfero non può essere trasmessa all’altro.
Il corpo calloso è reciso, ma l’informazione passa all’altro emisfero attraverso la corteccia prefrontale.
Le connessioni tra emisferi sono recise e impediscono a ciascun emisfero di elaborare informazioni.
Il corpo calloso è integro e consente ai due emisferi di scambiarsi le informazioni ricevute.

Il corpo calloso è reciso e l’informazione che raggiunge un emisfero non può essere trasmessa all’altro.

Spiegazione

Nei pazienti split-brain il corpo calloso viene reciso per prevenire la diffusione delle crisi epilettiche, impedendo il trasferimento dell’informazione tra emisferi. Con il corpo calloso integro, invece, le informazioni possono essere integrate attraverso questa commessura.

32. Un paziente split-brain fissa un punto centrale mentre un oggetto appare brevemente nel campo visivo sinistro: quale risposta ci si può attendere?

Riesce a riferire verbalmente l’oggetto e può selezionarlo con la mano destra.
Non riesce a riferire verbalmente l’oggetto, ma può selezionarlo con la mano sinistra.
Non riesce a riferire verbalmente l’oggetto e non può selezionarlo con nessuna delle due mani.
Riesce a riferire verbalmente l’oggetto, ma non può selezionarlo con la mano sinistra.

Non riesce a riferire verbalmente l’oggetto, ma può selezionarlo con la mano sinistra.

Spiegazione

Lo stimolo nel campo visivo sinistro raggiunge l’emisfero destro e non può essere riferito verbalmente, ma può guidare la selezione dell’oggetto con la mano sinistra. Lo stimolo nel campo visivo destro raggiunge invece l’emisfero sinistro, specializzato per il linguaggio, e può essere riferito verbalmente.

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Quale posizione occupa la corteccia cerebrale nel cervello?

È lo strato più esterno del cervello.

Quali strutture, insieme alla corteccia cerebrale, costituiscono il telencefalo?

Le strutture sottocorticali.

Da quali componenti è ricca la sostanza grigia?

Di corpi cellulari neuronali.

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