Quiz: Sviluppo motorio e comunicazione (54 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Che cosa descrive l’ontogenesi della motricità?

La sequenza di riflessi che caratterizza il movimento nei primi mesi di vita
Il processo con cui si acquisiscono abilità sportive tramite allenamenti specializzati
La variazione delle capacità motorie causata esclusivamente dall’ambiente sociale
Il percorso attraverso cui si raggiungono forme evolute di movimento passando per tappe di sviluppo

Il percorso attraverso cui si raggiungono forme evolute di movimento passando per tappe di sviluppo

Spiegazione

L’ontogenesi della motricità è il percorso che porta da una condizione iniziale motoriamente sottosviluppata a forme evolute, attraverso tappe di sviluppo. L’acquisizione di abilità sportive specializzate riguarda un ambito più ristretto e non descrive l’intero percorso ontogenetico.

2. Quale insieme di fattori condiziona la crescita motoria di una persona?

Patrimonio genetico e ambiente scolastico, senza un ruolo delle esperienze personali
Patrimonio genetico, ambienti di vita ed esperienze individuali di movimento
Esperienze sportive e ambiente culturale, senza l’influenza degli altri contesti sociali
Ambiente fisico e familiare, con una crescita indipendente dal patrimonio genetico

Patrimonio genetico, ambienti di vita ed esperienze individuali di movimento

Spiegazione

La crescita motoria dipende dall’interazione tra patrimonio genetico della specie e individuale, diversi ambienti di vita ed esperienze personali di movimento. Considerare irrilevanti le esperienze individuali esclude uno dei fattori indicati.

3. Quale percorso educativo favorisce la crescita motoria durante lo sviluppo?

Privilegiare la quantità di movimento rinviando lo sviluppo qualitativo degli schemi
Concentrare l’attività sul perfezionamento precoce di un solo gesto sportivo
Proporre attività sportive specialistiche prima di consolidare gli schemi motori di base
Offrire esperienze serene, sviluppare gli schemi motori e le capacità e avvicinare allo sport in modo polivalente

Offrire esperienze serene, sviluppare gli schemi motori e le capacità e avvicinare allo sport in modo polivalente

Spiegazione

La crescita motoria è favorita da esperienze serene, dallo sviluppo quantitativo e qualitativo degli schemi di base, dal miglioramento delle capacità e da un avvicinamento educativo e polivalente allo sport. La specializzazione precoce in un solo gesto non corrisponde a questo approccio polivalente.

4. Come si suddivide il periodo prenatale in base alle fasi dello sviluppo?

Fase embrionale fino al terzo mese e fase fetale dal terzo mese alla nascita
Fase embrionale dal concepimento alla nascita e fase fetale nelle prime otto settimane
Fase embrionale nelle prime otto settimane e fase fetale fino al settimo mese
Fase embrionale dal concepimento alle otto settimane e fase fetale dalle otto settimane alla nascita

Fase embrionale dal concepimento alle otto settimane e fase fetale dalle otto settimane alla nascita

Spiegazione

Il periodo prenatale comprende lo sviluppo dell’embrione, dal concepimento alle otto settimane, e quello del feto, dalle otto settimane fino alla nascita. La fase fetale non termina al settimo mese, ma prosegue fino alla nascita.

5. Quale descrizione distingue correttamente i movimenti massivi incontrollati da quelli atetotici nei primi tre mesi?

I massivi sono risposte a stimoli specifici; gli atetotici sono movimenti volontari diretti a un oggetto
I massivi sono segmentari e compaiono nella calma; gli atetotici coinvolgono tutto il corpo con uno scopo
I massivi coinvolgono più parti del corpo senza uno scopo apparente; gli atetotici sono segmentari e tipici della calma
I massivi compaiono soprattutto durante il rilassamento; gli atetotici sono movimenti coordinati di spostamento

I massivi coinvolgono più parti del corpo senza uno scopo apparente; gli atetotici sono segmentari e tipici della calma

Spiegazione

I movimenti massivi incontrollati coinvolgono simultaneamente più parti del corpo e non sembrano diretti a uno scopo, mentre quelli atetotici sono segmentari e caratteristici della calma e del rilassamento. I movimenti massivi non sono definiti come risposte a stimoli specifici.

6. Che cosa accade nel riflesso di grasping quando il palmo del neonato entra in contatto con un oggetto?

La mano si sposta verso l’oggetto senza chiudersi attorno a esso
La mano si chiude in seguito alla stimolazione tattile del palmo
Il braccio si estende per allontanare l’oggetto dal corpo
Le dita si aprono per favorire il rilascio dell’oggetto

La mano si chiude in seguito alla stimolazione tattile del palmo

Spiegazione

Il grasping è il riflesso di prensione per cui il contatto tattile del palmo con un oggetto provoca la chiusura della mano. L’apertura delle dita descrive una risposta opposta a quella di prensione.

7. Quale risposta motoria può manifestare un bambino tra i quattro e i sei mesi quando viene portato verso il suolo?

Avvia il cammino autonomo coordinando passi alternati
Estende e abduce gli arti inferiori nella reazione a paracadute
Ruota volontariamente e striscia in avanti per raggiungere il suolo
Flette gli arti inferiori e mantiene le braccia aderenti al tronco

Estende e abduce gli arti inferiori nella reazione a paracadute

Spiegazione

Tra i quattro e i sei mesi può comparire la reazione a paracadute, con estensione e abduzione degli arti inferiori quando il bambino viene portato verso il suolo. Il rotolamento volontario e lo strisciare in avanti compaiono invece più avanti, tra il settimo e l’ottavo mese.

8. Qual è la differenza tra movimenti riflessi e movimenti spontanei nei primi sei mesi?

I riflessi sono azioni volontarie dirette a un obiettivo, mentre gli spontanei sono risposte stereotipe
I riflessi sono risposte stereotipe a stimoli specifici, mentre gli spontanei non hanno uno scopo preciso e possono essere privi di stimoli esterni
I riflessi compaiono senza stimoli esterni, mentre gli spontanei richiedono sempre un contatto tattile
I riflessi sono movimenti senza scopo che possono avvenire senza stimoli, mentre gli spontanei seguono stimoli specifici

I riflessi sono risposte stereotipe a stimoli specifici, mentre gli spontanei non hanno uno scopo preciso e possono essere privi di stimoli esterni

Spiegazione

I movimenti riflessi sono risposte stereotipe provocate da stimoli specifici; i movimenti spontanei non sono diretti a uno scopo preciso e possono verificarsi senza stimoli esterni. Attribuire ai movimenti spontanei una risposta stereotipa a stimoli specifici confonde le due categorie.

9. Quale profilo caratterizza il gioco e la motricità tra i 18 mesi e i 3 anni?

Gioco soprattutto individuale, fantasioso e imitativo; motricità ancora grezza mentre si consolidano il cammino e i primi abbozzi di corsa
Gioco soprattutto individuale e imitativo; motricità fine già consolidata e cammino ancora da acquisire
Gioco competitivo con regole stabili; motricità di base perfezionata e corsa coordinata
Gioco prevalentemente cooperativo e regolato; motricità già precisa con corsa consolidata

Gioco soprattutto individuale, fantasioso e imitativo; motricità ancora grezza mentre si consolidano il cammino e i primi abbozzi di corsa

Spiegazione

In questa fascia d’età il gioco è soprattutto individuale, fantasioso e imitativo, mentre la motricità di base è ancora grezza e dispendiosa; il bambino consolida il cammino e abbozza la corsa. Un gioco già prevalentemente cooperativo con motricità precisa descrive un livello più avanzato.

10. Quale opportunità è opportuno offrire al bambino nella prima infanzia per sostenere lo sviluppo motorio?

Attività guidate concentrate sulla ripetizione di gesti tecnici di uno sport
Pratica organizzata di abilità combinate, rinviando gli schemi motori di base
Esercizi mirati a limitare le prove spontanee e a ridurre la varietà dei movimenti
Libertà di sperimentare schemi come afferrare, lanciare, saltare, spingere e stare appeso

Libertà di sperimentare schemi come afferrare, lanciare, saltare, spingere e stare appeso

Spiegazione

Nella prima infanzia è opportuno lasciare libertà di sperimentare diversi schemi motori di base, tra cui afferrare, lanciare, saltare, spingere e stare appeso. Concentrarsi sui gesti tecnici di uno sport restringe la varietà di esperienze motorie raccomandata.

11. Quale combinazione descrive il periodo tra i tre e i cinque anni?

Si perfezionano i movimenti e il periodo è detto turgor primus, con motricità fine ancora inalterata
Si consolida soprattutto il cammino, la motricità resta grezza e il periodo è detto turgor secundus
Si sviluppa la motricità fine, si consolidano e perfezionano i movimenti e il periodo è detto turgor primus
Si sviluppa la motricità fine, ma il rapporto tra peso e statura diventa sfavorevole

Si sviluppa la motricità fine, si consolidano e perfezionano i movimenti e il periodo è detto turgor primus

Spiegazione

Tra i tre e i cinque anni la motricità fine si sviluppa e quella generale si consolida e si perfeziona; auxologicamente il periodo è chiamato turgor primus e presenta un rapporto favorevole tra peso e statura. La motricità fine non rimane inalterata in questa fase.

12. Che cosa caratterizza la proceritas prima intorno ai sei-sette anni?

La statura aumenta più del peso e il bambino assume un aspetto più longilineo.
Il peso aumenta più della statura e il bambino assume un aspetto più robusto.
Peso e statura aumentano in modo equilibrato e le proporzioni restano invariate.
La statura cresce rapidamente mentre il peso diminuisce e la corporatura si assottiglia.

La statura aumenta più del peso e il bambino assume un aspetto più longilineo.

Spiegazione

Nella proceritas prima l’incremento staturale prevale su quello ponderale, rendendo il bambino più longilineo. L’aumento del peso più rapido della crescita staturale descrive la tendenza opposta.

13. Quale proposta educativa è più adatta a bambini di sei-sette anni?

Attività intense senza pause, concentrate sul potenziamento degli arti e sulla memorizzazione di regole.
Attività brevi e interessanti che promuovono consapevolezza corporea, irrobustimento, socialità, autonomia e autocontrollo.
Attività prolungate e ripetitive orientate soprattutto alla resistenza e alla specializzazione tecnica.
Esercizi astratti e individuali che privilegiano la competizione e la prestazione rispetto alla socialità.

Attività brevi e interessanti che promuovono consapevolezza corporea, irrobustimento, socialità, autonomia e autocontrollo.

Spiegazione

A questa età sono indicate attività brevi e interessanti che sostengano consapevolezza sensoriale e corporea, irrobustimento addominale e dorsale, socializzazione, autonomia e autocontrollo. Un programma prolungato e centrato sulla resistenza non rispecchia questi obiettivi educativi.

14. Perché il periodo tra gli otto e gli undici anni è favorevole agli apprendimenti motori?

La coordinazione raggiunge il livello adulto e rende superflua la sperimentazione di schemi motori diversi.
La crescita si arresta e il bambino può dedicarsi soprattutto al consolidamento delle abilità sportive.
La proceritas prima accelera la crescita staturale e rende più semplice specializzarsi in un solo schema motorio.
Il turgor secundus riequilibra peso e statura, favorendo apprendimenti e sviluppo variato degli schemi motori.

Il turgor secundus riequilibra peso e statura, favorendo apprendimenti e sviluppo variato degli schemi motori.

Spiegazione

Il turgor secundus ristabilisce un equilibrio favorevole tra peso e statura, rendendo questa fase propizia agli apprendimenti e alla varietà degli schemi motori. La specializzazione in un solo schema non è la caratteristica indicata per questo periodo.

15. Un bambino di dieci anni affronta ragionamenti astratti con maggiore facilità e rispetta più autonomamente le regole: quale cambiamento è coerente con questa situazione?

A sei-sette anni la proceritas prima consolida la comprensione astratta e il rispetto autonomo delle regole.
Tra gli otto e gli undici anni il turgor secundus determina il picco di crescita staturale e l’avvio della pubertà.
Tra i quattordici e i diciotto anni si acquisiscono per la prima volta socialità e capacità di rilassamento.
Dopo i nove anni possono migliorare coordinazione, consapevolezza corporea, rilassamento e autonomia morale.

Dopo i nove anni possono migliorare coordinazione, consapevolezza corporea, rilassamento e autonomia morale.

Spiegazione

Dopo i nove anni migliorano, tra gli altri aspetti, la comprensione di ragionamenti astratti, la coordinazione neuromotoria e l’autonomia morale. Il turgor secundus riguarda invece l’equilibrio tra peso e statura e la propensione agli apprendimenti motori.

16. Quale andamento descrive lo spurt adolescenziale tra gli undici e i quattordici anni?

Un rapido aumento del peso, con picco tra 13,5 e 14 anni nelle femmine e tra 11,5 e 12 nei maschi.
Un rapido aumento della statura, con picco tra 11,5 e 12 anni nelle femmine e tra 13,5 e 14 nei maschi.
Una crescita staturale graduale, con picco contemporaneo per femmine e maschi intorno ai tredici anni.
Una crescita accelerata della statura che inizia dopo i quattordici anni e raggiunge il picco verso i diciotto.

Un rapido aumento della statura, con picco tra 11,5 e 12 anni nelle femmine e tra 13,5 e 14 nei maschi.

Spiegazione

L’avvio della pubertà provoca un rapido aumento della statura, il cui picco si presenta prima nelle femmine che nei maschi. L’inversione delle età di picco non corrisponde all’andamento descritto.

17. Durante la preadolescenza, un ragazzo sembra aver perso temporaneamente un’abilità motoria già acquisita: quale interpretazione è appropriata?

La perdita indica che l’abilità è stata sostituita in modo definitivo dallo sviluppo puberale.
Può trattarsi di una perdita temporanea, recuperabile e migliorabile attraverso movimento e ragionamento.
La difficoltà dimostra che le abilità motorie si consolidano solo dopo i diciotto anni.
Il ragazzo dovrebbe evitare di muoversi finché la crescita staturale non è terminata.

Può trattarsi di una perdita temporanea, recuperabile e migliorabile attraverso movimento e ragionamento.

Spiegazione

In preadolescenza alcune abilità motorie acquisite possono diminuire temporaneamente, ma il ragazzo può recuperarle e migliorarle muovendosi e ragionando. Evitare il movimento non è la risposta indicata per favorire il recupero.

18. Quale quadro dello sviluppo è tipico tra i quattordici e i diciotto anni?

Si avvia la pubertà e si verifica il picco di crescita staturale, mentre le abilità sportive restano invariate.
Si stabilizzano le proporzioni tra peso e statura, mentre le capacità coordinative non sono ancora consolidate.
Si consolidano autocontrollo e personalità adulta, mentre capacità motorie e abilità sportive si sviluppano e si perfezionano.
Si perdono temporaneamente le abilità motorie e si recuperano soprattutto tramite esercizi di rilassamento.

Si consolidano autocontrollo e personalità adulta, mentre capacità motorie e abilità sportive si sviluppano e si perfezionano.

Spiegazione

Tra i quattordici e i diciotto anni si consolidano il controllo di sé e la personalità adulta; capacità condizionali e coordinative raggiungono il massimo sviluppo e le abilità sportive vengono perfezionate. L’avvio della pubertà e il relativo spurt sono caratteristici della fase precedente.

19. Una persona dice con tono sereno «Sono tranquillo», ma il suo sguardo e la postura comunicano tensione: quale distinzione aiuta a interpretare il messaggio?

Le parole costituiscono il metamessaggio, mentre sguardo e postura formano il messaggio primario intellettuale.
Le parole veicolano il messaggio primario, mentre tono e postura possono esprimere un metamessaggio inconsapevole.
Sia le parole sia la postura trasmettono soltanto contenuti consapevoli e intellettuali.
Il tono di voce esprime il messaggio primario, mentre le parole rappresentano una comunicazione non verbale.

Le parole veicolano il messaggio primario, mentre tono e postura possono esprimere un metamessaggio inconsapevole.

Spiegazione

Il messaggio primario è consapevole e intellettuale, mentre il metamessaggio è generalmente inconsapevole e può emergere da tono, gesti, posture e sguardi. Considerare parole e segnali corporei come se avessero ruoli inversi confonde i due livelli.

20. Un bambino tocca diversi oggetti, ne riconosce le caratteristiche e poi usa parole per descriverli: quale funzione dell’esperienza motoria è illustrata?

Permette di memorizzare i nomi degli oggetti, ma non di riconoscerne le caratteristiche attraverso i sensi.
Permette di costruire concetti generalizzabili prima dell’esplorazione e del riconoscimento sensoriale.
Permette di esplorare gli oggetti, fissarne le percezioni in memoria e associarle a parole e concetti generalizzabili.
Permette di trasformare direttamente le parole in movimenti, senza passare dalla percezione sensoriale degli oggetti.

Permette di esplorare gli oggetti, fissarne le percezioni in memoria e associarle a parole e concetti generalizzabili.

Spiegazione

Attraverso il movimento il bambino esplora gli oggetti, ne riconosce le qualità sensoriali, conserva le percezioni in memoria e le associa a parole e concetti generalizzabili. La costruzione dei concetti non precede l’esplorazione sensoriale nel processo descritto.

21. Qual è la sequenza che descrive il passaggio dal vissuto corporeo al linguaggio?

Dalla percezione si passa alla verbalizzazione e dalla verbalizzazione alla simbolizzazione.
Dalla percezione si passa alla simbolizzazione e dalla simbolizzazione alla verbalizzazione.
Dalla simbolizzazione si passa alla verbalizzazione e dalla verbalizzazione alla percezione.
Dalla verbalizzazione si passa alla percezione e dalla percezione alla simbolizzazione.

Dalla percezione si passa alla simbolizzazione e dalla simbolizzazione alla verbalizzazione.

Spiegazione

Il percorso procede dalla percezione alla simbolizzazione, per arrivare poi alla verbalizzazione. La sequenza che colloca la verbalizzazione prima della simbolizzazione inverte le fasi del processo.

22. Perché la produzione verbale può essere considerata una forma di coordinazione motoria?

Richiede di associare ogni gesto corporeo a un fonema e ogni postura a un grafema.
Richiede di coordinare i muscoli della fonazione e i movimenti della lingua rispetto al palato.
Richiede di coordinare il tono di voce con lo sguardo per costruire un metamessaggio.
Richiede di coordinare la percezione degli oggetti con la loro conservazione nella memoria.

Richiede di coordinare i muscoli della fonazione e i movimenti della lingua rispetto al palato.

Spiegazione

La comunicazione verbale coinvolge la coordinazione dei muscoli responsabili della fonazione e dei movimenti della lingua rispetto al palato. L’associazione tra percezioni degli oggetti e memoria riguarda invece un diverso processo legato all’esperienza motoria.

23. Quale coordinazione motoria è necessaria per produrre il linguaggio verbale?

La coordinazione dei muscoli delle mani, delle braccia, delle spalle e del torace
La coordinazione dei muscoli della fonazione, della lingua, del cavo orale, del viso e del diaframma
La coordinazione dei muscoli delle gambe, dei piedi, del bacino e dell’addome
La coordinazione dei muscoli della vista, dell’udito, del collo e della schiena

La coordinazione dei muscoli della fonazione, della lingua, del cavo orale, del viso e del diaframma

Spiegazione

La produzione verbale è un atto motorio che richiede il coordinamento degli organi coinvolti nella fonazione e nell’articolazione, insieme al diaframma. I muscoli degli arti possono accompagnare il parlato, ma non costituiscono la coordinazione necessaria alla produzione dei suoni verbali.

24. Quale principio dell’alfabeto ha contribuito alla diffusione della cultura e della comunicazione scritta e parlata?

L’associazione di una frase completa a ciascun suono
L’associazione di un significato distinto a ciascun accento
L’associazione di una regola grammaticale a ciascuna sillaba
L’associazione di un grafema a ciascun fonema

L’associazione di un grafema a ciascun fonema

Spiegazione

L’alfabeto associa i grafemi ai fonemi e ha favorito la diffusione della cultura e della comunicazione scritta e parlata. Un alfabeto non assegna una frase completa a ogni suono: le frasi si compongono combinando elementi linguistici.

25. Da quali componenti è formato il segno linguistico?

Da un emittente, cioè chi produce il messaggio, e da un destinatario, cioè chi lo riceve
Da un referente, cioè un oggetto reale, e da un contesto, cioè la situazione comunicativa
Da un significante, cioè una forma fonica o grafica, e da un significato, cioè un contenuto semantico
Da un fonema, cioè un suono distintivo, e da una sillaba, cioè un’unità ritmica

Da un significante, cioè una forma fonica o grafica, e da un significato, cioè un contenuto semantico

Spiegazione

Il segno linguistico unisce un significante, la sua forma fonica o grafica, e un significato, il contenuto semantico. Emittente e destinatario sono ruoli della comunicazione, non le due componenti del segno.

26. Due persone ricevono lo stesso segnale, ma ne ricavano informazioni diverse: quale distinzione spiega questa situazione?

Le informazioni viaggiano nella comunicazione, mentre i segnali derivano dall’interpretazione personale
I segnali viaggiano nella comunicazione, mentre le informazioni derivano dall’interpretazione personale
I segnali sono prodotti dall’interpretazione, mentre le informazioni sono contenuti trasmessi senza elaborazione
I segnali e le informazioni sono entrambi contenuti trasmessi, indipendentemente dall’interpretazione

I segnali viaggiano nella comunicazione, mentre le informazioni derivano dall’interpretazione personale

Spiegazione

Nella comunicazione vengono trasmessi segnali, mentre l’informazione dipende da come ciascuno li interpreta ed elabora. La risposta alternativa che fa viaggiare le informazioni e attribuisce i segnali all’interpretazione inverte i due ruoli.

27. Un gesto della mano richiama il significato che esprime grazie alla sua forma: come si classifica?

Come segnale convenzionale, perché la forma richiama direttamente il significato
Come gesto spontaneo, perché ogni gesto della mano è inconsapevole
Come segnale iconico, perché la forma o l’esecuzione richiama il significato
Come gesto accidentale, perché ogni movimento della mano ha funzione meccanica

Come segnale iconico, perché la forma o l’esecuzione richiama il significato

Spiegazione

Un segnale è iconico quando la sua forma o esecuzione richiama il significato espresso. Un segnale convenzionale, invece, dipende da un codice appreso e non necessariamente dalla somiglianza tra forma e significato.

28. Una persona starnutisce e il gesto attira l’attenzione di chi le è vicino: quale distinzione descrive meglio il gesto?

È un gesto primario: è prodotto intenzionalmente per inviare un segnale agli altri
È un gesto accidentale: ha una funzione meccanica primaria e può comunicare in modo secondario
È un segno convenzionale: è appreso e scelto per trasmettere un messaggio preciso
È un gesto spontaneo: è sempre deliberato e diretto a ottenere una risposta

È un gesto accidentale: ha una funzione meccanica primaria e può comunicare in modo secondario

Spiegazione

Lo starnuto assolve una funzione primaria meccanica, ma può avere anche un effetto comunicativo secondario. Il gesto primario, al contrario, è compiuto intenzionalmente per inviare un segnale.

29. Quale caratteristica distingue i segni convenzionali dai gesti spontanei?

I segni convenzionali esprimono emozioni senza controllo, mentre i gesti spontanei trasmettono codici condivisi
I segni convenzionali sono appresi e intenzionali, mentre i gesti spontanei sono per lo più istintivi e inconsapevoli
I segni convenzionali sono istintivi e inconsapevoli, mentre i gesti spontanei sono appresi e intenzionali
I segni convenzionali sono meccanici e involontari, mentre i gesti spontanei seguono un codice appreso

I segni convenzionali sono appresi e intenzionali, mentre i gesti spontanei sono per lo più istintivi e inconsapevoli

Spiegazione

I segni convenzionali vengono appresi e usati volontariamente e intenzionalmente; i gesti spontanei sono invece per lo più istintivi e inconsapevoli. L’alternativa che attribuisce ai gesti spontanei un codice appreso confonde le caratteristiche dei due tipi di segnale.

30. Una persona tace mentre è vicina ad altre persone: quale affermazione descrive la comunicazione in questa situazione?

La comunicazione verbale resta presente, mentre quella non verbale richiede una scelta consapevole
La comunicazione non verbale compare soltanto quando la persona accompagna il discorso con gesti
Entrambe le forme di comunicazione cessano quando la persona decide di non parlare
La comunicazione non verbale resta presente, mentre quella verbale richiede una scelta consapevole

La comunicazione non verbale resta presente, mentre quella verbale richiede una scelta consapevole

Spiegazione

La comunicazione verbale è scelta e consapevole, mentre la comunicazione non verbale è inevitabile quando si è vicini ad altri, anche in silenzio. La risposta che fa cessare entrambe confonde il tacere con l’assenza di segnali non verbali.

31. Che cos’è la socializzazione secondo Brim?

Il processo con cui si acquisiscono comportamenti individuali per evitare l’interazione con gli altri
Il processo con cui si apprendono regole linguistiche per comunicare senza partecipare alla vita sociale
Il processo con cui si sviluppano capacità biologiche innate senza acquisire atteggiamenti sociali
Il processo con cui si acquisiscono conoscenze, capacità, sentimenti e atteggiamenti per partecipare alla vita sociale

Il processo con cui si acquisiscono conoscenze, capacità, sentimenti e atteggiamenti per partecipare alla vita sociale

Spiegazione

Per Brim, la socializzazione è il processo attraverso cui gli individui acquisiscono conoscenze, capacità, sentimenti e atteggiamenti che permettono loro di partecipare alla vita sociale. Lo sviluppo delle sole capacità biologiche innate non descrive questa acquisizione sociale.

32. Un bambino associa la soddisfazione dei propri bisogni alla presenza di un adulto e imita comportamenti che gli hanno procurato gratificazione: quale processo descrive questa sequenza?

L’apprendimento sociale, attraverso associazione e imitazione di comportamenti gratificanti
Lo sviluppo innato, attraverso la maturazione biologica indipendente dall’esperienza
L’apprendimento osservativo, attraverso la riproduzione di modelli senza associazioni precedenti
La socializzazione normativa, attraverso l’acquisizione di regole senza gratificazione

L’apprendimento sociale, attraverso associazione e imitazione di comportamenti gratificanti

Spiegazione

Nella teoria dell’apprendimento sociale, l’associazione tra soddisfazione dei bisogni e presenza dell’adulto favorisce l’imitazione dei comportamenti gratificanti e l’inserimento nel mondo sociale. L’imitazione di modelli osservati descrive un meccanismo correlato, ma non include questa specifica sequenza di associazione e gratificazione.

33. Quale confronto distingue la teoria dell’apprendimento sociale dall’approccio psicobiologico?

Entrambi gli approcci spiegano lo sviluppo sociale soprattutto attraverso l’apprendimento e l’ambiente
Entrambi gli approcci spiegano lo sviluppo sociale soprattutto attraverso fattori biologici innati
La teoria dell’apprendimento sociale privilegia fattori biologici innati, mentre l’approccio psicobiologico privilegia ambiente e apprendimento
La teoria dell’apprendimento sociale privilegia ambiente e apprendimento, mentre l’approccio psicobiologico privilegia fattori biologici innati

La teoria dell’apprendimento sociale privilegia ambiente e apprendimento, mentre l’approccio psicobiologico privilegia fattori biologici innati

Spiegazione

La teoria dell’apprendimento sociale pone al centro l’apprendimento e i fattori ambientali, mentre l’approccio psicobiologico attribuisce maggiore rilievo ai fattori biologici innati. L’alternativa che assegna il primato dei fattori innati alla teoria dell’apprendimento sociale inverte la distinzione.

34. Un bambino osserva un comportamento sociale e lo riproduce in una situazione successiva: quale spiegazione è coerente con la teoria di Bandura?

Ha acquisito un modello attraverso l’apprendimento osservativo e può riproporlo in seguito
Ha acquisito una risposta legata a un bisogno fisiologico e la ripete solo in presenza dell’adulto
Ha acquisito una regola attraverso l’istruzione esplicita e la applica solo nella situazione iniziale
Ha acquisito un comportamento attraverso la maturazione innata e non attraverso l’osservazione

Ha acquisito un modello attraverso l’apprendimento osservativo e può riproporlo in seguito

Spiegazione

Secondo Bandura, i bambini apprendono modelli di comportamento sociale osservando e possono riprodurli anche in situazioni successive. La spiegazione basata sulla sola maturazione innata non rende conto del ruolo dell’osservazione.

35. In che modo le esperienze motorie contribuiscono allo sviluppo del bambino?

Gli consentono di evitare gli stimoli ambientali e favoriscono principalmente la maturazione delle abilità sociali.
Lo aiutano a perfezionare i gesti sportivi e favoriscono soprattutto lo sviluppo della forza muscolare.
Lo aiutano a memorizzare regole astratte e favoriscono soprattutto l’acquisizione di conoscenze verbali.
Gli permettono di esplorare l’ambiente e favoriscono percezione, elaborazione sensoriale e capacità cognitive.

Gli permettono di esplorare l’ambiente e favoriscono percezione, elaborazione sensoriale e capacità cognitive.

Spiegazione

Esplorando l’ambiente attraverso il movimento, il bambino sviluppa la percezione e l’elaborazione sensoriale, con ricadute sulle capacità cognitive. L’acquisizione di conoscenze verbali non è il contributo specifico indicato per le esperienze motorie.

36. Quale rapporto stabilisce Piaget tra azione motoria e sviluppo dell’intelligenza?

Le prime strutture mentali derivano dalla percezione visiva e l’intelligenza logica precede l’esperienza pratica.
Le prime strutture mentali derivano dall’imitazione sociale e l’intelligenza logica si forma attraverso l’approvazione degli adulti.
Le prime strutture mentali derivano dal linguaggio e l’intelligenza logica si sviluppa prima dell’azione concreta.
Le prime strutture mentali derivano dagli schemi motori e l’intelligenza logica nasce dall’operatività concreta.

Le prime strutture mentali derivano dagli schemi motori e l’intelligenza logica nasce dall’operatività concreta.

Spiegazione

Per Piaget, gli schemi motori concorrono alla formazione delle prime strutture mentali e l’intelligenza logica si sviluppa a partire dall’operatività concreta. L’idea che il linguaggio preceda e fondi queste strutture non corrisponde a questa prospettiva.

37. Quale relazione tra funzioni motorie e psichiche esprime la legge della psicomotricità di Dupré?

Lo sviluppo motorio procede separatamente da quello psichico e lo sviluppo intellettivo fonda quello senso-motorio.
Lo sviluppo psichico determina quello motorio e lo sviluppo senso-motorio segue la maturazione intellettiva.
Lo sviluppo affettivo dipende dalle relazioni sociali e lo sviluppo motorio è indipendente da quello intellettivo.
Lo sviluppo motorio è collegato a quello psichico e lo sviluppo senso-motorio fonda quello affettivo e intellettivo.

Lo sviluppo motorio è collegato a quello psichico e lo sviluppo senso-motorio fonda quello affettivo e intellettivo.

Spiegazione

Dupré collega lo sviluppo delle funzioni motorie a quello delle funzioni psichiche e considera la dimensione senso-motoria una base per lo sviluppo affettivo e intellettivo. L’idea che le funzioni motorie e psichiche siano separate contraddice questa relazione.

38. Quale distinzione descrive correttamente psicomotricità e sociomotricità?

La psicomotricità valorizza le interazioni di gruppo, mentre la sociomotricità privilegia il movimento individuale non competitivo.
La psicomotricità promuove la competizione sportiva, mentre la sociomotricità si concentra sulle funzioni motorie individuali.
La psicomotricità sviluppa le relazioni attraverso lo sport, mentre la sociomotricità esclude giochi e attività competitive.
La psicomotricità valorizza l’individuo, mentre la sociomotricità considera giochi e sport occasioni formative di relazione.

La psicomotricità valorizza l’individuo, mentre la sociomotricità considera giochi e sport occasioni formative di relazione.

Spiegazione

La psicomotricità pone al centro l’individuo e ha tradizionalmente rifiutato il movimento sportivo competitivo; la sociomotricità riconosce a giochi e sport un valore formativo per le relazioni e i comportamenti sociali. Attribuire alla psicomotricità la valorizzazione delle interazioni di gruppo inverte la distinzione.

39. Quali competenze comprende il modello di intelligenza emotiva proposto da Salovey e Mayer?

Controllare le emozioni altrui, aumentare la perseveranza, evitare i conflitti e migliorare le prestazioni cognitive.
Riconoscere le proprie emozioni, evitare di esprimerle, cercare consensi e gestire la competizione sportiva.
Conoscere e controllare le proprie emozioni, automotivarsi, riconoscere quelle altrui e gestire le relazioni.
Conoscere le emozioni altrui, controllare le relazioni, automotivare gli altri e sviluppare capacità logiche.

Conoscere e controllare le proprie emozioni, automotivarsi, riconoscere quelle altrui e gestire le relazioni.

Spiegazione

Il modello comprende consapevolezza e controllo delle emozioni proprie, automotivazione, riconoscimento delle emozioni altrui e gestione delle relazioni. Concentrarsi sulle capacità logiche o sul controllo delle emozioni altrui non restituisce l’insieme delle competenze descritte.

40. Quale caratteristica attribuisce Goleman all’intelligenza emotiva?

Integra il quoziente intellettivo con competitività e forza fisica, e si sviluppa attraverso l’allenamento motorio.
Integra il quoziente intellettivo con autocontrollo, pervicacia, empatia e attenzione agli altri, e può essere educata.
Sostituisce il quoziente intellettivo con empatia e autocontrollo, che dipendono da caratteristiche innate.
Misura soprattutto la capacità di controllare gli altri e si acquisisce attraverso il successo nelle competizioni.

Integra il quoziente intellettivo con autocontrollo, pervicacia, empatia e attenzione agli altri, e può essere educata.

Spiegazione

Per Goleman l’intelligenza emotiva affianca al quoziente intellettivo qualità come autocontrollo, pervicacia, empatia e attenzione agli altri, e può svilupparsi con un percorso educativo. Considerarla una capacità esclusivamente innata contrasta con la possibilità di educarla.

41. Un educatore vuole seguire il percorso di educazione all’emotività proposto da Goleman: quale sequenza è coerente con tale percorso?

Riconoscere le emozioni, comprenderne manifestazioni e cause, esercitare autocontrollo, prevenire i fattori scatenanti e automotivarsi.
Prevenire le relazioni sociali, riconoscere le emozioni altrui, aumentare la competizione e rinunciare all’autocontrollo.
Automotivarsi, reprimere ogni emozione, ignorarne le manifestazioni e affidare agli altri la prevenzione dei fattori scatenanti.
Controllare le emozioni altrui, evitare di analizzarne le cause, attendere i fattori scatenanti e cercare approvazione esterna.

Riconoscere le emozioni, comprenderne manifestazioni e cause, esercitare autocontrollo, prevenire i fattori scatenanti e automotivarsi.

Spiegazione

Il percorso comprende la presa di coscienza delle emozioni, la conoscenza delle loro manifestazioni e cause, l’autocontrollo, la prevenzione dei fattori scatenanti e l’automotivazione. Affidare agli altri la prevenzione e cercare approvazione esterna non corrisponde ai passaggi indicati.

42. Che cosa descrive la motivazione in relazione a uno scopo e all’ambiente?

Una risposta emotiva che compare dopo il raggiungimento dello scopo, indipendentemente dalle condizioni ambientali.
Una capacità cognitiva che valuta gli scopi senza attivare l’organismo né considerare l’ambiente.
Un processo che attiva l’organismo per ridurre ogni influenza dell’ambiente sul comportamento.
Un processo che attiva l’organismo per realizzare uno scopo in rapporto alle condizioni ambientali.

Un processo che attiva l’organismo per realizzare uno scopo in rapporto alle condizioni ambientali.

Spiegazione

La motivazione è un processo di attivazione orientato alla realizzazione di uno scopo e collegato alle condizioni ambientali. Una valutazione priva di attivazione dell’organismo non corrisponde alla definizione.

43. Un atleta confronta il proprio risultato con quello dei compagni, un altro con le proprie prestazioni precedenti e un terzo cerca feedback positivi da persone significative. Quali orientamenti descrivono i tre casi?

Orientamento al compito, orientamento all’abilità e orientamento all’approvazione sociale.
Orientamento all’approvazione sociale, orientamento al compito e orientamento all’abilità.
Orientamento all’abilità, orientamento all’approvazione sociale e orientamento al compito.
Orientamento all’abilità, orientamento al compito e orientamento all’approvazione sociale.

Orientamento all’abilità, orientamento al compito e orientamento all’approvazione sociale.

Spiegazione

L’orientamento all’abilità confronta le proprie capacità con quelle degli altri, quello al compito valuta il proprio fare rispetto alle prestazioni passate, mentre quello all’approvazione sociale ricerca feedback positivi. Scambiare il confronto con i compagni per orientamento al compito confonde il riferimento agli altri con quello ai risultati personali precedenti.

44. Una sportiva sceglie un esercizio perché ne è curiosa; un’altra lo svolge per ricevere consensi esterni. Quale distinzione motivazionale è corretta?

La prima mostra motivazione intrinseca, mentre la seconda mostra motivazione estrinseca.
La prima mostra motivazione estrinseca, mentre la seconda mostra motivazione intrinseca.
Entrambe mostrano motivazione intrinseca, perché hanno scelto di svolgere l’esercizio.
Entrambe mostrano motivazione estrinseca, perché l’esercizio si svolge in un contesto sportivo.

La prima mostra motivazione intrinseca, mentre la seconda mostra motivazione estrinseca.

Spiegazione

La curiosità è un motivo interno alla persona, mentre la ricerca di consensi dipende da una fonte esterna. Scegliere autonomamente un esercizio non basta, di per sé, a rendere intrinseca la motivazione.

45. Che cosa indica la self-efficacy di un atleta?

La valutazione delle proprie abilità rispetto alle prestazioni passate, senza considerare l’esito atteso dell’azione.
La fiducia nel sostegno di persone significative, collegata alla possibilità di ricevere approvazione esterna.
La certezza di ottenere un risultato positivo, indipendentemente dalla propria capacità di compiere l’azione.
La fiducia nella propria capacità di riuscire, collegata all’esito atteso e alla propria efficacia nell’agire.

La fiducia nella propria capacità di riuscire, collegata all’esito atteso e alla propria efficacia nell’agire.

Spiegazione

La self-efficacy riguarda la fiducia nella propria capacità di riuscire e si lega sia alle aspettative sull’esito dell’azione sia alla percezione della propria efficacia nel compierla. La sola fiducia nel sostegno altrui riguarda l’approvazione esterna, non la convinzione circa la propria capacità di agire.

46. In che modo il controllo motorio può contribuire allo sviluppo personale dell’allievo?

Determina il livello di prestazione che il gruppo considera accettabile e desiderabile.
Favorisce consapevolezza e autodisciplina, sostenendo qualità come perseveranza e fair play.
Riduce il bisogno di esercitarsi perché rende più rapida l’acquisizione delle abilità.
Rafforza soprattutto la capacità di imitare i compagni e adeguarsi alle loro scelte.

Favorisce consapevolezza e autodisciplina, sostenendo qualità come perseveranza e fair play.

Spiegazione

Il controllo motorio favorisce consapevolezza e autodisciplina e sostiene lo sviluppo di diverse qualità personali e sociali. L’imitazione dei compagni riguarda un diverso meccanismo di influenza sociale, non l’effetto specifico del controllo motorio.

47. Un allievo teme di sbagliare durante un esercizio di gruppo; quale condizione sociale può aiutarlo ad apprendere con maggiore serenità?

Essere accettato dai compagni e sentirsi parte del gruppo, così da poter sbagliare e correggersi senza temere l’esclusione.
Confrontare ogni tentativo con quello dei compagni, così da capire quale prestazione è considerata adeguata.
Evitare il confronto con i compagni, così da non dover correggere gli errori davanti agli altri.
Ricevere obiettivi più difficili dei propri, così da dimostrare rapidamente la propria abilità al gruppo.

Essere accettato dai compagni e sentirsi parte del gruppo, così da poter sbagliare e correggersi senza temere l’esclusione.

Spiegazione

L’accettazione dei compagni e il senso di appartenenza riducono il timore di esclusione o di fare una brutta figura, rendendo più sereni gli errori e le correzioni. Il confronto costante con le prestazioni altrui non è la condizione indicata per ottenere questo effetto.

48. Un insegnante vuole sostenere la motivazione di un allievo che incontra difficoltà motorie: quale intervento è più coerente con questo obiettivo?

Aumentare la difficoltà dei compiti, rimandando il sostegno emotivo fino al raggiungimento dei risultati attesi.
Chiarire gli obiettivi, offrire rinforzi positivi e sostegno emotivo, rispettando i ritmi e adattando i compiti al livello dell’allievo.
Lasciare che l’allievo scelga attività senza obiettivi espliciti, affidando ai compagni la valutazione dei progressi.
Mantenere compiti uguali per tutti e concentrare i feedback sulla correzione degli errori tecnici.

Chiarire gli obiettivi, offrire rinforzi positivi e sostegno emotivo, rispettando i ritmi e adattando i compiti al livello dell’allievo.

Spiegazione

La motivazione può essere sostenuta con obiettivi e attività comprensibili e stimolanti, rinforzi positivi, sostegno emotivo e compiti adeguati ai ritmi e al livello psicomotorio. Proporre compiti uguali per tutti trascura proprio l’adeguamento alle caratteristiche dell’allievo.

49. Che cosa si intende per senso morale?

Un sistema di norme esterne che disciplina il comportamento senza essere legato ai valori sociali.
Una capacità di giudicare le azioni in base ai risultati personali e ai vantaggi che ne derivano.
Un insieme di abitudini motorie apprese imitando le persone più esperte del proprio gruppo.
Un insieme di regole interiori che guida il comportamento e riflette i valori della cultura e della società dell’individuo.

Un insieme di regole interiori che guida il comportamento e riflette i valori della cultura e della società dell’individuo.

Spiegazione

Il senso morale è costituito da regole interiori che guidano il comportamento e rispecchiano i valori culturali e sociali dell’individuo. Le norme esterne, invece, non descrivono da sole la moralità come complesso di regole interiorizzate.

50. Quale concezione dello sviluppo morale è descritta dagli studi di Piaget e Kohlberg?

È un processo che si sviluppa attraverso stadi.
È un comportamento che dipende esclusivamente dalle ricompense ricevute.
È una capacità innata che resta stabile nel corso della vita.
È un insieme di regole acquisito tutto in una sola fase dell’infanzia.

È un processo che si sviluppa attraverso stadi.

Spiegazione

Piaget e Kohlberg descrivono lo sviluppo del senso morale come un processo per stadi. L’idea che dipenda esclusivamente dalle ricompense non rappresenta questa concezione stadiale.

51. Quale distinzione descrive correttamente lo stadio pre-convenzionale e quello convenzionale dello sviluppo morale?

Nel pre-convenzionale contano ricompense e punizioni; nel convenzionale contano l’approvazione altrui e una buona immagine di sé.
Nel pre-convenzionale prevalgono norme sociali interiorizzate; nel convenzionale si seguono principi personali in contrasto con esse.
Nel pre-convenzionale le regole sono interiorizzate; nel convenzionale il giudizio dipende dall’adulto.
Nel pre-convenzionale conta l’approvazione altrui; nel convenzionale contano soprattutto ricompense e punizioni.

Nel pre-convenzionale contano ricompense e punizioni; nel convenzionale contano l’approvazione altrui e una buona immagine di sé.

Spiegazione

Nello stadio pre-convenzionale le scelte dipendono da ricompense e punizioni, mentre in quello convenzionale si orientano verso l’approvazione altrui e una buona immagine di sé. Attribuire ricompense e punizioni allo stadio convenzionale inverte la distinzione.

52. Che cosa caratterizza l’autonomia morale che si sviluppa con l’interiorizzazione delle regole?

La dipendenza del giudizio dall’adulto, che stabilisce quali regole il bambino deve rispettare.
La ricerca dell’approvazione altrui, che determina le scelte considerate moralmente corrette.
L’indipendenza del giudizio, che può portare a seguire regole interiorizzate anche in contrasto con le norme sociali.
L’adesione alle norme sociali perché evitare le punizioni è il criterio principale del giudizio.

L’indipendenza del giudizio, che può portare a seguire regole interiorizzate anche in contrasto con le norme sociali.

Spiegazione

L’autonomia morale implica regole interiorizzate e indipendenza del giudizio; nello stadio post-convenzionale si può seguire una regola interiorizzata anche contro una norma sociale. La dipendenza del giudizio dall’adulto descrive invece l’eteronomia morale.

53. Perché un compito di risoluzione di problemi motori può generare ansia e stress in un allievo?

Perché l’insegnante comunica obiettivi chiari e adatta l’esercizio al livello psicomotorio dell’allievo.
Perché l’allievo deve ripetere un movimento già appreso senza dover scegliere come affrontare il compito.
Perché il compito elimina ogni incertezza e impedisce all’allievo di valutare la propria prestazione.
Perché l’allievo valuta le probabilità di riuscita e immagina le sequenze di movimenti da eseguire.

Perché l’allievo valuta le probabilità di riuscita e immagina le sequenze di movimenti da eseguire.

Spiegazione

Nel problem solving motorio l’allievo valuta le possibilità di riuscita e ipotizza le sequenze di movimenti, processi che possono generare ansia e stress. La ripetizione di un movimento già appreso non corrisponde alla situazione di valutazione e scelta descritta.

54. Un allievo apprende in condizioni emotivamente negative, ma raggiunge l’apprendimento con tempi più lunghi: come si definisce questa situazione?

Insuccesso totale, perché l’allievo raggiunge l’apprendimento con tempi più dilatati.
Insuccesso totale, perché le condizioni emotive negative impediscono di completare l’apprendimento.
Insuccesso parziale, perché l’allievo rifiuta di apprendere anche se è in grado di riuscire.
Insuccesso parziale, perché l’apprendimento avviene più lentamente nonostante le condizioni emotive negative.

Insuccesso parziale, perché l’apprendimento avviene più lentamente nonostante le condizioni emotive negative.

Spiegazione

L’insuccesso parziale indica un apprendimento che avviene in condizioni emotivamente negative e con tempi più dilatati. L’insuccesso totale comporta invece l’incapacità di apprendere o il rifiuto di farlo.

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Che cos’è l’ontogenesi della motricità?

È il percorso attraverso cui l’essere umano raggiunge forme evolute di motricità tramite tappe di sviluppo.

Da quali fattori è condizionata la crescita motoria?

Dal patrimonio genetico, dall’ambiente e dalle esperienze individuali di movimento.

Quali esperienze favoriscono la crescita motoria?

Esperienze serene, lo sviluppo degli schemi motori, il miglioramento delle capacità e un avvicinamento educativo e polivalente allo sport.

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