Quiz: Sistema nervoso e tessuto nervoso (23 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Quale sequenza descrive il funzionamento generale del sistema nervoso?

Integra segnali motori in entrata e li trasforma in segnali sensitivi diretti agli organi di senso.
Rileva modificazioni, le trasmette direttamente ai muscoli e in seguito le interpreta.
Produce segnali motori, li interpreta e infine rileva le modificazioni dell’ambiente.
Rileva segnali sensitivi, li integra e interpreta, quindi produce risposte tramite segnali motori.

Rileva segnali sensitivi, li integra e interpreta, quindi produce risposte tramite segnali motori.

Spiegazione

Il sistema nervoso riceve informazioni sensitive, le integra e le interpreta, quindi elabora risposte motorie. La trasmissione diretta dai recettori ai muscoli non descrive il ruolo dell’integrazione nervosa.

2. Quale classificazione strutturale distingue correttamente il sistema nervoso centrale da quello periferico?

Il centrale comprende encefalo, nervi cranici e gangli; il periferico comprende midollo spinale e recettori sensitivi.
Il centrale comprende midollo spinale e recettori sensitivi; il periferico comprende encefalo e nervi spinali.
Il centrale comprende encefalo e gangli; il periferico comprende midollo spinale e nervi cranici e spinali.
Il centrale comprende encefalo e midollo spinale; il periferico comprende nervi, gangli e recettori sensitivi.

Il centrale comprende encefalo e midollo spinale; il periferico comprende nervi, gangli e recettori sensitivi.

Spiegazione

Il sistema nervoso centrale è costituito dall’encefalo e dal midollo spinale, mentre nervi cranici e spinali, gangli e recettori sensitivi appartengono al periferico. Attribuire i gangli al sistema centrale confonde le due divisioni strutturali.

3. Un segnale parte da un organo di senso e raggiunge il sistema nervoso centrale; quale sezione lo conduce?

La sezione motoria efferente, che porta segnali dagli organi di senso al sistema nervoso centrale.
La sezione sensitiva afferente, che porta segnali verso il sistema nervoso centrale.
La sezione motoria efferente, che porta segnali verso il sistema nervoso centrale.
La sezione sensitiva afferente, che porta segnali dal sistema nervoso centrale agli effettori.

La sezione sensitiva afferente, che porta segnali verso il sistema nervoso centrale.

Spiegazione

La sezione afferente conduce le informazioni sensitive dagli organi di senso al sistema nervoso centrale. La sezione efferente, al contrario, trasmette comandi dal sistema nervoso centrale a muscoli e ghiandole.

4. Quale distinzione tra sistema nervoso somatico e autonomo è corretta?

Il somatico regola involontariamente il cuore e le ghiandole; l’autonomo controlla volontariamente i muscoli scheletrici.
Il somatico trasmette segnali sensitivi dai visceri; l’autonomo conduce segnali dagli organi di senso al sistema centrale.
Il somatico controlla volontariamente muscoli lisci e cardiaci; l’autonomo regola le attività dei muscoli scheletrici.
Il somatico controlla volontariamente i muscoli scheletrici; l’autonomo regola attività involontarie di muscoli lisci, cuore e ghiandole.

Il somatico controlla volontariamente i muscoli scheletrici; l’autonomo regola attività involontarie di muscoli lisci, cuore e ghiandole.

Spiegazione

La divisione somatica controlla volontariamente la muscolatura scheletrica, mentre quella autonoma regola funzioni involontarie della muscolatura liscia, cardiaca e delle ghiandole. Il controllo volontario dei muscoli scheletrici non è una funzione della divisione autonoma.

5. Quale caratteristica distingue la neuroglia dai neuroni nel tessuto nervoso?

È costituita da cellule che rilevano stimoli sensitivi e conducono impulsi verso gli organi di senso.
È costituita da cellule che trasmettono segnali motori e si dividono per formare nuove sinapsi.
È costituita da cellule che conducono impulsi nervosi e non possono duplicarsi nel tessuto nervoso.
È costituita da cellule di sostegno che possono duplicarsi e non generano né conducono impulsi nervosi.

È costituita da cellule di sostegno che possono duplicarsi e non generano né conducono impulsi nervosi.

Spiegazione

La neuroglia comprende cellule piccole e numerose con funzione di sostegno, capaci di duplicarsi e non deputate alla generazione o conduzione degli impulsi nervosi. La conduzione degli impulsi è invece una caratteristica associata ai neuroni.

6. Quale funzione svolgono gli astrociti nel tessuto nervoso?

Sostengono i neuroni, li collegano ai capillari e contribuiscono a regolare gli scambi tra sangue e tessuto nervoso.
Conducono segnali sensitivi dai recettori fino al midollo spinale e all’encefalo.
Formano mielina nel sistema nervoso centrale avvolgendo segmenti di assoni diversi.
Producono liquido cerebrospinale nei ventricoli e ne guidano il passaggio tra le cavità.

Sostengono i neuroni, li collegano ai capillari e contribuiscono a regolare gli scambi tra sangue e tessuto nervoso.

Spiegazione

Gli astrociti sostengono i neuroni, stabiliscono collegamenti con i capillari e partecipano alla regolazione degli scambi tra sangue e tessuto nervoso. La formazione della mielina nel sistema nervoso centrale è invece attribuita agli oligodendrociti.

7. Come contribuiscono gli oligodendrociti alla mielinizzazione nel sistema nervoso centrale?

Regolano gli scambi tra sangue e tessuto nervoso senza avvolgere gli assoni.
Formano mielina nel sistema nervoso periferico e ciascuno avvolge un singolo assone.
Sostengono i neuroni e producono fattori che favoriscono la formazione delle sinapsi.
Formano mielina e ciascuno può avvolgere contemporaneamente segmenti di assoni diversi.

Formano mielina e ciascuno può avvolgere contemporaneamente segmenti di assoni diversi.

Spiegazione

Nel sistema nervoso centrale gli oligodendrociti formano mielina e una singola cellula può avvolgere segmenti appartenenti ad assoni diversi. La formazione della mielina nel sistema nervoso periferico non corrisponde alla funzione descritta per gli oligodendrociti.

8. Qual è il percorso del liquido cerebrospinale dai ventricoli laterali fino allo spazio subaracnoideo?

Passa al IV ventricolo dal forame di Monro, raggiunge il III attraverso l’acquedotto del Silvio e poi attraversa i forami di Luschka e Magendie.
Passa al III ventricolo dall’acquedotto del Silvio, raggiunge il IV dal forame di Monro e poi attraversa i forami di Luschka e Magendie.
Passa al III ventricolo dal forame di Monro, raggiunge il IV attraverso l’acquedotto del Silvio e poi attraversa i forami di Luschka e Magendie.
Passa al III ventricolo dal forame di Monro, raggiunge il IV attraverso i forami di Luschka e Magendie e poi attraversa l’acquedotto del Silvio.

Passa al III ventricolo dal forame di Monro, raggiunge il IV attraverso l’acquedotto del Silvio e poi attraversa i forami di Luschka e Magendie.

Spiegazione

Il liquido passa dai ventricoli laterali al III attraverso il forame di Monro, prosegue al IV tramite l’acquedotto del Silvio e raggiunge lo spazio subaracnoideo attraverso Luschka e Magendie. L’acquedotto del Silvio collega il III al IV ventricolo, non i ventricoli laterali al III.

9. Quale descrizione distingue correttamente i forami di Magendie e di Luschka?

Magendie indica due aperture laterali verso lo spazio subaracnoideo; Luschka è l’apertura mediana verso la cisterna magna.
Magendie è l’apertura laterale verso la cisterna magna; Luschka indica due aperture mediane verso lo spazio subaracnoideo.
Magendie è l’apertura mediana verso la cisterna magna; Luschka indica due aperture laterali verso lo spazio subaracnoideo.
Magendie è l’apertura mediana tra il III e il IV ventricolo; Luschka indica due aperture laterali verso il III ventricolo.

Magendie è l’apertura mediana verso la cisterna magna; Luschka indica due aperture laterali verso lo spazio subaracnoideo.

Spiegazione

Il forame di Magendie è l’apertura mediana del IV ventricolo verso la cisterna magna, mentre i due forami di Luschka sono laterali e comunicano con lo spazio subaracnoideo. Invertire la disposizione mediana e laterale scambia le caratteristiche dei due passaggi.

10. Quale distinzione descrive correttamente l’eccitabilità e la conducibilità di un neurone?

L’eccitabilità permette di ricevere sostanze nutritive, mentre la conducibilità consente di produrre organuli cellulari.
L’eccitabilità permette di trasmettere impulsi alle cellule vicine, mentre la conducibilità consente di generarli in risposta agli stimoli.
L’eccitabilità permette di generare impulsi elettrici in risposta agli stimoli, mentre la conducibilità consente di trasmetterli ad altre cellule.
L’eccitabilità riguarda il metabolismo cellulare, mentre la conducibilità permette di mantenere la forma del neurone.

L’eccitabilità permette di generare impulsi elettrici in risposta agli stimoli, mentre la conducibilità consente di trasmetterli ad altre cellule.

Spiegazione

L’eccitabilità riguarda la generazione di impulsi elettrici in risposta agli stimoli, mentre la conducibilità ne permette la trasmissione ad altre cellule. Confondere le due proprietà significa attribuire alla conducibilità la generazione dell’impulso e all’eccitabilità la sua trasmissione.

11. In quale direzione conducono gli impulsi i dendriti e l’assone rispetto al corpo cellulare?

I dendriti conducono impulsi verso la periferia, mentre l’assone li conduce dalla periferia verso il corpo cellulare.
I dendriti conducono impulsi verso il corpo cellulare, mentre l’assone li conduce dal corpo cellulare verso la periferia.
I dendriti conducono impulsi dal corpo cellulare verso la periferia, mentre l’assone li porta al corpo cellulare.
Sia i dendriti sia l’assone conducono impulsi verso il corpo cellulare, che li trasmette alle cellule vicine.

I dendriti conducono impulsi verso il corpo cellulare, mentre l’assone li conduce dal corpo cellulare verso la periferia.

Spiegazione

I dendriti convogliano impulsi verso il corpo cellulare, mentre l’assone li conduce dal corpo cellulare verso la periferia. L’errore più plausibile è invertire le direzioni dei due tipi di prolungamento.

12. Quale funzione svolge la guaina mielinica che riveste un assone?

Collega l’assone alle sinapsi e favorisce la produzione di impulsi nel corpo cellulare.
Protegge il corpo cellulare e rallenta la conduzione degli impulsi lungo l’assone.
Separa i dendriti dal soma e aumenta la velocità di generazione dell’impulso nervoso.
Protegge l’assone e aumenta la velocità di conduzione dell’impulso nervoso.

Protegge l’assone e aumenta la velocità di conduzione dell’impulso nervoso.

Spiegazione

La guaina mielinica è un rivestimento lipidico dell’assone che lo protegge e accelera la conduzione dell’impulso nervoso. Non aumenta la velocità con cui l’impulso viene generato: il suo effetto riguarda la conduzione lungo l’assone.

13. Che ruolo svolgono i nodi di Ranvier nella conduzione lungo un assone mielinizzato?

Sono interruzioni periodiche della guaina mielinica che consentono la conduzione saltatoria dell’impulso.
Sono giunzioni tra dendriti che trasferiscono l’impulso dal soma alla guaina mielinica.
Sono segmenti dell’assone ricoperti da mielina che impediscono all’impulso di avanzare.
Sono strati lipidici continui che avvolgono l’assone e permettono la conduzione uniforme dell’impulso.

Sono interruzioni periodiche della guaina mielinica che consentono la conduzione saltatoria dell’impulso.

Spiegazione

I nodi di Ranvier sono interruzioni periodiche della guaina mielinica e consentono all’impulso di procedere con conduzione saltatoria. Gli strati lipidici che avvolgono l’assone appartengono invece alla guaina mielinica, non ai nodi.

14. Come differisce la mielinizzazione operata dagli oligodendrociti da quella delle cellule di Schwann?

Un oligodendrocita avvolge un segmento di un solo dendrite, mentre una cellula di Schwann mielinizza segmenti di assoni diversi.
Ogni oligodendrocita avvolge un segmento di un solo assone, mentre una cellula di Schwann può avvolgere assoni diversi.
Un oligodendrocita può avvolgere segmenti di assoni diversi, mentre ogni cellula di Schwann avvolge un segmento di un solo assone.
Un oligodendrocita mielinizza segmenti di dendriti diversi, mentre ogni cellula di Schwann avvolge un segmento di un solo assone.

Un oligodendrocita può avvolgere segmenti di assoni diversi, mentre ogni cellula di Schwann avvolge un segmento di un solo assone.

Spiegazione

Nel sistema nervoso centrale un oligodendrocita può formare mielina attorno a segmenti di assoni diversi; nel sistema nervoso periferico, ogni cellula di Schwann avvolge un segmento di un solo assone. Attribuire a una singola cellula di Schwann segmenti di assoni diversi inverte la distinzione.

15. Quale descrizione identifica i neuroni pseudounipolari dei gangli cerebrospinali?

Derivano da neuroni embrionali bipolari e presentano un prolungamento che si divide a T in un ramo periferico sensitivo e uno centrale.
Derivano da neuroni embrionali bipolari e presentano un prolungamento che si divide a T in due rami diretti alla periferia.
Derivano da neuroni embrionali multipolari e presentano molti prolungamenti che si dividono a T in rami periferici e centrali.
Derivano da neuroni embrionali bipolari e conservano un dendrite e un assone distinti ai poli opposti del soma.

Derivano da neuroni embrionali bipolari e presentano un prolungamento che si divide a T in un ramo periferico sensitivo e uno centrale.

Spiegazione

I neuroni pseudounipolari derivano da neuroni embrionali bipolari i cui prolungamenti si fondono; il prolungamento risultante si divide a T in un ramo periferico sensitivo e uno centrale diretto al sistema nervoso centrale. La presenza di un dendrite e di un assone distinti ai poli opposti descrive invece un neurone bipolare.

16. Quale combinazione di prolungamenti caratterizza i neuroni multipolari, come le cellule piramidali della corteccia cerebrale?

Un dendrite e un solo assone ai poli opposti del soma.
Molti dendriti e un solo assone.
Un unico prolungamento che si divide a T in un ramo periferico e uno centrale.
Molti assoni e un solo dendrite.

Molti dendriti e un solo assone.

Spiegazione

I neuroni multipolari, tra cui le cellule piramidali corticali, hanno molti dendriti e un solo assone. Un dendrite e un assone ai poli opposti caratterizzano invece i neuroni bipolari.

17. Quale percorso caratterizza un neurone afferente o sensoriale?

Trasporta segnali dal sistema nervoso centrale agli organi periferici.
Integra stimoli nel sistema nervoso centrale e coordina risposte in uscita.
Trasporta segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli scheletrici.
Trasporta segnali dai recettori al sistema nervoso centrale.

Trasporta segnali dai recettori al sistema nervoso centrale.

Spiegazione

I neuroni afferenti conducono informazioni dai recettori verso il sistema nervoso centrale e spesso hanno il soma in un ganglio esterno a esso. I neuroni efferenti seguono il percorso opposto, dal sistema nervoso centrale ai bersagli periferici.

18. Un segnale parte dal sistema nervoso centrale ed è diretto a una ghiandola: quale tipo di neurone efferente lo conduce?

Un neurone effettore viscerale, diretto a ghiandole e ad altri bersagli viscerali.
Un neurone afferente, diretto dai recettori al sistema nervoso centrale.
Un motoneurone somatico, diretto ai muscoli scheletrici.
Un interneurone, interposto tra neuroni afferenti ed efferenti.

Un neurone effettore viscerale, diretto a ghiandole e ad altri bersagli viscerali.

Spiegazione

I neuroni effettori viscerali conducono segnali dal sistema nervoso centrale a muscoli lisci, cuore e ghiandole. I motoneuroni somatici raggiungono invece i muscoli scheletrici.

19. Qual è il ruolo degli interneuroni nel sistema nervoso centrale?

Rivestono gli assoni con mielina per accelerare la conduzione.
Trasmettono segnali dal sistema nervoso centrale agli organi periferici.
Integrano gli stimoli in ingresso e coordinano le risposte in uscita.
Conducono segnali dai recettori al sistema nervoso centrale.

Integrano gli stimoli in ingresso e coordinano le risposte in uscita.

Spiegazione

Gli interneuroni sono collocati tra neuroni afferenti ed efferenti e integrano gli stimoli ricevuti per coordinare le risposte. La conduzione dai recettori al sistema nervoso centrale è invece una funzione dei neuroni afferenti.

20. Nella sclerosi multipla, quale conseguenza può derivare dalla demielinizzazione?

La perdita della guaina mielinica può formare placche cicatriziali che rallentano o interrompono gli impulsi.
La perdita del soma può essere compensata dalla produzione di nuovi neuroni.
La distruzione del moncone distale può avvenire senza coinvolgere la guaina mielinica.
La formazione di mielina sull’assone può proteggere la fibra e accelerare gli impulsi.

La perdita della guaina mielinica può formare placche cicatriziali che rallentano o interrompono gli impulsi.

Spiegazione

La demielinizzazione comporta la perdita o distruzione della guaina mielinica e, nella sclerosi multipla, può produrre placche che ostacolano la propagazione nervosa. La formazione di mielina è invece mielinizzazione, non demielinizzazione.

21. Perché una lesione grave del corpo cellulare neuronale, dopo l’inizio della vita postnatale, difficilmente viene compensata?

Le cellule di Schwann impediscono la ricrescita di qualsiasi parte del neurone.
La mielina si riforma sul soma e sostituisce le cellule nervose danneggiate.
La maggior parte dei neuroni perde rapidamente e definitivamente la capacità di replicarsi.
La degenerazione walleriana trasforma il moncone distale in un nuovo corpo cellulare.

La maggior parte dei neuroni perde rapidamente e definitivamente la capacità di replicarsi.

Spiegazione

Dopo l’inizio della vita postnatale, la maggior parte dei neuroni perde rapidamente e definitivamente la capacità di replicarsi, quindi le lesioni gravi del soma non sono compensate dalla rigenerazione neuronale. Nel sistema nervoso periferico può invece ricrescere un assone danneggiato, senza che ciò rigeneri un soma lesionato.

22. Che cosa avviene durante la degenerazione walleriana dopo una lesione assonale?

Il moncone distale dell’assone e la sua guaina mielinica vengono distrutti completamente.
La guaina mielinica viene ricostruita prima che il moncone distale degeneri.
Il moncone prossimale dell’assone e il soma vengono distrutti completamente.
Le gemme dell’assone crescono verso il bersaglio mentre i detriti rimangono intatti.

Il moncone distale dell’assone e la sua guaina mielinica vengono distrutti completamente.

Spiegazione

La degenerazione walleriana distrugge completamente il moncone distale dell’assone insieme alla sua guaina mielinica. La crescita di gemme assonali verso il bersaglio è invece parte del processo di ricrescita successivo.

23. Come avviene la trasmissione del segnale in una sinapsi chimica?

Un segnale elettrico passa direttamente tra cellule attraverso una giunzione priva di neurotrasmettitori.
Le cellule postsinaptiche rilasciano neurotrasmettitori che si legano ai recettori presinaptici.
I neurotrasmettitori presinaptici si legano a recettori specifici sulla membrana postsinaptica.
I recettori presinaptici liberano mielina che riveste la membrana postsinaptica.

I neurotrasmettitori presinaptici si legano a recettori specifici sulla membrana postsinaptica.

Spiegazione

Nella sinapsi chimica la cellula presinaptica libera neurotrasmettitori, che si legano a recettori specifici sulla membrana postsinaptica e consentono la propagazione del segnale. Il passaggio diretto di un segnale elettrico senza neurotrasmettitori non descrive questo meccanismo.

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Quali fasi svolge il sistema nervoso nel trattamento dei segnali?

Rileva le modificazioni, integra e interpreta i segnali sensitivi e produce risposte motorie.

Quali strutture formano il sistema nervoso centrale?

L’encefalo e il midollo spinale.

Quali strutture formano il sistema nervoso periferico?

Nervi cranici e spinali, gangli e recettori sensitivi.

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