Riassunto: Sicurezza e contaminazioni alimentari

Schema del Corso

  1. Sicurezza e igiene alimentare
  2. Alimenti e contaminazione
  3. Microrganismi e alimenti
  4. Condizioni di crescita microbica
  5. Fattori di crescita microbica
  6. Contaminazioni degli alimenti
  7. Malattie alimentari e definizioni
  8. Patogeni e intossicazioni specifiche
  9. Infezioni alimentari batteriche
  10. Parassiti, virus e sicurezza alimentare
  11. Norme per alimenti e operatori
  12. Igiene di locali e attrezzature
  13. Sanificazione delle superfici alimentari
  14. Disinfestazione e gestione dei rifiuti
  15. Sistema HACCP e suoi principi
  16. Applicazione e manuale HACCP
  17. Prevenzione delle tossinfezioni alimentari
  18. Manuale di autocontrollo e definizioni

1. Sicurezza e igiene alimentare

Concetti chiave e definizioni

  • Operatore del settore alimentare: La persona fisica o giuridica responsabile di garantire il rispetto della legislazione alimentare nell’impresa posta sotto il suo controllo.
  • Igiene degli alimenti: Le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salubrità dei prodotti durante produzione, manipolazione e distribuzione.

★ Da sapere

  • La sicurezza alimentare è una responsabilità condivisa lungo l’intera filiera, dal campo alla tavola, e richiede procedure operative e sistemi di monitoraggio.

  • Il Regolamento CE 852/2004 stabilisce norme generali di igiene per gli operatori alimentari e richiede di garantire la sicurezza lungo la catena, rispettare la catena del freddo quando necessaria e usare manuali di corretta prassi anche nell’applicazione HACCP.

Approfondimenti

📌 Il Regolamento 852/2004 si applica a tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione, alle esportazioni e al trasporto verso uno stabilimento di prodotti vegetali, della pesca e della caccia; non si applica alla fornitura diretta di piccoli quantitativi di prodotti primari dal produttore al consumatore finale.

Trucco mnemonico

Dal campo alla tavola: la sicurezza accompagna tutta la filiera.

2. Alimenti e contaminazione

Concetti chiave e definizioni

  • Alimento: Qualsiasi sostanza o prodotto, trasformato, parzialmente trasformato o non trasformato, destinato o ragionevolmente prevedibile come destinato all’ingestione umana; comprende bevande, gomme da masticare e sostanze intenzionalmente incorporate, inclusa l’acqua.

★ Da sapere

  • Le proprietà principali sono:
    • nutritive
    • organolettiche
    • igienico-sanitarie

📌 Gli alimenti deperibili si degradano in pochi giorni, mentre quelli non deperibili hanno tempi di degradazione più lunghi.

📌 L’invecchiamento fa perdere all’alimento parte delle sue caratteristiche nutritive e sensoriali; l’alterazione ne modifica sapori e odori rendendolo non commestibile senza necessariamente renderlo pericoloso; la contaminazione può invece comportare rischi per la salute.

Approfondimenti

  • Le contaminazioni alimentari possono essere: fisiche, causate da agenti come luce e calore, chimiche, dovute a sostanze chimiche, biologiche, dovute a enzimi, microrganismi e virus

  • Gli enzimi sono fattori interni di alterazione perché fanno parte dell’alimento, mentre microrganismi e virus sono fattori esterni che possono penetrarvi.

Trucco mnemonico

Invecchiamento riduce le qualità; contaminazione può mettere a rischio la salute.

3. Microrganismi e alimenti

Concetti chiave e definizioni

  • Batteri: Organismi procarioti unicellulari di dimensioni microscopiche, con materiale genetico costituito da DNA e senza nucleo definito.

★ Da sapere

  • I microrganismi sono esseri viventi di dimensioni microscopiche, generalmente unicellulari, mentre le muffe sono pluricellulari; il gruppo comprende batteri, lieviti, muffe, virus, protozoi e metazoi.

📌 In base alla loro azione sugli alimenti, i microrganismi possono essere utili, alterativi o patogeni: quelli utili contribuiscono a processi alimentari, quelli alterativi modificano negativamente il prodotto e quelli patogeni possono danneggiare la salute.

  • I virus non hanno un metabolismo proprio e possono moltiplicarsi soltanto penetrando nelle cellule viventi dell’ospite; non si moltiplicano negli alimenti, che possono fungere da veicolo di trasmissione.

Approfondimenti

  • Gli Acetobacter aceti sono utili nella produzione dell’aceto, ma alterativi nella produzione del vino.
  • In base alla forma, i batteri possono essere:
    • cocchi, sferici
    • bacilli, a bastoncino
    • spirilli, a spirale
    • vibrioni, a virgola
    • spirochete, a più curve

Trucco mnemonico

Un microrganismo può essere utile in un alimento e alterativo in un altro.

4. Condizioni di crescita microbica

★ Da sapere

  • I microrganismi psicrofili preferiscono basse temperature, i mesofili si riproducono tra 20°C e 50°C e i termofili sopportano temperature elevate, in alcune specie fino e oltre 100°C.

  • La crescita dei microrganismi patogeni avviene tra 15°C e 55°C, con massima attività tra 20°C e 43°C; perciò l’alimento dovrebbe restare il minor tempo possibile in questo intervallo.

  • Il freddo rallenta o inibisce la crescita microbica: tra +10°C e -15°C la crescita è rallentata e sotto -18°C non vi è crescita, ma i microrganismi sopravvivono; i surgelati vanno mantenuti sotto -18°C e scongelati in frigorifero.

Approfondimenti

  • I microrganismi possono ricavare energia e nutrimento dagli alimenti, dai residui sulle attrezzature o da molecole organiche presenti negli ambienti e sulle persone che manipolano gli alimenti.

  • In base alla nutrizione, i microrganismi possono essere autotrofi o eterotrofi; tra quelli eterotrofi si distinguono saccarolitici, lipolitici e proteolitici secondo che utilizzino soprattutto carboidrati, lipidi o proteine.

  • Tra 60°C e 100°C vengono distrutte le forme vegetative di microrganismi patogeni, mentre per distruggere anche le forme sporigene sono necessarie temperature superiori a 120°C.

5. Fattori di crescita microbica

Punti essenziali

  • La crescita dei microrganismi patogeni avviene tra 15°C e 55°C, con attività massima tra 20°C e 43°C; gli alimenti devono restare il meno possibile in questo intervallo.

  • A temperature comprese tra +10°C e -15°C il freddo rallenta la crescita microbica, mentre sotto -18°C la crescita si arresta ma i microrganismi sopravvivono; i surgelati vanno mantenuti sotto -18°C e scongelati in frigorifero.

  • Tra 60°C e 100°C vengono distrutte le forme vegetative dei microrganismi patogeni, mentre per eliminare anche le forme sporigene occorrono temperature superiori a 120°C.

📌 Gli aerobi obbligati necessitano di ossigeno, gli anaerobi obbligati vivono solo in sua assenza, gli anaerobi facoltativi crescono sia in presenza sia in assenza di ossigeno e gli aerotolleranti crescono anche in presenza di ossigeno pur mantenendo un metabolismo anaerobio.

  • La scala del pH va da 0 a 14: 7 è neutro, i valori inferiori a 7 sono acidi e quelli superiori a 7 sono basici; più il pH è basso, maggiore è l’acidità e la protezione dell’alimento dai microrganismi patogeni e alterativi.

  • I batteri si riproducono per scissione, dividendo ogni individuo in una nuova unità identica; in condizioni ottimali il processo richiede circa 20-30 minuti e in 12-14 ore da un microrganismo si generano oltre 60 miliardi di cellule.

Trucco mnemonico

Il freddo rallenta i microrganismi; il caldo li uccide

6. Contaminazioni degli alimenti

★ Da sapere

📌 Le contaminazioni biologiche, chimiche e fisiche alterano rispettivamente le caratteristiche dell’alimento o possono produrre tossine, introducono sostanze chimiche dannose oppure particelle fisiche potenzialmente nocive.

  • Perché un alimento provochi un rischio biologico, il patogeno deve essere presente nell’ambiente o in un veicolo, contaminare l’alimento e trovare condizioni per moltiplicarsi fino a una dose dannosa o per produrre tossine.

  • Le contaminazioni si classificano in: primarie, durante la produzione delle materie prime, secondarie, durante lavorazione e preparazione, terziarie, durante stoccaggio, conservazione e commercializzazione, quaternarie, durante il consumo

Approfondimenti

  • In base alla modalità di trasmissione, la contaminazione può essere: diretta, per contatto con una persona o un animale ammalato, indiretta, tramite veicoli inanimati o vettori animati, crociata, tramite passaggio da alimenti contaminati ad altri alimenti

  • Le fonti comuni di contaminazione biologica sono:

    • suolo
    • acqua
    • aria
    • animali
    • insetti
    • vegetali
    • uomo, compresi i portatori sani
  • I contaminanti chimici possono essere componenti naturali dell’alimento oppure giungervi tramite uso improprio di additivi, residui agricoli o zootecnici, detergenti e disinfettanti, inquinamento, cessione dai materiali o processi tecnologici dannosi.

Trucco mnemonico

Primaria, secondaria, terziaria, quaternaria: dalla produzione al consumo

7. Malattie alimentari e definizioni

Concetti chiave e definizioni

  • Dose infettante minima: La quantità di microrganismi patogeni necessaria per causare un’infezione.
  • Periodo di incubazione: Il tempo che trascorre tra l’assunzione del cibo infetto e la comparsa dei sintomi della malattia.
  • Micotossina: Una tossina prodotta da funghi.

★ Da sapere

📌 L’infezione alimentare è causata dall’ingestione di microrganismi patogeni vivi che colonizzano l’intestino; l’intossicazione deriva dall’ingestione di tossine già presenti nell’alimento; la tossinfezione comporta l’ingestione di batteri e delle tossine da loro prodotte.

Approfondimenti

  • Nelle infezioni alimentari il periodo di incubazione varia secondo il patogeno e la dose ingerita, da almeno 8 ore fino a 5-7 giorni.

  • Le intossicazioni alimentari causate da tossine preformate possono manifestarsi da pochi minuti a circa 6 ore dopo l’ingestione, perché non richiedono un periodo di incubazione microbica nell’organismo.

Trucco mnemonico

Infezione: microrganismi; intossicazione: tossine; tossinfezione: entrambi

8. Patogeni e intossicazioni specifiche

★ Da sapere

  • Il botulismo è causato da Clostridium botulinum, batterio anaerobio sporigeno che produce una neurotossina presente soprattutto in salumi, insaccati e conserve di verdure e carni.

  • La tossina botulinica può causare nausea, vomito e diarrea, seguiti da paresi facciale e disturbi visivi, fonici e della deglutizione; il periodo di incubazione va da 12-48 ore fino a 8 giorni e la letalità indicata è del 35-65%.

  • Staphylococcus aureus può produrre enterotossine termostabili, che resistono a 100°C e alle elevate concentrazioni saline; le intossicazioni sono spesso associate al raffreddamento inadeguato degli alimenti e alla manipolazione dopo la cottura.

📌 Le salmonelle possono causare infezioni, intossicazioni o tossinfezioni alimentari; Salmonella typhi causa febbre tifoide, mentre Salmonella enteritidis causa gravi disturbi gastrointestinali.

Approfondimenti

📌 Per prevenire il botulismo occorrono igiene e conservazione corrette; circa 80°C per 15 minuti distruggono microrganismo e tossine, ed è opportuno scartare le conserve rigonfie.

  • L’intossicazione da Staphylococcus aureus provoca in genere nausea, vomito, diarrea e crampi dopo 30 minuti-24 ore; gli alimenti vanno conservati sopra 65°C o sotto 10°C e mantenuti a temperatura ambiente per tempi brevissimi.

  • Le micotossine, prodotte da muffe dei generi Aspergillus, Penicillium, Fusarium e Alternaria, possono diffondersi oltre la zona di crescita del fungo e accumularsi nell’organismo, danneggiando soprattutto fegato e reni.

9. Infezioni alimentari batteriche

Concetti chiave e definizioni

  • Infezioni alimentari: Patologie causate dall’ingestione di alimenti contaminati da microrganismi vivi.

★ Da sapere

  • Clostridium perfringens è un bacillo anaerobio sporigeno presente nel suolo e nelle feci animali; la tossinfezione è associata a spore negli alimenti, soprattutto carni conservate male a circa 40°C.

  • La tossina di Clostridium perfringens si inattiva a 60°C per 15 minuti, mentre le spore resistono a 100°C per 1 ora.

📌 Bacillus cereus produce una tossina termolabile, inattivata a 56°C per 30 minuti con incubazione di 4–16 ore, e una tossina termostabile con incubazione di 1–5 ore.

Approfondimenti

  • Yersinia enterocolitica può essere trasmessa da latte, pesce, carne e vegetali irrigati con acque infette, ed è psicrofila, quindi si riproduce facilmente al freddo.

  • La listeriosi può avere un’incubazione da 48–72 ore fino a 7–30 giorni e può causare gravi affezioni, soprattutto nei soggetti immunodepressi, negli anziani, nei bambini e nelle donne in gravidanza.

10. Parassiti, virus e sicurezza alimentare

Concetti chiave e definizioni

  • Parassita: Organismo animale o vegetale che vive utilizzando il materiale organico di un altro essere vivente, a spese dell’organismo che lo ospita.

★ Da sapere

  • La teniasi è causata da Taenia solium e Taenia saginata, trasmesse all’uomo soprattutto da carne cruda o poco cotta; Taenia solium ha come ospite intermedio il suino e raggiunge 3–5 metri, mentre Taenia saginata ha come ospiti intermedi bovino e bufalo e può raggiungere 8 metri.

Approfondimenti

  • La tenia dei pesci, Diphillobothrium latum, può raggiungere 30 metri ed è trasmessa all’uomo da luccio e trota mal cotti.

  • La prevenzione della teniasi comprende il consumo di carne ben cotta; la surgelazione a almeno -10°C per una settimana riduce il rischio di infestazione.

  • L’epatite A può essere trasmessa da acqua contaminata e da frutta, verdura e mitili contaminati; la prevenzione comprende igiene e cottura degli alimenti.

11. Norme per alimenti e operatori

★ Da sapere

  • Il Regolamento CE 852/2004 disciplina l’igiene degli alimenti lungo tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla vendita e somministrazione.

  • Gli alimenti non possono essere immessi al consumo se sono alterati, mal conservati, oltre i limiti di carica microbica, infestati, trattati per mascherare alterazioni o contengono additivi o residui tossici non ammessi.

  • Per proteggere le derrate occorre controllarle alla consegna, conservarle sollevate dal pavimento e lontane dai prodotti tossici, rispettare la rotazione primo entrato-primo uscito e non ricongelare gli alimenti scongelati.

Approfondimenti

📌 Gli alimenti non idonei al consumo devono essere distrutti oppure isolati dagli altri e identificati come da rendere al fornitore o da destinare alla distruzione.

  • Dal 2003 le Regioni hanno abolito l’obbligo del libretto di idoneità sanitaria per gli addetti agli alimenti e lo hanno sostituito con programmi di formazione e aggiornamento.

  • I datori di lavoro devono: predisporre servizi e lavabi idonei, organizzare le fasi lavorative, formare e vigilare sul personale, segnalare all’ASL i casi sospetti di malattie infettive, richiedere una dichiarazione di non contagiosità dopo assenze superiori a 5 giorni

Trucco mnemonico

Dal ricevimento delle derrate alla vendita, ogni passaggio richiede protezione e controllo.

12. Igiene di locali e attrezzature

Concetti chiave e definizioni

  • Biofilm: Patina di residui alimentari, polvere e microrganismi che aderisce alle superfici e offre ai microrganismi un ambiente protetto e ricco di nutrimento.

★ Da sapere

📌 Gli operatori devono lavarsi le mani prima di iniziare e dopo bagno, tosse, starnuti, contatto con alimenti crudi o rifiuti e altre attività contaminanti, usando sapone e asciugamani monouso.

📌 I locali alimentari devono essere mantenuti puliti e aerati, con superfici resistenti, non assorbenti e facili da pulire, protezioni contro gli insetti e separazione, ove possibile, tra zone pulite e sporche.

  • 🔄 La sanificazione segue questa sequenza:
    1. rimozione dei residui grossolani
    2. detersione
    3. risciacquo
    4. disinfezione
    5. risciacquo

Approfondimenti

📌 Gli addetti devono indossare abiti chiari e puliti con copricapo, coprire le ferite, evitare gioielli e smalto e non mangiare né fumare nelle aree di lavorazione.

📌 Le attrezzature a contatto con gli alimenti devono essere idonee, pulite e manutenute per ridurre contaminazioni microbiologiche, chimiche e fisiche; gli sterilizzatori per coltelleria devono portare l’acqua ad almeno 82°C.

Trucco mnemonico

Rimuovere, detergere, risciacquare, disinfettare, risciacquare.

13. Sanificazione delle superfici alimentari

Concetti chiave e definizioni

  • Sanificazione: Comprende trattamenti fisici e chimici che rendono una superficie pulita fisicamente, chimicamente e biologicamente, riducendo i microrganismi a un livello accettabile.
  • Biofilm: Una patina aderente composta da particelle di alimento, polvere e microrganismi, al cui interno i microrganismi trovano protezione e nutrimento per proliferare.

★ Da sapere

  • 🔄 La sanificazione segue questa sequenza:

    1. Rimozione dei residui grossolani
    2. Detersione
    3. Risciacquo
    4. Disinfezione
    5. Risciacquo
  • Per rimuovere residui grossolani si usano panni, spazzole o getti di acqua fredda, e l’acqua in questa fase non deve superare i 60°C per evitare la coagulazione delle proteine e l’indurimento dello sporco.

Approfondimenti

📌 I detergenti alcalini rimuovono efficacemente lo sporco organico, come grassi, zuccheri e proteine, mentre quelli acidi eliminano le incrostazioni calcaree.

  • La detersione usa acqua a circa 65-80°C e deve essere seguita da abbondante risciacquo per eliminare sporco e residui di detergente.

Trucco mnemonico

Prima rimuovere, poi detergere e risciacquare, infine disinfettare e risciacquare.

14. Disinfestazione e gestione dei rifiuti

★ Da sapere

📌 La disinfestazione elimina gli animali infestanti, mentre la derattizzazione bonifica un’area definita dalla presenza di roditori.

  • La metodologia di intervento contro gli infestanti si articola in prevenzione per impedirne l’ingresso, monitoraggio per rilevarne la presenza e verificare l’efficacia delle misure, e lotta per sopprimerli.

📌 I residui alimentari non riutilizzabili devono essere classificati tra quelli idonei all’alimentazione zootecnica e quelli da smaltire, raccolti in contenitori identificabili e allontanati rapidamente dalle aree di lavorazione.

Approfondimenti

📌 I mezzi di lotta contro insetti e roditori, comprese trappole e sostanze chimiche, non devono costituire un pericolo per l’uomo né contaminare gli alimenti direttamente o indirettamente.

  • Le mosche possono trasmettere malattie a trasmissione oro-fecale trasportando microrganismi sulle zampe, perciò sono utili reticelle e protezioni alle finestre.

📌 I contenitori dei rifiuti devono essere chiudibili, mantenuti igienicamente, facilmente pulibili e disinfettabili e apribili senza contatto manuale.

Trucco mnemonico

Prevenire, monitorare, lottare: la sequenza guida la gestione degli infestanti.

15. Sistema HACCP e suoi principi

Concetti chiave e definizioni

  • HACCP: Acronimo di Hazard Analysis and Critical Control Points, è un sistema organizzato di autocontrollo che analizza i pericoli e controlla i punti critici lungo la filiera alimentare.

★ Da sapere

  • L’analisi dei pericoli considera agenti biologici, chimici, fisici e allergeni capaci di contaminare l’alimento, mentre la valutazione del rischio considera la probabilità che il pericolo comprometta la sicurezza dell’uomo.

  • Il sistema HACCP si basa su sette principi:

    • Analisi dei pericoli
    • Identificazione dei punti critici di controllo
    • Definizione dei limiti critici
    • Definizione del sistema di controllo
    • Definizione delle azioni preventive e correttive
    • Verifica dell’efficacia del sistema
    • Definizione della documentazione di supporto

📌 Un limite critico è un valore minimo o massimo associato a un punto critico di controllo; valori al di fuori dell’intervallo stabilito indicano una potenziale situazione di pericolo.

Approfondimenti

  • Il metodo HACCP fu raccomandato nel 1980 dal Codex Alimentarius FAO-WHO per proteggere la salute dei consumatori, assicurare pratiche corrette e trasparenza nel commercio alimentare, prevenire o limitare danni alla salute e fornire elementi per i controlli delle autorità competenti.

  • Dal 1° gennaio 2006 è applicabile il Regolamento (CE) 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari, che impone agli operatori di predisporre, attuare e mantenere procedure basate sui principi HACCP.

16. Applicazione e manuale HACCP

★ Da sapere

  • Il piano HACCP è elaborato e applicato dalle aziende alimentari per garantire sicurezza e salubrità dei prodotti, e coinvolge tutto il personale del settore.

  • L’applicazione del piano HACCP procede dalla formazione del gruppo e descrizione del prodotto all’identificazione della destinazione d’uso, costruzione e verifica del diagramma di flusso, analisi dei pericoli e identificazione dei CCP, definizione dei limiti, monitoraggio e azioni correttive, verifica, documentazione, applicazione e riesame del piano.

  • Il MAAI comprende:

    • Campo di applicazione
    • Schede tecniche
    • Procedure operative
    • Istruzioni operative
    • Documenti di registrazione dei risultati

Approfondimenti

  • Il diagramma di flusso rappresenta le principali tappe del processo produttivo dalla ricezione delle materie prime alla spedizione del prodotto e include ingredienti, additivi e materiali destinati a entrare in contatto con l’alimento.

  • Per lo stoccaggio di derrate deperibili, il testo indica come limite critico una temperatura in genere non superiore a 4°C; il monitoraggio avviene misurando la temperatura della cella frigorifera con un termometro e registrandola su un’apposita scheda.

📌 Ogni procedura del manuale deve indicare scopo e campo di applicazione, responsabilità, descrizione delle attività e controlli, azioni preventive e correttive, allegati e, se previsto, un codice identificativo.

17. Prevenzione delle tossinfezioni alimentari

Punti essenziali

  • Per prevenire le tossinfezioni alimentari occorre pulire accuratamente verdure, mani, utensili e frigorifero, cambiare spesso tovaglioli e strofinacci, cuocere bene anche il cuore degli alimenti, bollire il latte crudo prima di consumarlo, mantenere gli alimenti refrigerati e separare e proteggere cibi crudi e cotti.

Trucco mnemonico

P-C-R-S: Pulisci, Cuoci, Refrigera, Separa

18. Manuale di autocontrollo e definizioni

Concetti chiave e definizioni

  • Manuale di autocontrollo: Definisce le norme igieniche e i controlli necessari per garantire la sicurezza delle attività del laboratorio didattico di sala bar Luna e Sole, dal ricevimento delle materie prime al servizio dei prodotti finiti.
  • Pericolo: Una caratteristica microbiologica, biologica, chimica o fisico-particellare di un alimento che può compromettere la sicurezza di chi lo consuma.
  • Rischio: La stima della probabilità che un pericolo si materializzi.
  • CCP: Un punto, una fase o una procedura in cui è possibile prevenire, eliminare o ridurre a livelli accettabili un pericolo per la sicurezza alimentare.
  • Limite critico: Il valore di un parametro chimico, microbiologico, biologico o fisico-particellare che separa l’accettabilità dall’inaccettabilità in un CCP.

Punti essenziali

📌 La sicurezza alimentare non può essere garantita soltanto da controlli a campione sul prodotto finito, ma richiede il monitoraggio continuo di determinati parametri del processo produttivo.

  • I cinque passi preliminari sono:

    • individuare il responsabile del sistema
    • descrivere il prodotto
    • identificare la destinazione d’uso
    • costruire il diagramma di flusso
    • confermare sul posto il diagramma di flusso
  • I sette principi HACCP sono:

    • analizzare i pericoli e i rischi associati a ogni fase del processo
    • determinare i punti critici di controllo
    • determinare i limiti critici
    • determinare il sistema di monitoraggio
    • determinare le azioni correttive
    • determinare le procedure di verifica
    • determinare il sistema di gestione della documentazione
  • Il primo principio HACCP richiede di individuare, per ogni fase, i pericoli biologici, microbiologici, chimici e fisico-particellari, valutarne il rischio e stabilire misure preventive; il formatore tecnico controlla tali misure due volte all’anno.

  • I principali rischi igienici sono: biologici, dovuti ad animali, acari, insetti e microrganismi, chimici, dovuti a residui di principi attivi, detergenti e disinfettanti, fisici, provenienti da materie prime, ambiente e operatori

  • Il secondo principio determina i punti critici di controllo applicando l’albero delle decisioni, con domande a risposta sì/no, a ogni fase in cui siano stati identificati rischi.

  • Il monitoraggio di ogni CCP deve rilevare quando il punto è fuori controllo, indicare le misure correttive, stabilire numero e frequenza delle misurazioni e definire la gestione delle gravi non conformità.

  • Le azioni correttive contrastano deviazioni o tendenze alla perdita di controllo, riportano il CCP alla normalità prima che si verifichi un rischio e sono monitorate e registrate per verificarne l’efficacia.

  • La pulizia comprende la rimozione dei residui grossolani a fine lavorazione, la detersione, il risciacquo, la disinfezione e, quando necessario, la disincrostazione seguita dalla disinfezione.

📌 Il risciacquo deve seguire la detersione o la disincrostazione e precedere la sanificazione; dopo la sanificazione occorre un ulteriore risciacquo se sono stati impiegati prodotti non volatili.

  • Il sistema HACCP viene verificato al termine del primo triennio, il 30 giugno 2014, analizzando registrazioni, deviazioni, CCP, limiti critici e idoneità del personale.

Trucco mnemonico

Il rischio è la probabilità; il pericolo è ciò che può compromettere la sicurezza

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Chi è l’operatore del settore alimentare?

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Come si distribuisce la responsabilità della sicurezza alimentare lungo la filiera?

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