Quiz: Impresa e consumo civili (25 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Nel discorso pronunciato a Pozzuoli il 23 aprile 1955, quale finalità attribuì Adriano Olivetti all’impresa oltre alla sua attività economica?

Assumere le funzioni politiche e amministrative locali
Favorire la crescita culturale senza intervenire sul territorio
Accrescere i profitti e la ricchezza dei proprietari
Promuovere l’elevazione materiale, culturale e sociale del territorio

Promuovere l’elevazione materiale, culturale e sociale del territorio

Spiegazione

Olivetti indicò nell’elevazione materiale, culturale e sociale del luogo in cui opera una finalità dell’impresa. La sola crescita dei profitti restringe il suo pensiero, la sola crescita culturale ne omette le altre dimensioni e la sostituzione delle istituzioni non è la finalità descritta.

2. Quale valutazione attribuì Michael Hammer al compito di arricchire i proprietari rispetto al ruolo più ampio dell’impresa?

Lo identificò con la distribuzione degli utili, senza collegarlo alla creazione di ricchezza
Lo giudicò il compito principale, da cui deriva ogni altro contributo dell’impresa
Lo giudicò il compito meno importante rispetto al contributo creativo dell’impresa
Lo ritenne irrilevante perché l’impresa non contribuisce alla ricchezza del mondo

Lo giudicò il compito meno importante rispetto al contributo creativo dell’impresa

Spiegazione

Per Hammer arricchire i proprietari è il compito meno importante: la forza creativa dell’impresa contribuisce alla ricchezza del mondo. Considerarlo il compito principale capovolge la sua valutazione, limitarne il ruolo alla distribuzione degli utili confonde funzioni diverse e negare il contributo dell’impresa contraddice la sua idea.

3. Un’analisi sostiene che l’espansione del mercato favorisca lo sviluppo sociale e che la libertà economica sia una condizione per le altre libertà. A quale prospettiva corrisponde?

Alla tradizione liberale, che considera il mercato espressione della società civile
Alla tradizione sociologica, che considera il mercato espressione della società civile
Alla tradizione sociologica, che interpreta il mercato come potenzialmente in conflitto con il sociale
Alla tradizione liberale, che assegna all’autorità politica il principio regolatore del mercato

Alla tradizione liberale, che considera il mercato espressione della società civile

Spiegazione

La tradizione liberale vede il mercato in armonia con il sociale, come espressione della società civile, e considera la libertà economica prerequisito delle altre libertà. La prospettiva sociologica è associata al possibile conflitto, mentre l’autorità politica non è il principio regolatore del mercato.

4. Nel classificare tre sfere sociali, una ricercatrice deve associare a ciascuna il principio che la regge: quale abbinamento descrive la distinzione sociologica?

Mercato: autorità; politica: scambio; sfera familiare: dono e gratuità
Mercato: dono e gratuità; politica: autorità; sfera familiare: scambio
Mercato: scambio; politica: autorità; sfera familiare: dono e gratuità
Mercato: scambio; politica: dono e gratuità; sfera familiare: autorità

Mercato: scambio; politica: autorità; sfera familiare: dono e gratuità

Spiegazione

Nella distinzione sociologica il mercato è retto dallo scambio, la politica dall’autorità e la sfera privata e familiare dal dono e dalla gratuità. L’abbinamento con l’autorità nel mercato scambia i principi economici e politici; assegnare dono o autorità alle altre sfere confonde i principi della politica e della vita familiare.

5. Un’impresa adotta pratiche di RSI dopo una campagna di pressione pubblica, considerandole un costo per poter operare. Se la pressione diminuisce in seguito a un trasferimento, quale comportamento è più coerente con questa motivazione?

Potrebbe abbandonare le pratiche al mutare del contesto
Potrebbe proseguirle per sfruttarne il valore commerciale
Potrebbe mantenerle per consolidare la propria identità etica
Potrebbe trasformarle in un impegno condiviso con gli stakeholder

Potrebbe abbandonare le pratiche al mutare del contesto

Spiegazione

Nel primo tipo, la RSI è adottata sotto la spinta di pressioni civili o politiche e può venir meno quando cambia il contesto. Il valore commerciale indica la motivazione del secondo tipo; l’identità etica interiorizzata caratterizza il terzo.

6. Quale motivazione caratterizza un’impresa la cui RSI è intrinseca?

L’adesione a valori etici interiorizzati dai responsabili
La necessità di rispondere a pressioni civili o politiche
La riduzione dei costi legati agli obblighi di mercato
La convenienza di associare messaggi sociali al marchio

L’adesione a valori etici interiorizzati dai responsabili

Spiegazione

La RSI intrinseca nasce da valori etici interiorizzati e orienta responsabilmente i rapporti con il territorio e gli stakeholder, senza fondarsi principalmente sulla convenienza. La promozione del marchio è una motivazione commerciale, mentre pressione e costo operativo rinviano al primo tipo.

7. In un’economia di mercato civile, il terzo tipo di imprese avvia pratiche che migliorano la qualità civile dello sviluppo, ma gli altri due tipi scompaiono. Quale valutazione ne consegue?

La qualità civile è garantita dalla permanenza del terzo tipo
La qualità civile richiede l’eliminazione delle imprese di marketing
La qualità civile rischia di estinguersi senza gli altri due tipi
La qualità civile dipende dalla prevalenza del primo tipo

La qualità civile rischia di estinguersi senza gli altri due tipi

Spiegazione

Un’economia di mercato civile combina tutte e tre le forme di RSI: il terzo tipo può avviare la qualità civile dello sviluppo, ma rischia di estinguersi se mancano i tipi 1 e 2. Considerare il terzo tipo autosufficiente ignora questa dipendenza.

8. In un paese, le istituzioni favoriscono la speculazione finanziaria e trasformano il valore prodotto in rendite, mentre limitano l’accesso delle persone al processo produttivo. Come si classificano?

Istituzioni economiche redistributive
Istituzioni economiche estrattive
Istituzioni economiche deliberative
Istituzioni economiche inclusive

Istituzioni economiche estrattive

Spiegazione

Le istituzioni estrattive favoriscono rendite parassitarie e speculazione, mentre quelle inclusive facilitano la partecipazione produttiva, tutelano i diritti fondamentali e riducono le disuguaglianze. La partecipazione produttiva e la tutela dei diritti sono quindi caratteristiche dell’inclusività, non dell’estrazione.

9. Un’impresa rispetta gli interessi dei propri stakeholder e, insieme ad altri attori, si impegna anche a rendere più inclusivo il mercato. Quale nozione descrive meglio questo ruolo?

Impresa economicamente estrattiva
Impresa civilmente responsabile
Impresa socialmente responsabile
Impresa contrattualmente conforme

Impresa civilmente responsabile

Spiegazione

L’impresa civilmente responsabile concorre, insieme ad altri attori, a trasformare un assetto estrattivo in uno inclusivo e a democratizzare l’ordine di mercato. La responsabilità sociale riguarda il rapporto con gli stakeholder, ma non implica di per sé questo più ampio compito istituzionale.

10. Giulia avvia un’impresa insieme a due collaboratori per sviluppare un progetto legato alle loro competenze e a un’opportunità individuata: quale elemento costituisce il centro dell’impresa?

La massimizzazione dei profitti dell’impresa
La gestione dei collaboratori coinvolti
La ricerca dell’attività più redditizia
La realizzazione del progetto condiviso

La realizzazione del progetto condiviso

Spiegazione

L’imprenditore avvia l’impresa per realizzare un progetto, spesso insieme ad altri e legato a talenti, sogni o opportunità. La massimizzazione del profitto confonde l’imprenditore con lo speculatore; la ricerca dell’attività redditizia inverte il punto di partenza; la gestione dei collaboratori non è il centro indicato.

11. Un investitore passa da un’attività all’altra in base alle rendite attese, mentre un’altra persona mantiene il proprio impegno perché considera centrale il progetto dell’impresa: quale distinzione descrive correttamente i loro orientamenti?

Lo speculatore dà priorità al progetto; l’imprenditore usa le attività per fare denaro
Lo speculatore usa le attività per fare denaro; l’imprenditore dà priorità al progetto
Lo speculatore tutela la missione; l’imprenditore cambia attività per i guadagni
Lo speculatore cerca la sostenibilità; l’imprenditore massimizza le rendite

Lo speculatore usa le attività per fare denaro; l’imprenditore dà priorità al progetto

Spiegazione

Lo speculatore tratta le attività come strumenti per ottenere denaro, mentre l’imprenditore attribuisce valore alla realizzazione del progetto e all’impresa. La priorità del progetto è assegnata qui allo speculatore per confusione dei ruoli; la massimizzazione delle rendite è attribuita erroneamente all’imprenditore; sostenibilità e tutela della missione non definiscono questa distinzione.

12. Un’impresa dichiara di perseguire il bene comune, ma la comunità locale e le istituzioni non riconoscono il suo progetto come orientato a tale bene: quale classificazione è più appropriata?

È un’impresa civile perché ogni progetto è di bene comune
È un’impresa civile se le istituzioni lo riconoscono
Non è accertato che sia un’impresa civile
È un’impresa civile per la sola intenzione dichiarata

Non è accertato che sia un’impresa civile

Spiegazione

L’imprenditore civile realizza intenzionalmente un progetto orientato al bene comune, riconosciuto come tale sia dalla comunità sia dalle istituzioni. La sola intenzione trascura il riconoscimento richiesto; non ogni progetto è civile; il solo giudizio istituzionale non basta.

13. Un’impresa civile valuta i risultati: il profitto è positivo, ma la qualità dei beni peggiora e l’occupazione diminuisce. Quale criterio è coerente con la sua finalità?

Valutare anche qualità, occupazione e fedeltà alla missione
Privilegiare la redditività rispetto alla qualità e all’occupazione
Massimizzare il profitto come obiettivo principale
Considerare il profitto l’unico indicatore di sostenibilità

Valutare anche qualità, occupazione e fedeltà alla missione

Spiegazione

Nell’impresa civile il profitto segnala funzionamento e sostenibilità, ma non è lo scopo principale né l’unico criterio: contano anche qualità, occupazione e fedeltà alla missione. Massimizzarlo confonde l’impresa civile con quella speculativa; usarlo come unico indicatore o anteporlo agli altri aspetti trascura i criteri indicati.

14. Quale concezione del consumo e quale virtù civica erano prevalenti fino alla fine dell’Ottocento?

Consumo come variabile fondamentale e risparmio come virtù civica
Consumo guidato dalle scelte dei consumatori e parsimonia come virtù
Consumo come sostegno all’economia e parsimonia come vizio
Consumo come distruzione e parsimonia come virtù civica

Consumo come distruzione e parsimonia come virtù civica

Spiegazione

Fino alla fine dell’Ottocento il consumo era inteso come distruzione e la parsimonia era considerata una virtù civica. Il consumo come sostegno all’economia richiama la prospettiva keynesiana; definire viziosa la parsimonia inverte il giudizio; la sovranità del consumatore è un’idea anticipata da Mill.

15. Durante una fase di rallentamento economico, un governo sostiene la domanda delle famiglie per favorire la ripresa attraverso il moltiplicatore del reddito. Quale impostazione teorica sta applicando?

La tesi di Mandeville sul valore negativo del consumo
La concezione keynesiana del consumo come sostegno allo sviluppo
La concezione ottocentesca del consumo come distruzione
La sovranità del consumatore come guida della produzione

La concezione keynesiana del consumo come sostegno allo sviluppo

Spiegazione

Per Keynes il consumo è una variabile fondamentale e mantenerlo elevato favorisce lo sviluppo attraverso il moltiplicatore del reddito. Considerarlo distruzione riprende la concezione ottocentesca; attribuire a Mandeville il moltiplicatore confonde le teorie; la sovranità del consumatore riguarda l’influenza delle scelte sui beni offerti.

16. Un consumatore scopre che un’azienda produce scarpe in modo contrario ai suoi valori e smette di comprarle, rendendo pubblica la propria scelta. Come si descrive questa condotta?

Esclusione finanziaria, attuata tramite il ritiro di un investimento
Finanza etica, attuata tramite l’orientamento del management
Voto col portafoglio, attuato anche tramite boicottaggio e denuncia
Consumo civilmente responsabile, privo di una sanzione economica

Voto col portafoglio, attuato anche tramite boicottaggio e denuncia

Spiegazione

Il voto col portafoglio orienta la produzione con le scelte d’acquisto e può sanzionare un prodotto ritenuto inaccettabile tramite boicottaggio e denuncia. L’esclusione finanziaria riguarda gli investimenti, il consumo responsabile indica l’uso del potere d’acquisto per fini morali e la finanza etica riguarda le scelte d’investimento.

17. Una persona sceglie prodotti con il proprio potere d’acquisto per sostenere una finalità che considera moralmente importante. Quale ruolo sta esercitando?

Il ruolo di consumatore orientato al prezzo
Il ruolo di dirigente aziendale responsabile
Il ruolo di consumatore civilmente responsabile
Il ruolo di investitore responsabile

Il ruolo di consumatore civilmente responsabile

Spiegazione

Il consumatore civilmente responsabile usa il proprio potere d’acquisto per contribuire a fini ritenuti moralmente rilevanti. Il rispetto dei soli vincoli legali non esaurisce questo ruolo, e investire o dirigere un’impresa sono attività diverse dal consumo.

18. Un fondo considera i valori sociali come finalità dell’investimento; un altro li tratta come un vincolo aggiuntivo rispetto ai propri obiettivi finanziari. Quale classificazione è corretta?

Il primo è finanza speculativa, il secondo finanza etica
Entrambi sono finanza speculativa, perché effettuano investimenti
Entrambi sono finanza etica, perché considerano valori sociali
Il primo è finanza etica, il secondo finanza speculativa

Il primo è finanza etica, il secondo finanza speculativa

Spiegazione

Nella finanza etica i valori entrano nella funzione obiettivo e costituiscono un fine dell’azione; nella finanza speculativa la considerazione etica è al più un vincolo aggiuntivo. Definirli entrambi etici o entrambi speculativi cancella questa distinzione.

19. Un investitore non si limita a evitare imprese coinvolte in attività riprovevoli: mantiene l’investimento per sollecitare il management a cambiare le proprie decisioni. Quale approccio applica?

Il criterio premiale, selezionando imprese già conformi ai valori
La finanza speculativa, trattando l’etica come vincolo aggiuntivo
L’esclusione, evitando l’investimento nell’impresa giudicata riprovevole
L’engagement, usando l’investimento per orientare le decisioni aziendali

L’engagement, usando l’investimento per orientare le decisioni aziendali

Spiegazione

L’engagement usa l’investimento per orientare o sollecitare le decisioni aziendali e si diffuse dal 1995. L’esclusione evita invece di investire nell’impresa o nel settore giudicato riprovevole; il criterio premiale seleziona comportamenti virtuosi, ma non esprime di per sé il coinvolgimento descritto.

20. Quale obiettivo esprime la logica del commercio equo e solidale avviato da Franz van der Hoff negli anni Settanta?

Usare il mercato per massimizzare i profitti e la concorrenza tra produttori
Eliminare il mercato per liberare dal bisogno e rafforzare legami di fraternità
Certificare i prodotti per sostituire i rapporti tra produttori e consumatori
Usare il mercato per liberare dal bisogno e rafforzare legami di fraternità

Usare il mercato per liberare dal bisogno e rafforzare legami di fraternità

Spiegazione

Il commercio equo impiega la logica del mercato per contrastare il bisogno e consolidare legami fraterni. La massimizzazione del profitto ne confonde lo scopo, la sola certificazione ne restringe il significato e l’eliminazione del mercato contraddice il suo uso.

21. Una comunità vuole adottare l’iniziativa indicata come risposta al gioco d’azzardo: quale modello dovrebbe seguire?

Lanciare una raccolta fondi per promuovere il gioco d’azzardo
Organizzare un cash-mob, iniziativa sperimentata negli Stati Uniti nel 2011
Promuovere una campagna di Ong contro la speculazione bancaria agricola
Creare un’etichetta equa per i produttori di beni primari

Organizzare un cash-mob, iniziativa sperimentata negli Stati Uniti nel 2011

Spiegazione

Il cash-mob è presentato come iniziativa di contrasto al gioco d’azzardo e fu sperimentato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2011. La campagna contro la speculazione riguarda le denunce delle Ong, l’etichetta equa riguarda la certificazione e la promozione del gioco rovescia lo scopo.

22. I clienti di un’impresa responsabile la scelgono per i suoi comportamenti civili; l’impresa cresce e più consumatori si orientano verso pratiche responsabili. Quale dinamica descrive la situazione?

L’espansione dell’impresa civile restringe l’area del consumo civile
Il consumo critico consiste nel preferire prezzi inferiori a ogni altra considerazione
Responsabilità d’impresa e consumo critico si rafforzano reciprocamente
La responsabilità d’impresa cresce soltanto dopo il calo del consumo critico

Responsabilità d’impresa e consumo critico si rafforzano reciprocamente

Spiegazione

I consumatori responsabili si orientano verso imprese civili e la crescita di queste imprese amplia a sua volta il consumo civile, creando una sinergia reciproca. L’inversione della dinamica, la contrazione del consumo civile e la riduzione del comportamento critico al prezzo non rappresentano questo rapporto.

23. Un’impresa comunica ai dipendenti che il profitto è il solo valore che conta; quale conseguenza è coerente con il ruolo delle motivazioni e della libertà nella creazione di valore?

Può acquistare la libertà dei dipendenti e assicurare così l’innovazione
Favorisce la creatività riducendo il peso delle relazioni e dei significati
Tende ad attrarre persone mosse da incentivi estrinseci e a indebolire creatività e innovazione
Tende ad attrarre persone mosse da motivazioni intrinseche e a rafforzare la creatività

Tende ad attrarre persone mosse da incentivi estrinseci e a indebolire creatività e innovazione

Spiegazione

Comunicare il profitto come unico valore tende ad attrarre persone mosse da motivazioni estrinseche; invece libertà e motivazioni non acquistabili sostengono creatività e innovazione. Le motivazioni intrinseche non sono il risultato del solo incentivo economico, la libertà non si compra e la riduzione di relazioni e significati non è indicata come fonte di creatività.

24. Quale tesi sul consumo e sulla parsimonia sostenne Bernard Mandeville in *La favola delle api*?

La parsimonia ha valore positivo e il consumo è neutro
Consumo e parsimonia hanno entrambi valore positivo
Il consumo ha valore negativo e la parsimonia valore positivo
Il consumo ha valore positivo e la parsimonia valore negativo

Il consumo ha valore positivo e la parsimonia valore negativo

Spiegazione

Mandeville sostenne la valenza positiva del consumo e quella negativa della parsimonia. La valutazione opposta inverte la sua tesi; la condanna di entrambi e la neutralità del consumo non corrispondono alla posizione attribuitagli.

25. Un’impresa opera in più paesi e una sua attività viola i diritti umani. Quale principio si applica alla responsabilità dell’impresa?

L’impresa è responsabile del rispetto dei diritti umani nel paese d’origine
L’impresa è direttamente responsabile del rispetto dei diritti umani ovunque operi
Lo Stato è direttamente responsabile del rispetto dei diritti umani nell’attività d’impresa
L’impresa è responsabile del rispetto dei diritti umani nel paese in cui ha sede

L’impresa è direttamente responsabile del rispetto dei diritti umani ovunque operi

Spiegazione

I Guiding Principles sanciscono la responsabilità diretta delle imprese per il rispetto dei diritti umani nelle attività svolte ovunque. Limitarla al paese della sede o d’origine restringe la portata geografica, mentre attribuirla direttamente allo Stato confonde il soggetto responsabile.

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In quale data Adriano Olivetti pronunciò il discorso all’apertura dello stabilimento di Pozzuoli?

Il 23 aprile 1955.

Quale opera di Adriano Olivetti è indicata come fonte del discorso sul ruolo sociale dell’impresa?

Ai lavoratori, 2012.

Quali dimensioni del territorio l’impresa deve contribuire a elevare secondo Adriano Olivetti?

Quelle materiale, culturale e sociale.

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