Quiz: Organizzazione e finanza d’impresa (53 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Che cosa caratterizza un sistema?

Una struttura definita soltanto dalle relazioni con l’ambiente esterno
Un gruppo di risorse che opera senza coordinamento tra le sue parti
Un insieme di elementi indipendenti, senza uno scopo condiviso
Un insieme di elementi coordinati e collegati per raggiungere uno scopo determinato

Un insieme di elementi coordinati e collegati per raggiungere uno scopo determinato

Spiegazione

Un sistema riunisce elementi coordinati e collegati in vista del raggiungimento di uno scopo determinato. La presenza di elementi indipendenti senza uno scopo condiviso non corrisponde a questa definizione.

2. Un’impresa modifica la propria gestione in risposta ai cambiamenti dell’ambiente e combina persone, beni e operazioni per creare valore: come si definisce questo tipo di sistema?

Un sistema chiuso che opera senza scambi con l’ambiente
Un sistema esterno che coordina le attività di altre imprese
Un sistema aperto che interagisce con l’ambiente
Un sistema statico che conserva invariati i propri elementi

Un sistema aperto che interagisce con l’ambiente

Spiegazione

L’impresa è un sistema aperto perché combina persone, beni e operazioni e interagisce continuamente con l’ambiente per creare valore economico e sociale. Un sistema chiuso, al contrario, non interagisce continuamente con l’ambiente.

3. Perché un’impresa dovrebbe accompagnare la ricerca dell’utile con scelte sostenibili?

Per ottenere un utile immediato riducendo l’attenzione alle conseguenze future
Per sostituire l’obiettivo economico con la distribuzione di benefici ai soli soci
Per concentrare le decisioni sulla reputazione senza considerare la continuità aziendale
Per generare benefici per gli stakeholder e sostenere reputazione e sopravvivenza nel tempo

Per generare benefici per gli stakeholder e sostenere reputazione e sopravvivenza nel tempo

Spiegazione

L’impresa mira all’utile di esercizio, ma scelte sostenibili possono beneficiare gli stakeholder e sostenere reputazione e sopravvivenza nel tempo. Puntare all’utile immediato trascurando le conseguenze future non riflette questo obiettivo più ampio.

4. Un’impresa valuta sia i mercati da cui acquista gli input sia il contesto economico e sociale condiviso da molte aziende: come si distinguono questi ambiti?

I mercati di input appartengono all’ambiente specifico, il contesto condiviso a quello generale
I mercati di input appartengono all’ambiente generale, il contesto condiviso a quello specifico
Entrambi appartengono all’ambiente generale perché sono esterni all’impresa
Entrambi appartengono all’ambiente specifico perché influenzano le decisioni aziendali

I mercati di input appartengono all’ambiente specifico, il contesto condiviso a quello generale

Spiegazione

L’ambiente specifico comprende i mercati di acquisizione degli input e quelli di sbocco degli output; l’ambiente generale è il contesto più ampio comune alle imprese. Classificare i mercati di input come ambiente generale inverte la distinzione.

5. Quale situazione corrisponde al contratto di società previsto dall’articolo 2247 del codice civile?

Una persona avvia un’attività economica conferendo beni e destinando a sé gli eventuali utili
Un gruppo di persone conferisce servizi per svolgere attività economiche separate
Due o più persone mettono a disposizione beni per un’attività senza condividerne i risultati
Due o più persone conferiscono beni o servizi per svolgere in comune un’attività economica e dividerne i risultati

Due o più persone conferiscono beni o servizi per svolgere in comune un’attività economica e dividerne i risultati

Spiegazione

Il contratto di società presuppone almeno due persone, conferimenti di beni o servizi, un’attività economica comune e la divisione degli utili o delle eventuali perdite. L’attività avviata da una sola persona è invece individuale.

6. Un creditore di una società di persone non è soddisfatto dal patrimonio sociale: quale conseguenza può verificarsi per i soci?

Il creditore può rivalersi sui beni personali soltanto dopo lo scioglimento della società
Risponde il patrimonio sociale e il socio perde al massimo la quota conferita
I soci rispondono in base al valore delle quote, senza coinvolgere beni personali
Possono rispondere dei debiti sociali anche con il proprio patrimonio personale

Possono rispondere dei debiti sociali anche con il proprio patrimonio personale

Spiegazione

Le società di persone hanno autonomia patrimoniale imperfetta, perciò i soci possono essere chiamati a rispondere dei debiti sociali con il patrimonio personale. La limitazione della perdita alla quota conferita è invece tipica, di norma, delle società di capitali.

7. In una Sas, come si ripartisce la responsabilità per le obbligazioni sociali tra accomandatari e accomandanti?

Gli accomandatari rispondono entro la quota conferita, gli accomandanti illimitatamente e solidalmente
Gli accomandatari rispondono illimitatamente e solidalmente, gli accomandanti entro la quota conferita
Entrambe le categorie rispondono illimitatamente e solidalmente per i debiti della società
Entrambe le categorie rispondono entro la quota conferita, senza responsabilità personale

Gli accomandatari rispondono illimitatamente e solidalmente, gli accomandanti entro la quota conferita

Spiegazione

Nella Sas gli accomandatari hanno responsabilità illimitata e solidale, mentre gli accomandanti rispondono limitatamente alla quota conferita. Attribuire la responsabilità illimitata agli accomandanti scambia i ruoli delle due categorie.

8. Dopo l’iscrizione nel Registro delle imprese, quale caratteristica distingue una società di capitali?

Acquista personalità giuridica e trasferisce normalmente i debiti ai patrimoni personali dei soci
Acquista personalità giuridica e risponde dei debiti sociali con il proprio patrimonio
Rimane priva di personalità giuridica e fa rispondere i soci con tutti i loro beni
Ottiene autonomia patrimoniale imperfetta e limita la responsabilità agli amministratori

Acquista personalità giuridica e risponde dei debiti sociali con il proprio patrimonio

Spiegazione

Con l’iscrizione, la società di capitali acquista personalità giuridica e risponde delle obbligazioni sociali con il proprio patrimonio, limitando normalmente la perdita del socio alla quota conferita. Il coinvolgimento ordinario dei patrimoni personali dei soci è invece associato alle società di persone.

9. Che cosa esprime il vantaggio competitivo di un’impresa?

La capacità di produrre più unità rispetto ai concorrenti, a prescindere dalle preferenze
La capacità di creare nei consumatori una preferenza per i propri prodotti
La capacità di vendere a prezzi inferiori, anche senza attrarre la scelta dei consumatori
La capacità di ampliare la propria attività senza distinguere i prodotti sul mercato

La capacità di creare nei consumatori una preferenza per i propri prodotti

Spiegazione

Il vantaggio competitivo consiste nella capacità dell’impresa di creare nei consumatori una preferenza per i propri prodotti. Un volume di produzione maggiore, da solo, non definisce questa preferenza.

10. Un’impresa mantiene una qualità identica a quella dei concorrenti ma vende a un prezzo inferiore grazie a costi di produzione più bassi: quale strategia sta adottando?

La leadership di differenziazione
La leadership di costo
La creazione di valore tramite le funzioni infrastrutturali
La focalizzazione su una nicchia di mercato

La leadership di costo

Spiegazione

La leadership di costo permette di offrire qualità identica a un prezzo inferiore grazie a costi di produzione più bassi. La leadership di differenziazione punta invece su caratteristiche distintive dell’offerta.

11. Un’impresa propone caratteristiche che i concorrenti non riescono a realizzare e riesce a chiedere un prezzo più alto: quale strategia descrive questo caso?

La leadership di costo
La riduzione dei costi delle attività aziendali
La focalizzazione basata su una nicchia di mercato
La leadership di differenziazione

La leadership di differenziazione

Spiegazione

La leadership di differenziazione si fonda su caratteristiche dell’offerta che i concorrenti non sono in grado di fabbricare e può consentire un prezzo più alto. Ridurre i costi per vendere a un prezzo inferiore è invece la logica della leadership di costo.

12. Quale approccio attribuisce Michael Porter all’analisi del vantaggio competitivo?

Valutare il vantaggio soprattutto dai risultati economici complessivi dell’impresa
Considerare l’impresa come un tutto unico senza distinguere le attività
Esaminare le diverse attività che creano valore attraverso la catena del valore
Confrontare il prezzo finale dei prodotti senza analizzare le attività aziendali

Esaminare le diverse attività che creano valore attraverso la catena del valore

Spiegazione

Per Michael Porter il vantaggio competitivo deriva dalle diverse attività aziendali che contribuiscono a creare valore, perciò va compreso tramite la catena del valore. Considerare l’impresa come un tutto unico non permette di esaminare il contributo delle singole attività.

13. Che cosa definisce un organo aziendale?

Un’unità di persone che opera nella stessa area e svolge compiti con poteri decisionali prestabiliti
Un insieme di attività aziendali che non prevede responsabilità decisionali definite
Un gruppo di persone riunite temporaneamente per svolgere compiti in aree diverse
Un livello gerarchico che stabilisce gli obiettivi generali senza assegnare compiti

Un’unità di persone che opera nella stessa area e svolge compiti con poteri decisionali prestabiliti

Spiegazione

Un organo aziendale è formato da uno o più soggetti che operano nella stessa area e hanno compiti e poteri decisionali prestabiliti. Un gruppo temporaneo in aree diverse non corrisponde a questa definizione.

14. Quale distinzione descrive correttamente gli organi di line e gli organi di staff?

Gli organi di line impartiscono direttive strategiche, mentre quelli di staff svolgono le attività operative
Gli organi di line e di staff condividono la responsabilità diretta sulle funzioni, ma differiscono per gerarchia
Gli organi di line forniscono consulenza, mentre quelli di staff dirigono direttamente le funzioni aziendali
Gli organi di line hanno responsabilità diretta sulle funzioni, mentre quelli di staff offrono supporto e consulenza

Gli organi di line hanno responsabilità diretta sulle funzioni, mentre quelli di staff offrono supporto e consulenza

Spiegazione

Gli organi di line rispondono direttamente delle funzioni aziendali, mentre quelli di staff svolgono un ruolo consultivo e di supporto. La consulenza dello staff non significa che esso assuma la responsabilità diretta delle funzioni.

15. In un’impresa, chi traduce le decisioni fondamentali del vertice strategico in direttive tattiche?

La linea intermedia
Il nucleo operativo
Gli organi di staff
Il vertice strategico

La linea intermedia

Spiegazione

La linea intermedia trasforma gli indirizzi fondamentali in direttive tattiche, collegando il vertice strategico al nucleo operativo. Quest’ultimo svolge prevalentemente compiti esecutivi e prende decisioni operative.

16. Un dirigente accentra le decisioni, impartisce ordini non discutibili e controlla direttamente il lavoro: quale stile di direzione adotta?

Uno stile autoritario
Uno stile partecipativo
Uno stile delegante
Uno stile consultivo

Uno stile autoritario

Spiegazione

L’accentramento del potere, gli ordini non discutibili e il controllo diretto caratterizzano lo stile autoritario. Lo stile partecipativo, al contrario, valorizza l’iniziativa dei dipendenti e delega potere decisionale e responsabilità.

17. Quali elementi individua la struttura organizzativa di un’impresa?

Le strategie commerciali, i prezzi dei prodotti e i rapporti con i clienti
Le competenze individuali, i risultati economici e i flussi finanziari
Gli organi, i compiti assegnati e le relazioni gerarchiche e funzionali
Le procedure produttive, le tecnologie utilizzate e i livelli di qualità

Gli organi, i compiti assegnati e le relazioni gerarchiche e funzionali

Spiegazione

La struttura organizzativa definisce gli organi dell’impresa, i compiti loro assegnati e i rapporti gerarchici e funzionali tra organi e persone. Le procedure produttive e le tecnologie possono influenzare la scelta del modello, ma non definiscono da sole la struttura.

18. Quale strumento elenca i compiti attribuiti ai componenti dell’organizzazione, anziché rappresentarne le relazioni gerarchiche?

Il piano strategico
Il mansionario
Il regolamento aziendale
L’organigramma

Il mansionario

Spiegazione

Il mansionario specifica i compiti assegnati ai componenti dell’organizzazione, mentre l’organigramma rappresenta la struttura e le relazioni gerarchiche. Il piano strategico riguarda gli indirizzi e gli obiettivi dell’impresa, non l’elenco delle mansioni.

19. Una piccola impresa accentra le decisioni nell’imprenditore e coordina il lavoro tramite controllo diretto, senza responsabili intermedi: quale struttura presenta?

Una struttura funzionale
Una struttura a matrice
Una struttura divisionale
Una struttura elementare

Una struttura elementare

Spiegazione

La struttura elementare è tipica delle piccole imprese, accentra il potere nell’imprenditore o nei soci e coordina le attività con controllo diretto, senza linea intermedia. La struttura funzionale, invece, prevede responsabili intermedi specializzati.

20. Un’impresa assegna le attività della stessa natura a responsabili intermedi specializzati e distribuisce progressivamente le decisioni tra le funzioni: quale struttura adotta?

Una struttura funzionale
Una struttura imprenditoriale accentrata
Una struttura elementare
Una struttura priva di responsabili intermedi

Una struttura funzionale

Spiegazione

La struttura funzionale raggruppa attività simili sotto responsabili intermedi e operativi, decentrando progressivamente le decisioni tra le funzioni. Nella struttura elementare, invece, manca la linea intermedia e il coordinamento è affidato direttamente all’imprenditore o ai soci.

21. Come vengono organizzate le attività in una struttura funzionale?

Le attività sono raggruppate per prodotto, con un manager autonomo per ciascuna linea commerciale.
Le attività sono assegnate a gruppi di progetto, coordinati da responsabili temporanei.
Le attività sono distribuite tra imprese esterne, coordinate da un responsabile degli acquisti.
Le attività della stessa natura sono riunite sotto un responsabile, con direttori di funzione e capi intermedi.

Le attività della stessa natura sono riunite sotto un responsabile, con direttori di funzione e capi intermedi.

Spiegazione

La struttura funzionale riunisce le attività simili sotto un responsabile e colloca direttori di funzione e capi di reparto o ufficio nella linea intermedia. Il raggruppamento per prodotto, invece, è caratteristico dell’organizzazione divisionale.

22. Un’impresa realizza articoli identici, con variazioni limitate a dettagli secondari: quale tipo di produzione sta adottando?

Una produzione diversificata, con prodotti distinti destinati a mercati differenti.
Una produzione su commessa, in cui ogni articolo è progettato per un singolo cliente.
Una produzione artigianale, in cui ogni articolo è realizzato con caratteristiche individuali.
Una produzione standardizzata, basata su prodotti uguali salvo variazioni secondarie.

Una produzione standardizzata, basata su prodotti uguali salvo variazioni secondarie.

Spiegazione

La produzione standardizzata consiste nel fabbricare prodotti identici, che possono differire per elementi secondari. Nella produzione su commessa, invece, il prodotto è configurato in funzione delle richieste del singolo cliente.

23. Quale impresa ha caratteristiche adatte ad adottare una struttura divisionale?

Una piccola impresa concentrata su un unico prodotto e su un solo mercato locale.
Un’impresa che riunisce tutte le attività simili sotto un unico responsabile funzionale.
Una grande impresa che diversifica la produzione e opera in più mercati, organizzando le divisioni per prodotto, clienti o aree.
Un’impresa che affida a gruppi temporanei la gestione di progetti senza creare divisioni.

Una grande impresa che diversifica la produzione e opera in più mercati, organizzando le divisioni per prodotto, clienti o aree.

Spiegazione

La struttura divisionale è adatta a imprese grandi e diversificate, e le divisioni possono essere organizzate per prodotti, processi, clienti o aree geografiche. Una struttura centrata su attività simili sotto un unico responsabile corrisponde invece al criterio funzionale.

24. In una struttura divisionale, come sono disposti i livelli organizzativi?

Al primo livello si trovano le divisioni e, all’interno di ciascuna, al secondo livello si trovano le funzioni aziendali.
Al primo livello si trovano i progetti e, al secondo, i gruppi temporanei composti da specialisti.
Al primo livello si trovano i fornitori esterni e, al secondo, le funzioni interne dell’impresa.
Al primo livello si trovano le funzioni e, sotto ciascuna, al secondo livello si trovano le divisioni di prodotto.

Al primo livello si trovano le divisioni e, all’interno di ciascuna, al secondo livello si trovano le funzioni aziendali.

Spiegazione

Nella struttura divisionale le divisioni costituiscono il primo livello, mentre le funzioni aziendali sono organizzate all’interno di ciascuna divisione. Collocare le funzioni al livello superiore descrive una diversa disposizione gerarchica.

25. Quale combinazione di criteri organizzativi definisce una struttura a matrice?

Un’organizzazione orizzontale per funzioni combinata con una verticale per fornitori esterni.
Un’organizzazione orizzontale per progetti, prodotti o aree geografiche combinata con una verticale per funzioni.
Un’organizzazione verticale per progetti combinata con una orizzontale per reparti funzionali.
Un’organizzazione verticale per divisioni di prodotto combinata con una orizzontale per livelli gerarchici.

Un’organizzazione orizzontale per progetti, prodotti o aree geografiche combinata con una verticale per funzioni.

Spiegazione

La struttura a matrice integra una dimensione orizzontale, riferita a progetti, prodotti o aree, e una dimensione verticale, riferita alle funzioni. Organizzare verticalmente i progetti inverte il criterio descritto per la matrice.

26. In una struttura a matrice, un addetto riceve indicazioni sia dal responsabile di progetto sia dal direttore di funzione: come si ripartiscono i loro ruoli?

Il responsabile di progetto assegna le risorse finanziarie, mentre il direttore di funzione definisce i mercati da servire.
Il responsabile di progetto indica come svolgere i compiti, mentre il direttore di funzione stabilisce che cosa fare.
Il responsabile di progetto controlla gli orari, mentre il direttore di funzione approva i risultati commerciali.
Il responsabile di progetto indica che cosa fare, mentre il direttore di funzione indica come svolgere i compiti.

Il responsabile di progetto indica che cosa fare, mentre il direttore di funzione indica come svolgere i compiti.

Spiegazione

Nella matrice il responsabile di progetto orienta il contenuto del lavoro, mentre il direttore di funzione guida le modalità di esecuzione. Riunioni periodiche aiutano a prevenire conflitti e ordini discordanti, ma non scambiano i ruoli dei due responsabili.

27. Che cosa indica il termine «core business» riferito a un’impresa?

L’attività occasionale che viene svolta per compensare un aumento temporaneo della domanda.
L’insieme delle attività amministrative che può trasferire a fornitori esterni.
La gamma completa di prodotti acquistati da altre imprese per la rivendita.
L’attività produttiva tipica che la caratterizza e in cui può ottenere e mantenere un vantaggio competitivo.

L’attività produttiva tipica che la caratterizza e in cui può ottenere e mantenere un vantaggio competitivo.

Spiegazione

Il core business è l’attività produttiva caratteristica dell’impresa, nella quale essa può costruire e mantenere un vantaggio competitivo. Le attività trasferite a fornitori esterni possono invece essere attività non fondamentali e strategiche.

28. Un’impresa affida a un fornitore esterno un’attività che non è fondamentale per il proprio vantaggio competitivo: quale scelta organizzativa sta compiendo?

Sta adottando la sub-fornitura di capacità, per coprire un picco improvviso della domanda.
Sta ricorrendo all’outsourcing, affidando all’esterno un’attività estranea al proprio nucleo strategico fondamentale.
Sta creando un distretto industriale, concentrando più imprese specializzate in un territorio.
Sta ampliando il core business, internalizzando una nuova attività produttiva caratteristica.

Sta ricorrendo all’outsourcing, affidando all’esterno un’attività estranea al proprio nucleo strategico fondamentale.

Spiegazione

L’outsourcing consiste nell’affidare a imprese esterne attività che non costituiscono il core business fondamentale e strategico. Coprire un picco improvviso di domanda è invece una funzione specifica della sub-fornitura di capacità.

29. Un produttore non riesce a coprire un improvviso aumento degli ordini con le proprie risorse: quale forma di sub-fornitura risponde a questa esigenza?

La produzione distrettuale, che assegna ogni fase a imprese dello stesso territorio.
La sub-fornitura di capacità, che consente di fronteggiare picchi di domanda non soddisfatti internamente.
La sub-fornitura di specialità, che trasferisce lavorazioni basate su competenze tecnologiche specifiche.
L’outsourcing strategico, che esternalizza attività fondamentali per il vantaggio competitivo dell’impresa.

La sub-fornitura di capacità, che consente di fronteggiare picchi di domanda non soddisfatti internamente.

Spiegazione

La sub-fornitura di capacità aiuta a coprire picchi improvvisi che l’impresa non riesce a soddisfare direttamente. La sub-fornitura di specialità riguarda invece lavorazioni che richiedono conoscenze specifiche e tecnologie non disponibili internamente.

30. Quale caratteristica distingue un distretto industriale?

È una rete di fornitori specializzati che opera senza concentrarsi in un territorio comune.
È una singola grande impresa che integra al proprio interno tutte le fasi di produzione di beni diversi.
È un’area commerciale in cui imprese di ogni dimensione vendono prodotti senza specializzarsi nella loro fabbricazione.
È un territorio delimitato con molte piccole e medie imprese, specializzate nel prodotto tipico o in sue fasi e nell’assemblaggio.

È un territorio delimitato con molte piccole e medie imprese, specializzate nel prodotto tipico o in sue fasi e nell’assemblaggio.

Spiegazione

Il distretto industriale riunisce in un territorio delimitato numerose piccole e medie imprese, ciascuna specializzata nel prodotto caratteristico o in una sua fase produttiva o di assemblaggio. Una rete di fornitori può collegare imprese specializzate senza richiedere la concentrazione territoriale tipica del distretto.

31. Che cosa si intende per finanziamenti nella gestione d’impresa?

Operazioni con cui l’impresa determina il prezzo dei fattori produttivi acquistati.
Operazioni con cui l’impresa registra i ricavi ottenuti dalle vendite.
Operazioni con cui l’impresa distribuisce ai soci gli utili realizzati.
Operazioni con cui l’impresa si procura i mezzi necessari per avviare e svolgere l’attività.

Operazioni con cui l’impresa si procura i mezzi necessari per avviare e svolgere l’attività.

Spiegazione

I finanziamenti consentono all’impresa di procurarsi i mezzi necessari per iniziare e svolgere la propria attività. La registrazione dei ricavi riguarda la rilevazione dei risultati delle vendite, non il reperimento dei mezzi finanziari.

32. Perché un’impresa deve finanziare il periodo che intercorre tra l’acquisto dei fattori produttivi e l’incasso delle vendite?

Perché gli esborsi per gli acquisti precedono di norma gli incassi delle vendite.
Perché gli acquisti dei fattori produttivi avvengono dopo l’incasso dei ricavi.
Perché gli incassi delle vendite precedono di norma il pagamento dei fornitori.
Perché il ciclo produttivo non comporta uscite di denaro prima della vendita.

Perché gli esborsi per gli acquisti precedono di norma gli incassi delle vendite.

Spiegazione

Di norma l’impresa sostiene gli esborsi per acquistare i fattori produttivi prima di incassare le vendite, e deve finanziare l’intervallo tra investimento e disinvestimento. L’idea che gli incassi precedano i pagamenti inverte la sequenza tipica.

33. Un’impresa concede ai clienti tempi di pagamento più lunghi, a parità delle altre condizioni: quale effetto può avere sul suo fabbisogno finanziario?

Può diminuire, perché i ricavi sono contabilizzati prima dell’incasso.
Dipende soltanto dal settore, senza relazione con i tempi di incasso.
Può aumentare, perché gli incassi dai clienti arrivano più tardi.
Resta invariato, perché le dilazioni ai clienti non incidono sul fabbisogno.

Può aumentare, perché gli incassi dai clienti arrivano più tardi.

Spiegazione

Le dilazioni concesse ai clienti sono una determinante del fabbisogno: ritardando gli incassi, possono accrescere le risorse da finanziare nel frattempo. La contabilizzazione anticipata dei ricavi non elimina il fabbisogno di liquidità generato dall’attesa.

34. Quale classificazione distingue correttamente le componenti del capitale proprio e del capitale di debito?

Il capitale proprio comprende autofinanziamento e debiti finanziari; il debito comprende capitale d’apporto e debiti commerciali.
Il capitale proprio comprende capitale d’apporto e debiti commerciali; il debito comprende autofinanziamento e debiti finanziari.
Il capitale proprio comprende capitale d’apporto e autofinanziamento; il debito comprende debiti finanziari e commerciali.
Il capitale proprio comprende debiti finanziari e commerciali; il debito comprende capitale d’apporto e autofinanziamento.

Il capitale proprio comprende capitale d’apporto e autofinanziamento; il debito comprende debiti finanziari e commerciali.

Spiegazione

Il capitale proprio è composto dal capitale d’apporto e dall’autofinanziamento, mentre il capitale di debito include debiti finanziari e commerciali. Attribuire i debiti commerciali al capitale proprio confonde una fonte di debito con una fonte propria.

35. Un’impresa reinveste utili non distribuiti e contabilizza ammortamenti: come si classificano queste due forme di autofinanziamento, nell’ordine?

Autofinanziamento diretto per gli utili reinvestiti e indiretto per gli ammortamenti.
Autofinanziamento indiretto per entrambe le componenti, perché non comportano nuovi apporti.
Autofinanziamento indiretto per gli utili reinvestiti e diretto per gli ammortamenti.
Autofinanziamento diretto per entrambe le componenti, perché derivano dalla gestione.

Autofinanziamento diretto per gli utili reinvestiti e indiretto per gli ammortamenti.

Spiegazione

Gli utili non distribuiti e reinvestiti generano autofinanziamento diretto, mentre gli ammortamenti sono costi non monetari che contribuiscono all’autofinanziamento indiretto. Gli utili reinvestiti non sono una componente indiretta come gli ammortamenti.

36. Un’impresa ottiene una dilazione di pagamento dal proprio fornitore: quale tipo di debito si genera?

Un debito commerciale, derivante dal rinvio del pagamento concesso dal fornitore.
Un debito finanziario, derivante da denaro messo a disposizione da un soggetto esterno.
Un debito commerciale, derivante da un finanziamento monetario concesso da una banca.
Un debito finanziario, derivante dalla quota di utili trattenuta nell’impresa.

Un debito commerciale, derivante dal rinvio del pagamento concesso dal fornitore.

Spiegazione

La dilazione concessa dal fornitore genera un debito commerciale. Un finanziamento monetario messo a disposizione da una banca è invece un debito finanziario.

37. Quale confronto descrive correttamente capitale proprio e capitale di debito rispetto a scadenza, remunerazione e rischio?

Il capitale proprio è esposto indirettamente al rischio; il debito è esposto direttamente al rischio e non richiede rimborso.
Il capitale proprio non ha scadenza determinata né remunerazione obbligatoria ed è esposto direttamente al rischio; il debito richiede remunerazione e rimborso.
Il capitale proprio richiede rimborso e remunerazione obbligatori; il debito non ha scadenza determinata ed è esposto direttamente al rischio.
Il capitale proprio non ha scadenza determinata ma richiede remunerazione obbligatoria; il debito richiede rimborso senza remunerazione.

Il capitale proprio non ha scadenza determinata né remunerazione obbligatoria ed è esposto direttamente al rischio; il debito richiede remunerazione e rimborso.

Spiegazione

Il capitale proprio non comporta una scadenza di rimborso o una remunerazione obbligatoria ed è direttamente esposto al rischio d’impresa; il debito richiede remunerazione e rimborso. Considerare il debito direttamente esposto al rischio confonde la sua posizione con quella del capitale proprio.

38. Per calcolare l’attivo corrente e il capitale permanente, quali voci devono essere sommate rispettivamente?

Attivo circolante e passività consolidate; capitale proprio e ratei e risconti attivi.
Attivo circolante e ratei e risconti attivi; capitale proprio e passività consolidate.
Attivo immobilizzato e ratei e risconti attivi; capitale proprio e passività correnti.
Attivo immobilizzato e attivo circolante; passività correnti e passività consolidate.

Attivo circolante e ratei e risconti attivi; capitale proprio e passività consolidate.

Spiegazione

L’attivo corrente è dato dall’attivo circolante sommato ai ratei e risconti attivi, mentre il capitale permanente somma capitale proprio e passività consolidate. Includere le passività correnti nel capitale permanente altera la composizione indicata.

39. Nello stato patrimoniale riclassificato secondo il criterio finanziario, come sono ordinati gli elementi e che cosa rappresentano?

Le attività per esigibilità decrescente e le passività per liquidabilità decrescente; le prime sono fonti e le seconde impieghi.
Le attività per scadenza dei debiti e le passività per durata degli investimenti; entrambe rappresentano impieghi.
Le attività per liquidabilità decrescente e le passività per esigibilità decrescente; le prime sono impieghi e le seconde fonti.
Le attività per liquidabilità crescente e le passività per esigibilità crescente; entrambe rappresentano fonti.

Le attività per liquidabilità decrescente e le passività per esigibilità decrescente; le prime sono impieghi e le seconde fonti.

Spiegazione

Nel criterio finanziario le attività sono ordinate per liquidabilità decrescente e le passività per esigibilità decrescente; le attività costituiscono gli impieghi e le passività le fonti. Invertire le funzioni di impieghi e fonti porta a una lettura errata dello schema.

40. Se l’attivo corrente di un’impresa cresce mentre il totale degli impieghi resta invariato, che cosa accade all’elasticità degli impieghi?

Resta invariata, perché il totale degli impieghi non cambia.
Aumenta, perché il rapporto tra attivo corrente e totale impieghi diventa maggiore.
Diventa uguale alla rigidità, perché le due misure hanno lo stesso numeratore.
Diminuisce, perché una quota maggiore degli impieghi è rappresentata da attività correnti.

Aumenta, perché il rapporto tra attivo corrente e totale impieghi diventa maggiore.

Spiegazione

L’elasticità è il rapporto tra attivo corrente e totale impieghi, moltiplicato per 100: se aumenta il numeratore e il denominatore resta stabile, l’indice cresce. La rigidità usa invece l’attivo immobilizzato al numeratore.

41. Un’impresa riesce a pagare le scadenze, ma finanzia investimenti durevoli con fonti non adeguatamente correlate alla loro durata: quale valutazione è corretta?

L’equilibrio patrimoniale e finanziario è pienamente assicurato, perché basta rispettare le scadenze.
L’equilibrio è assicurato se gli investimenti sono adeguati, indipendentemente dalle fonti.
La solvibilità è presente, ma l’equilibrio patrimoniale e finanziario non è pienamente assicurato.
La solidità è presente, ma la solvibilità manca, anche se i pagamenti sono regolari.

La solvibilità è presente, ma l’equilibrio patrimoniale e finanziario non è pienamente assicurato.

Spiegazione

La capacità di far fronte ai pagamenti in scadenza esprime solvibilità, ma l’equilibrio richiede anche solidità e un’adeguata correlazione tra fonti e investimenti. Pagare regolarmente non dimostra da solo che la struttura delle fonti sia coerente con gli impieghi.

42. Quando si definisce rigida la struttura patrimoniale di un’impresa?

Quando le passività correnti superano il capitale proprio
Quando l’attivo immobilizzato supera l’attivo corrente
Quando il capitale proprio supera le passività consolidate
Quando l’attivo corrente supera l’attivo immobilizzato

Quando l’attivo immobilizzato supera l’attivo corrente

Spiegazione

La struttura è rigida se prevale l’attivo immobilizzato rispetto all’attivo corrente. La prevalenza dell’attivo corrente indica invece una struttura elastica.

43. Perché un’impresa industriale presenta di solito una struttura patrimoniale più rigida di un’impresa commerciale?

Per la maggiore quota di vendite con pagamento immediato
Per il minore ricorso alle immobilizzazioni produttive
Per la più breve durata dei cicli di produzione
Per gli elevati investimenti necessari alla produzione

Per gli elevati investimenti necessari alla produzione

Spiegazione

La produzione industriale richiede in genere investimenti elevati, che accrescono il peso dell’attivo immobilizzato. La maggiore rapidità degli incassi non è la ragione indicata per la rigidità.

44. Quale distinzione descrive correttamente solidità e solvibilità nell’equilibrio patrimoniale e finanziario?

La solidità riguarda la capacità di pagare gli impegni in scadenza; la solvibilità la correlazione tra fonti e investimenti
La solidità riguarda la correlazione tra fonti e investimenti; la solvibilità la capacità di pagare gli impegni in scadenza
La solidità riguarda la durata degli incassi; la solvibilità la relazione tra attivo immobilizzato e capitale permanente
La solidità riguarda il livello degli investimenti; la solvibilità la composizione del capitale proprio

La solidità riguarda la correlazione tra fonti e investimenti; la solvibilità la capacità di pagare gli impegni in scadenza

Spiegazione

La solidità dipende da un’adeguata correlazione tra fonti di finanziamento e investimenti, mentre la solvibilità consiste nel far fronte ai pagamenti prossimi. Confondere le due definizioni scambia la correlazione finanziaria con la capacità di pagamento.

45. Un’impresa acquista un bene durevole il cui capitale investito ritornerà nell’arco di molti anni: quale scadenza dovrebbe avere il finanziamento?

A breve termine, perché il bene viene acquistato in un’unica operazione
A medio-lungo termine solo se l’investimento riguarda l’attivo corrente
A breve termine, così da estinguere il debito prima della fine dell’esercizio
A medio-lungo termine o indeterminata, coerente con il ritorno dell’investimento

A medio-lungo termine o indeterminata, coerente con il ritorno dell’investimento

Spiegazione

Un investimento durevole con un lungo ciclo di ritorno richiede una fonte a medio-lungo termine o a scadenza indeterminata. La restituzione a breve termine non è coerente con il tempo necessario a recuperare il capitale investito.

46. Un’impresa finanzia una parte delle immobilizzazioni e una parte dell’attivo corrente con capitale proprio: questa scelta è compatibile con le caratteristiche di tale fonte?

No, perché il capitale proprio è una fonte a breve termine destinata all’attivo corrente
Sì, ma solo se le immobilizzazioni sono finanziate anche da passività correnti
No, perché il capitale proprio è destinato alle immobilizzazioni e non può coprire l’attivo corrente
Sì, perché la sua scadenza indeterminata consente di finanziare entrambe le categorie di attivo

Sì, perché la sua scadenza indeterminata consente di finanziare entrambe le categorie di attivo

Spiegazione

Il capitale proprio ha scadenza indeterminata e può finanziare sia l’attivo immobilizzato sia quello corrente. L’idea che sia riservato alle sole immobilizzazioni limita erroneamente il suo possibile impiego.

47. Un’impresa dispone di passività consolidate eccedenti il fabbisogno per le immobilizzazioni: può destinarne una parte all’attivo corrente?

No, perché le passività consolidate finanziano l’attivo corrente e non le immobilizzazioni
Sì, perché le passività consolidate finanziano le immobilizzazioni e possono coprire anche l’attivo corrente
No, perché le passività consolidate devono coprire soltanto le immobilizzazioni
Sì, ma solo se vengono trasformate in passività correnti prima dell’impiego

Sì, perché le passività consolidate finanziano le immobilizzazioni e possono coprire anche l’attivo corrente

Spiegazione

Le passività consolidate devono finanziare l’attivo immobilizzato, ma possono contribuire anche a coprire l’attivo corrente. Riservarle alle sole immobilizzazioni esclude erroneamente questo secondo impiego.

48. Un’impresa valuta se usare passività correnti per acquistare un macchinario destinato a restare in uso per molti anni: quale criterio dovrebbe applicare?

Ripartire le passività correnti tra il macchinario e gli investimenti in attivo corrente
Destinare le passività correnti al macchinario quando la sua vita utile supera la scadenza del debito
Usare le passività correnti per il macchinario e riservare le fonti permanenti all’attivo corrente
Destinare le passività correnti agli investimenti in attivo corrente, non al macchinario durevole

Destinare le passività correnti agli investimenti in attivo corrente, non al macchinario durevole

Spiegazione

Le passività correnti, essendo debito a breve termine, finanziano gli investimenti in attivo corrente. Il macchinario durevole appartiene all’attivo immobilizzato e non è coerente con questa destinazione.

49. Un’impresa ha capitale permanente pari a 500.000 euro e attivo immobilizzato pari a 520.000 euro: soddisfa il criterio di solidità basato sul rapporto tra questi valori?

No, perché il capitale permanente dovrebbe essere inferiore all’attivo immobilizzato
Sì, perché il capitale permanente copre una quota elevata dell’attivo immobilizzato
Sì, perché il capitale permanente comprende anche le passività correnti
No, perché il capitale permanente è inferiore all’attivo immobilizzato

No, perché il capitale permanente è inferiore all’attivo immobilizzato

Spiegazione

La solidità richiede che il capitale permanente sia almeno pari all’attivo immobilizzato; in questo caso è inferiore di 20.000 euro. Una copertura elevata ma incompleta non soddisfa il criterio.

50. Come si calcola il patrimonio circolante netto (PCN)?

Sommando l’attivo corrente alle passività correnti.
Sottraendo l’attivo corrente dalle passività correnti.
Sottraendo le passività consolidate dall’attivo immobilizzato.
Sottraendo le passività correnti dall’attivo corrente.

Sottraendo le passività correnti dall’attivo corrente.

Spiegazione

Il PCN misura la differenza tra attivo corrente e passività correnti, quindi si ottiene sottraendo queste ultime dall’attivo corrente. Il capitale permanente riguarda invece il capitale proprio e le passività consolidate, non il calcolo del PCN.

51. Un’impresa deve far fronte tempestivamente agli impegni finanziari a breve scadenza. Quale condizione indica che è solvibile?

Ha un capitale proprio pari ad almeno metà delle fonti di finanziamento.
Presenta capitale permanente almeno pari all’attivo immobilizzato.
Registra un attivo immobilizzato superiore alle passività correnti.
Presenta un patrimonio circolante netto positivo.

Presenta un patrimonio circolante netto positivo.

Spiegazione

La solvibilità riguarda la capacità di onorare tempestivamente gli impegni a breve ed è associata a un PCN positivo. La corrispondenza tra capitale permanente e attivo immobilizzato è invece una condizione di solidità.

52. Un’impresa dispone di capitale proprio pari al 45% delle fonti di finanziamento. Quale valutazione è coerente con i criteri di capitalizzazione indicati?

Non è capitalizzata perché il capitale proprio è inferiore al 40% delle fonti.
Raggiunge un grado di autonomia finanziaria considerato accettabile, pur non arrivando al 50%.
È capitalizzata se il capitale permanente e l’attivo immobilizzato hanno lo stesso valore.
È capitalizzata perché il capitale proprio supera la metà delle fonti di finanziamento.

Raggiunge un grado di autonomia finanziaria considerato accettabile, pur non arrivando al 50%.

Spiegazione

Il criterio considera capitalizzata un’impresa con capitale proprio pari almeno al 50% delle fonti, ma accetta anche un’autonomia finanziaria del 40%; il 45% rientra quindi nella soglia accettabile. Avere più della metà delle fonti in capitale proprio è un criterio più restrittivo e non descrive questo caso.

53. Quale combinazione descrive una struttura patrimoniale e finanziaria equilibrata?

L’impresa è solida e solvibile, ma non capitalizzata e con passività correnti pari all’attivo corrente.
L’impresa è capitalizzata e solvibile, anche se non è solida e le passività correnti superano l’attivo corrente.
L’impresa è capitalizzata e solida, anche se non è solvibile e l’attivo corrente è inferiore alle passività correnti.
L’impresa è capitalizzata, solida e solvibile e l’attivo corrente supera le passività correnti.

L’impresa è capitalizzata, solida e solvibile e l’attivo corrente supera le passività correnti.

Spiegazione

L’equilibrio richiede congiuntamente capitalizzazione, solidità e solvibilità, oltre a un attivo corrente superiore alle passività correnti. La sola presenza di capitalizzazione e solvibilità non basta se manca la solidità o se l’attivo corrente non supera le passività correnti.

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