Riassunto: Concorrenza e segni distintivi

Schema del Corso

  1. Nozione e requisiti dell’impresa
  2. Tipologie e classificazioni d’impresa
  3. Registro e pubblicità d’impresa
  4. Organizzazione e documentazione aziendale
  5. Azienda e concorrenza sleale
  6. Concorrenza sleale e pratiche scorrette
  7. Disciplina antitrust
  8. Funzioni e tutela dei segni distintivi
  9. Requisiti e circolazione del marchio
  10. Cooperazione e consorzi
  11. Organizzazione e scopo dei consorzi
  12. Titoli di credito e principi cartolari
  13. Circolazione e categorie dei titoli
  14. Cambiale e assegni
  15. Costituzione e capitale della S.p.A.
  16. Capitale sociale e conferimenti
  17. Azioni e diritti degli azionisti
  18. Circolazione e tutela del capitale

1. Nozione e requisiti dell’impresa

Concetti chiave e definizioni

  • Impresa: Attività produttiva qualificata da organizzazione, professionalità ed economicità, secondo l’articolo 2082 del Codice Civile.

★ Da sapere

📌 L’attività produttiva priva di professionalità è un’iniziativa occasionale e non un’attività imprenditoriale.

📌 Un’attività di erogazione cede beni o servizi a prezzi che non recuperano i costi o a prezzo zero, mentre l’attività economica deve consentire il recupero dei costi e il rinnovo degli investimenti.

Approfondimenti

  • L’articolo 2082 del Codice Civile considera l’impresa, cioè il fenomeno produttivo realizzato dall’imprenditore, e non definisce direttamente la figura dell’imprenditore.

  • L’impresa può qualificarsi come tale anche se produce per conto proprio, opera senza le autorizzazioni richieste o persegue finalità illecite.

  • Si distinguono tre casi:

    • L’impresa illegale avvia un’attività produttiva senza le autorizzazioni necessarie
    • L’impresa immorale produce beni o servizi contrari ai valori fondamentali dell’ordinamento
    • L’impresa mafiosa svolge un’attività lecita a sostegno di un disegno criminoso più ampio

2. Tipologie e classificazioni d’impresa

Concetti chiave e definizioni

  • Impresa agricola: Ai sensi dell’articolo 2135 del Codice Civile, svolge coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali o attività connesse, dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico vegetale o animale, o di una sua fase necessaria.
  • Piccola impresa: Attività produttiva nella quale il lavoro del titolare e dei familiari è essenziale e imprescindibile, ma non è l’unico fattore produttivo impiegato.
  • Impresa commerciale: Comprende le attività produttive che l’articolo 2195 del Codice Civile assoggetta all’iscrizione nel registro delle imprese; nell’interpretazione preferita dal testo, è una categoria residuale che include i fenomeni produttivi non qualificabili come agricoli.

★ Da sapere

📌 Nella piccola impresa il lavoro del titolare e dei familiari è necessario ma non sufficiente, mentre nel lavoro autonomo il lavoro del titolare è l’unico fattore produttivo.

Approfondimenti

  • Le attività connesse comprendono:

    • Manipolazione dei prodotti agricoli
    • Conservazione dei prodotti agricoli
    • Trasformazione dei prodotti agricoli
    • Commercializzazione dei prodotti agricoli
    • Valorizzazione dei prodotti agricoli
    • Fornitura di beni o servizi con uso prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda agricola
  • Un agriturismo è qualificato come impresa agricola se i servizi offerti agli ospiti impiegano strutture che fanno parte dell’azienda agricola.

📌 La prevalenza del lavoro familiare nella piccola impresa si valuta qualitativamente, verificando che sia essenziale e infungibile nel processo produttivo, non confrontandone soltanto il valore economico con quello degli altri fattori.

  • La legge 443/1985 definisce l’impresa artigiana come attività di produzione di beni o prestazione di servizi in cui il titolare o la maggioranza dei soci svolge prevalentemente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo, con le eccezioni indicate dalla legge per produzioni agricole, servizi commerciali e di intermediazione e somministrazione di alimenti e bevande.

Trucco mnemonico

Impresa agricola: ciclo biologico; impresa commerciale: attività residuale non agricola.

3. Registro e pubblicità d’impresa

★ Da sapere

  • Il registro delle imprese è una banca dati pubblica gestita dalle camere di commercio, tenuta dal conservatore sotto la vigilanza del giudice del registro, e raccoglie i fatti e gli atti per i quali la legge prescrive la pubblicità.

📌 L’iscrizione nel registro delle imprese rende opponibili ai terzi i fatti iscritti secondo le regole di efficacia pubblicitaria previste per la relativa iscrizione.

Approfondimenti

  • La sezione ordinaria comprende:
    • Imprese commerciali non piccole
    • Società commerciali e cooperative
    • Enti pubblici economici
    • Consorzi
    • Gruppi europei di interesse economico
    • Reti d’impresa con fondo comune

📌 Per i fatti o atti delle società di capitali, nei primi 15 giorni dall’iscrizione i terzi possono dimostrare di non aver potuto conoscere l’informazione, mentre dal sedicesimo giorno la presunzione di conoscenza diventa assoluta.

  • Le sezioni speciali comprendono iscrizioni di:
    • Imprenditori agricoli
    • Piccoli imprenditori
    • Società semplici
    • Start-up innovative
    • Piccole e medie imprese innovative

📌 Il contratto di trasferimento d’azienda redatto in atto pubblico o scrittura privata autenticata deve essere depositato per l’iscrizione nel registro delle imprese entro 30 giorni.

4. Organizzazione e documentazione aziendale

Concetti chiave e definizioni

  • Institore: È preposto all’esercizio dell’impresa, di una sede secondaria o di un ramo particolare e può compiere gli atti pertinenti all’attività, salvo i limiti della procura; non può alienare o ipotecare beni immobili del preponente.
  • Libro giornale: Registra giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio dell’impresa secondo un criterio cronologico.
  • Libro degli inventari: Indica e valuta sistematicamente le attività e le passività relative all’impresa e quelle estranee all’impresa; è redatto all’inizio dell’attività e poi ogni anno, e si chiude con il bilancio d’esercizio.

★ Da sapere

  • Le scritture e i documenti richiesti comprendono:
    • Libro giornale
    • Libro degli inventari
    • Altre scritture richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa
    • Corrispondenza conservata
    • Fatture ricevute e spedite

Approfondimenti

  • Il bilancio d’esercizio è composto da stato patrimoniale, conto economico e rendiconto finanziario.

📌 Il procuratore compie atti pertinenti all’impresa senza esservi preposto, mentre il commesso compie gli atti ordinariamente richiesti dalle operazioni che gli sono affidate.

5. Azienda e concorrenza sleale

Concetti chiave e definizioni

  • Azienda: Il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa, secondo l’articolo 2555 del Codice Civile.
  • Concorrenza sleale: Comprende gli atti contrari ai principi di correttezza professionale idonei a danneggiare l’azienda altrui, secondo l’articolo 2598 del Codice Civile.
  • Ramo d’azienda: Un’articolazione funzionalmente autonoma di un’attività economica organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del trasferimento, ai sensi dell’articolo 2112 del Codice Civile.

★ Da sapere

📌 L’acquirente subentra automaticamente nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda che non abbiano carattere personale, salvo patto contrario; il terzo contraente può recedere entro tre mesi dalla notizia del trasferimento se sussiste una giusta causa.

Approfondimenti

📌 L’alienante non è liberato dai debiti aziendali anteriori al trasferimento senza il consenso dei creditori; nella cessione di un’azienda commerciale risponde dei debiti anche l’acquirente se risultano dai libri contabili obbligatori.

📌 L’usufruttuario deve gestire l’azienda sotto la ditta che la contraddistingue, senza modificarne la destinazione e conservandone l’efficienza, ai sensi dell’articolo 2561 del Codice Civile.

  • La concorrenza sleale presuppone che autore e danneggiato siano imprenditori concorrenti, con una clientela almeno parzialmente comune sul piano merceologico e territoriale.

  • Le categorie indicate sono:

    • Atti confusori
    • Appropriazione di pregi
    • Atti contrari alla correttezza professionale idonei a danneggiare l’azienda altrui

6. Concorrenza sleale e pratiche scorrette

★ Da sapere

  • L’art. 2598 c.c. considera atti di concorrenza sleale l’uso di nomi o segni distintivi confondibili e gli atti idonei a confondere prodotti o attività di un concorrente.

  • La clausola generale dell’art. 2598 c.c. lascia al giudice la valutazione caso per caso dei comportamenti scorretti, ponderando gli interessi degli imprenditori in conflitto.

  • Nel mendacio concorrenziale, le dichiarazioni false riguardano caratteristiche positive dell’attività o dei prodotti propri e ogni concorrente può lamentare l’illecito, non soltanto chi offre prodotti con le caratteristiche vantate.

  • Ai sensi degli artt. 2599 e 2600 c.c., la sentenza inibisce la continuazione degli atti sleali e dispone la rimozione dei loro effetti; se l’autore ha agito con dolo o colpa, deve risarcire il danno e la colpa si presume dopo l’accertamento degli atti.

  • L’AGCM accerta e sanziona amministrativamente le pratiche commerciali scorrette; la pratica ingannevole può inoltre causare l’annullabilità del contratto per dolo, mentre le clausole vessatorie possono essere colpite da nullità di protezione.

  • La pubblicità comparativa deve confrontare beni o servizi che soddisfano gli stessi bisogni e caratteristiche essenziali, pertinenti, verificabili e rappresentative, compreso il prezzo; non deve confondere i segni, screditare il concorrente o sfruttarne indebitamente la notorietà.

Approfondimenti

  • L’appropriazione di pregi comprende, tra gli esempi indicati, la riproduzione dei cataloghi di un concorrente, la falsa attribuzione di premi e la falsa dichiarazione di rapporti commerciali con un’impresa nota.

📌 La vendita sistematica sottocosto è illecita quando mira a espellere dal mercato concorrenti finanziariamente più deboli o a eliminarli per poi aumentare i prezzi.

  • Il Codice del consumo considera ingannevoli, tra gli esempi indicati, le false affermazioni sui marchi di qualità, le offerte di prodotti non disponibili, la pubblicità redazionale e le false dichiarazioni sulla durata limitata di un’offerta.

  • Tra le altre pratiche scorrette figurano: il trattenimento del consumatore nei locali del professionista, i ripetuti contatti telefonici, l’ostruzionismo degli assicuratori, le esortazioni rivolte ai bambini, l’invio e la richiesta di pagamento di prodotti non richiesti, la falsa promessa di vincite

  • La pubblicità ingannevole disciplinata dal D.Lgs. 145/2007 può costituire concorrenza sleale riconducibile al mendacio, all’appropriazione di pregi o alla violazione di norme di diritto pubblico.

7. Disciplina antitrust

Concetti chiave e definizioni

  • Potere di mercato: La capacità di un’impresa di sottrarsi alla pressione concorrenziale e imporre prezzi più elevati o peggiorare la qualità senza perdere clientela in misura tale da subirne conseguenze.
  • Impresa antitrust: Qualsiasi attività economica, inclusi lavoratori autonomi, liberi professionisti, associazioni e ordini professionali e imprese pubbliche nei limiti in cui ciò non ostacoli la loro missione specifica.
  • Intesa: L’intesa antitrust comprende accordi tra imprese, decisioni di associazioni di imprese, pratiche concordate e scambi di informazioni, anche quando non hanno carattere giuridicamente vincolante.

★ Da sapere

  • Il diritto antitrust contrasta le intese restrittive, le concentrazioni che creano artificialmente potere di mercato e l’abuso di posizione dominante, ma ammette posizioni dominanti derivanti dalla crescita interna e dalla capacità di prevalere nella competizione.

📌 La legge italiana 287/1990 si applica alle restrizioni della concorrenza che non pregiudicano il commercio tra Stati membri dell’UE; tale pregiudizio ricorre se il comportamento può incidere sensibilmente su attività economiche transfrontaliere in almeno due paesi.

📌 Le intese orizzontali collegano imprese allo stesso livello economico, mentre quelle verticali collegano imprese a livelli diversi della catena di produzione e distribuzione.

  • Tra le tipologie di intese vietate indicate figurano quelle dirette a: fissare prezzi o altre condizioni di transazione, limitare o controllare produzione, sbocchi, sviluppo tecnico o investimenti, ripartire mercati o fonti di approvvigionamento, applicare condizioni dissimili a prestazioni equivalenti, subordinare i contratti a prestazioni supplementari senza nesso con il contratto

  • Un’intesa restrittiva può essere esentata se migliora produzione o distribuzione, o promuove il progresso tecnico o economico, riserva agli utilizzatori una congrua parte dei benefici, limita le restrizioni a quelle indispensabili e non consente di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti.

  • L’abuso di posizione dominante vietato dall’art. 102 TFUE consiste nello sfruttamento unilaterale della posizione dominante e può includere prezzi o condizioni non equi, limitazioni della produzione o dello sviluppo, condizioni dissimili per prestazioni equivalenti e prestazioni supplementari senza nesso contrattuale.

  • Nel sistema europeo la Commissione valuta se una concentrazione ostacola significativamente la concorrenza effettiva nel mercato comune o in una sua parte sostanziale, mentre in Italia l’AGCM valuta se crea o rafforza una posizione dominante eliminando o riducendo sostanzialmente o durevolmente la concorrenza.

Approfondimenti

  • I principali riferimenti antitrust dell’Unione europea indicati sono gli artt. 101-102 TFUE, il Regolamento CE 139/2004 sulle concentrazioni e il Regolamento CE 1/2003 sull’applicazione delle norme relative a intese e abusi di posizione dominante.

  • Una quota di mercato inferiore al 40% normalmente non determina, da sola, la presenza di una posizione dominante; la valutazione considera anche le dimensioni dei concorrenti e la situazione concorrenziale sostanziale.

  • Il private enforcement consente all’autorità giudiziaria ordinaria, su iniziativa degli interessati e secondo il processo civile, di accertare violazioni antitrust, dichiarare la nullità dei contratti o riconoscere il risarcimento del danno.

Trucco mnemonico

Le intese coordinano più imprese; l’abuso è una condotta unilaterale.

8. Funzioni e tutela dei segni distintivi

Concetti chiave e definizioni

  • Capacità distintiva: L’idoneità di un segno a identificare scelte riferibili a un solo imprenditore, distinguendolo dai segni generici o descrittivi liberamente utilizzabili.

★ Da sapere

  • La capacità distintiva si valuta in relazione ai prodotti e all’attività per cui il segno è usato, e la confondibilità rileva quando può indurre il pubblico a credere che segni simili appartengano allo stesso imprenditore.

  • Il principio di relatività limita la protezione del segno al settore merceologico di utilizzazione, ma la notorietà può estenderne la protezione anche a settori diversi.

  • La ditta identifica l’imprenditore nella sua attività d’affari e l’organizzazione aziendale, mentre il marchio distingue i prodotti o servizi offerti e le relative strategie commerciali.

  • La ditta deve contenere il cognome o la sigla dell’imprenditore, salvo l’eccezione richiamata dall’art. 2565 c.c.; può includere elementi di fantasia, e una ditta irregolare priva di cognome o sigla non è iscrivibile ma può essere tutelata contro la concorrenza sleale.

Approfondimenti

📌 Ai sensi dell’art. 2564 c.c., una ditta uguale o simile, idonea a creare confusione per oggetto e luogo dell’impresa, deve essere integrata o modificata; per le imprese commerciali l’obbligo spetta a chi l’ha iscritta successivamente.

  • L’insegna, la ragione sociale e la denominazione sociale sono tutelate contro il rischio concreto di confusione, valutato rispetto al territorio e al settore dell’attività; la ragione sociale è il nome delle società di persone e la denominazione sociale quello delle società di capitali.

  • I marchi si distinguono per uso e composizione e possono assumere diverse forme: marchi di prodotto, marchi di servizio, marchi denominativi, marchi figurativi, marchi misti, segni costituiti da lettere, cifre, suoni, colori o forme

Trucco mnemonico

La ditta identifica l’impresa; il marchio distingue prodotti o servizi.

9. Requisiti e circolazione del marchio

★ Da sapere

  • Il marchio deve avere capacità distintiva e non essere generico o descrittivo dei prodotti o servizi, ingannevole, contrario alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume, né in conflitto con diritti anteriori; la mancanza dei requisiti può determinare la nullità.

  • Il secondary meaning si verifica quando l’uso prolungato conferisce capacità distintiva a un marchio che ne era inizialmente privo, portando il pubblico a collegarlo all’origine imprenditoriale del prodotto o servizio.

  • La novità del marchio può mancare per conflitto con marchi anteriori registrati o di fatto; il preutente di un marchio non registrato può continuare a usarlo nell’ambito territoriale della notorietà locale, mentre una notorietà nazionale preclude la novità dei marchi successivi.

  • La contraffazione si valuta considerando la somiglianza tra i segni, l’identità o affinità dei prodotti o servizi e gli atti d’uso del terzo; sussiste in presenza di rischio di confusione, approfittamento o pregiudizio alla notorietà del marchio.

📌 Il titolare decade dai diritti sul marchio se non ne fa uso effettivo entro 5 anni dalla registrazione o se ne interrompe l’uso per 5 anni; può inoltre verificarsi decadenza per ingannevolezza sopravvenuta.

Approfondimenti

  • La registrazione italiana si richiede all’UIBM indicando i dati del richiedente, la riproduzione del marchio e i prodotti o servizi da contraddistinguere; l’ufficio verifica la regolarità del deposito e la proteggibilità prima di concederla.

  • La registrazione internazionale consente, con un’unica domanda, di ottenere marchi nazionali autonomamente validi nei paesi designati; il marchio europeo è invece unitario e riconosciuto secondo la normativa europea.

📌 Il titolare dei diritti anteriori può convalidare una registrazione relativa nulla se tollera consapevolmente l’uso del marchio successivo per 5 anni.

📌 La licenza di marchio consente a terzi di usare il segno senza trasferirne la titolarità; il merchandising consiste nel concederne l’uso per prodotti diversi da quelli fabbricati dal titolare, mentre il principio di esaurimento limita il potere di vietare la circolazione dei prodotti immessi in commercio con il suo consenso.

  • Il marchio collettivo è usato da una pluralità di imprenditori con il consenso del titolare e nel rispetto delle qualità stabilite da un regolamento d’uso, la cui omissione può causare la decadenza per ingannevolezza sopravvenuta.

10. Cooperazione e consorzi

Concetti chiave e definizioni

  • Consorzio: Un’organizzazione comune tra imprenditori destinata a disciplinare o svolgere determinate fasi delle rispettive imprese, per conseguire un vantaggio economico diretto attraverso risparmi di spesa o maggiori ricavi.

★ Da sapere

  • La cooperazione tra imprese si fonda su contratti che conservano l’autonomia giuridica ed economica delle imprese, mentre l’integrazione comporta legami partecipativi e la formazione di un gruppo economico o di una nuova entità giuridica.

  • Il consorzio con attività interna regola i rapporti reciproci tra i consorziati, mentre quello con attività esterna opera anche con i terzi come soggetto giuridico autonomo.

  • Il contratto di consorzio deve essere stipulato per iscritto a pena di nullità e indicare almeno l’oggetto, gli obblighi dei consorziati e i contributi dovuti; se non è stabilita una diversa durata, dura 10 anni.

Approfondimenti

📌 Le forme strutturate di cooperazione prevedono un’organizzazione stabile, come consorzi, società consortili e imprese comuni cooperative; quelle flessibili sono prive di rigida organizzazione e comprendono contratti di rete e associazioni temporanee di impresa.

  • Il modello legale del consorzio prevede un organo deliberativo composto da tutti i consorziati, che decide a maggioranza, e un organo esecutivo incaricato della direzione.

📌 Il consorzio con attività esterna acquista soggettività mediante l’istituzione di un ufficio comune che opera con i terzi e l’iscrizione di un estratto del contratto nel registro delle imprese.

Trucco mnemonico

Il consorzio interno regola i rapporti tra associati; quello esterno opera anche con i terzi.

11. Organizzazione e scopo dei consorzi

Concetti chiave e definizioni

  • Scopo consortile: Perseguire un vantaggio patrimoniale diretto per i consorziati imprenditori, attraverso un risparmio di spesa o un maggior guadagno nelle proprie imprese.

★ Da sapere

📌 Il contratto di consorzio deve prevedere un’organizzazione comune per eseguire il programma consortile, lasciando ampio spazio all’autonomia privata ai sensi dell’articolo 2603 del codice civile.

  • L’organo deliberativo del consorzio è composto da tutti i consorziati e adotta a maggioranza le deliberazioni attuative dell’oggetto contrattuale, ai sensi dell’articolo 2606 del codice civile.

📌 Nei consorzi con attività esterna, il fondo consortile è garanzia principale dei creditori del consorzio e i creditori particolari dei consorziati non possono rivalersene, ai sensi dell’articolo 2614 del codice civile.

Approfondimenti

  • La durata del consorzio è di 10 anni, salvo diversa previsione contrattuale secondo l’articolo 2604 del codice civile.

📌 Le persone preposte alla direzione del consorzio rispondono secondo un regime simile a quello del mandato per gli atti di gestione pregiudizievoli ai consorziati o ai terzi, ai sensi dell’articolo 2608 del codice civile.

12. Titoli di credito e principi cartolari

Concetti chiave e definizioni

  • Titolo di credito: Documento cartaceo o elettronico che incorpora una situazione giuridica attiva, trasferibile secondo regole collegate alla circolazione del documento, e il cui esercizio spetta al soggetto legittimato dal possesso.

★ Da sapere

  • La cessione del credito trasferisce derivativamente il diritto e richiede notifica al debitore o accettazione, mentre l’acquisto del titolo di credito in buona fede secondo le regole di circolazione può attribuire il diritto a titolo originario ai sensi degli articoli 1153 e 1994 del codice civile.

  • Ai sensi dell’articolo 1993 del codice civile, il debitore può opporre al possessore le eccezioni fondate sul testo del titolo, sulla capacità o rappresentanza al momento dell’emissione e sulle condizioni necessarie per esercitare l’azione.

  • Il debitore che paga al possessore legittimato è liberato, salvo che agisca con dolo o colpa grave, e il possessore deve presentare e consegnare il titolo per ottenere il pagamento, secondo l’articolo 1992 del codice civile.

  • La letteralità limita la pretesa ai termini indicati nel titolo, mentre l’astrattezza separa il diritto cartolare dal rapporto fondamentale nei confronti dei successivi possessori estranei a tale rapporto.

Approfondimenti

  • I titoli causali indicano il rapporto sottostante e consentono al debitore di opporre anche le eccezioni derivanti da quel rapporto.

Trucco mnemonico

Il titolo incorpora il credito; il biglietto di legittimazione si limita a facilitare il riconoscimento dell’avente diritto.

13. Circolazione e categorie dei titoli

★ Da sapere

  • I titoli di credito comprendono: titoli di finanziamento, che incorporano crediti pecuniari, titoli partecipativi, che rappresentano partecipazioni economiche e organizzative, altri valori finanziari, come diritti di opzione e quote di fondi comuni

📌 I documenti di legittimazione, come biglietti del cinema o di viaggio, facilitano l’identificazione dell’avente diritto ma non sono indispensabili per esercitare la prestazione, mentre il debitore può rifiutare il pagamento in assenza del titolo di credito.

  • Secondo la legge di circolazione, i titoli sono: al portatore, trasferiti con il possesso, all’ordine, trasferiti con consegna e girata, nominativi, trasferiti con consegna e annotazione del nuovo titolare sul titolo e nel registro dell’emittente

📌 Chi acquista in buona fede il possesso di un titolo secondo le regole di circolazione non è soggetto a rivendicazione e può acquistare a non domino ai sensi dell’articolo 1994 del codice civile.

Approfondimenti

  • I titoli rappresentativi di merci incorporano il diritto alla consegna di beni depositati o trasportati e permettono di disporne trasferendo il titolo; la polizza di carico attribuisce il diritto alla consegna della merce a destinazione.

  • Per l’apprensione qualificata occorrono: solo il possesso per i titoli al portatore, possesso e girata per i titoli all’ordine, possesso con girata o transfert per i titoli nominativi

14. Cambiale e assegni

Concetti chiave e definizioni

  • Cambiale: Titolo di credito all’ordine che incorpora un’obbligazione di pagare una somma di denaro e circola mediante consegna e girata.

★ Da sapere

📌 La cambiale tratta e il pagherò cambiario svolgono una funzione creditizia, differendo il pagamento, mentre l’assegno bancario e quello circolare svolgono una funzione di pagamento.

  • Nella cambiale tratta il traente ordina al trattario di pagare al prenditore, mentre nel pagherò cambiario l’emittente promette direttamente il pagamento al prenditore.

📌 L’assegno bancario non può essere accettato e il trattario deve essere una banca, che non diventa obbligata cartolare verso il portatore.

Approfondimenti

  • La cambiale è un titolo esecutivo che consente di procedere all’esecuzione sui beni dei debitori cambiari inadempienti senza una previa sentenza di condanna o decreto ingiuntivo.

  • L’assegno circolare è emesso da una banca autorizzata dalla Banca d’Italia per somme già disponibili, non può essere al portatore, e prevede un termine di presentazione di 30 giorni e una prescrizione triennale dell’azione contro l’emittente.

Trucco mnemonico

La cambiale differisce il credito; l’assegno serve al pagamento.

15. Costituzione e capitale della S.p.A.

★ Da sapere

  • Nella S.p.A. il potere e la distribuzione dei risultati sono proporzionali alla ricchezza investita e la responsabilità del socio è limitata al conferimento.

  • L’atto costitutivo della S.p.A. indica: denominazione e sede, oggetto, capitale e durata, numero e caratteristiche delle azioni, valore attribuito a crediti e conferimenti in natura, norme di funzionamento contenute nello statuto

  • Le condizioni per costituire una S.p.A. sono: sottoscrizione integrale del capitale sociale, rispetto delle previsioni sui conferimenti, presenza delle autorizzazioni richieste dalle leggi speciali in relazione all’oggetto sociale

📌 Almeno il 25% dei conferimenti in denaro deve essere immediatamente disponibile per la società al momento della costituzione.

  • 🔄 La costituzione e l’iscrizione procedono così: stipulazione dell’atto costitutivo, deposito dell’atto da parte del notaio entro 20 giorni, controllo di regolarità formale da parte dell’ufficio, iscrizione della società nel registro delle imprese

  • Il capitale minimo per costituire una S.p.A. è di 50.000 euro, ai sensi dell’articolo 2327 del codice civile.

Approfondimenti

  • Per conferire beni in natura o crediti, un esperto indipendente ne stima il valore con relazione giurata, gli amministratori controllano la stima e, se il valore è inferiore di oltre un quinto, il capitale è ridotto salvo integrazione in denaro o recesso del conferente.

16. Capitale sociale e conferimenti

★ Da sapere

  • La cifra del capitale sociale coincide con quella delle sottoscrizioni dei soci e non può essere né inferiore né superiore.

  • 🔄 Il procedimento comprende: stima giurata di un esperto indipendente, controllo successivo degli amministratori, riduzione proporzionale, salvo integrazione in denaro o recesso

Approfondimenti

📌 Nel capitale sociale non possono confluire entità inafferrabili, come il know-how, né beni non suscettibili di trasferimento, come quelli inalienabili.

📌 Il soprapprezzo accresce il patrimonio senza essere imputato a capitale, richiede una riserva e va versato interamente alla sottoscrizione delle azioni.

  • I versamenti a patrimonio dei soci non incrementano il capitale sociale né modificano la misura delle singole partecipazioni.

Trucco mnemonico

Capitale sociale: misura formale; patrimonio: risorse effettive

17. Azioni e diritti degli azionisti

Concetti chiave e definizioni

  • Valore nominale: Porzione di capitale sociale che l'azione esprime, ottenuta dividendo il capitale sociale per il numero delle azioni emesse.

★ Da sapere

📐 Formula - Il valore nominale unitario è pari a capitale socialenumero di azioni emesse\frac{\text{capitale sociale}}{\text{numero di azioni emesse}}.

  • Il valore reale unitario delle azioni si calcola dividendo il patrimonio aziendale per il numero di azioni emesse.

📌 Le azioni sono unità minime, indivisibili, inscindibili e uguali della partecipazione individuale; la comproprietà è possibile, ma i comproprietari esercitano i diritti tramite un rappresentante comune.

📌 L'art. 2433, comma 2, vieta la distribuzione di dividendi che non derivino da utili realmente conseguiti, risultanti da un bilancio regolarmente approvato e capienti al netto delle perdite precedenti.

  • Le cause inderogabili di recesso sono: modifica dell'oggetto sociale, trasformazione della società, trasferimento della sede sociale all'estero, revoca dello stato di liquidazione, eliminazione di una o più cause di recesso derogabili, modifica dei criteri di determinazione del valore delle azioni in caso di recesso, modifiche statutarie sui diritti di voto o di partecipazione

Approfondimenti

  • L'art. 2346, comma 3, consente di emettere azioni senza valore nominale, applicando le disposizioni sul valore nominale in base al rapporto tra il numero delle azioni e il totale emesso.

18. Circolazione e tutela del capitale

Punti essenziali

📌 L'art. 2441, comma 1, offre in opzione ai soci, in proporzione alle azioni possedute, le nuove azioni e le obbligazioni convertibili; chi esercita l'opzione ha prelazione sulle azioni rimaste inoptate.

  • Il diritto di opzione può essere escluso per conferimenti in natura, quando lo richiede l'interesse sociale, per offerte ai dipendenti e, nelle società quotate, entro il limite del 10% del capitale sociale preesistente.

  • L'art. 2438 vieta l'aumento di capitale finché le azioni precedentemente emesse non siano integralmente liberate; per i conferimenti in denaro, l'art. 2439, comma 1, richiede il versamento del 25% alla sottoscrizione.

  • Se le perdite superano un terzo del capitale sociale, l'art. 2446 impone agli amministratori di convocare l'assemblea e presentare una relazione patrimoniale; se la perdita è inferiore a un terzo, l'assemblea può comunque ridurre il capitale.

  • Una società aperta può acquistare azioni proprie entro il limite di un quinto del capitale sociale, considerando anche le azioni possedute dalle controllate; le azioni proprie non danno diritto di voto e, in caso di violazione dei limiti, vanno alienate entro un anno.

  • L'aumento gratuito imputa a capitale valori patrimoniali già presenti senza incrementare il patrimonio, mentre l'aumento a pagamento richiede nuove risorse e nuove sottoscrizioni.

  • La società può emettere obbligazioni per un importo non superiore al doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili; dal calcolo sono escluse le obbligazioni garantite da ipoteca di primo grado su immobili sociali, fino a due terzi del loro valore.

  • Le obbligazioni convertibili trasformano il rapporto di credito in rapporto sociale; la loro emissione è deliberata dall'assemblea straordinaria insieme a un corrispondente aumento di capitale.

  • Nel sistema tradizionale l'assemblea è l'organo collegiale rappresentativo degli azionisti, mentre la gestione dell'impresa spetta in via esclusiva e inderogabile all'organo amministrativo.

  • L'assemblea ordinaria approva il bilancio almeno una volta l'anno, entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio; la convocazione è obbligatoria anche per perdite superiori a un terzo, causa di scioglimento o richiesta della minoranza titolare di un decimo del capitale.

  • In prima convocazione, l'assemblea ordinaria richiede la presenza della metà del capitale sociale e delibera a maggioranza assoluta del capitale votante presente; per l'assemblea straordinaria, i quorum variano tra società chiuse e aperte secondo le soglie indicate dalla legge.

  • Le cause di nullità sono:

    • illiceità o impossibilità dell'oggetto
    • mancata convocazione dell'assemblea
    • mancanza assoluta del verbale
  • L’amministratore cessa dalla carica per: scadenza del termine, rinuncia, revoca, cause di decadenza previste dalla legge o dallo statuto, decesso

  • 🔄 Il metodo collegiale si articola in:

    1. convocazione
    2. riunione
    3. discussione
    4. votazione
    5. proclamazione
    6. verbalizzazione

📌 Il consiglio di amministrazione è validamente costituito con la presenza della maggioranza degli amministratori in carica e delibera con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti, computando anche gli astenuti.

📌 Il consiglio di amministrazione può delegare funzioni a uno o più amministratori o a un comitato esecutivo se lo statuto o l’assemblea ordinaria lo autorizza, ma conserva poteri di indirizzo, avocazione, sostituzione e controllo e può revocare la delega in ogni momento.

Tabelle di sintesi

Cooperazione e integrazione tra imprese

FormaStrumentoEffetto
CooperazioneContrattiLe imprese conservano autonomia giuridica ed economica
IntegrazioneLegami partecipativi o fusioneSi forma un gruppo economico o una nuova entità giuridica

Consorzi interni ed esterni

TipoAttivitàRapporti
InternoRegola i rapporti reciproci dei consorziatiOpera nell’ambito consortile
EsternoCoordina le imprese e svolge attività tramite un soggetto autonomoOpera anche con i terzi

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1. Quali requisiti qualificano l’attività produttiva come impresa ai sensi dell’articolo 2082 del Codice Civile?

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Quali requisiti qualificano l’impresa secondo l’articolo 2082 del Codice Civile?

Organizzazione, professionalità ed economicità.

Quali attività svolge l’impresa agricola ai sensi dell’articolo 2135 del Codice Civile?

Coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento e attività connesse legate al ciclo biologico vegetale o animale.

Quali tre categorie distinguono l’impresa illegale, immorale e mafiosa?

L’illegale opera senza autorizzazioni, l’immorale contrasta i valori fondamentali e la mafiosa sostiene un disegno criminoso più ampio.

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