★ Da sapere
📌 La filologia studia i testi, mentre la linguistica studia la storia, la descrizione e la grammatica delle lingue; la filologia fornisce dati testuali alla linguistica e la linguistica fornisce alla filologia strumenti per edizione e interpretazione.
Le lingue romanze, o neolatine, derivano dalle trasformazioni nel tempo e nello spazio del latino parlato nell’Impero romano e costituiscono una famiglia linguistica di origine comune.
La linguistica ottocentesca si sviluppò grazie a una nuova concezione della lingua legata al pensiero romantico, alla scoperta delle affinità del sanscrito con altre lingue e alla creazione del metodo storico-comparativo.
📌 Nel tipo flessivo le funzioni grammaticali si esprimono con alterazioni della radice e suffissi non separabili, nel tipo isolante si accostano elementi autonomi e nel tipo agglutinante prefissi o suffissi distinti hanno un valore fisso. - Schlegel
Approfondimenti
Nel senso tecnico più ristretto, la filologia è l’arte dell’edizione critica, che analizza manoscritti o stampe per stabilire la forma voluta dall’autore, se ricostruibile, oppure quella circolata per la prima volta.
La storia della tradizione studia la trasmissione dei testi attraverso manoscritti e stampe e le implicazioni storico-culturali di tale processo.
In Europa si distinguono cinque gruppi di lingue romanze:
La filologia romanza nacque in Germania nell’Ottocento integrando linguistica, studi letterari e culturali e critica del testo; il suo dominio privilegiato è il Medioevo, dalla disgregazione del latino parlato all’affermazione dell’Umanesimo.
📌 Il latino è attestato da numerose testimonianze scritte, mentre le lingue madri del germanico e dello slavo, protogermanico e protoslavo, devono essere ricostruite senza testimonianze dirette.
Tra le lingue indoeuropee rientrano:
Schlegel considerava il sanscrito pienamente flessivo e riteneva che le lingue europee tendessero a diventare meno flessive; il passaggio dal latino sintetico ALTIOR alla forma analitica PLUS ALTUS ne è un esempio.
Nel 1816 Franz Bopp compì un passo decisivo nel metodo storico-comparativo privilegiando la morfologia rispetto al lessico per stabilire i rapporti tra le lingue.
La Grammatica germanica di Jacob Grimm del 1819 ricostruì la morfologia del germanico comune non attestato e integrò la fonetica nel metodo storico-comparativo attraverso lo studio della rotazione consonantica.
La filologia ricostruisce e interpreta i testi; la linguistica descrive e studia la lingua.
★ Da sapere
Friedrich Diez riconobbe nei trovatori la radice della lirica europea e pose le basi della linguistica romanza con la Grammatica delle lingue romanze, pubblicata in tre volumi dal 1836 al 1844.
Nei Saggi ladini (1873) e negli Schizzi franco-provenzali (1875), Graziadio Isaia Ascoli individuò le varietà retoromanze e il franco-provenzale, varietà di transizione tra francese e occitanico.
Approfondimenti
Raynouard sosteneva che tra latino e lingue romanze fosse esistita una lingua intermedia coincidente con la lingua dei trovatori provenzali, identificata con la lingua romana citata negli atti del Concilio di Tours del 813 e nella cronaca dei Giuramenti di Strasburgo dell’842.
Schlegel obiettò alla tesi di Raynouard che la lingua dei trovatori e il francese avevano perso le vocali finali latine atone diverse da -A, mentre italiano e spagnolo le avevano conservate in tutto o in parte.
Nel Dizionario etimologico delle lingue romanze del 1853, Friedrich Diez raccolse basi etimologiche condivise da una o più lingue romanze, da cercare sotto la base latina corrispondente.
Dal 1846 Schleicher descrisse la lingua come un organismo vivente regolato da leggi proprie e rappresentò i rapporti genealogici tra le lingue con l’albero genealogico.
Wilhelm Meyer-Lübke perfezionò il metodo di Diez con la Grammatik der romanischen Sprachen (1890-1902) e il Romanische etymologisches Wörterbuch (1911; terza edizione 1935), che comprendeva circa 10.000 basi latine e considerava anche i dialetti romanzi. - Wilhelm Meyer Luebke
★ Da sapere
📌 Le norme areali di Bartoli stabiliscono in successione che, tra due forme, è generalmente più antica quella dell’area isolata, poi quella delle aree laterali, quella dell’area maggiore e infine quella dell’area romanizzata più tardi, applicando ciascun criterio solo se il precedente non risolve il confronto.
Approfondimenti
Nel Sistema vocalico del latino volgare (1866-1868), Schuchardt mostrò che il latino parlato aveva sistemi vocalici diversi secondo il luogo e che il mutamento linguistico si sviluppa anche nello spazio, non soltanto nel tempo. - Hugo Schuchardt, Il sistema vocalico del latino volgare, 1866-68
Nella maggior parte delle lingue romanze latine Ĭ e Ŭ si sono evolute rispettivamente in [e] e [o], mentre il romeno presenta negru da NĬGRU ma musca da MŬSCA.
Jules Gilliéron pubblicò l’Atlas Linguistique de la France tra il 1902 e il 1910, basandolo su indagini sul campo condotte tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Per costruire un atlante linguistico si prepara un questionario, si scelgono i luoghi d’indagine e si interrogano parlanti locali su parole o frasi, registrando i fenomeni su carte geografiche.
Gilliéron propose di interpretare in diacronia i dati linguistici rilevati sincronicamente nello spazio, considerando la storia dei rapporti tra le parole nelle diverse parlate locali.
Immagina un’innovazione linguistica come onde concentriche che partono da un centro e raggiungono le periferie.
★ Da sapere
📌 La tradizione quiescente trasmette un testo senza modificarlo, mentre nella tradizione attiva i copisti intervengono sul testo, frequente nei testi in volgare.
📌 Il metodo ricostruttivo di Lachmann mira a risalire alla storia e alla forma del testo, mentre il metodo conservatore di Bédier sceglie un manoscritto e ne conserva la lezione, intervenendo solo per lacune ed errori evidenti.
Approfondimenti
Nel Medioevo il romanzo veniva scritto normalmente con l’alfabeto latino, anche se sono documentate tracce di scrittura romanza con alfabeti ebraico, greco e arabo; la grafia tende a essere conservativa rispetto alla pronuncia.
Nel 1872 Gaston Paris applicò per la prima volta a un testo romanzo il metodo ricostruttivo, pubblicando un’edizione del Saint Alexis.
Contini riprese il metodo ricostruttivo parlando di diffrazione, cioè di un luogo testuale in cui una difficoltà ha prodotto diverse lezioni, e concentrandosi sulle ragioni della difficoltà.
Lachmann ricostruisce una storia testuale; Bédier conserva il testo di un manoscritto reale.
★ Da sapere
📌 La classificazione esterna distingue una Romània continua o antiqua, una Romània sommersa o perduta e una Romània nuova.
📌 La classificazione interna distingue Romània occidentale e orientale lungo la linea La Spezia-Rimini: la prima comprende i domini iberoromanzo e galloromanzo e i dialetti italiani settentrionali, mentre la seconda comprende il balcanoromanzo, rappresentato dal romeno, e i dialetti italiani meridionali.
Approfondimenti
Nell’Ottocento le chansons de geste furono considerate creazioni collettive e orali, derivate da una più antica poesia eroica legata al sentimento nazionale.
Alcune teorie novecentesche interpretarono le chansons de geste come narrazioni di antichi miti indoeuropei, adattati a personaggi ed eventi della Francia medievale.
La linguistica romanza studia il sistema formato dal latino e dalle lingue che ne derivano nelle relazioni verticali tra latino e lingue romanze e in quelle orizzontali tra le lingue romanze.
In greco, Ρωμανία designava l’Impero romano, poi quello d’Oriente, e in Italia indicò per un periodo i territori sottoposti al dominio bizantino.
La Britannia è un esempio di territorio in cui si parlava latino ma non si è sviluppata una lingua romanza; il dalmatico, parlato in Istria e Croazia durante il Medioevo, fu invece soppiantato dallo slavo, e l’afro-romanzo dell’Africa nord-occidentale è perduto.
Sono esempi di Romània nuova il giudeo-spagnolo dei discendenti degli ebrei espulsi dalla Spagna nel 1492 e stanziatisi nei Balcani, in Africa e in Italia, lo spagnolo dell’America Latina, il portoghese del Brasile e il francese di Québec, Algeria e Marocco.
La distinzione tra Romània settentrionale e meridionale è stata proposta anche sulla base di tratti linguistici: articolo partitivo, soggetto obbligatorio e ausiliare a Nord, oggetto preposizionale a Sud; Zamboni (2000) è citato a proposito di questa possibile distinzione.
Nei Balcani la continuità romanza è venuta meno perché intorno al IX secolo il latino fu soppiantato dalle lingue slave; il romeno è tuttavia persistito nell’antica Dacia, dove il latino si era diffuso anche tra gli strati popolari durante la dominazione romana.
Romània continua: latino evoluto; nuova: lingue romanze importate
★ Da sapere
📌 La distinzione tra lingua e dialetto è sociolinguistica e riguarda uso, diffusione, prestigio e riconoscimento, non la struttura descrittiva dei sistemi linguistici.
Approfondimenti
📌 I dialetti primari continuano direttamente dal latino e sono diventati dialetti con l’affermazione dell’italiano nel Cinquecento, mentre i dialetti secondari derivano dalla differenziazione interna di una lingua, come i dialetti della Spagna meridionale nati dall’espansione del castigliano durante la Reconquista.
📌 La scrittura ideografica rappresenta parole o concetti con ideogrammi, quella sillabica rappresenta sillabe e quella alfabetica rappresenta fonemi o suoni tramite grafemi.
Lingua e dialetto differiscono per status sociale, non per natura linguistica
★ Da sapere
📌 La documentazione diretta del latino è prevalentemente scritta e letteraria, mentre le lingue romanze continuano il latino parlato, noto attraverso testimonianze indirette e ricostruzioni comparative.
Le iscrizioni, attestate dal VI secolo a.C. e molto più numerose dal III secolo a.C., sono spesso localizzabili e databili e quelle di persone meno colte possono mostrare scarti dalla norma, come HOCTOBER, che rivela un ipercorrettismo relativo alla h non pronunciata.
L’Appendix Probi contiene 227 prescrizioni nella forma «x non y» e documenta fenomeni evolutivi del latino; la sua datazione è stata collocata dagli studiosi tra il III e il VII secolo d.C.
Approfondimenti
Il latino raggiunse la massima espansione sotto Traiano con l’acquisizione della Dacia nel 106 d.C.; in Oriente non prevalse sul greco, ma rimase lingua dell’amministrazione fino a Giustiniano (527-565 d.C.), la cui opera legislativa, il Corpus iuris civilis, fu redatta in latino.
La linea di Jireček segnava nei Balcani la divisione tra l’area latinofona settentrionale e quella grecofona meridionale e, più in generale, tra Ovest latinofono ed Est grecofono dell’Impero.
Le forme del latino parlato si ricostruiscono attraverso affermazioni degli autori, osservazioni dei grammatici e testi lontani dall’uso letterario, nonché confrontando forme correlate delle lingue romanze con il metodo storico-comparativo.
Le forme romanze it. ficcare, port. cat. prov. ficar, sp. hincar e fr. ficher permettono di ricostruire il verbo non attestato *FIGICARE, derivato da FIGERE.
📌 Il latino letterario era unitario, mentre le iscrizioni mostrano una distribuzione regionale di tratti estranei alla norma letteraria, soprattutto nelle fasi tarde.
📌 Il latino classico è lo standard rappresentato dagli autori della seconda metà del I secolo a.C., come Cicerone e Virgilio; «latino volgare» designa invece il latino diverso dalla norma colta, mentre «pre-romanzo» o «protoromanzo» indica lo stato ricostruito da cui derivano le lingue romanze.
Il latino parlato attraversava tutti gli strati sociali e non era esclusivo delle classi basse o prive di istruzione; il latino volgare esiste in tutta la storia del latino, ma per le origini romanze è spesso più utile parlare di latino parlato tardo.
I registri del latino comprendono lo standard classico, il substandard documentato in scritture e il subsubstandard o sommerso, che non giunge alla scrittura; la variazione temporale è ben documentata, mentre quelle regionale, sociale e contestuale sono poco documentate.
📌 Non esistono testi concepiti come trascrizioni spontanee del latino parlato: anche le scritture di persone poco colte sono modellate almeno in parte dalla scuola.
Le commedie di Plauto documentano una lingua arcaica e stilizzata vicina al parlato, la Cena Trimalchionis di Petronio imita espressivamente il parlato del I secolo d.C., e le opere tecniche come il De agricultura di Catone il Vecchio conservano lessico non letterario.
L’Itinerarium, o Peregrinatio Egeriae, racconta il viaggio in Terrasanta compiuto da Egeria nella seconda metà del IV secolo ed è una fonte notevole di latino corrente.
Le lingue di sostrato indicate sono:
Lo slavo in Romania e il germanico in Italia e nella Romània occidentale, compresa la Gallia, sono esempi di superstrato; dopo il 476 d.C. nei regni romano-germanici il latino prevalse anche grazie al suo prestigio, alla tradizione scritta, alla Chiesa e alla scuola.
Le conversioni al cattolicesimo dei sovrani germanici e dei loro sudditi favorirono la fusione tra i due popoli e sostennero l’affermazione del latino.
Immagina il latino come uno strato: sotto il sostrato, sopra il superstrato, accanto l’adstrato
★ Da sapere
La latinizzazione dell’Occidente fu favorita dalla mobilità sociale associata alla conoscenza del latino e dalla diffusione del cristianesimo, la cui lingua veicolare era il latino.
La filologia romanza confronta lingue e tradizioni letterarie romanze in un contesto europeo che supera i confini nazionali; la tradizione poetica romanza era europea e bilingue, con il latino per gli intellettuali e il volgare per intellettuali e non.
La letteratura galloromanza influenzò profondamente quelle iberica e italoromanza: l’epica francese circolò presto nell’area iberica e la poesia dei trovatori fu modello per Catalogna, Italia settentrionale, galego-portoghesi, siciliani e toscani, mentre gli influssi inversi furono quasi nulli.
Approfondimenti
Le lingue romanze derivano dal latino, che ebbe numerosi continuatori, mentre il greco ha un solo continuatore indicato nel neogreco.
Le lingue romanze derivano dal latino ma includono anche numerosi elementi greci, frutto del sincretismo culturale e linguistico.
La metrica romanza si fonda su quella francese e provenzale: la posizione dell’ultima tonica determina il numero di sillabe del verso, l’endecasillabo italiano e il decasillabo galego-portoghese rielaborano il décasyllabe e le forme strofiche della canzone riprendono quelle dei trovatori.
I romanzi in prosa d’oïl furono tradotti in castigliano, portoghese, toscano e veneto, e la narrativa francese influenzò anche l’area germanica; l’inversione di rotta avvenne tra Trecento e Quattrocento con la traduzione francese del Decameron.
★ Da sapere
📌 La transizione dal latino al romanzo non fu un passaggio netto: occorre distinguere i mutamenti linguistici dalla consapevolezza metalinguistica dei parlanti.
La prima fase vide questi principali fenomeni: perdita della quantità vocalica, monottongazione di AE, sincope postonica, caduta di -M finale, caduta di H aspirata, caduta di -N- preconsonantica, coalescenza di -B- e -V-, palatalizzazione o affricazione davanti a iod, riduzione del sistema dei casi, differenziazione dei sistemi vocalici romanzi e metafonesi
Nella seconda fase, dal VI all’VIII secolo, il latino si frammentò regionalmente e rimase unitario solo nello scritto, mentre si affermarono l’oralità romanza e la diglossia delle classi colte, con latino scritto e romanzo parlato.
📌 Nel IX secolo la restaurazione della norma scritta del latino rese evidente la differenza tra scritto e parlato e il romanzo iniziò a essere usato anche per iscritto accanto al latino.
Approfondimenti
I sistemi vocalici romanzi comprendono sette vocali nel protoromanzo o romanzo comune, cinque in sardo e siciliano e sei nel balcanoromanzo.
Tra i cambiamenti della seconda fase figurano: perdita delle vocali finali atone nel romanzo occidentale, lenizione delle occlusive intervocaliche nel romanzo occidentale, caduta di -S e -T, salvo che in sardo, scomparsa dei casi, con sistemi residui galloromanzi e romeni, grammaticalizzazione di nuove perifrasi verbali, ordine della frase tendenzialmente SVO, sviluppo di un articolo definito da ILLE o IPSE
Il futuro e il condizionale romanzi si formarono anche attraverso perifrasi come CANTARE HABEO e CANTARE HEBUI, mentre il passato composto si forma con participio perfetto e ausiliare.
La transizione storica comprende la crisi politica del III secolo, la divisione imperiale del 395, l’abbandono della Britannia nel 408, della Pannonia nel 441 e del Noricum nel 490, il sacco di Roma del 410 e la caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476.
Tra VI e VII secolo le lingue romanze si formarono come sistemi organici; nell’VIII secolo la riforma carolingia promosse scuole, biblioteche, riforma grammaticale del latino e minuscola carolina.
I Giuramenti di Strasburgo sono tramandati nella cronaca latina di Nitardo, nipote di Carlo Magno, scritta su richiesta dei sovrani e conservata in una copia databile intorno al 1000; il trattato di Verdun dell’843 assegnò la parte francese a Carlo, quella tedesca a Ludovico e la fascia intermedia a Lotario.
La scelta ecclesiastica di tradurre le omelie a Tours rese ufficiale la consapevolezza della distanza tra latino e volgare e contribuì a dare prestigio al romanzo.
813 Tours, 842 Strasburgo, 880 Sant’Eulalia
★ Da sapere
Nel Medioevo il latino conserva il primato nella lingua scritta, mentre le lingue romanze cominciano ad affermarsi anche nella letteratura.
L’iscrizione della catacomba di Commodilla, del IX secolo, è un ammonimento inciso nella cripta dei santi Felice e Adautto a Roma e testimonia una lingua intermedia tra latino e volgare.
Nel graffito di Commodilla, «Non dicere ille secrita a bboce», il divieto è espresso con non più infinito, invece del classico ne più congiuntivo.
Approfondimenti
I quattro fogli aggiunti contengono:
Prima dei testi letterari romanzi scritti esisteva una tradizione volgare orale di canti in chiesa durante le feste, discorsi e testi cantati, talvolta condannati dagli uomini di Chiesa perché ritenuti lascivi.
La tradizione popolare orale sopravvisse fino ai trovatori e contribuì agli elementi popolareggianti della lirica francese; l’etnomusicologia studia i canti popolari orali, spesso medievali, come canti d’amore e di lavoro.
📌 Nel Medioevo i monasteri sono associati all’uso del latino, mentre le corti feudali, soprattutto quelle del Sud della Francia, sono associate all’uso del volgare e allo sviluppo di una tradizione letteraria volgare.
Nel graffito di Commodilla, ille significa «i» e secrita rappresenta una fase intermedia del neutro latino secretum, interpretata come «le cose segrete» o «le parole segrete».
Nel graffito di Commodilla la b minuscola inserita dopo la B di «bboce» rende il raddoppiamento fonosintattico e corregge la prima scrittura BOCE.
L’affresco parlante di San Clemente, a Roma tra XI e XII secolo, alterna battute volgari — «Falite dereto colo palo Carvoncelle», «Albertel trài» e «Fili de le pute tràite» — all’unica battuta latina «Duritiam cordis vestris saxa traere meruistis».
Le iscrizioni semivolgari di San Francesco di Civita Castellana, del XII secolo, comprendono «Teneas gative aiutame» e «Non possum quia crepo», forme che mescolano elementi latini e volgari.
★ Da sapere
Il dominio iberoromanzo comprende galego, portoghese, basco, catalano, castigliano settentrionale e meridionale, leonese e aragonese; il basco non è indoeuropeo, mentre leonese e aragonese sono considerati dialetti.
Nel Medioevo galego e portoghese formavano un’unica lingua dell’angolo nord-occidentale della Penisola Iberica, poi diffusasi verso sud; oggi il portoghese e il mirandese sono ufficiali in Portogallo, mentre in Spagna sono ufficiali castigliano, basco, galego e catalano.
La conquista arabo-islamica della Penisola Iberica nel 711-718 avvia la sostituzione delle varietà iberoromanze meridionali con l’arabo; durante la Reconquista, iniziata intorno al 1000 e protratta fino alla fine del Medioevo, le varietà dei regni cristiani del Nord soppiantano a loro volta l’arabo e il mozarabo, diffondendosi verso sud.
Il catalano condivide tratti galloromanzi come la caduta delle vocali finali atone diverse da -A e la conservazione di CL- e PL- iniziali, ma con lo spagnolo condivide l’esito -MB- > M; un tratto proprio è la palatalizzazione di L- iniziale.
Approfondimenti
Il castigliano si distingue per l’esito F- > h > zero e per la dittongazione di Ĕ e Ŏ toniche sia in sillaba aperta sia in sillaba chiusa; durante la Reconquista si espanse dalla Vecchia Castiglia verso sud e assorbì arabismi.
La poesia lirica medievale galego-portoghese fu la lingua poetica della Penisola Iberica dalle origini fino al primo Trecento, mentre la prosa rimase limitata all’area in cui la lingua era parlata.
Il portoghese sviluppatosi dalle parlate centro-meridionali dopo lo spostamento del centro del paese verso Lisbona a metà Trecento presenta la caduta di -L- intervocalica, la caduta di -N- intervocalica con nasalizzazione della vocale precedente e un infinito personale coniugato.
★ Da sapere
📌 Il dominio galloromanzo comprende a nord la lingua d’oïl e a sud la lingua d’oc, oltre alle zone di transizione del francoprovenzale a sud-est e del pittavino a sud-ovest.
Il francese antico presenta una declinazione a due casi, la riduzione di -A atona a [ə], la caduta delle altre vocali finali atone e un’avanzata lenizione delle consonanti intervocaliche.
Il medio francese, datato tra il 1330 e il 1500, perde definitivamente la declinazione a due casi e presenta, tra gli altri fenomeni, la riduzione di ie a e dopo palatale e la caduta di -r e -s finali in determinate condizioni.
Il francese moderno, codificato negli ambienti colti intorno alla corte di Parigi dal Cinquecento, richiede normalmente il soggetto grammaticale espresso, segue un ordine sintattico rigido, usa la negazione ne… pas e ha parole ossitone.
Approfondimenti
Nel De vulgari eloquentia Dante distingue lingua d’oïl, lingua d’oc e lingua del sì, associa la lingua d’oïl alla narrativa e considera il provenzale la lingua ideale per la lirica.
Le varietà d’oïl e d’oc erano parlate e furono codificate nella scrittura senza una grammatica prescrittiva; la scrittura tende a essere conservativa rispetto al parlato.
Nel medio francese la grafia tende a essere latinizzata e conserva grafie fonetiche divenute mute, mentre revisioni ottocentesche come gli accenti hanno sostituito alcune grafie, tra cui la s preconsonantica.
L’occitano medievale sviluppò il provenzale, lingua letteraria europea legata alla poesia dei trovatori, ma l’egemonia francese e l’editto di Francesco I del 1539 ne contribuirono al confinamento in varietà dialettali.
Il francoprovenzale condivide con l’occitano la presenza di parole parossitone oltre a quelle ossitone e non possiede uno standard unitario; la comprensione tra le sue parlate è difficoltosa.
Oïl a Nord, oc a Sud
★ Da sapere
I tratti fiorentini comprendono: l’anafonesi, -AR- atono > [er], la prima persona plurale del presente in -iamo, la prima persona singolare del condizionale in -èi, la riduzione di [wɔ] e [ɔ] dopo palatale, l’imperfetto in prima persona singolare in -o
L’Italia presenta la maggiore diversificazione dialettale tra i paesi romanzi; la linea La Spezia-Rimini separa i dialetti settentrionali dai centro-meridionali e toscani e coincide con il confine tra Romània occidentale e orientale.
Il retoromanzo comprende ladino dolomitico, romancio e friulano; il romancio è lingua nazionale della Svizzera, mentre il friulano è una lingua di minoranza tutelata dalla Regione Friuli-Venezia Giulia.
Il romeno è lingua ufficiale di Romania e Moldavia, emerge nella documentazione scritta nel 1521 e si distingue per declinazione di dativo, genitivo e vocativo, neutro, articolo posposto e formazione specifica del futuro.
Approfondimenti
I dialetti settentrionali scempiano le consonanti geminate e oppongono consonanti sorde e sonore; la caduta delle vocali finali latine diverse da -A caratterizza i dialetti galloitalici, eccetto il ligure.
Tra i tratti dei dialetti meridionali figurano metafonesi condizionata dalle vocali finali -Ī e -Ŭ, assimilazione di -MB- in -mm- e di -ND- in -nn-, e vocalismo siciliano a cinque vocali anziché sette.
Il sardo è una lingua di minoranza senza uno standard generalmente accettato e conserva un carattere eccezionalmente conservativo; il corso è formato da dialetti italoromanzi con il francese come lingua tetto e ha subito una forte toscanizzazione.
Il friulano distingue quantità vocaliche con valore fonologico e conserva -s latina nei plurali e nelle forme verbali della seconda persona singolare e plurale.
Il dalmatico, lingua romanza estinta della costa orientale dell’Adriatico, conserva tratti consonantici, presenta una ricca dittongazione vocalica e possiede un futuro sintetico.
★ Da sapere
Il Saint Alexis, poemetto in lingua d’oïl conservato da sette manoscritti, racconta la leggenda di sant’Alessio, giunta in Occidente attraverso una versione latina del IX secolo; il manoscritto più antico è anglonormanno e risale al XII secolo.
La Chanson de Roland risale all’XI secolo e la sua versione più antica è nel manoscritto di Oxford, della metà del XII secolo; la firma finale nomina Turoldo, il cui ruolo può essere quello di autore, cantore o copista.
La Chanson de Roland è un poema epico in lasse assonanzate di decasillabi francesi, equivalenti agli endecasillabi italiani; le lasse similari riprendono un evento da un diverso punto di vista e rallentano l’azione.
La trama si articola in tre parti:
Su proposta di Rolando, i Franchi inviano Gano di Maganza come ambasciatore a Marsilio; Gano, invidioso di Rolando, organizza con Marsilio un’imboscata alla retroguardia franca comandata da Rolando.
A Roncisvalle i Saraceni sorprendono la retroguardia franca; Rolando combatte senza richiamare l’esercito con l’olifante perché teme il disonore, mentre Oliviero gli consiglia maggiore prudenza.
Approfondimenti
Le prime letterature romanze del XII secolo sono soprattutto galloromanze, mentre le aree italiana e iberica iniziano più tardi la pratica letteraria in volgare; le lingue germaniche erano già attestate nella scrittura letteraria nei secoli IX-X.
La prima traduzione della Bibbia in gotico fu compiuta dal vescovo Wulfila nel IV secolo per l’evangelizzazione; il Beowulf, poema di ambientazione scandinava nato dalla tradizione orale, risale all’inizio del IX secolo.
I più antichi testi letterari romanzi sono per la maggior parte testi religiosi destinati alla lettura o al canto per i laici, in appoggio alla predicazione o alla liturgia.
Il Saint Alexis è composto in strofe assonanzate di cinque décasyllabes, verso tipico delle chansons de geste fino alla fine del XII secolo.
🔄 La vicenda di Alessio si svolge in questa sequenza: fugge dopo aver esortato la sposa a prendere Cristo come sposo, dona i beni e mendica per 17 anni in Oriente, torna a Roma e mendica per altri 17 anni sotto la scala paterna, è riconosciuto santo dopo la morte grazie a uno scritto
La Chanson de Roland unisce il modello epico a una forte ispirazione religiosa, con Rolando rappresentato come un martire e l’arresto soprannaturale del sole che consente a Carlo di raggiungere i nemici.
La Chanson de Roland è ambientata nell’epoca della Reconquista della Penisola Iberica.
Rimasto solo tra i suoi cavalieri e dopo aver ferito mortalmente Marsilio, Rolando tenta di spezzare Durlindana, poi suona l’olifante fino allo sfinimento, chiede perdono a Dio e offre il guanto in segno di sottomissione; gli arcangeli Gabriele e Michele conducono la sua anima in Paradiso.
Carlo Magno sconfigge i Saraceni a Saragozza per vendicare Rolando e condanna Gano a morte per tradimento.
★ Da sapere
Il più antico romanzo in lingua d’oïl su Alessandro Magno risale all’inizio del XII secolo, è composto in lasse di octosyllabes e ne resta soltanto l’inizio.
Alla fine del XII secolo Alexandre de Paris riunì materiali di precedenti romanzi di Alessandro nel Roman d’Alexandre, composto in alessandrini e lasse rimate con caratteristiche di chanson de geste.
Sotto Enrico I, all’inizio del XII secolo, l’Inghilterra fu un centro d’avanguardia della letteratura d’oïl, dove si incontravano cultura latina monastica, tradizione storiografica anglosassone, tradizioni celtiche locali e interessi della nobiltà francofona.
Nel Roman de Brut di Wace compare la Tavola Rotonda, alla quale i cavalieri di Artù sedevano senza ordine gerarchico.
La lirica romanza dei trovatori provenzali nasce all’inizio del XII secolo nelle corti della Francia meridionale e crea un sistema di autori che condividono forme, immagini e idee rivolte al pubblico cortese.
I testi dei trovatori sono tramandati in canzonieri compilati dall’inizio del XIII secolo; il poeta più antico del corpus è Guglielmo IX d’Aquitania e di Poitiers, vissuto dal 1086 al 1126.
Approfondimenti
Un rifacimento tedesco della metà del XII secolo attribuisce l’Alexandre a Alberic de Pisançon e indica che l’opera arrivava almeno alla vittoria di Alessandro sul re persiano Dario.
La tradizione narrativa su Alessandro intreccia storia e invenzione favolosa, includendo imprese straordinarie ed episodi e paesi fantastici come le meraviglie dell’India.
I manoscritti più antichi del Saint Alexis e della Chanson de Roland sono anglonormanni.
Il Roman de Brut di Wace è una riscrittura anglonormanna della Historia regum Britanniae, composta in octosyllabes e dedicata alla materia arturiana.
Wace dichiara che il Roman de Brut fu concluso nel 1155.
La poesia trobadorica si diffuse nelle corti di Castiglia e Catalogna, poi nell’Italia settentrionale dalla fine del XII secolo; fu ripresa in lingua d’oïl dalla metà del XII secolo, in tedesco e galego-portoghese dalla fine del XII e in siciliano nel XIII secolo.
L’età classica dei trovatori va dal 1150 al 1250 e comprende il periodo della crociata contro gli Albigesi (1209-1229); Guiraut Riquier è tradizionalmente considerato l’ultimo trovatore.
📌 La distinzione tra trovatore, autore del testo e della melodia, e giullare, esecutore, non fu applicata in modo stabile, poiché le due categorie non erano sempre separate.
★ Da sapere
I romanzi antichi sono: il Roman de Thebes, rifacimento della Tebaide di Stazio, il Roman d’Eneas, rifacimento dell’Eneide di Virgilio, il Roman de Troie
Il ciclo bretone o arturiano comprende storie di origine celtica, trasmesse oralmente e trasformate nel tempo in senso cortese e normanno.
Il Roman de Renart è un insieme variamente aggregato di racconti in branches, con animali antropomorfi che agiscono in un contesto parodico della narrativa epica e romanzesca; le branches II e V, attribuite a Pierre de Saint-Cloud, risalgono circa al 1175.
📌 Il Roman de Renart mette in scena inganni, violenza e materialità in opposizione ai temi cortesi, mentre i fabliaux sono racconti brevi in versi, spesso anonimi, sviluppati soprattutto nel XIII secolo e contrapposti ai lai cortesi.
L’explicit del Poema del Cid riporta «Per Abbàt lo scrisse nel mese di maggio, nell’era del 1245»; l’era ispanica 1245 corrisponde al 1207 cristiano, ma escrivió può significare sia «copiare» sia «comporre», lasciando incerta la responsabilità di Per Abbat.
Il Poema del Cid narra le imprese di Rodrigo Díaz de Vivar, nobile vissuto nella seconda metà dell’XI secolo e morto nel 1099, ed è diviso in tre cantari composti in lasse assonanzate con versi irregolari da dieci a venti sillabe.
📌 Il Cid condivide con l’epica francese la fedeltà vassallatica, ma rappresenta una lotta oltre la frontiera cristiana motivata anche da promozione sociale, guadagni e possessi, con nemici e alleati cristiani o musulmani.
Approfondimenti
I romanzi antichi rielaborano liberamente le fonti classiche in chiave cortese, valorizzando figure femminili e storie d’amore e analizzando psicologicamente la passione, spesso attraverso monologhi ispirati soprattutto a Ovidio.
Chrétien de Troyes compose cinque romanzi arturiani; il Perceval rimase incompiuto e fu continuato da più autori.
Nel Roman de Renart, Renart è una volpe che inganna il lupo Isengrin, mentre Hersent, lupa, è ora amante ora vittima di Renart e il leone Noble governa il consesso feudale.
Jean Bodel è il primo autore notevole associato ai fabliaux ed è autore di otto fabliaux.
Nella seconda metà del XII secolo la poesia lirica catalana fiorì in provenzale, soprattutto alla corte di Alfonso II d’Aragona, mentre alla fine del secolo comparvero i primi trovatori galego-portoghesi nelle corti di Castiglia e Portogallo.
Nel XII secolo Toledo fu un centro di traduzione dall’arabo al latino, anche di opere e commenti ad Aristotele realizzati da Averroè.
Del Poema del Cid resta quasi integro un solo manoscritto del XIV secolo, che presenta tre fogli mancanti, compreso quello iniziale.
Il Roman de Renart rovescia il mondo cortese: inganno e materialità contro amore idealizzato.
★ Da sapere
Il Cantico delle creature di san Francesco d’Assisi, composto tra il 1224 e il 1226, è il primo componimento poetico italiano d’autore e il primo con una tradizione conservata in più manoscritti.
La Scuola siciliana fiorì alla corte di Federico II e poi di Manfredi tra il 1220 e il 1270, riprendendo il modello trobadorico in siciliano e sviluppando il sonetto, la sola poesia d’amore e la poesia non cantata.
Giacomo da Lentini, detto il Notaro, è il maggiore poeta della Scuola siciliana ed è il presunto inventore del sonetto; la sua attività di notaio imperiale è attestata tra il 1233 e il 1240.
Le Cantígas de Santa Maria di Alfonso X alternano canti di lode e testi narrativi in galego-portoghese, integrando testo, musica e miniature in una dimensione performativa; il re compose parte dei testi e guidò i collaboratori.
I testi romanzi erano destinati soprattutto all’ascolto perché molti destinatari non sapevano leggere e i libri erano rari, costosi e faticosi da leggere; la composizione delle chansons de geste è stata spiegata sia come ricreazione orale improvvisata sia come composizione scritta trasmessa per copie.
Le chansons de geste erano cantate, ma i loro manoscritti non conservano notazione musicale; le melodie trobadoriche compaiono in pochi manoscritti, quelle dei trovieri in molti, mentre le laudi italiane conservano melodie.
L’epica si canta in lasse, normalmente di décasyllabes o alessandrini, mentre il romanzo si legge ad alta voce in distici di octosyllabes a rima accoppiata o, dal XIII secolo, in prosa.
Approfondimenti
Tra i primi testi italoromanzi figurano il Ritmo laurenziano, di fine XII secolo, il Ritmo su sant’Alessio, di fine XII o inizio XIII secolo, e il Ritmo cassinese, di inizio XIII secolo, dialogo che sostiene la superiorità della vita contemplativa o celeste su quella terrestre.
I testi della Scuola siciliana sono trasmessi in traduzione toscana dai tre canzonieri lirici duecenteschi; le rime siciliane furono imitate dai toscani e contribuirono alla rima italiana tra vocali chiuse e aperte.
I tre generi principali sono:
Il mester de clerecía è una poesia colta castigliana dei secoli XIII e XIV, caratterizzata da autori istruiti, retorica scolastica, fonti scritte e intento didattico rivolto anche a un pubblico non colto.
Le opere in prosa associate ad Alfonso X comprendono testi scientifici su astronomia, astrologia, magia e proprietà delle pietre, un libro sui giochi e sugli scacchi e opere storiografiche, giuridiche e legislative.
La poesia della Scuola siciliana e quella toscana sono trasmesse senza notazione musicale; la poesia siciliana è considerata una tradizione lirica non cantata, anche per le strutture strofiche e sintattiche complesse e per la formazione giuridica dei suoi autori.
Le opere narrative lunghe non potevano essere eseguite in una sola seduta e potevano collegare gli episodi in successione cronologica o mediante una cornice biografica; la lettura dei cicli in prosa continuava a realizzarsi anche per episodi autonomi.
Metodi di edizione dei testi
| Metodo | Procedura | Obiettivo |
|---|---|---|
| Ricostruttivo di Lachmann | Confronta manoscritti e costruisce uno stemma | Ricostruire testo e storia della trasmissione |
| Conservatore di Bédier | Sceglie un manoscritto e lo conserva | Produrre un testo legato a un testimone reale |
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