Quiz: Farmacocinetica e vie di somministrazione (18 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Quale distinzione descrive correttamente farmacocinetica e farmacodinamica?

La farmacocinetica collega dose ed effetto, mentre la farmacodinamica collega concentrazione e distribuzione.
La farmacocinetica collega concentrazione ed effetto, mentre la farmacodinamica collega dose e concentrazione.
La farmacocinetica collega dose e concentrazione, mentre la farmacodinamica collega concentrazione ed effetto.
La farmacocinetica studia il metabolismo, mentre la farmacodinamica studia assorbimento, distribuzione ed eliminazione.

La farmacocinetica collega dose e concentrazione, mentre la farmacodinamica collega concentrazione ed effetto.

Spiegazione

La farmacocinetica analizza quantitativamente come la dose determina la concentrazione, mentre la farmacodinamica riguarda il rapporto tra concentrazione ed effetto. Invertire questi due rapporti confonde i rispettivi ambiti di studio.

2. Quale insieme di processi rientra nello studio della farmacocinetica?

Legame al recettore, risposta cellulare, efficacia e potenza del farmaco.
Dissoluzione, formulazione, confezionamento e conservazione del farmaco.
Diagnosi, scelta della terapia, monitoraggio e valutazione dell’aderenza.
Assorbimento, distribuzione, metabolismo ed eliminazione del farmaco.

Assorbimento, distribuzione, metabolismo ed eliminazione del farmaco.

Spiegazione

La farmacocinetica comprende assorbimento, distribuzione, metabolismo ed eliminazione del farmaco. Il legame ai recettori e la risposta cellulare riguardano invece soprattutto l’azione farmacodinamica.

3. Un clinico vuole mantenere la concentrazione di un farmaco nella finestra terapeutica: quale contributo offre la farmacocinetica?

Aiuta a ottimizzare il dosaggio e a scegliere via e frequenza di somministrazione appropriate.
Permette di determinare direttamente il bersaglio molecolare e l’intensità della risposta.
Stabilisce la diagnosi e seleziona il farmaco in base alla sola efficacia sul bersaglio.
Consente di sostituire la valutazione del paziente con una dose standard per ogni trattamento.

Aiuta a ottimizzare il dosaggio e a scegliere via e frequenza di somministrazione appropriate.

Spiegazione

La farmacocinetica aiuta a ottimizzare il dosaggio per mantenere concentrazioni terapeutiche e a individuare via e frequenza di somministrazione idonee. La determinazione diretta del bersaglio molecolare non è il contributo descritto per questa disciplina.

4. Qual è il meccanismo con cui la maggior parte dei farmaci attraversa le membrane biologiche?

Si lega a recettori di membrana che trasferiscono il farmaco all’interno.
Attraversa la membrana tramite vescicole che inglobano il farmaco.
Diffonde passivamente attraverso il doppio strato fosfolipidico.
Viene trasportata attivamente da proteine con consumo di ATP.

Diffonde passivamente attraverso il doppio strato fosfolipidico.

Spiegazione

La maggior parte dei farmaci attraversa le membrane biologiche per diffusione passiva nel doppio strato fosfolipidico. Il trasporto attivo è un meccanismo distinto e non rappresenta la modalità prevalente indicata.

5. Come si definisce il coefficiente di ripartizione di un composto?

È il rapporto tra la velocità di diffusione del composto e lo spessore della membrana.
È la quantità di composto che un trasportatore lega prima di raggiungere la saturazione.
È il rapporto tra le sue concentrazioni in due fasi liquide immiscibili all’equilibrio.
È la differenza tra le quantità del composto misurate ai due lati di una membrana.

È il rapporto tra le sue concentrazioni in due fasi liquide immiscibili all’equilibrio.

Spiegazione

Il coefficiente di ripartizione confronta le concentrazioni del composto nelle due fasi di una miscela di liquidi immiscibili all’equilibrio. La velocità di diffusione e lo spessore della membrana sono grandezze diverse, non la definizione di questo coefficiente.

6. Ai due lati di una membrana il pH è diverso: quale comportamento è atteso per un acido o una base debole?

La quota non ionizzata può entrare nella fase lipidica, mentre quella ionizzata vi ripartisce in misura virtualmente nulla.
La quota non ionizzata richiede ATP per attraversare la fase lipidica, mentre quella ionizzata segue il gradiente.
Entrambe le quote entrano nella fase lipidica con la stessa facilità, perciò il pH non influenza le concentrazioni totali.
La quota ionizzata entra nella fase lipidica, mentre quella non ionizzata vi ripartisce in misura virtualmente nulla.

La quota non ionizzata può entrare nella fase lipidica, mentre quella ionizzata vi ripartisce in misura virtualmente nulla.

Spiegazione

La forma non ionizzata può entrare nella fase lipidica, mentre quella ionizzata ha un coefficiente di ripartizione virtualmente nullo; una differenza di pH può quindi produrre concentrazioni totali diverse. L’idea che sia la forma ionizzata ad attraversare la fase lipidica capovolge il comportamento descritto.

7. Un soluto attraversa una membrana tramite un trasportatore, seguendo il gradiente elettrochimico senza consumare ATP; quale meccanismo lo descrive?

Diffusione facilitata, perché usa un trasportatore ed è saturabile senza richiedere ATP.
Trasporto attivo, perché il movimento secondo gradiente richiede energia per procedere.
Trasporto attivo, perché l’impiego di un trasportatore implica consumo di ATP.
Diffusione passiva, perché il movimento secondo gradiente non coinvolge proteine di trasporto.

Diffusione facilitata, perché usa un trasportatore ed è saturabile senza richiedere ATP.

Spiegazione

La diffusione facilitata usa un trasportatore, segue il gradiente elettrochimico, non consuma ATP ed è saturabile. Il trasporto attivo usa anch’esso un trasportatore, ma richiede ATP e può procedere contro gradiente.

8. Che cosa indica l’assorbimento di un farmaco?

La frazione di farmaco immodificato che raggiunge la circolazione sistemica.
Il passaggio dal sito di somministrazione al torrente circolatorio.
La distribuzione del farmaco dal sangue ai tessuti e al sito bersaglio.
La trasformazione del farmaco in metaboliti prima della sua eliminazione.

Il passaggio dal sito di somministrazione al torrente circolatorio.

Spiegazione

L’assorbimento è il passaggio del farmaco dal sito di somministrazione al torrente circolatorio. La frazione immodificata che raggiunge la circolazione sistemica definisce invece la biodisponibilità.

9. Che cosa misura la biodisponibilità di un farmaco?

La frazione di farmaco immodificato che raggiunge la circolazione sistemica dopo la somministrazione.
La frazione di farmaco che viene metabolizzata prima di poter raggiungere il sito bersaglio.
La velocità con cui il farmaco passa dal sangue ai tessuti dopo aver raggiunto la circolazione.
La quantità totale di farmaco che lascia il sito di somministrazione, inclusa quella trasformata.

La frazione di farmaco immodificato che raggiunge la circolazione sistemica dopo la somministrazione.

Spiegazione

La biodisponibilità è la frazione di farmaco non modificato che raggiunge la circolazione sistemica dopo la somministrazione, qualunque sia la via. La quantità assorbita non coincide necessariamente con quella che arriva immodificata alla circolazione sistemica.

10. Quale insieme di fattori può ridurre o modificare la biodisponibilità di un farmaco?

Assorbimento parziale, effetto di primo passaggio, instabilità chimica ed eccipienti.
Età del paziente, strategia terapeutica, via di somministrazione e compliance.
Distribuzione nei tessuti, legame ai recettori, risposta cellulare ed eliminazione renale.
Spessore della membrana, gradiente elettrochimico, trasportatori ed energia cellulare.

Assorbimento parziale, effetto di primo passaggio, instabilità chimica ed eccipienti.

Spiegazione

La biodisponibilità può dipendere dall’assorbimento parziale, dal primo passaggio, dall’instabilità chimica del farmaco e dagli eccipienti. La distribuzione tissutale e la risposta cellulare sono processi correlati alla terapia, ma non costituiscono l’insieme di fattori indicato per la biodisponibilità.

11. Qual è la differenza tra somministrazione sistemica e somministrazione topica?

La sistemica agisce localmente senza entrare nel circolo, mentre la topica distribuisce il farmaco attraverso il sangue.
La sistemica e la topica portano entrambe il farmaco nel circolo, ma differiscono per la rapidità con cui raggiungono il sito d’azione.
La sistemica porta il farmaco nel circolo per raggiungere il sito d’azione, mentre la topica lo applica vicino all’obiettivo per un’azione locale.
La sistemica applica il farmaco sulla zona interessata, mentre la topica lo immette nel circolo per raggiungere organi distanti.

La sistemica porta il farmaco nel circolo per raggiungere il sito d’azione, mentre la topica lo applica vicino all’obiettivo per un’azione locale.

Spiegazione

La somministrazione sistemica consente al farmaco di circolare fino al sito d’azione, mentre quella topica mira a un effetto locale senza ingresso nel circolo sistemico. L’idea che la via topica distribuisca il farmaco attraverso il sangue confonde l’azione locale con quella sistemica.

12. Una terapia utilizza una via enterale: quale caratteristica deve avere la via scelta?

Deve utilizzare l’apparato gastroenterico, come avviene con le vie orale, sublinguale o rettale.
Deve evitare l’apparato gastroenterico, come avviene con le vie endovenosa o intramuscolare.
Deve applicare il farmaco sulla cute o su una mucosa per ottenere un effetto locale.
Deve portare il farmaco direttamente in un’arteria o nello spazio intratecale.

Deve utilizzare l’apparato gastroenterico, come avviene con le vie orale, sublinguale o rettale.

Spiegazione

Le vie enterali utilizzano l’apparato gastroenterico e comprendono le vie orale, sublinguale e rettale. Le vie endovenosa e intramuscolare sono invece parenterali perché non utilizzano l’apparato gastroenterico.

13. Un paziente sveglio e collaborante assume una compressa a rilascio modificato: quale andamento ci si può attendere?

Un assorbimento rapido in pochi minuti, con effetto utile nelle emergenze e senza primo passaggio epatico.
Un effetto immediato con biodisponibilità completa, che richiede la somministrazione da parte di personale specializzato.
Un assorbimento lento e prolungato, con livelli plasmatici più costanti e una durata d’azione maggiore.
Un assorbimento variabile con latenza inferiore a quella orale, particolarmente adatto in caso di vomito.

Un assorbimento lento e prolungato, con livelli plasmatici più costanti e una durata d’azione maggiore.

Spiegazione

Le compresse orali a rilascio modificato prolungano l’assorbimento, favoriscono livelli plasmatici costanti e allungano la durata d’azione. L’effetto rapido in pochi minuti descritto in un’altra risposta è una caratteristica della via sublinguale.

14. In un’emergenza, quale caratteristica rende utile la somministrazione sublinguale a un paziente cosciente e collaborante?

La biodisponibilità è del 100% e la somministrazione permette di infondere grossi volumi.
L’assorbimento è variabile e la via è adatta quando il paziente vomita o non riesce a deglutire.
L’effetto è lento e prolungato e la via mantiene livelli plasmatici costanti per lungo tempo.
L’effetto compare rapidamente e la via evita il primo passaggio gastrointestinale ed epatico.

L’effetto compare rapidamente e la via evita il primo passaggio gastrointestinale ed epatico.

Spiegazione

La via sublinguale può produrre un effetto dopo pochi minuti ed evita il primo passaggio gastrointestinale ed epatico, risultando utile nelle emergenze. La biodisponibilità del 100% e la possibilità di infondere grossi volumi sono caratteristiche della via endovenosa.

15. Durante un’emergenza si sceglie la via endovenosa per ottenere un effetto immediato; quale precauzione è particolarmente importante?

Preferire un’iniezione intramuscolare, poiché la via endovenosa non consente l’impiego di farmaci irritanti.
Somministrare una soluzione oleosa in bolo, poiché il farmaco può essere recuperato dopo l’iniezione.
Affidare la somministrazione al paziente, perché l’effetto immediato rende superfluo il controllo della dose.
Infondere lentamente sotto la supervisione di personale specializzato, perché una dose eccessiva non può essere rimossa.

Infondere lentamente sotto la supervisione di personale specializzato, perché una dose eccessiva non può essere rimossa.

Spiegazione

La via endovenosa offre effetto immediato e biodisponibilità completa, ma una dose eccessiva non può essere rimossa; perciò l’infusione va condotta lentamente da personale specializzato. La via endovenosa può consentire l’uso di farmaci irritanti, mentre non è adatta alle sostanze oleose.

16. Si deve somministrare una preparazione depot che contiene una sostanza oleosa: quale caratteristica favorisce la scelta della via intramuscolare?

È indicata perché accoglie volumi minori della via sottocutanea e impedisce la precipitazione nel sito.
Garantisce biodisponibilità completa ed effetto immediato, anche per sostanze insolubili.
Assorbe sempre più rapidamente delle soluzioni acquose e non provoca dolore con sostanze irritanti.
Può accogliere sostanze oleose e preparazioni depot, oltre a volumi maggiori rispetto alla via sottocutanea.

Può accogliere sostanze oleose e preparazioni depot, oltre a volumi maggiori rispetto alla via sottocutanea.

Spiegazione

La via intramuscolare consente la somministrazione di sostanze oleose e preparazioni depot e tollera volumi maggiori della via sottocutanea. L’effetto immediato e la biodisponibilità completa caratterizzano invece la via endovenosa, che non è adatta alle sostanze oleose.

17. Perché una compressa sublinguale può ridurre il primo passaggio epatico?

Perché il farmaco viene assorbito nell’intestino e raggiunge il fegato dopo aver circolato nel sangue.
Perché porta il farmaco direttamente nella circolazione sistemica, evitando il passaggio iniziale attraverso il fegato.
Perché il metabolismo epatico viene sostituito da un metabolismo ed escrezione esclusivamente polmonari.
Perché il farmaco viene drenato nelle vene superiori e confluisce nel circolo portale prima di distribuirsi.

Perché porta il farmaco direttamente nella circolazione sistemica, evitando il passaggio iniziale attraverso il fegato.

Spiegazione

Il farmaco assorbito per via sublinguale raggiunge direttamente la circolazione sistemica e così evita il primo passaggio epatico. Il drenaggio nel circolo portale, al contrario, comporta un passaggio attraverso il fegato ed è descritto per una parte della dose delle supposte.

18. Perché una supposta può evitare il primo passaggio epatico solo per una parte della dose?

Perché il drenaggio nella vena cava inferiore evita la via epatica, mentre quello nelle vene superiori confluisce nel circolo portale.
Perché metà della dose è eliminata nei polmoni e la parte restante viene metabolizzata nel fegato.
Perché la dose si divide tra assorbimento orale, che evita il fegato, e assorbimento intestinale, che lo attraversa.
Perché il drenaggio nella vena cava inferiore confluisce nel circolo portale, mentre quello nelle vene superiori evita il fegato.

Perché il drenaggio nella vena cava inferiore evita la via epatica, mentre quello nelle vene superiori confluisce nel circolo portale.

Spiegazione

Il drenaggio nella vena cava inferiore consente a una parte della dose di evitare il passaggio epatico, mentre il drenaggio nelle vene superiori raggiunge il circolo portale. L’inversione dei percorsi venosi attribuisce in modo errato alla vena cava inferiore il drenaggio portale.

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Che cosa studia quantitativamente la farmacocinetica?

I rapporti tra dose e concentrazione del farmaco.

Che cosa studia la farmacodinamica?

I rapporti tra concentrazione ed effetto.

Che cosa studia la farmacocinetica?

I movimenti del farmaco nell’organismo.

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