Quiz: Impianti civili e segni CEI (54 domande)

Domande e risposte dettagliate

1. Che cosa caratterizza una serie civile componibile?

Integra due contatti comandati da una leva comune
Accoglie esclusivamente dispositivi destinati alla segnalazione
Permette di collegare più lampade mediante un unico conduttore
Consente di affiancare apparecchi modulari diversi su un supporto

Consente di affiancare apparecchi modulari diversi su un supporto

Spiegazione

Una serie civile componibile permette di affiancare sullo stesso supporto interruttori, prese, apparecchi elettronici e suonerie. L’integrazione di contatti comandati da una leva descrive invece un interruttore bipolare.

2. Quale elemento viene comandato dal tasto basculante in un interruttore?

L’involucro isolante
Il contatto mobile
La molla di pressione
Il contatto fisso

Il contatto mobile

Spiegazione

Il tasto basculante aziona il contatto mobile, permettendo di interrompere o ristabilire il circuito. Il contatto fisso e l’involucro non vengono mossi dal tasto, mentre la molla mantiene la pressione di contatto.

3. Come funziona un deviatore quando cambia la posizione del tasto basculante?

Riduce la tensione applicata ai due elettrodi
Collega più apparecchi modulari sullo stesso supporto
Dirige la corrente verso uno dei due contatti fissi
Interrompe la corrente in entrambi i conduttori

Dirige la corrente verso uno dei due contatti fissi

Spiegazione

Il deviatore dirige alternativamente la corrente verso uno dei due contatti fissi in base alla posizione del tasto. L’interruzione di entrambi i conduttori appartiene all’interruttore bipolare, mentre la riduzione di tensione riguarda la resistenza della lampada spia.

4. In che modo una lampada a incandescenza produce luce?

Riscalda fino all’incandescenza un filamento di tungsteno
Genera una scarica elettrica tra due elettrodi immersi nel gas
Fa passare corrente attraverso una resistenza collegata in serie
Illumina un gas conduttivo mediante due contatti fissi

Riscalda fino all’incandescenza un filamento di tungsteno

Spiegazione

La lampada a incandescenza produce luce portando ad alta temperatura un filamento di tungsteno attraversato dalla corrente. La scarica tra elettrodi caratterizza invece la lampada spia a scarica.

5. Che cosa produce la luce debole in una lampada spia a scarica?

Una scarica tra due elettrodi separati in un gas conduttivo
Il riscaldamento di un filamento di tungsteno in un’ampolla
Il passaggio della corrente attraverso due contatti mobili
La riflessione della luce su un involucro isolante

Una scarica tra due elettrodi separati in un gas conduttivo

Spiegazione

La lampada spia a scarica contiene due elettrodi separati in un gas conduttivo e si illumina debolmente quando avviene una scarica tra essi. Il riscaldamento di un filamento di tungsteno appartiene alla lampada a incandescenza.

6. Quale dispositivo si usa per comandare una lampada da un solo punto?

Un interruttore unipolare che interrompe un conduttore
Un deviatore che seleziona due percorsi di corrente
Un interruttore bipolare che interrompe due conduttori
Una lampada spia collegata in parallelo al punto luce

Un interruttore unipolare che interrompe un conduttore

Spiegazione

Per il comando da un punto si usa un interruttore unipolare, che interrompe la continuità elettrica di un solo conduttore. L’interruttore bipolare interrompe invece entrambi i conduttori di alimentazione.

7. Come devono essere collegate più lampade per accenderle contemporaneamente con un solo interruttore?

In parallelo, così ciascuna lampada riceve il collegamento del circuito
Con due leve vincolate, così si interrompono entrambi i conduttori
Tra due contatti fissi, così il deviatore seleziona ogni lampada
In serie, così la corrente attraversa una lampada dopo l’altra

In parallelo, così ciascuna lampada riceve il collegamento del circuito

Spiegazione

Il collegamento in parallelo consente di accendere contemporaneamente più lampade mediante un solo interruttore. Il collegamento in serie non realizza la funzione descritta nel circuito considerato.

8. Quale differenza distingue una lampada spia per localizzazione da una spia di accensione?

La spia di localizzazione si accende a punto luce spento, mentre quella di accensione segnala lo stato del punto luce
La spia di localizzazione interrompe il circuito, mentre quella di accensione devia la corrente verso due percorsi
La spia di localizzazione riduce la tensione di rete, mentre quella di accensione alimenta il filamento di tungsteno
La spia di localizzazione si accende a punto luce acceso, mentre quella di accensione illumina il comando al buio

La spia di localizzazione si accende a punto luce spento, mentre quella di accensione segnala lo stato del punto luce

Spiegazione

La lampada spia per localizzazione è accesa quando il punto luce è spento, facilitando l’individuazione del comando. La spia di accensione segnala invece se un punto luce esterno o lontano è acceso o spento.

9. Quale configurazione consente di comandare una lampada da due punti?

Un deviatore collegato a un invertitore e a un pulsante
Un interruttore collegato in serie con due pulsanti
Due interruttori indipendenti collegati ciascuno alla lampada
Due deviatori collegati in modo da modificare il percorso della corrente

Due deviatori collegati in modo da modificare il percorso della corrente

Spiegazione

Due deviatori permettono di cambiare il percorso della corrente e comandare la stessa lampada da due punti. Un singolo interruttore è invece adatto al comando da un solo punto, non alla configurazione descritta.

10. In un deviatore BTicino, quale funzione svolge il morsetto identificato con la lettera L?

È il secondo morsetto di uscita destinato al percorso di ritorno
È il primo morsetto di uscita collegato al percorso alternativo
È il morsetto riservato al collegamento della lampada comandata
È il morsetto centrale che scambia il percorso della corrente

È il morsetto centrale che scambia il percorso della corrente

Spiegazione

Il morsetto L è il morsetto centrale del deviatore e determina lo scambio tra i due percorsi della corrente. I morsetti 1 e 2 rappresentano invece i due percorsi alternativi.

11. Come si realizza il comando di una lampada da tre punti?

Con due invertitori alle estremità e un deviatore al centro
Con due deviatori alle estremità e un invertitore al centro
Con un deviatore al centro e due pulsanti alle estremità
Con tre interruttori collegati in parallelo lungo la linea

Con due deviatori alle estremità e un invertitore al centro

Spiegazione

Il comando da tre punti utilizza due deviatori alle estremità e un invertitore interposto al centro. Le altre configurazioni non realizzano la combinazione prevista per tre punti di comando.

12. Che cosa accade a un pulsante quando termina la pressione sul tasto?

I contatti restano nella posizione raggiunta fino a una nuova pressione
Una molla riporta tasto e contatti nella posizione iniziale
Un secondo contatto mantiene il tasto nella posizione selezionata
Il meccanismo cambia stabilmente stato a ogni azionamento

Una molla riporta tasto e contatti nella posizione iniziale

Spiegazione

Il pulsante possiede una sola posizione stabile e la molla lo riporta automaticamente alla posizione iniziale quando cessa la pressione. Il mantenimento della posizione selezionata è invece caratteristico dell’interruttore.

13. Qual è la differenza tra un pulsante 1NO e un pulsante 1NC?

Il primo contiene due contatti, mentre il secondo contiene un contatto singolo
Il primo è normalmente aperto, mentre il secondo è normalmente chiuso
Il primo è normalmente chiuso, mentre il secondo è normalmente aperto
Il primo mantiene il contatto chiuso, mentre il secondo lo apre a riposo

Il primo è normalmente aperto, mentre il secondo è normalmente chiuso

Spiegazione

La sigla 1NO indica un contatto normalmente aperto, mentre 1NC indica un contatto normalmente chiuso. Le altre descrizioni invertono il significato delle sigle o attribuiscono loro caratteristiche diverse.

14. Che cos’è un finecorsa in un circuito di comando?

Un deviatore con morsetto centrale destinato a cambiare il percorso della corrente
Un interruttore manuale usato per selezionare una posizione del circuito
Un relè dotato di bobina che apre i contatti quando riceve un impulso
Un pulsante modificato con perno o leva, azionato dal movimento di un oggetto

Un pulsante modificato con perno o leva, azionato dal movimento di un oggetto

Spiegazione

Il finecorsa è un pulsante modificato con un perno o una leva, attivato indirettamente o automaticamente dal movimento di un oggetto. Le altre descrizioni riguardano rispettivamente un comando manuale, un deviatore e un relè.

15. Perché la lampada interna di un frigorifero si accende quando la porta viene aperta?

L’apertura preme un finecorsa normalmente aperto collegato direttamente alla lampada
La porta aziona un deviatore che trasferisce la corrente verso il motore
La chiusura della porta alimenta un relè ciclico che accende la lampada
L’apertura libera un finecorsa normalmente chiuso che era mantenuto premuto dalla porta

L’apertura libera un finecorsa normalmente chiuso che era mantenuto premuto dalla porta

Spiegazione

La porta mantiene premuto un finecorsa normalmente chiuso; quando viene aperta, il finecorsa cambia condizione e consente l’accensione della lampada interna. Le altre alternative attribuiscono alla porta un tipo di contatto o un dispositivo diverso.

16. Qual è il principio di funzionamento di un relè elettromeccanico?

Due deviatori scambiano alternativamente il percorso della corrente nella bobina
Un pulsante mantiene chiuso il circuito finché l’operatore conserva la pressione
La bobina alimentata attira un’àncora che aziona i contatti, poi una molla la riporta indietro
Un impulso alla bobina fa ruotare una camme che conserva lo stato dei contatti

La bobina alimentata attira un’àncora che aziona i contatti, poi una molla la riporta indietro

Spiegazione

Nel relè, la corrente nella bobina genera l’azione elettromagnetica che attira l’àncora e aziona i contatti; quando la corrente cessa, la molla la riporta nella posizione iniziale. La rotazione a scatti della camme descrive invece il funzionamento del relè ciclico.

17. Come cambia lo stato dei contatti in un relè ciclico?

Ogni impulso alla bobina fa ruotare la camme di uno scatto e modifica ciclicamente i contatti
I contatti restano attivi finché la bobina riceve un’alimentazione mantenuta
Ogni pressione seleziona un percorso alternativo tramite i morsetti del deviatore
La bobina attira l’àncora e una molla apre i contatti appena arriva l’impulso

Ogni impulso alla bobina fa ruotare la camme di uno scatto e modifica ciclicamente i contatti

Spiegazione

Nel relè ciclico ogni impulso provoca una rotazione di uno scatto della camme, che cambia ciclicamente lo stato dei contatti. Il mantenimento dell’alimentazione per conservare lo stato attivo è invece associato al relè monostabile.

18. Quale collegamento permette di comandare lampade da più punti mediante un relè ciclico?

Deviatori collegati in serie, così ogni azionamento interrompe il percorso della corrente
Pulsanti normalmente aperti collegati in parallelo, così ogni pressione cambia lo stato delle lampade
Pulsanti normalmente chiusi collegati in serie, così il relè riceve alimentazione continua
Invertitori posti tra due deviatori, così ogni comando modifica direttamente il circuito delle lampade

Pulsanti normalmente aperti collegati in parallelo, così ogni pressione cambia lo stato delle lampade

Spiegazione

Con un relè ciclico si usano pulsanti normalmente aperti collegati in parallelo; ogni pressione invia un impulso e può accendere o spegnere le lampade. Deviatori e invertitori appartengono invece a una diversa soluzione circuitale per i comandi da più punti.

19. Quale condizione deve rispettare la corrente del carico collegato ai contatti di un relè?

Deve coincidere con la tensione nominale della bobina del relè
Deve superare la corrente nominale per garantire l’apertura dei contatti
Deve essere uguale o inferiore alla corrente nominale dei contatti
Deve dipendere soltanto dalla tensione applicata alla bobina

Deve essere uguale o inferiore alla corrente nominale dei contatti

Spiegazione

La corrente assorbita dal carico deve essere uguale o inferiore alla corrente nominale sopportata dai contatti del relè. La tensione della bobina e la corrente del carico sono grandezze diverse e non sostituiscono questa verifica.

20. Che cosa accade ai contatti di un relè monostabile quando viene interrotta l’alimentazione della bobina?

I contatti conservano lo stato assunto dopo l’impulso
Un secondo impulso mantiene i contatti nella posizione attiva
La molla li riporta nella posizione di riposo
La bobina inverte alternativamente la posizione dei contatti

La molla li riporta nella posizione di riposo

Spiegazione

Nel relè monostabile i contatti restano nello stato attivo mentre la bobina è alimentata e tornano a riposo quando l’alimentazione cessa. La conservazione dello stato dopo l’impulso è invece tipica del relè ciclico.

21. Per comandare un motore da 20 A mediante un relè monostabile, quale configurazione è corretta?

Un interruttore da 25 A alimenta la bobina a 20 V e i contatti da 16 A alimentano il motore
Un interruttore da 16 A alimenta la bobina a 230 V e i contatti da 25 A alimentano il motore
Un interruttore da 16 A alimenta direttamente il motore e la bobina riceve corrente dai suoi contatti
Un interruttore da 20 A alimenta il motore attraverso la bobina e i contatti da 16 A la proteggono

Un interruttore da 16 A alimenta la bobina a 230 V e i contatti da 25 A alimentano il motore

Spiegazione

L’interruttore da 16 A deve comandare la bobina a 230 V, mentre i contatti del relè, dimensionati a 25 A, devono condurre la corrente del motore da 20 A. Usare l’interruttore da 16 A direttamente sul motore lo sottoporrebbe a un carico superiore alla sua portata.

22. Quale distinzione caratterizza le lampade fluorescenti a catodo caldo rispetto a quelle a catodo freddo?

Il catodo caldo opera senza preriscaldamento, mentre quello freddo riscalda gli elettrodi prima dell’arco
Il catodo caldo usa il preriscaldamento, mentre quello freddo richiede tensioni di alcune migliaia di volt
Il catodo caldo ha forme su misura, mentre quello freddo presenta dimensioni standardizzate
Il catodo caldo funziona con migliaia di volt, mentre quello freddo usa elettrodi preriscaldati

Il catodo caldo usa il preriscaldamento, mentre quello freddo richiede tensioni di alcune migliaia di volt

Spiegazione

Le lampade a catodo caldo preriscaldano gli elettrodi e hanno dimensioni standardizzate; quelle a catodo freddo possono essere realizzate su misura e si accendono con tensioni molto elevate. Confondere il preriscaldamento con il funzionamento a tensione elevata inverte le caratteristiche dei due tipi.

23. Nel circuito fluorescente tradizionale a starter, quale sequenza descrive correttamente l’accensione della lampada?

Il reattore chiude le lamine, accende subito il tubo e lo starter limita la corrente durante il funzionamento
Lo starter chiude dopo il riscaldamento, preriscalda i filamenti e la sua apertura produce l’impulso del reattore
I filamenti producono l’arco, il reattore apre lo starter e le lamine bimetalliche regolano la luminosità
Il condensatore riscalda gli elettrodi, lo starter stabilizza l’arco e il reattore genera la tensione di rete

Lo starter chiude dopo il riscaldamento, preriscalda i filamenti e la sua apertura produce l’impulso del reattore

Spiegazione

La tensione di rete innesca lo starter, che chiude le lamine e consente il preriscaldamento dei filamenti; quando lo starter si apre, il reattore genera l’impulso necessario all’arco nel tubo. Il reattore ha invece il compito di limitare la corrente durante il funzionamento.

24. Quale caratteristica distingue un commutatore 1-0-2 da un pulsante?

Presenta una sola posizione stabile e due contatti che cambiano stato durante la pressione
Ha tre posizioni stabili, indicate come 1, 0 e 2, mantenute dai due tasti interbloccati
Dispone di due posizioni momentanee che producono impulsi distinti verso il circuito comandato
Ha una posizione instabile che ritorna al centro appena viene rilasciato uno dei due tasti

Ha tre posizioni stabili, indicate come 1, 0 e 2, mantenute dai due tasti interbloccati

Spiegazione

Il commutatore 1-0-2 possiede due tasti interbloccati e tre posizioni stabili, comprese le due posizioni di comando e quella centrale. Il ritorno dopo il rilascio è invece una caratteristica tipica del pulsante.

25. In un sistema aspiratore-soffiatore comandato da un commutatore 1-0-2, quale funzione svolge la posizione centrale?

Seleziona una terza modalità con velocità intermedia tra aspirazione e soffiatura
Mantiene attiva l’ultima direzione scelta dopo il rilascio del commutatore
Arresta il dispositivo interrompendo sia l’aspirazione sia la soffiatura
Inverte automaticamente la direzione ogni volta che il commutatore passa dal centro

Arresta il dispositivo interrompendo sia l’aspirazione sia la soffiatura

Spiegazione

Nel comando descritto, una posizione attiva l’aspirazione, l’altra la soffiatura e la posizione centrale arresta il dispositivo. La posizione centrale non rappresenta una terza direzione né il mantenimento dell’ultima modalità.

26. Come può un commutatore rotativo controllare la velocità di un ventilatore?

Regolando continuamente la tensione tramite una manopola senza posizioni prefissate
Selezionando gli avvolgimenti V1, V2 o V3, associati a tre velocità diverse
Collegando progressivamente tre condensatori che impongono la stessa velocità al motore
Attivando in sequenza tre relè che modificano la direzione di rotazione del ventilatore

Selezionando gli avvolgimenti V1, V2 o V3, associati a tre velocità diverse

Spiegazione

Nel ventilatore il commutatore rotativo seleziona gli avvolgimenti V1, V2 e V3, ciascuno associato a una diversa velocità. Una manopola con regolazione continua descriverebbe un comando diverso da un commutatore con posizioni definite.

27. Quale funzione distingue il dimmer da un normale interruttore?

Realizza la separazione galvanica del circuito
Regola progressivamente la luminosità della lampada
Protegge il circuito dalle sovracorrenti di rete
Stabilizza automaticamente la frequenza della corrente

Regola progressivamente la luminosità della lampada

Spiegazione

Il dimmer modifica gradualmente la luminosità parzializzando la tensione alternata e trasferendo meno energia alla lampada. Un normale interruttore, invece, realizza il comando acceso-spento e non separa galvanicamente il circuito.

28. Come modifica il dimmer la luminosità di una lampada collegata alla rete alternata?

Lascia passare una parte della forma d’onda sinusoidale
Aumenta la frequenza della tensione applicata alla lampada
Dissipa direttamente tutta la potenza in eccesso
Trasforma la corrente alternata in corrente continua

Lascia passare una parte della forma d’onda sinusoidale

Spiegazione

Il dimmer regola la luminosità lasciando passare una porzione della sinusoide e variando la corrente nel circuito elettronico tramite il comando. Il reostato semplice, invece, regola dissipando una parte rilevante della potenza sotto forma di calore.

29. Cosa può accadere se la potenza della lampada collegata a un dimmer è fuori dall’intervallo dichiarato dal dispositivo?

Possono comparire sfarfallio, ronzio o surriscaldamento
Il dispositivo mantiene sempre una regolazione perfettamente stabile
La lampada aumenta automaticamente la propria potenza nominale
Il dimmer converte il carico in un circuito a bassa tensione

Possono comparire sfarfallio, ronzio o surriscaldamento

Spiegazione

La potenza del carico deve rientrare tra il minimo e il massimo previsti dal dimmer; in caso contrario possono verificarsi sfarfallio, ronzio o surriscaldamento. Una regolazione stabile non è garantita quando il carico è fuori specifica.

30. Quale procedura garantisce la separazione necessaria per lavorare in sicurezza su una lampada comandata da dimmer?

Aprire un interruttore bipolare installato a monte
Scollegare il comando elettronico lasciando chiuso il circuito
Portare il dimmer nella posizione di lampada spenta
Ridurre la luminosità fino al livello minimo disponibile

Aprire un interruttore bipolare installato a monte

Spiegazione

Il dimmer è un comando funzionale e non realizza la separazione galvanica, neppure in posizione spenta; per la manutenzione occorre quindi aprire un interruttore bipolare a monte. Portare il dimmer al minimo non elimina la possibilità di presenza della tensione.

31. Per sostituire una lampada o un fusibile durante la manutenzione, quale dispositivo deve essere aperto?

Il contatto funzionale incorporato nell’utilizzatore
L’interruttore bipolare posto a monte dell’utilizzatore
Il dimmer regolato sulla luminosità più bassa
Un pulsante esterno collegato al circuito di comando

L’interruttore bipolare posto a monte dell’utilizzatore

Spiegazione

L’interruttore bipolare a monte consente la separazione necessaria per operare sull’impianto durante la manutenzione. Il comando funzionale, come un dimmer, controlla l’utilizzatore ma non garantisce questa separazione.

32. Quale abbinamento tra dispositivo e tipo di carico è corretto?

Dimmer tradizionale con lampade alogene a bassissima tensione senza trasformatore
Dimmer tradizionale con qualsiasi motore senza verifiche aggiuntive
Dimmer tradizionale con carichi elettronici indipendentemente dalla loro compatibilità
Dimmer tradizionale con lampade a incandescenza come carichi resistivi

Dimmer tradizionale con lampade a incandescenza come carichi resistivi

Spiegazione

Il dimmer tradizionale è destinato alle lampade a incandescenza, considerate carichi resistivi. Motori per ventilatori e lampade alogene a bassissima tensione richiedono invece dispositivi specifici e, nel secondo caso, l’alimentazione tramite trasformatore.

33. Come funziona il dimmer slave L4416 in un sistema con dimmer a pulsante L4413?

Regola il carico quando è pilotato dal L4413, aumentando il carico totale regolabile
Regola autonomamente il carico senza collegamento al dispositivo principale
Comanda il carico tramite un temporizzatore con intervalli prefissati
Sostituisce il L4413 riducendo il carico massimo complessivo

Regola il carico quando è pilotato dal L4413, aumentando il carico totale regolabile

Spiegazione

Il L4416 funziona come dimmer slave quando viene pilotato dal dimmer a pulsante L4413. Poiché entrambi hanno una potenza massima di 500 VA, il sistema consente praticamente di raddoppiare il carico regolabile; lo slave non opera come dispositivo autonomo.

34. Qual è la funzione propria di un interruttore orario?

Mantiene acceso un utilizzatore per un intervallo dopo un impulso
Regola progressivamente la luminosità in base alla corrente
Accende o spegne un utilizzatore in determinate ore programmate
Interrompe il circuito appena rileva un sovraccarico

Accende o spegne un utilizzatore in determinate ore programmate

Spiegazione

L’interruttore orario attiva o disattiva un utilizzatore in fasce orarie stabilite. Il temporizzatore, invece, interviene dopo un intervallo decorrente dal comando, non in base all’ora del giorno.

35. Nel funzionamento di un interruttore orario elettromeccanico, quale ruolo svolgono i cavalieri sul disco rotante?

Impostano gli orari in cui il contatto viene aperto o chiuso
Regolano la tensione applicata al motore sincrono
Misurano la corrente assorbita dal carico collegato
Forniscono la rotazione del disco mediante un motore sincrono

Impostano gli orari in cui il contatto viene aperto o chiuso

Spiegazione

I cavalieri vengono spostati sul disco e determinano gli orari prestabiliti di apertura o chiusura del contatto. La rotazione del disco è invece fornita dal motore sincrono, che costituisce un elemento distinto.

36. Quale differenza di precisione caratterizza gli interruttori orari settimanali elettromeccanici rispetto a quelli digitali?

Gli elettromeccanici hanno un intervallo minimo di 15 minuti, mentre i digitali arrivano a 2 ore
Gli elettromeccanici e i digitali hanno entrambi un intervallo minimo di 2 ore
Gli elettromeccanici programmano al secondo, mentre i digitali arrivano normalmente a 1 ora
Gli elettromeccanici hanno un intervallo minimo di 2 ore, mentre i digitali arrivano normalmente a 1 minuto

Gli elettromeccanici hanno un intervallo minimo di 2 ore, mentre i digitali arrivano normalmente a 1 minuto

Spiegazione

Gli interruttori orari settimanali elettromeccanici hanno una programmazione minima di 2 ore, mentre quelli digitali arrivano normalmente a 1 minuto e, nei modelli più sofisticati, fino a 1 secondo. L’intervallo di 15 minuti riguarda invece l’esempio di un interruttore orario giornaliero.

37. Come si comporta un interruttore crepuscolare quando la luminosità scende sotto la soglia regolata?

Modifica la soglia luminosa senza azionare il relè
Mantiene il contatto del relè nello stato precedente
Chiude il contatto del relè e attiva il circuito comandato
Apre il contatto del relè e interrompe il circuito comandato

Chiude il contatto del relè e attiva il circuito comandato

Spiegazione

Quando la luminosità scende sotto il livello regolato, il crepuscolare chiude il contatto del relè; quando aumenta oltre la soglia, lo apre. L’aumento della luce provoca quindi l’apertura del contatto, non la sua chiusura.

38. Quale sequenza descrive correttamente il funzionamento interno di un interruttore crepuscolare?

Il relè rileva la luce, la fotoresistenza amplifica il segnale e la bobina commuta
La fotoresistenza varia la resistenza, l’amplificatore pilota la bobina del relè
La bobina rileva la luce, il relè amplifica il segnale e la fotoresistenza alimenta il carico
L’amplificatore varia la luce, la bobina misura la resistenza e il relè stabilizza il segnale

La fotoresistenza varia la resistenza, l’amplificatore pilota la bobina del relè

Spiegazione

La fotoresistenza trasforma la variazione luminosa in una variazione di resistenza, il segnale viene amplificato e l’amplificatore alimenta la bobina del relè monostabile. Il relè esegue la commutazione, ma non svolge la funzione di rilevamento luminoso.

39. Dove deve essere collocata la sonda crepuscolare quando comanda un’insegna luminosa?

Dietro l’insegna, per proteggerla dalla luce ambientale
All’interno dell’insegna, per sincronizzare sonda e lampade
Lontano dall’insegna, per evitare cicli di accensione e spegnimento
Vicino all’insegna, per misurare direttamente la luce che produce

Lontano dall’insegna, per evitare cicli di accensione e spegnimento

Spiegazione

La sonda deve essere distante dall’insegna, perché la luce prodotta da quest’ultima potrebbe far rilevare una luminosità superiore alla soglia e provocare lo spegnimento. Il successivo ritorno al buio riaccenderebbe l’insegna, causando un pendolamento ciclico.

40. Quale caratteristica distingue il fotorelè come dispositivo di segnalazione luminosa?

Accende una lampada da 24 V soltanto finché il pulsante resta premuto
Comanda una lampadina da 230 V mediante un sensore di temperatura
Mantiene accesa una lampadina da 24 V dopo la pressione del pulsante di chiamata
Fa suonare un avvisatore acustico soltanto mentre viene premuto il pulsante

Mantiene accesa una lampadina da 24 V dopo la pressione del pulsante di chiamata

Spiegazione

Il fotorelè utilizza una lampadina a 24 V e una fotoresistenza per mantenere l’accensione dopo la chiamata. Il funzionamento descritto per una suoneria durante la pressione del pulsante non identifica il fotorelè.

41. Che cosa mantiene accesa la lampada del fotorelè dopo la pressione del pulsante di chiamata?

La bobina del relè resta magnetizzata finché il pulsante di chiamata rimane premuto
Il pulsante normalmente chiuso alimenta la lampada dopo aver interrotto il circuito
La luce della lampada riduce la resistenza della fotoresistenza e sostiene la corrente
La fotoresistenza aumenta la propria resistenza e blocca il passaggio della corrente

La luce della lampada riduce la resistenza della fotoresistenza e sostiene la corrente

Spiegazione

La pressione del pulsante cortocircuita la fotoresistenza e accende la lampada; la luce della lampada ne riduce fortemente la resistenza, permettendo alla corrente di mantenere l’accensione. Il pulsante normalmente chiuso di annullamento interrompe questo mantenimento quando viene azionato.

42. Da che cosa dipende l’attrazione o la repulsione dell’ancora in un relè polarizzato?

Dal senso della corrente continua applicata al relè
Dalla durata della pressione esercitata sul pulsante
Dalla sola intensità della luce presente nell’ambiente
Dalla temperatura raggiunta dalla bobina durante il funzionamento

Dal senso della corrente continua applicata al relè

Spiegazione

Nel relè polarizzato l’ancora è vincolata a una calamita e il senso della corrente continua determina se viene attratta o respinta. La luce ambientale e la durata della pressione non stabiliscono il verso dell’azione magnetica.

43. Che cosa rileva un interruttore a infrarossi passivi?

La radiazione infrarossa emessa da un corpo caldo in movimento
La radiazione infrarossa di un corpo caldo fermo, senza variazioni nel tempo
La presenza di qualsiasi oggetto freddo che attraversa il campo di rilevamento
Un fascio infrarosso generato dal sensore e riflesso da una parete

La radiazione infrarossa emessa da un corpo caldo in movimento

Spiegazione

Il sensore passivo rileva la radiazione infrarossa emessa da un corpo caldo in movimento e non emette propri raggi. Un oggetto freddo in movimento o un corpo caldo fermo non corrisponde alla condizione descritta per il rilevamento.

44. Come opera normalmente un interruttore a infrarossi passivi dopo aver rilevato una persona?

Spegne l’utilizzatore al rilevamento e lo riaccende quando trascorre il tempo impostato
Accende l’utilizzatore finché la persona resta immobile e lo spegne senza temporizzazione
Attiva l’utilizzatore tramite un telecomando e regola la soglia in base alla temperatura
Accende l’utilizzatore e lo spegne dopo un tempo regolabile, con soglia crepuscolare regolabile

Accende l’utilizzatore e lo spegne dopo un tempo regolabile, con soglia crepuscolare regolabile

Spiegazione

Il rilevatore passivo accende l’utilizzatore quando riconosce una persona e lo spegne dopo un intervallo regolabile; normalmente include anche una soglia crepuscolare regolabile. Il sensore non richiede un telecomando per svolgere questa funzione.

45. Quali elementi compongono un sistema di comando a raggi infrarossi?

Un telecomando portatile e un ricevitore a parete che agisce da attuatore
Un sensore passivo e una lente di Fresnel installati nello stesso apparecchio
Una sonda crepuscolare e una lampada collegate mediante una linea di potenza
Un trasmettitore a parete e un relè portatile collegati da conduttori elettrici

Un telecomando portatile e un ricevitore a parete che agisce da attuatore

Spiegazione

Il sistema comprende un telecomando portatile e un ricevitore a parete che svolge la funzione di attuatore, senza collegamento elettrico tra comando e ricevitore. La lente di Fresnel appartiene invece alla struttura dei rilevatori infrarossi passivi.

46. Quali elementi costituiscono un sistema di comando a raggi infrarossi?

Un ricevitore portatile e un telecomando integrato nella parete
Un telecomando portatile e un ricevitore incassato nel muro
Un interruttore manuale e un trasmettitore installato nella lampada
Un sensore portatile e un attuatore collocato nel quadro elettrico

Un telecomando portatile e un ricevitore incassato nel muro

Spiegazione

Il sistema comprende un telecomando portatile che invia il comando e un ricevitore incassato nel muro che lo riceve e attua la funzione. Confondere i ruoli significa attribuire al telecomando l’azione svolta dal ricevitore.

47. In un ricevitore dimmer, quale azione consente di regolare la luminosità della luce?

Premere due volte rapidamente il comando
Premere rapidamente il comando una volta soltanto
Mantenere premuto il comando per un intervallo prolungato
Rilasciare il comando dopo averlo premuto brevemente

Mantenere premuto il comando per un intervallo prolungato

Spiegazione

La pressione prolungata modifica gradualmente la luminosità, mentre una pressione breve accende o spegne la luce. La pressione breve quindi commuta lo stato dell’illuminazione senza regolarne il livello.

48. Come deve essere installata la lente di un interruttore a infrarossi passivo per garantire un rilevamento corretto?

Libera da ostacoli e distante dalle fonti di calore
Coperta da una protezione e vicina a una fonte di calore
Orientata verso una parete e collocata dentro un mobile
Installata dietro un vetro e affiancata a una lampada calda

Libera da ostacoli e distante dalle fonti di calore

Spiegazione

La lente deve rimanere libera e lontana dalle fonti di calore, perché ostacoli e calore possono impedire o alterare il rilevamento. Una copertura o una fonte termica vicina può quindi compromettere il funzionamento.

49. Da che cosa è costituito un bimetallo e quale comportamento presenta al variare della temperatura?

Da una resistenza riscaldante, accoppiata a un contatto magnetico
Da due conduttori isolati, collegati in serie e sensibili alla corrente
Da due lamine con diversa dilatazione, vincolate e deformabili con la temperatura
Da una sola lamina con dilatazione uniforme, fissata a un supporto rigido

Da due lamine con diversa dilatazione, vincolate e deformabili con la temperatura

Spiegazione

Il bimetallo è formato da due lamine con diverso coefficiente di dilatazione, unite tra loro, che si deformano con la temperatura e ritornano alla forma iniziale quando essa diminuisce. Una singola lamina o una resistenza non descrive questo principio costruttivo.

50. In un relè termico, perché il bimetallo aziona più rapidamente l’apertura dell’interruttore quando aumenta la corrente?

Perché una corrente maggiore raffredda il bimetallo e riduce il tempo di intervento
Perché una corrente maggiore lo riscalda più intensamente e ne accelera la piegatura
Perché una corrente maggiore alimenta una bobina che sostituisce la deformazione
Perché una corrente maggiore genera un campo magnetico che apre direttamente il contatto

Perché una corrente maggiore lo riscalda più intensamente e ne accelera la piegatura

Spiegazione

La corrente riscalda il bimetallo, che si piega tanto più rapidamente quanto maggiore è la corrente e aziona l’apertura. La protezione termica dipende quindi dal riscaldamento e dalla deformazione del bimetallo, mentre il principio magnetico riguarda la protezione dai cortocircuiti.

51. Qual è la funzione fondamentale di un termostato?

Modificare le fasce orarie di funzionamento senza considerare la temperatura
Alimentare o interrompere un carico in base alla temperatura impostata
Misurare la pressione dell’impianto e regolare la portata del combustibile
Comandare un carico in base alla luminosità rilevata nell’ambiente

Alimentare o interrompere un carico in base alla temperatura impostata

Spiegazione

Il termostato controlla un carico, come una resistenza, alimentandolo o interrompendolo in funzione della temperatura impostata. Il controllo delle fasce orarie è invece l’elemento aggiuntivo caratteristico del cronotermostato.

52. Quale caratteristica distingue il termostato ambiente a bimetallo?

Pilota un relè elettronico a 230 V per regolare la temperatura in modo continuo
Comanda con un contatto ON/OFF il bruciatore e normalmente non richiede alimentazione
Misura la temperatura con semiconduttori e alimenta direttamente una resistenza
Controlla il bruciatore mediante un segnale programmato nelle diverse fasce orarie

Comanda con un contatto ON/OFF il bruciatore e normalmente non richiede alimentazione

Spiegazione

Il termostato ambiente a bimetallo agisce su un contatto ON/OFF che comanda il bruciatore della caldaia e normalmente funziona senza alimentazione elettrica. Il requisito dell’alimentazione a 230 V riguarda invece il termostato elettronico.

53. In quali condizioni il cronotermostato consente il funzionamento della caldaia?

Quando la temperatura è sotto il valore impostato, anche fuori dalla fascia programmata
Quando la temperatura supera il valore impostato e la fascia oraria è attiva
Quando la fascia oraria è attiva, indipendentemente dalla temperatura ambiente
Quando la temperatura è sotto il valore impostato e la fascia oraria è attiva

Quando la temperatura è sotto il valore impostato e la fascia oraria è attiva

Spiegazione

Il cronotermostato abilita la caldaia solo se coincidono due condizioni: temperatura inferiore a quella impostata e appartenenza alla fascia oraria programmata. Una sola di queste condizioni non è sufficiente per il funzionamento.

54. Quali sono i limiti inferiori di esplosività indicati per metano e GPL?

Il 5% per il metano e il 2,1% per il GPL
Il 2,1% per il metano e il 5% per il GPL
Il 10% per il metano e il 5% per il GPL
Il 5% per il metano e lo 0,5% per il GPL

Il 5% per il metano e il 2,1% per il GPL

Spiegazione

Il limite inferiore di esplosività indicato è del 5% per il metano e del 2,1% per il GPL. Lo scambio dei due valori è l’errore più plausibile, ma contraddice i dati specifici associati ai due gas.

Ripassa con le flashcard

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Cosa permettono le serie civili componibili su un supporto?

Di affiancare apparecchi modulari diversi.

Da quali componenti è costituito un interruttore?

Involucro isolante, contatto fisso, contatto mobile, tasto basculante e molla di pressione.

Come funziona il deviatore rispetto ai contatti fissi?

Dirige la corrente verso uno dei due contatti fissi in base al tasto basculante.

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