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Con l’inizio della scuola, il bambino può passare da una vita libera di movimento a molte ore seduto a scuola e a casa, anche davanti alla televisione.
Negli ultimi 50 anni le trasformazioni sociali e del tenore di vita hanno contribuito a modificare abitudini e ritmi, riducendo l’attività motoria e condizionando gli aspetti fisici e psichici.
Sedentarietà quotidiana → minore attività motoria e possibili conseguenze sul benessere
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Le alterazioni associate comprendono: difetti di portamento e atteggiamenti posturali viziati, paramorfismi dell’apparato cardiorespiratorio, paramorfismi metabolici
In alcuni paesi l’obesità raggiunge punte del 20% della popolazione giovanile sana.
I paramorfismi alterano l’armonia dello sviluppo e si collocano al confine tra fisiologia e patologia, pur restando fuori dal campo patologico.
I paramorfismi possono comprendere spalle di altezza diseguale, inclinazione del bacino, scapole alate, anomalie delle curve vertebrali, torace retratto fra le spalle, atteggiamenti degli arti in flessione e ptosi interne o esterne.
I paramorfismi insorgono nell’infanzia e predominano nei longilinei, nei biotipi astenici, durante la pubertà e nelle classi cittadine meno dedite all’esercizio fisico.
La profilassi comprende: bonifica delle condizioni ambientali, alimentari e igieniche, educazione fisica con insegnanti competenti e responsabili, attività fisica prima dell’età scolare oppure ginnastica correttiva, provvedimenti ergonometrici e di comportamento nelle aule
Paramorfismo: alterazione legata al tono muscolare; dismorfismo: anomalia sostenuta da alterazioni scheletriche
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L’educazione motoria migliora la coordinazione neuromuscolare e può favorire miglioramenti della postura e dell’atteggiamento.
La stimolazione armonica e simmetrica delle masse muscolari, senza sollecitazioni eccessive, sostiene le strutture scheletriche ancora fragili e in evoluzione.
Gesti ritmici, fluidi ed economici favoriscono agilità e scioltezza grazie a una migliore mobilità articolare, e possono contribuire a prevenire o correggere paramorfismi muscolo-scheletrici.
Allenamento adeguato → adattamento al lavoro fisico e possibili benefici posturali
★ Da sapere
📌 I programmi motori in età evolutiva devono rispettare le caratteristiche morfologiche e funzionali dei giovani e mirare al miglioramento globale delle qualità fisiche.
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📌 L’allenamento giovanile non deve essere unilaterale né basato su pochi gesti ripetitivi, perché ciò rischia di rallentare o bloccare l’apprendimento motorio.
📌 Prima dei 10-11 anni l’educazione fisica dovrebbe limitarsi a giochi ed esercizi senza sforzi muscolari eccessivi; dopo gli 11 anni può diventare più sostanziosa, distinguendo le fasi prepuberale, puberale e postpuberale.
★ Da sapere
📌 La selezione dei giovani per le attività sportive è difficile perché durante l’età evolutiva le componenti morfologica e fisica sono in continua trasformazione.
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📌 Prima di passare alla fase successiva dell’iniziazione sportiva, è necessario che un controllo medico qualificato abbia giudicato il giovane perfettamente sano.
📌 I programmi di allenamento vanno resi gradualmente più impegnativi rispettando le caratteristiche psicofisiche individuali e il grado di maturazione biologica.
★ Da sapere
📌 L’accrescimento e lo sviluppo fisico procedono continuamente dalla gestazione all’età adulta, ma non in modo uniforme.
📌 Nei periodi di massimo aumento del peso corporeo si rallenta lo sviluppo staturale, e viceversa.
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L’accrescimento comprende sviluppo e crescita fisica, tra cui consolidamento dello scheletro, aumento di altezza e peso e cambiamento degli organi interni, ed è in relazione con lo sviluppo del comportamento e dell’intero psichismo.
Nel neonato la testa misura un quarto della lunghezza corporea e rappresenta un terzo del peso corporeo; nella maturità misura un ottavo della lunghezza e un decimo del peso.
Alla nascita gli arti sono più corti del tronco e successivamente crescono più rapidamente, invertendo le proporzioni.
Turgor indica prevalenza trasversale; proceritas indica prevalenza in statura
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Il periodo neonatale corrisponde ai primi 15 giorni di vita ed è caratterizzato da movimenti riflessi associati all’immaturità del sistema nervoso e a ipertonia diffusa.
Il periodo nipiologico va dal 15° giorno al primo anno di vita; nel primo semestre, detto predentale, aumentano massa e adipe, mentre nel secondo semestre, detto dell’eruzione, si sviluppano tentativi di socializzazione e attività motoria.
Il turgor primus va dal primo al terzo anno di vita ed è caratterizzato da accrescimento staturale e ponderale, capacità posturali, prensione, deambulazione e coordinazione dei movimenti.
La proceritas prima va dai 3 ai 7 anni ed è caratterizzata da notevole crescita in altezza e dall’evoluzione degli apprendimenti motori in destrezza e abilità.
Dai primi giorni di vita alla pubertà: neonatale, nipiologico, turgor e proceritas alternati
★ Da sapere
📌 La legge dell’antagonismo morfologico-ponderale di Giacinto Viola afferma che nell’ontogenesi l’evoluzione ponderale e quella morfologica sono in rapporto inverso: più aumenta la massa, meno l’organismo si trasforma, e viceversa.
📌 La legge di Godin descrive l’alternanza, nel corpo e nei suoi segmenti, tra fasi di prevalente crescita in altezza e fasi di prevalente crescita in larghezza.
I fattori intrinseci sono:
I fattori estrinseci sono:
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L’abito morfologico può variare con l’età e con condizioni ambientali quali alimentazione, tipo di lavoro, clima e pratica sportiva.
L’abito longilineo è più frequente nei giovani, mentre quello brevilineo è più frequente dopo i 40 anni.
Alla nascita il bambino presenta caratteristiche brachitipiche; durante infanzia e fanciullezza le proporzioni si allungano progressivamente verso la morfologia adulta.
La fine dell’accrescimento staturale è indicata attorno ai 20-22 anni nell’uomo e ai 18-20 anni nella donna; il secular trend può anticiparla di circa 1-2 anni.
La crescita staturale e ponderale si alternano; le proporzioni cambiano con età e condizioni ambientali
Trasversale: osserva molti soggetti una volta; longitudinale: segue pochi soggetti nel tempo
Metodi di studio dell’accrescimento
| Metodo | Campione e misure | Valutazione |
|---|---|---|
| Trasversale | Molti soggetti, una misura ciascuno | Statica; valori standard |
| Longitudinale | Campione limitato, misure ripetute nel tempo | Dinamica; velocità di crescita |
| Misto | Integra le perdite con soggetti della stessa età | Semilongitudinale |
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Che cosa studia l’auxologia secondo la sua definizione?
La crescita fisica delle persone in età evolutiva.
Quali aspetti dell’accrescimento studia l’auxologia?
L’alternanza di sviluppo e crescita, con le relative modificazioni somatiche, fisiologiche, biologiche e psicologiche.
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