Riassunto: Sviluppo, bullismo e gioco

Schema del Corso

  1. Competenze adattive del neonato
  2. Sviluppo delle competenze motorie
  3. Scrittura e disturbi del linguaggio
  4. Problemi e condizionamento
  5. Sviluppo e processi cognitivi
  6. Percezione e sviluppo percettivo
  7. Attenzione e memoria
  8. Motivazione e cognizione sociale
  9. Regolazione delle emozioni nello sviluppo
  10. Controllo degli impulsi e apprendimento
  11. Consapevolezza corporea e immagine di sé
  12. Comportamenti atipici nell’infanzia e adolescenza
  13. Adozione e divorzio
  14. Trascuratezza, abuso sessuale ed effetti
  15. Ospedalizzazione e malattia cronica
  16. Disturbi del neurosviluppo
  17. Conseguenze del bullismo
  18. Gioco e mondo interno

1. Competenze adattive del neonato

Concetti chiave e definizioni

  • Temperamento: Lo stile di comportamento con cui un individuo interagisce con l’ambiente e che descrive come reagisce, non che cosa fa o perché lo fa.
  • Genotipo: L’insieme delle informazioni genetiche che definiscono strutture anatomiche e funzioni adattive, come movimento, linguaggio e vita di relazione.
  • Ecotipo: L’insieme delle esperienze derivanti dai rapporti dell’individuo con l’ambiente, come quelli con la madre, il padre e la famiglia.
  • Fenotipo: Il prodotto dell’interazione costante tra genotipo ed ecotipo.

Punti essenziali

  • I riflessi neonatali rappresentativi sono:

    • suzione
    • punti cardinali
    • fuga
    • luce
    • Galant
    • Moro
    • sobbalzo
    • prensione palmare
    • marcia automatica
    • reazione globale di raddrizzamento
  • Il neonato ricerca stimoli per ristabilire l’omeostasi quando percepisce una tensione dovuta alla rottura di un equilibrio.

  • I bisogni che concorrono all’equilibrio del neonato sono: fisiologici, come fame e sonno, conoscitivi, legati alla curiosità, sociativi, legati all’interazione con i consimili

  • Nelle prime fasi dello sviluppo prevalgono i fattori biologici, mentre progressivamente i fattori ambientali assumono un ruolo preponderante.

  • Nello sviluppo il bambino agisce sull’ambiente e ne viene modificato; l’ambiente modificato influenza nuovamente il bambino, in una sequenza di influenze reciproche.

2. Sviluppo delle competenze motorie

Concetti chiave e definizioni

  • Sviluppo motorio: Il processo con cui il bambino acquisisce competenze per muoversi, mantenere una postura stabile e coordinare armonicamente i movimenti.
  • Prassie: Gesti coordinati, intenzionali e finalizzati a uno scopo, automatizzati e realizzati senza controllo cognitivo cosciente.
  • Linguaggio: Un sistema arbitrario di segni e simboli utilizzato per comunicare e scambiare messaggi.

Punti essenziali

  • Il controllo del capo compare intorno ai 2-3 mesi, il controllo del tronco e la posizione seduta intorno ai 6-7 mesi e la stazione eretta con appoggio intorno ai 10-12 mesi.

  • Le principali forme di locomozione sono strisciamento o rotolamento, andatura quadrupedica dai 9 mesi in poi e deambulazione autonoma tra i 14 e i 15 mesi; l’andatura quadrupedica non è obbligatoria.

  • Lo sviluppo motorio segue una progressione cefalo-caudale, dal capo al bacino, e una progressione prossimo-distale, dalla spalla al polso e dalla coscia al piede.

  • 🔄 La prensione evolve attraverso:

    1. prensione a rastrello
    2. prensione digito-palmare
    3. pinza inferiore
    4. pinza superiore
  • Le competenze linguistiche comprendono:

    • fonologia: gestione dei suoni
    • morfologia e sintassi: gestione dei morfemi e delle regole della frase
    • semantica: gestione dei significati
    • pragmatica: uso delle informazioni extraverbali e contestuali
  • La fase preverbale comprende vocalizzi dalle 6 settimane, suoni consonantici dai 3-4 mesi, balbettio intorno ai 6 mesi e lallazione volontaria tra gli 8 e i 10 mesi; le prime parole compaiono intorno ai 12 mesi.

  • Nello sviluppo verbale, il vocabolario comprende circa 5 parole a 15 mesi e circa 150 parole a 24 mesi; intorno ai 18 mesi compare la parola-frase e a 3 anni il bambino riesce a strutturare una frase completa.

📌 Nel linguaggio telegrafico, che compare intorno ai 24 mesi, il bambino combina parole ma omette i funtori; nella fase grammaticale, tra 24 e 36 mesi, compaiono plurali, ausiliari, preposizioni e tempi verbali.

  • Gli approcci teorici comprendono: ambientalista, con Skinner, Bandura e gli orientamenti contestuali, innatista, con Chomsky e Slobin, interazionista, basato sull’interazione tra predisposizione biologica e ambiente

  • Gli stadi della lettura sono:

    • logografico
    • alfabetico
    • ortografico
    • lessicale

📌 Nella lettura ad alta voce si convertono grafemi in fonemi, mentre nella scrittura si convertono fonemi in grafemi.

3. Scrittura e disturbi del linguaggio

Concetti chiave e definizioni

  • Ritardo del linguaggio: La mancata comparsa delle prime produzioni verbali nei tempi attesi.
  • Balbuzie: Un disturbo della fluenza della parola caratterizzato da blocchi, prolungamenti o ripetizioni, che rende la conversazione esitante, tronca o ripetitiva.

Punti essenziali

  • Nello stadio ortografico il bambino apprende regole che aiutano a evitare errori nell’uso delle doppie e dei gruppi consonantici.

  • Le prime parole sono attese intorno ai 18 mesi e l’uso funzionale intorno ai 24 mesi; variazioni individuali sono possibili, ma il superamento dei 36 mesi è considerato ritardo.

  • Il ritardo semplice del linguaggio si risolve con stimolazioni ambientali e lascia spazio a un fluire del linguaggio, mentre in altre forme il ritardo può anticipare difficoltà linguistiche persistenti o segnalare un quadro clinico più complesso.

  • La balbuzie tonica ostacola l’avvio del suono o il passaggio da un suono al successivo, mentre quella clonica interrompe la conversazione con la ripetizione di un suono, spesso la prima sillaba o parola della frase.

  • I disordini che interferiscono con l’uso del linguaggio possono riguardare il pensiero, la morfosintassi e la semantica oppure la comunicazione sociale pragmatica; il disordine del pensiero non è classificato come disturbo del linguaggio.

Trucco mnemonico

La scrittura passa dal segno alla regola; i disturbi riguardano produzione, fluenza o uso del linguaggio.

4. Problemi e condizionamento

Punti essenziali

  • L’intelligenza è descritta come la funzione che permette alla persona di adattarsi all’ambiente, costruendo strategie per risolvere problemi e applicando le conoscenze a situazioni analoghe.

📌 I problemi affrontati dall’intelligenza appartengono agli ambiti concettuale, sociale e pratico: il primo richiede ragionamento, memoria di lavoro e flessibilità; il secondo riguarda le relazioni interpersonali; il terzo concerne le richieste quotidiane e l’autonomia personale, domestica e comunitaria.

  • Nel condizionamento classico, l’associazione ripetuta tra un campanello e il cibo fa sì che il campanello provochi salivazione anche senza cibo; il campanello diventa stimolo condizionato e la salivazione risposta condizionata. - Pavlov

📌 Secondo la legge dell’effetto di Thorndike, le risposte seguite da risultati favorevoli hanno maggiore probabilità di ripetersi, mentre quelle non riuscite hanno probabilità minore e possono essere soppresse.

📌 Nel condizionamento operante il rinforzo positivo offre una ricompensa piacevole, il rinforzo negativo consente di cessare uno stimolo avversivo e la punizione sopprime un comportamento mediante un atto altrui. - Skinner

📐 Formula - Il quoziente intellettivo è calcolato come QI=EMEC×100QI = \frac{EM}{EC} \times 100, dove EM è l’età mentale ed EC l’età cronologica.

📌 Cattell e Horn distinguono l’intelligenza fluida, legata alla soluzione di problemi astratti e in crescita soprattutto durante infanzia e adolescenza, dall’intelligenza cristallizzata, basata sulle conoscenze acquisite e suscettibile di aumentare per tutta la vita. - Raimond Cattell e John Horn

Trucco mnemonico

Conseguenze favorevoli → risposte più probabili.

5. Sviluppo e processi cognitivi

Punti essenziali

📌 Per Piaget, l’assimilazione usa stimoli nuovi attraverso strutture mentali già disponibili, mentre l’accomodamento modifica le strutture o sviluppa nuove soluzioni quando quelle esistenti non sono adatte. - Jean Piaget

  • I quattro stadi dello sviluppo sono (Piaget):

    • senso-motorio
    • preoperatorio
    • operatorio concreto
    • operatorio formale
  • I sei livelli senso-motori sono (Piaget):

    • riflessi
    • reazioni circolari primarie
    • reazioni circolari secondarie
    • coordinamento degli schemi secondari
    • reazioni circolari terziarie
    • combinazioni mentali

📌 Nello stadio preoperatorio l’egocentrismo rende difficile assumere il punto di vista altrui e adattare il linguaggio all’ascoltatore, mentre nello stadio operatorio concreto, dai sette ai dodici anni, compaiono le operazioni mentali e la capacità di conservazione. - Piaget

  • Nella risoluzione di un problema, dopo il recupero dei dati dalla memoria a lungo termine, si analizza il problema formulando ipotesi, si valutano le possibili conseguenze delle risposte ipotizzate, si emette una risposta verbale o comportamentale e se ne monitora l’effetto, modificandola se necessario.

6. Percezione e sviluppo percettivo

Concetti chiave e definizioni

  • Percezione: Operazione cognitiva che attribuisce significato ai dati sensoriali in entrata.
  • Apprendimento percettivo: Processo attraverso cui si impara a estrarre dallo stimolo informazioni.
  • Permanenza dell’oggetto: Comprensione che un oggetto ha un’esistenza autonoma e possiede tratti distintivi, come una palla rotonda che rotola se spinta.

Punti essenziali

📌 La percezione non è una copia perfetta della realtà: l’encefalo interpreta i primi dati sensoriali e cerca attivamente nello stimolo informazioni aggiuntive per riconoscerlo.

  • Le strategie di esplorazione cambiano con lo sviluppo: nei primi quattro mesi il bambino cerca eventi ed è interessato al movimento; tra cinque e otto mesi esplora soprattutto gli oggetti con il tatto e la manipolazione; tra nove e dodici mesi esplora contesti più ampi spostandosi e cercando dietro, sotto e dentro gli oggetti.

Trucco mnemonico

La realtà fisica non coincide sempre con quella percepita

7. Attenzione e memoria

Concetti chiave e definizioni

  • Attenzione selettiva: Seleziona il flusso dei dati in ingresso.
  • Attenzione divisa: Capacità di spostare rapidamente l’interesse nell’esecuzione di compiti simultanei.
  • Attenzione sostenuta: Capacità di mantenere attivo lo spazio di lavoro per il tempo necessario a completare il compito.
  • Memoria a lungo termine: Spazio in cui vengono collocati i prodotti degli apprendimenti e che può conservarli permanentemente, anche se può perdersi la capacità di recuperarli.

Punti essenziali

  • L’attenzione è l’elemento critico che condiziona la capacità di elaborazione del sistema e comprende attenzione selettiva, divisa e sostenuta.

📌 La memoria esplicita o dichiarativa permette di verbalizzare i contenuti e sottoporli a elaborazione cosciente, mentre la memoria procedurale comprende atti, gesti e comportamenti complessi eseguiti automaticamente; entrambe appartengono alla memoria a lungo termine.

Trucco mnemonico

Riconoscere è diverso dal rievocare

8. Motivazione e cognizione sociale

Concetti chiave e definizioni

  • Competenza sociale: La competenza sociale comprende la motivazione sociale, la cognizione sociale e la padronanza dei codici comunicativi.
  • Attaccamento: Legame affettivo con una figura specifica, inizialmente la madre, che si manifesta attraverso comportamenti variabili con l’età e le capacità espressive.
  • Attenzione congiunta: Situazione in cui due persone rivolgono la propria attenzione a un comune fuoco di interesse; a partire dai nove mesi il bambino segue ciò che l’altro fa e può comprenderlo come agente causale e mentale.
  • Cognizione sociale: Consapevolezza degli stati mentali propri e altrui e capacità di assumere la prospettiva dell’altro.
  • Teoria della mente: Capacità di riflettere su emozioni, credenze e sentimenti propri e altrui e di comprendere il comportamento degli altri, anche in base a ciò che essi credono, vero o falso.

Punti essenziali

  • Secondo John Bowlby, la motivazione primaria dell’attaccamento è la ricerca di vicinanza e protezione e il bambino nasce predisposto a ricercare e mantenere la vicinanza con una figura specifica che ne garantisce la sopravvivenza.

  • I pattern di attaccamento individuati attraverso la Strange Situation di Mary Ainsworth sono sicuro, resistente, evitante e disorganizzato; la procedura osserva i bambini di dodici mesi dopo il ritorno della madre, assente per tre minuti.

📌 Nell’attaccamento sicuro il bambino si fida della disponibilità del genitore; in quello resistente non è certo che il genitore sia disponibile e fatica a tranquillizzarsi al suo ritorno; in quello evitante mostra sfiducia e apparente indifferenza alla separazione; in quello disorganizzato presenta reazioni incoerenti e poco prevedibili.

  • Nella comunicazione richiestiva, nei primi mesi il lattante usa il pianto, a sei-sette mesi compare il reaching, cioè l’estensione del braccio verso l’oggetto desiderato, e verso gli otto-nove mesi il pointing, cioè l’indicazione con l’indice.

  • I codici comunicativi comprendono:

    • postura
    • espressioni facciali
    • mimica facciale
    • gesti
    • linguaggio verbale
    • elementi non verbali del parlato

📌 Secondo Ekman e Friesen, i gesti illustratori accompagnano intenzionalmente il linguaggio verbale e possono essere iconici, se rinforzano aspetti concreti del contenuto, o deittici, se indicano cose, situazioni o eventi condivisi come oggetto di attenzione.

9. Regolazione delle emozioni nello sviluppo

Concetti chiave e definizioni

  • Attenzione condivisa: La situazione in cui due persone rivolgono l’attenzione a un comune fuoco di interesse.
  • Emozioni: Stati della mente attivati da eventi-stimolo rilevanti per gli interessi del soggetto e accompagnati da espressioni corporee involontarie e comportamenti di avvicinamento o allontanamento.

Punti essenziali

📌 Verso i 9 mesi, nell’attenzione condivisa in risposta il bambino segue lo sguardo dell’altro verso ciò che lo interessa, mentre nell’attenzione su iniziativa del bambino cerca di agganciare l’attenzione altrui a un proprio interesse.

📌 La paura dell’estraneo compare davanti a una persona non familiare, mentre l’ansia di separazione compare quando il bambino vede allontanarsi la madre.

  • Le componenti fondamentali sono: l’affetto, la componente neurovegetativa, il correlato somatico automatico con valenza comunicativa, il comportamento

  • I passaggi della regolazione emotiva sono: riconoscere le emozioni, comprenderne l’origine in eventi-stimolo interni o esterni, esprimerle attraverso segnali corporei, valutarne gli effetti sullo stato mentale altrui, apprendere strategie per regolarle

  • La gestione delle emozioni non consiste nel reprimerle, ma nell’imparare a regolarle.

Trucco mnemonico

Riconoscere, comprendere, esprimere, valutare gli effetti e regolare: cinque passaggi progressivi.

10. Controllo degli impulsi e apprendimento

Concetti chiave e definizioni

  • Controllo degli impulsi: La capacità di inibire risposte comportamentali che tenderebbero a manifestarsi automaticamente davanti a eventi-stimolo.
  • Funzioni esecutive: Processi mentali top-down che intervengono quando occorre concentrarsi intenzionalmente, analizzare una situazione o risolvere un problema e comportano un dispendio di energie mentali.
  • Controllo inibitorio: Controlla e inibisce le risposte automatiche o impulsive che potrebbero non essere adatte alla situazione, bloccandole per valutarne l’idoneità.
  • Memoria di lavoro: La memoria di lavoro aggiorna continuamente finalità, risultati dei tentativi e strategie, rivalutando dinamicamente le finalità quando le strategie falliscono; non coincide semplicemente con una traccia di memoria a breve termine né con uno spazio di deposito dei dati.

Punti essenziali

📌 Nella seconda topica di Sigmund Freud, l’Es tende al soddisfacimento immediato secondo il principio di piacere, l’Io coordina le istanze e si orienta al principio di realtà, mentre il Super-Io comprende divieti e valori morali.

📌 Nella prospettiva associazionista, controllare gli impulsi significa rinunciare a una ricompensa immediata in vista di una ricompensa ritardata ma più gratificante.

  • Secondo Bandura, l’apprendimento osservativo permette di apprendere nuovi comportamenti osservando un modello e di cogliere le ricompense e le punizioni associate ai comportamenti, senza dover agire sul modello.

  • Il bambino può apprendere osservando un modello senza agire direttamente su di esso e può apprendere sia comportamenti positivi sia negativi.

  • Dopo aver appreso un comportamento osservandolo, il bambino decide in seguito se e quando ripeterlo.

📌 Il determinismo reciproco di Bandura considera il bambino un fruitore attivo degli stimoli ambientali, che seleziona, elabora e traduce in risposte capaci a loro volta di influenzare l’ambiente, mentre il determinismo ambientale lo considera un recettore passivo.

  • Le tre componenti delle funzioni esecutive sono:
    • controllo inibitorio
    • memoria di lavoro
    • flessibilità cognitiva

11. Consapevolezza corporea e immagine di sé

Concetti chiave e definizioni

  • Sé: Il Sé è un insieme organizzato di percezioni che la persona individua come proprie; le percezioni di sé possono essere contraddittorie e variare da un momento all’altro.
  • Autostima: L’autostima è la valutazione delle qualità che l’individuo percepisce come proprie; è alta quando si provano sentimenti positivi verso i propri attributi e bassa quando si ha scarsa considerazione di sé e delle proprie capacità.

Punti essenziali

  • La presa di coscienza del corpo procede dalla scoperta di singole parti alla loro integrazione in un modello unitario del corpo; lo schema corporeo organizza i dati percettivi interni ed esterni e prepara l’organizzazione dell’atto motorio.

  • Le componenti dell’identità sessuale sono:

    • sesso biologico
    • identità di genere
    • ruolo di genere
    • orientamento sessuale
  • I disturbi del sonno descritti comprendono:

    • parasonnie non-REM: risvegli confusionali, automatismi motori e manifestazioni di terrore
    • parasonnie REM: incubi notturni
    • enuresi notturna
    • sindrome delle gambe senza riposo
    • disordini da movimento ritmico
    • bruxismo
    • mioclono notturno benigno dell’infanzia

📌 Le parasonnie non-REM si verificano nella prima parte del sonno e non lasciano ricordo al risveglio, mentre gli incubi notturni REM provocano il risveglio e vengono ricordati vividamente.

12. Comportamenti atipici nell’infanzia e adolescenza

Concetti chiave e definizioni

  • Ritiro sociale: Il ritiro sociale consiste nell’evitare le situazioni sociali e nel chiudersi progressivamente in casa; nelle dipendenze comportamentali, invece, l’allontanamento dalle relazioni è secondario all’interesse dominante per un’attività.

Punti essenziali

  • I contesti da valutare sono:
    • osservativo
    • familiare
    • scolastico
    • tempo libero

📌 Il rifiuto scolastico acuto compare improvvisamente dopo una precedente frequenza serena e può seguire eventi esterni come bullismo, litigi con compagni o condizioni mediche in famiglia; quello subdolo si manifesta in un bambino che non è mai andato volentieri a scuola.

📌 Nella fobia scolare l’oggetto temuto non è la scuola in sé, ma l’allontanamento dall’ambiente familiare, per una riattivazione dell’ansia di separazione.

  • Nel bambino esplosivo è fondamentale valutare il funzionamento mentale e il controllo degli impulsi e della regolazione emotiva; le esperienze relazionali possono consolidare strategie per fronteggiare gli impulsi.

  • L’adolescenza comporta mutamenti biologici, psicologici e sociali dinamicamente interagenti; la pubertà introduce ormoni sessuali che stimolano organi e apparati e coinvolge anche il sistema nervoso centrale.

  • Le caratteristiche comuni sono:

    • preminenza
    • influenza sul tono dell’umore
    • tolleranza
    • astinenza
    • conflitto
    • ricaduta

Trucco mnemonico

Nel rifiuto scolastico acuto il bambino prima frequentava volentieri; in quello subdolo la tiepidezza è presente da sempre.

13. Adozione e divorzio

Concetti chiave e definizioni

  • Adozione: Istituto giuridico che permette a soggetti non riconosciuti o non educabili dai genitori naturali di diventare figli legittimi di altri genitori.
  • Abuso: Qualsiasi atto di commissione o omissione in grado di interferire con lo sviluppo ottimale del bambino.

Punti essenziali

📌 Per avviare l’adozione, la coppia deve essere sposata da almeno tre anni senza separazione legale o di fatto e avere un’età superiore di almeno diciotto anni e non oltre quarantacinque anni a quella dell’adottato.

  • L’adozione è più favorevole se avviene nei primi sei mesi di vita, perché favorisce l’attaccamento precoce e riduce la privazione dovuta a istituti e cambiamenti di personale; dopo tale periodo sembrano aumentare i rischi emotivi e comportamentali.

  • Il divorzio è la rottura del vincolo matrimoniale, mentre la discordia è la modalità di interazione familiare che può condurre al divorzio; la discordia è indicata come principale fattore di disturbo a lungo termine.

  • In base alle caratteristiche dell’atto, l’abuso comprende atti intenzionali attivi, fisici o emotivi, e omissioni o neglect, consistenti nella disattenzione ai bisogni fisici o emotivi del bambino.

  • In base alla severità, il maltrattamento produce danni fisici o psicologici contenuti, mentre la violenza determina gravi danni fisici e profondi traumi psicologici.

  • Tra i fattori associati all’abuso figurano: quadro psicopatologico del genitore, dinamiche intrapsichiche problematiche e conflittuali, apprendimento dell’abuso subito dal genitore, povertà, emarginazione, isolamento sociale

14. Trascuratezza, abuso sessuale ed effetti

Concetti chiave e definizioni

  • Abuso sessuale: Coinvolgimento del bambino in attività sessuali inappropriate al suo sviluppo e al ruolo familiare, compiute da una persona più grande per età e ruolo, di fronte alle quali il bambino non riesce a elaborare realisticamente la situazione né a opporre adeguata resistenza.
  • Autocontrollo: Capacità di rinunciare a una ricompensa immediata in previsione di una ricompensa ritardata ma più gratificante, inibendo l’impulsività.
  • Autocontrollo: Capacità di inibire l’impulsività, con modifiche durante lo sviluppo in rapporto alla maturazione e alla crescita dell’individuo.
  • Autostima: Giudizio qualitativo che ciascuno esprime su sé stesso e sulle proprie capacità cognitive, motorie e sociali.

Punti essenziali

  • Le forme di trascuratezza sono:

    • fisica
    • nelle cure mediche
    • nella supervisione
    • educativa
    • emotiva
  • Abuso e trascuratezza possono interferire con lo sviluppo cognitivo causando ritardi del linguaggio e dell’apprendimento scolastico; le conseguenze aumentano quanto più il bambino è piccolo e quanto più a lungo durano gli eventi.

📌 In condizioni di abuso o trascuratezza, la mancanza della funzione modulatrice dei genitori può provocare disfunzioni nel controllo degli impulsi, con autocontrollo estremo oppure molto basso.

Trucco mnemonico

L’autocontrollo frena l’impulsività; l’autostima valuta il proprio valore e le proprie capacità.

15. Ospedalizzazione e malattia cronica

Concetti chiave e definizioni

  • Sindrome di Munchausen per procura: R. Ascher, 1951 - Detta anche Disturbo Fittizio per procura, consiste nella falsificazione intenzionale o nell’induzione di segni o sintomi fisici o psichici in un’altra persona, presentata come malata.

Punti essenziali

  • Gli effetti a lungo termine possono comprendere:

    • disturbi della personalità
    • depressione maggiore
    • abuso di sostanze
    • severi disturbi d’ansia
  • Nella sindrome di Munchausen per procura, un genitore, di solito la madre, sottopone il figlio a indagini diagnostiche lunghe e rischiose per presunti sintomi, può falsificare referti medici e può provocare sintomi somministrando sostanze tossiche.

  • I danni al bambino sono fisici e psicologici, questi ultimi legati al ruolo permanente di malato, alla formazione di un falso sé e alla colpa che può renderlo complice e accondiscendente verso la madre.

  • 🔄 Le fasi dell’adattamento al ricovero sono (Robertson):

    1. protesta: pianto, urla e rifiuto delle attenzioni del personale sanitario
    2. disperazione: dolore per la perdita, inattività, pianto e scarsa alimentazione
    3. negazione: apparente adattamento, partecipazione alla vita del reparto e attaccamento ai curanti
  • Il ricovero è traumatico perché introduce il bambino in un ambiente estraneo e lo separa dai familiari; la separazione può essere vissuta come abbandono e, insieme alla malattia, accentua stress psicologico e conseguenze emotive.

📌 La malattia acuta pone i problemi psichici in secondo piano perché è possibile la guarigione, mentre la malattia cronica modifica stabilmente la personalità e le relazioni del bambino con sé stesso e l’ambiente.

  • Di fronte alla malattia cronica, il bambino può difendersi con la regressione, rinunciando ad autonomie e diventando più dipendente, esigente e lamentoso, oppure con la negazione, comportandosi come se non fosse malato, rifiutando la terapia e mostrando aggressività.

Trucco mnemonico

Nel ricovero: protesta, disperazione, negazione.

16. Disturbi del neurosviluppo

Concetti chiave e definizioni

  • Disturbo mentale: DSM-5, 2013 - Sindrome caratterizzata da un’alterazione clinicamente significativa della sfera cognitiva, della regolazione delle emozioni o del comportamento, che riflette una disfunzione dei processi psicologici, biologici o evolutivi alla base del funzionamento mentale.
  • Bullismo: Relazione asimmetrica e oppressiva in cui uno studente è esposto ripetutamente ad azioni offensive di uno o più compagni, come persecutore singolo o gruppo e con una vittima singola o collettiva.

Punti essenziali

📌 La malattia è riconducibile a una sequenza eziopatogenetica definibile che collega una causa nota o fortemente presunta a sintomi e alterazioni anatomopatologiche, mentre la sindrome è un insieme ricorrente di sintomi la cui sequenza eziopatogenetica non è conosciuta.

📌 Le alterazioni interrompono un percorso normale e sono associate a modificazioni della trama anatomofunzionale di base, mentre i disordini del neurosviluppo corrispondono a traiettorie evolutive atipiche con connessioni intra- e interneurali differenti da quelle dello sviluppo tipico.

  • I disturbi del neurosviluppo più rappresentativi sono:

    • Disturbo dello Spettro dell’Autismo
    • Disturbo dello Sviluppo Intellettivo
    • Disturbo del Linguaggio
    • Disturbo Specifico dell’Apprendimento
    • Disturbo di Sviluppo della Coordinazione
    • Disturbo da Deficit dell’Attenzione/Iperattività
  • Il progetto terapeutico personalizzato per un soggetto con un disturbo del neurosviluppo deve guardare sia al presente sia al futuro, considerando la persona e il suo percorso di crescita oltre al disturbo caratterizzante.

📌 Il bullismo diretto consiste in azioni offensive rivolte direttamente alla vittima, verbali, fisiche o gestuali, mentre quello indiretto consiste in comportamenti intenzionali di esclusione, isolamento o ignoramento.

Trucco mnemonico

La malattia interrompe un percorso tipico; il disordine del neurosviluppo segue una traiettoria atipica.

17. Conseguenze del bullismo

Punti essenziali

📌 La vittima passiva è inibita e non riesce a difendersi, mentre la vittima provocatrice reagisce ma non riesce comunque ad arginare le prevaricazioni.

  • Il profilo del bullo comprende:

    • scarso controllo degli impulsi
    • bassa tolleranza alle frustrazioni
    • umore disforico
    • carenza di empatia
  • Gli effetti a lungo termine del bullismo dipendono dall’età in cui si verifica, dal tipo e dalla durata degli atti e dal profilo emotivo di base della vittima.

  • Le conseguenze a breve termine del bullismo possono comprendere ansia con somatizzazioni, evitamento, calo del rendimento scolastico, umore depresso, alterazioni del sonno e del comportamento alimentare.

18. Gioco e mondo interno

Punti essenziali

  • L’osservazione del gioco considera:

    • attitudine e modalità d’uso dei giochi
    • organizzazione del gioco
    • tematica del gioco
    • verbalizzazione
    • abilità psicomotoria
    • tolleranza alle frustrazioni
  • Il gioco consente di valutare il livello di sviluppo cognitivo e di accedere al mondo interno del bambino.

  • Lo sviluppo del gioco procede dal gioco manipolativo fino a 7-8 mesi, al gioco presimbolico dagli 8 mesi, al gioco funzionale verso i 10 mesi, al gioco di finzione con oggetti sostitutivi dai 2 anni, al gioco sociodrammatico verso i 4-5 anni e ai giochi con regole dai 7 anni.

  • Melanie Klein considerava l’analisi del gioco la tecnica più adatta ai bambini e il gioco l’equivalente delle libere associazioni dell’adulto, utile anche prima della comparsa del linguaggio verbale.

📌 L’interpretazione del gioco non deve basarsi su significati simbolici fissi, perché lo stesso oggetto può assumere significati diversi secondo il contesto relazionale in cui si svolge il gioco.

Tabelle di sintesi

Approcci allo sviluppo del linguaggio

ApproccioIdea centraleAutori citati
AmbientalistaApprendimento e influenza del contestoSkinner, Bandura
InnatistaMeccanismi o capacità innatiChomsky, Slobin
InterazionistaPredisposizione biologica e interazione ambientale

Classificazioni dell’abuso

CriterioCategorieCaratteristica
Caratteristiche dell’attoAtti intenzionaliComportamenti attivi fisici o emotivi
Caratteristiche dell’attoOmissioni o neglectDisattenzione ai bisogni del bambino
SeveritàMaltrattamentoDanni fisici o psicologici contenuti
SeveritàViolenzaGravi danni fisici e profondi traumi psicologici
NaturaAbuso fisicoDanni somatici
NaturaAbuso emotivoIncidenza sui bisogni affettivi

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1. Quale riflesso neonatale si manifesta con la rotazione del capo verso il lato in cui viene stimolata la cute?

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Quali riflessi neonatali rappresentativi si osservano nel neonato?

Suzione, punti cardinali, fuga, luce, Galant, Moro, sobbalzo, prensione palmare, marcia automatica e reazione globale di raddrizzamento.

Perché il neonato ricerca stimoli quando percepisce una tensione?

Per ristabilire l’omeostasi dopo la rottura di un equilibrio.

Quali tipi di bisogni concorrono all’equilibrio del neonato?

Bisogni fisiologici, conoscitivi e sociativi.

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